A ovest di una casa bianca : breve compendio a ZORK in vista del film tratto da Ready Player One

Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOIogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), CHI NON CORRE E’ PERDUTO ha pensato bene di collaborare con il MUCO (MUseo d’arte COntemporanea) di Varese. Qui, a detta dei critici, insieme alle peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei, sono esposti i più vecchi e importanti videogiochi mai creati da mente umana. Tra gli altri, un datatissimo JOUST, un decrepito DUNGEONS OF DAGGORATH, un drammatico ADVENTURE, e un vetusto PAC-MAN. Francesco Muzzopappa è l’amministratore del museo e ci lavora da parecchi anni. È grazie a lui se il blog è potuto entrare in possesso di questo prezioso pezzo, ZORK, che rappresenta uno dei nonni della narrativa interattiva e delle avventure basate su testo. Siate riconoscenti a Francesco per questa intro e continuate a leggere 📖 per farvi una cultura.

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Nascosto nel TRASH : breve compendio a DUNGEONS OF DAGGORATH in vista del film tratto da Ready Player One

Quasi tutti quelli che disponevano di un computer nei primissimi anni ’80, cosa tra l’altro NON scontata a quei tempi, hanno assistito ai vagiti dei videogiochi di ruolo e delle avventure grafico/testuali. Su queste frequenze ho trovato occasione per citarvi le avventure grafiche di Scott Adams e della LucasArt, per dire, ma prima di esse c’erano veri e propri pionieri tipo Ultima e l’inossidabile Zork. Come al solito questi giochi traevano ispirazione dalla letteratura fantasy, dai film e dai fumetti. E anche se ad oggi vengono ingiustamente sottovalutati non godendo dell’attenzione che meritano, avevano un’enorme carica innovativa e, soprattutto, didattica.
Io, per esempio, ho avuto i miei primi approcci alla lingua inglese giocando a The Dallas Quest… Si. Ok, bravi. Magari qualcuno dirà che quegli approcci mi hanno condotto solo a un gigantesco due di picche con la suddetta. Ve lo concedo, potrebbe essere vero. Però, il punto non è la mia preparazione nella lingua inglese. Il punto è che quei giochi, purtroppo, non sono ricordati abbastanza ADESSO.
Dungeons of Daggorath è uno di questi giochi, ma per fortuna arriva Ernest Cline a rinfrescarci la memoria. E adesso un po’ di musica giusta per farvi entrare in situazione.

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PIUME DI STRUZZO : breve compendio a JOUST in vista del film tratto da Ready Player One

Succede che mi vada a rileggere i vecchi articoli e spesso (non sempre, per fortuna) ci trovi dentro parecchi motivi di insoddisfazione. Vuoi gli errori grammaticali, vuoi gli svarioni lessicali, vuoi questa ceppa di minchia; alla fine questi scritti mi lasciano l’amaro in bocca, tipo come andare a vedere Gli Ultimi Jedi, per dire.
Solitamente cerco di intervenire correggendo al volo, apportando modifiche qua e là e tutto si risolve, ma, oh, con questo articolo dedicato a Joust di Williams Electronics non c’è proprio stato verso. Mai come adesso, e soprattutto dopo che mi sono andato a rileggere per la seconda volta quel belliFFimo libro che è Ready Player One, sento l’esigenza di una riscrittura radicale, di un bel colpo di cimosa che spazzi via tutto (o quasi) quello che ho scritto prima, e allora sai che c’è? Me lo riscrivo tutto per intero questo articolo. Ne sento l’impellente bisogno. Mi scappa forte di riscrivere l’articolo su Joust, con buona pace di Ernest Cline e Ready Player One.
Sigla.

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Guida pratica per sopravvivere al Natale 2017

Il Natale è il momento più magico dell’anno, più magico persino di quattro festività nazionali incollate insieme e moltiplicate per Pasqua. Molto tempo addietro era, ovviamente, un festival invernale celebrato da pagani tedeschi, e consisteva in grandi feste, canti natalizi, e felicità tutt’intorno, poi hanno incluso Gesù Cristo.
Oggi seguiamo quelle stesse tradizioni originariamente seguite dai tedeschi ( io, poi, ci lavoro addirittura per i tedeschi. Pensa un po’). Mangiamo pasti incredibilmente grassi, cantiamo canzoni che riempiono il cuore di felicità, e ci immergiamo in una depressione precoce in preparazione del rientro al lavoro nel nuovo anno che si profila all’orizzonte.

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Shin Fottutamente Godzilla : un mostro che spacca tutto per benino e fa tanto riflettere

Ve lo ricordate l’ultimo film di Godzilla? Sì, bravi. Proprio quello di tre anni fa. Quello americano pubblicato da Legendary Pictures e diretto da quel signor regista chiamato Gareth Edwards che poi ci ha regalato Rogue One: A Star Wars Story.
Ecco. Mentre quello di Edwards è tecnicamente un film di Godzilla, questo Shin Godzilla è la prima produzione giapponese di un film di Godzilla dal lontano 2004.
Toho ha ingaggiato lo sceneggiatore e regista Hideaki Anno, la mente che sta dietro al fenomeno critico e commerciale anime che è, ed è stato, Neon Genesis Evangelion, e lui, insieme al suo collaboratore di lunga data Shinji Higuchi, ci riporta il nostro amatissimo Kaiju indietro nel futuro nella miglior forma possibile.

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Masticare Amaro : La rece senza spoiler di Star Wars Gli Ultimi Jedi

Dove eravamo rimasti?
Ah già, Star Wars Il Risveglio della Forza!
Il miglior riavvio possibile per un film che copia e incolla troppi validi concetti mutuati da Una Nuova Speranza (con l’unica eccezione di colui che dovrebbe essere un cattivo carismatico ma finisce per assomigliare all’assistente del professor Bunsen dei Muppets).
Nuovi personaggi che raccolgono lo scettro, due o tre scene che fanno in pieno il loro sacrosanto dovere, qualche battutina con il retrogusto dei Guardiani della Galassia, Han Solo ingiustamente sacrificato, Mark Hamill mito semi-umiliato, il carisma della prima, vecchia trilogia che regge il resto; in generale un buon prodotto, ma ci fa intendere che forse, in futuro, non vedremo niente che non abbiamo già visto.
Certo, Il Risveglio della Forza va bene così, ma a mente fredda si respira aria stantia, di un qualcosa concepito a tavolino che prova a rinnovare tutto per non rinnovare niente, salvo idee rinfrescanti, tipo, che so, assumere un regista in cima alla trend list di Hollywood.
Il bello è che questo è stato clamorosamente capito da tutti, e dopo la boccata d’aria fresca portata da Rogue One, le aspettative per Gli Ultimi Jedi erano di riscossa.
Poi, invece, oltre al fan service hanno aggiunto alla conta anche la vendita dei pupazzetti e il nuovo trend inaugurato da I Guardiani della Galassia, e sono partiti per la tangente. All’uscita dal cinema, tutti a discutere. Sigla.

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Mostrologia di Natale : I GREMLINS

Lo devo ammettere: i Mogwai sono sempre stati i pupazzetti che mi hanno affascinato di più nella storia del cinema. A livello di design erano una scommessa mica da ridere: una razza di piccole creature pelose simili a roditori, simili a koala, simili a primati, con grandi orecchie e tre dita tozze a mani e piedi. Il risultato fu eccellente, tanto più che, se mangiavano dopo mezzanotte, potevano anche mutare forma e trasformarsi nei temutissimi Gremlins! Dal punto di vista estetico non c’erano cazzi, e i Gremlins sono stati uno dei più grossi successi di tutti i tempi.
Il cinema ci insegna da sempre che le cose brutte sono anche malvagie, e quelle belle, buone e pacifiche. È una correlazione diretta alla quale non si può sfuggire. Così come un successo al botteghino non può sfuggire al suo sequel, io non ho potuto fare a meno di ricordare i Gremlins aspettando il santo Natale.

carino e puccioso

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Trak ball Atari e signorine allegre che fanno la vita al CES del 1983

Un tizio si sveglia in una camera d’albergo e non sa chi è, perché è lì e come ci è finito. Non fosse per il fatto che è nudo, legato al letto con i cavetti di due Trak Ball, e accanto a lui riposa la pornostar Lisa De Leeuw, neanche voi lettori riuscireste a capire che è uno dei principale ingegneri Atari: Dan Kramer. Come logica conseguenza della perdita di memoria, Dan comincia a urlare robe tipo: « AIUTO! COSA DIAVOLO CI FACCIO QUI?» e così facendo sveglia Lisa e altri due troioni vestiti una da dominatrice Sadomaso e l’altra da liceale porca che dormono sul divano. Dan le guarda gironzolare in salotto mentre nota che sulle t-shirt che indossano è stampato il logo Atari. Adesso comincia a ricordare qualcosa…
Sigla.

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Kangaroo : ha telefonato uno di Atari e ha detto che rivuole indietro la sua dignita’

Ok, sarò sincero. È da un po’ che non scrivo un pezzo su un vecchio videogioco arcade. Quello che ho fatto finora l’ho raccolto nella sezione RETROGAMES – Le cose che non sapevi e che ne potevi fare anche a meno, ma poi, preso dai film, dai cartoni animati, da Lucca Comics, Quelli che… I Videogiochi, I Cugini Del Terribile, dalle nerdate in generale, di articoli sui videogiochi vecchi non ne ho più scritti. Di questo me ne rammarico e in verità vi dico che sono anche un po’ morto dentro. Come ho fatto a trascurali in questo modo? Come ho fatto a perdere memoria dei bei tempi? Come ho fatto a dimenticarmi chi ero? Aaah, quante risate ci siamo fatti insieme, io e i videogiochi da bar. Che sagome che eravamo…
Poi, però, su internet ti trovo questa storia che oltre ad avere una certa importanza storica lo ha anche dal punto di vista umano. Lo so. È la storia di uno che scrive una lettera di lamentele, è vero, però, sono ragionevolmente sicuro che mentre lo faceva, almeno un paio di volte abbia pensato: «Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!»

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Quello che succede a Pastrengo resta a Pastrengo: Com’era Quelli Che… I Videogiochi 2017

Un buongiornissimo a tutti, come state? Io sono stanco, e lo sapete perché? Perché
oggi è giovedì mattina, sono le due di notte, e mi ritrovo davanti alla tastiera del PC per portarvi la mia testimonianza su Quelli che… I Videogiochi 2017.
Ebbene sì, la dura realtà è che, a conti fatti, sono già passati quattro giorni dal termine della terza edizione di Quelli Che… I Videogiochi 2017, ovvero, dal termine del terzo festival planetario del retrogaming che si è tenuto fra venerdì 17 Novembre a domenica 19 a Pastrengo(VR), ma io sono sempre qui che ci penso e, mentre lo faccio, sorrido. E perché sorrido? Beh. Adesso che mi trovo nuovamente al sicuro tra le mura domestiche posso dirlo: l’evento è stato UN SUCCESSONE.
C’eravate? Se c’eravate, bravi. Se non c’eravate, meno bravi. Sappiate però che il tasso di fomento anche quest’anno è arrivato al 100% bello pieno, tant’è che le presenze sono triplicate e il posto dove si è svolta la manifestazione era da sbavo. Un posto talmente bello al punto che molte persone, alla fine della carmesse, non se ne volevano proprio andare, e allora noi siamo stati costretti ad attirarle fuori dalla Caserma Leopold con uno stratagemma per poi tirare su il ponte levatoio. Ma non abbacchiatevi! Vi basterà aspettare solo un misero annetto e potrete rivivere l’esperienza un’altra volta. Di più! Se aspetterete ogni volta un anno, la potrete rivivere una volta all’anno! Incredibile, no? Signora mia, oggigiorno se ne vedono proprio di tutti i colori…

 

Se vi dico che abbiamo un ponte levatoio, abbiamo un ponte levatoio.

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