Gioia E Rivoluzione Videoludica : Spy Vs Spy

L’altro giorno porto mia figlia di 8 anni al compleanno di un suo compagno di classe. Il fatto che io indossassi una T-shirt con sopra stampata una schermata di Pac-man deve aver contribuito a farmi identificare come un “vero esperto” di videogiochi agli occhi dei genitori presenti, al che mi sono sentito sottoporre un sacco di domande da parte di una madre incerta nell’acquisto di una Playstation4 piuttosto che una Switch per il suo giovanissimo rampollo.
Tralasciando il fatto che la povera stolta non riusciva proprio a capire che suo marito aveva già bello e che deciso per la PS4 (l’ho capito da quella classica luce negli occhi che abbiamo noi quarantenni quando andiamo in fregola per qualcosa), una domanda che mi ha rivolto era relativa a quale fosse il mio videogioco preferito di sempre.
[…]
Panico.
In un lasso di tempo brevissimo ho capito che non ne ho uno preferito ma bensì ho un pool di videogiochi amati da cui estraggo random il mio numero uno di volta in volta. Joust è uno di questi, per dire. Anche Ms.Pac-man sicuramente lo è. Rescue on Fractalus e Ballblazer sono adorate reliquie della mia giovinezza in casa Lucasfilm. Super Mario Galaxy è uno degli ultimi arrivati. Ma in quel momento mi sentivo particolarmente retrò per cui ho pensato a Spy vs Spy e a quando lo giocavo sul mio Atari 800XL. È uno dei giochi più carini che abbia mai giocato e in quel preciso istante mi sono accorto che amo ancora Spy vs Spy, o almeno penso di averlo amato tantissimo più di trent’anni fa.
Sigla.

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Nasoni versus Rastamanni : PREDATORS

Il primo film di Predator lo abbiamo già gustato su questo blogghino ed è giustamente considerato un classico. Rilasciato nel 1987, opponeva Arnold “La Quercia Austriaca” Schwarzenegger a un cacciatore alieno grosso il doppio di lui. La regia di John McTiernan insieme alla colonna sonora tribale di Alan Silvestri ci regalarono un thriller bello teso e punteggiato da dialoghi supermacho infinitamente citabili su infiniti status di facebook.
Nel 1990 arrivò il divertente ma indubbiamente inferiore Predator 2, e purtroppo con lui il franchise si beccò una legnata secca sulla testa dalla quale non si riprese più, scadendo gradualmente nel territorio B-movie da dove cercò di arrancare con i due film di Alien Vs. Predator, il primo mediocre, il secondo tremendo. Insomma, alla fine del primo decennio degli anni 2000, Predator con tutto quello che comportava sembrava strisciare per terra sui gomiti in attesa che qualcuno gli concedesse il colpo di grazia per non soffrire più.
Tuttavia, nel 2010 con Predators la serie aveva tutte le intenzioni di recuperare lo splendore delle origini, e usò la premessa del primo film come modello. Sia mai che ne esca fuori qualcosa di buono…

Rodriguez Contro tutto e tutti. Anche controluce

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Scott Pilgrim Vs. The World with more videogames and more botte

Ciao, vi presento La Simpatia, è arrivata direttamente dal pianeta Non Me Lo Aspettavo. Prego, venga avanti Signora Simpatia. Vuole dire qualcosa ai nostri lettori?
«Sì. Grazie per l’ospitalità Signor Guidi, volevo dire che Scott Pilgrim Vs. The World si presenta come un film per adolescenti in fissa per i videogiochi picchiaduro, tra mosse combo e fatality, ma il suo cuore batte per i fumetti ed è una variazione di quel tema supereroistico già ampiamente sviluppato in casa Marvel. A volerla dire tutta non è neanche particolarmente moderno nel suo raccontarsi visto che ha una trama rigidamente orizzontale proprio come un vecchio videogioco arcade, ma visivamente sfrutta tutto o quasi tutto quello che è successo nel mondo dei videogiochi negli ultimi, diciamo, TRENT’ANNI. Il suo cuore è grande, e dal punto di vista registico è costellato di genialità che lo rendono un film piuttosto interessante».
Grazie, signora Simpatia, è stata molto esauriente. Ma cosa c’entra la Marvel con i videogiochi picchiaduro? I Vendicatori e Tekken non sono due concetti già abbastanza inflazionati? Cosa c’è di così originale in un film come questo?
Segue spiegazione:
(Ben ritrovati, corridori. Però si stava meglio in ferie)

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Synthwave Music: nostalgia canaglia da Gunship a Master Boot Records (and many others)

È inutile, ve lo devo dire. Lo sapete, magari posso trovare modi più eleganti per dirlo, meno traumatici; però, alla fine, cari corridori miei, tocca sbattervi in faccia la cruda realtà e poi, oh, decidete voi cosa fare. Se andare avanti a leggere questo articolo o no, se andare andare avanti ad ASCOLTARE questa musica o no: la verità è che il Synthwave è l’unica speranza che è rimasta a coloro che vivono in questo decennio musicalmente agro e triste, e vi spiego perché.
Tanto per iniziare tornate indietro agli anni ’80 e prendete FUGA DA NEW YORK, le apocalittiche visioni di un futuro senza speranza né anima di BLADE RUNNER e MAD MAX; fate un altro salto temporale e prendete i capelli al vento di Arnold Schwarzenegger mentre si allena con lo spadone sulla spiaggia in CONAN, e gli occhiali a specchio di Tom Cruise mentre si appresta a salire sul caccia in TOP GUN; fate ancora un altro salto temporale, acciuffate qualche manata coloratissima di BREAKFAST CLUB e I GOONIES, anche le Nike di Marty McFly in RITORNO AL FUTURO vanno benissimo.
Adesso prendete tutti quei colori, quei suoni, quell’atteggiamento, e mescolateli forte. Aggiungete una caraffa di Videogiochi Arcade e Video avventure SCUMM, lasciate lievitare il tutto per 5 minuti. Bravi. Se avete fatto le cose per bene otterrete lo scheletro teorico su cui si sviluppa il Synthwave.
Ora che avete lo scheletro, ricopritelo con tutte le score classiche del cinema horror, fantascienza, fantasy, teen degli anni 80/90 e il gioco è fatto.
Lo so che non ci credete ma fidatevi, molti pezzi Synthwave sono dei gran bei pezzi. Non vi sto prendendo per il culo. In questo caso per RETRO intendo un’altra cosa. Iniziamo.

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Buoni propositi dopo le vacanze: Una Trasmissione Di Nerda

Sono indiscutibilmente stupefatto. L’altro giorno sono lì a casa di Starfox Mulder e lui mi mostra tutte le foto che ha fatto nel suo recente viaggio in Giappone:  «Vedi qui? È quando ci siamo arrampicati sulla cima del monte Fuji. E questo? Vedi? Qui è quando abbiamo pranzato al ristorante della Square-Enix».  Starfox mi racconta di quanto è fica Tokyo mentre i cubetti nei nostri calici tintinnano galleggiando in un ottimo scotch scozzese e sul giradischi suona un vecchio disco di Renato Carosone.
Affascinante, vero? Io e Starfox di nuovo insieme, come ai vecchi tempi. Stento a crederci. «… poi, oh, è venuto questo tipo vestito di nero e ha cominciato a spingerci nella metro strapiena. E chi sei? Gli ho detto. Un ninja? Ahahaha…» continua a raccontare Starfox. « Devi andare a Tokyo Simone, non puoi capire. È troppo bello. È il paradiso dei Nerd! » Annuisco bonariamente mentre mi ritrovo troppo spesso a fissare la porta d’ingresso a causa dei mobili Feng Shui. Cerco di capire di che colore sono le pareti ma non distinguo chiaramente dove finisce il beige e inizia il marrone. Forse ho bevuto troppo. « Da urlo, Simo. Ci siamo divertiti quasi più di quando si facevano le trasmissioni in radio con I Cugini Del Terribile… ». Ed è lì che realizzo. È lì che sento un fremito nella forza. «Cosa hai detto, scusa?», chiedo. «No, dicevo che ci siamo divertiti tantissimo. Quasi più di quando si facevano le trasmissioni in radio insieme».  «RADIO?! HAI DETTO RADIO? CAZZO, CHE GIORNO È OGGI? MUOVITI CHE DOBBIAMO ANDARE DA QUELLI DI ATOM RADIO!».

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Sledgehammer e una modesta quanto sacrosanta celebrazione di Peter Gabriel

Noi ogni tanto perdiamo di vista le questioni importanti, ci lasciamo confondere da quello che sentiamo al telegiornale, dai bastian contrari sul Facebook, nei reality show in televisione e nelle tendenze di youtube, ma c’è stato un tempo in cui la musica arrivava ai giovani principalmente grazie a un videoclip in un programma musicale, ed è giusto che su questo blog, ogni tanto, vi conceda il lusso di una modesta quanto sacrosanta celebrazione di quel tempo.
Ho iniziato con i videoclip sporcaccioni. Avete presente, no?
L’altro giorno, però, mentre ero lì che facevo il punto sull’evoluzione della musica pop dai primi ritmi suonati coi bonghi in Africa a Young Signorino rendendomi conto dello scarseggiare della carta igenica. Di colpo, così, mi balza in mente il faccione di Peter Gabriel in Sledgehammer.
Sledgehammer, vi spiego, è tratto da una storia vera. È uno di quei videoclip che si raccontano ai bimbiminkia di adesso per farli ulteriormente addormentare mentre fuori fa freddo, si scarica la merda da iTunes, e impazza una tempesta di fake news.
Molto bene. Chiarito questo, vediamo insieme cos’è successo in questa storia vera. Musica!

Un’altra definizione di canzone allegra
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Return Of The Tentacle Prologue : il sequel non ufficiale che non ti aspetti


Ieri sera sono stato combattuto. Ho pensato che se non mettevo qualcosa di clamoroso di lunedì mattina non vi svegliavate per bene. Che potevo fare? Seguire la marea e il google trend postando i trailer del ComicCon di San Diego, oppure osare parlandovi di una produzione indie che mi sfrizzola il velopendulo?
Sarò onesto: i trailer del ComicCon sono già tre giorni che me li guardo su youtube e mi avrebbero anche un filino rotto il cazzo, e poi, oh, qui abbiamo un titolo sul quale non si può assolutamente discutere. È il sequel di Day Of The Tentacle! Che possiamo fare? Più di così cosa vi devo dire?
Però lo so cosa state pensando adesso: « Puzza di pacco lontano un miglio ». E Invece no!
Hanno fatto le cose per bene. C’è un trailer che levati, e il sito ufficiale è attivo e bilingue. C’è perfino un poster e uno studio pronto per il packaging (se vi ricordate ancora cos’era il packaging di un videogioco).
E visto che sono così convinto della bontà del progetto, qui sotto vi sbatto subito il trailer (credevate di scamparla, eh?!).

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Roba Da Intenditori : Ralph Supermaxieroe in sala giochi

Era il 1983 quando nel decimo episodio della terza stagione di Ralph Supermaxieroe intitolato “Maghi e Stregoni” il nostro eroe fa il suo ingresso in una sala giochi per sfidare un vero monstercade. Un cabinato di Tempest(Atari) con il pannello di controllo di Scramble(Konami) che permette di giocare ad Advanced Dungeons and Dragons:Cloudy Mountain per Intellivision.
Perché accade questo? Esiste davvero una tale Chimera video ludica?
È più semplice di quanto si pensi. Assolutamente NO.
Per non pagare le royalties ad Atari per il suo Tempest, i produttori preferirono creare in sala montaggio questo mostro strano in modo che non fosse né facilmente identificabile né materialmente fattibile.
Il cabinato strutturato in quel modo, infatti, non esiste. La partita di Ralph è solo il frutto di un abile montaggio di diverse sequenze operato in post-produzione.
Grazie a una segnalazione della inarrestabile Catherine DeSpira(Retrobitch) ho potuto recuperare la parte dell’episodio incriminata nella sua versione italiana. L’ho postata qui sotto. Godetevela. Continua a leggere

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Catturare la bestia indossando pantaloni ascellari : PREDATOR 2

Molti dei film che ho amato e con i quali sono cresciuto quando ero diversamente vecchio sono ancora quelli che rivedo volentieri oggi, e sono diventati mainstream. Questo non significa che abbia un gusto incredibile nell’ambito della settima arte, né che mi attacchi come una cozza alla glorificazione dei tempi che furono. Ognuno giudica e sceglie in base alle esigenze della propria personalità ed estetica. Quello che so è che ci sono dei film che quando sono usciti al cinema mi sono interessati il giusto ma poi ho rivalutato nel corso degli anni. Uno di questi film è Predator 2. Forse perché ero un fan sfegatato dell’originale o perché Danny Glover era un tipo di eroe molto diverso rispetto ad Arnold Schwarzenegger, fatto sta che la visione mi lasciò abbastanza tiepido. Lo giudicai un sequel non indegno ma tranquillamente rinunciabile, adesso però non la penso più così. Ragazzi, ho cambiato idea su Predator 2! Non sarà meglio dell’originale ma questo non significa che rivederlo oggi non diverta.
Ok. Avete ragione. Penso sia giunto il momento di chiedere scusa a Danny Glover. Adesso gli telefono e per incominciare col piede giusto gli dico che balla bene.

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Ice Ice Baby : THE TERROR – la rece della prima stagione

Io, ad esempio, non lo sapevo.
Senza un motivo preciso, così, dal niente, mi sono ritrovato a guardare The Terror pensando di trovarci dentro un sacco di gente intirizzita, incazzata e in preda al panico che rimane intrappolata in ambienti chiusi affrontando i mostri di Lovecraft armata di un cucchiaio e tanto istinto di sopravvivenza, il tutto mentre guarda in cagnesco il proprio vicino pensando che potrebbe essere IL MALE© sotto mentite spoglie.

Dopo un’analisi più accurata, ovvero dopo aver guardato tutti e 10 gli episodi di questa serie invece di dare per scontate cose a caso tanto per, emerge che non è assolutamente una serie ad alto tasso di Cthulhu come pensavo, ma un prodotto ben confezionato, finanziato da quel furbacchione di Ridley Scott e che quindi, per logica conseguenza, vorrebbe essere mille cose contemporaneamente ma alla fine riesce ad esserne soltanto una, e neanche tanto bene.
Nonostante questo, una cosa ve la devo dire, è stato molto più facile per me seguirla perché c’è dentro quella bonazza di Greta Scacchi, che adesso è più una nonnetta panzona e inacidita, ma al tempo era quella bonazza di Greta Scacchi sulla parete della mia cameretta.

Questo poster, per dire, lo avevo attaccato in camera

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