Le mirabolanti peripezie di King Pong e di un sacco di altra gente che non aveva capito niente

ZAP! The rise and fall of Atari

Forse vi aspettate un barbosissimo libro zeppo di fatti freddamente riportati, statistiche, e gente con nomi impronunciabili?
SBAGLIATO.
“ ZAP! The rise and fall of Atari” è tutt’altro.
Intanto il suo autore, un misconosciuto Scott Choen che ha lasciato il suo tratto indelebile sul panorama letterario come un acquarello sotto la pioggia, prima di scriverlo aveva al suo attivo solo alcune pubblicazioni scandalistiche e ( forse, ma la memoria potrebbe ingannarmi ) un romanzo di LESBICHE. E questo ha contribuito fortemente a dare un taglio alla “Novella 2000” a tutto il libro.
L’argomento che tratta, la storia della casa video-ludica più famosa dell’universo, è affrontato con leggerezza quasi fumettosa, e per certi versi sembra di leggere una specie di “Atari History for dummy”.

C’è speranza per tutti

Stranamente tutto questo non va a discapito della qualità della narrazione, anzi, riesce a rendere abbordabile ai più un libro che altrimenti avrebbe rischiato di rimanere ghettizzato nella sezione NERD.
L’autore si aiuta spesso con delle mini-interviste ai protagonisti che, inserite nella storia, contribuiscono a renderla meno seriosa. L’uso dei termini slang e dei modi di dire è a dir poco DA DENUNCIA, ma questo è un problema che affligge solo chi lo legge in lingua originale e i traduttori mentecatti come me.
Dopo un inizio abbastanza lento, dove viene descritta la genesi di Silicon valley ( il teatro principale di tutta l’azione ) si comincia ad entrare nel vivo della storia con la presentazione di Nolan Bushnell, il solo e inimitabile fondatore di Atari. Lui è senza dubbio il perno (spesso sovraesposto e innalzato quasi a MITO) attorno al quale ruota tutta questa visione della storia.
Come da un fiume in piena, il lettore viene trascinato attraverso i fatti salienti, passando da PONG, l’arrivo della Warner, il VCS 2600, il massimo splendore e l’inevitabile tracollo.
Con un occhio di riguardo per la mondanità di quel mondo, dei suoi personaggi spesso discutibili ma indubbiamente geniali, si viene a sapere che negli anni ’70 la maggior parte delle riunioni d’affari della Silicon Valley venivano fatte dentro a vasche idromassaggio, che quando gli ingegneri di Atari cercavano nuove idee si riunivano in posti isolati con barilotti di birra e sacchetti di marijuana, che Steve Jobs faceva scappare i finanziatori quando si presentava ai meeting sfatto, con i capelli lunghi sulle spalle e i sandali.

Nolan Bushnell finalmente pronto per firmare il contratto

Insomma, un universo colorato e molto lisergico in cui si muovevano persone che avrebbero fatto la storia dell’informatica, e che poi si sarebbe infranto contro la fredda logica di mercato del decennio successivo.
Ovviamente non mancano dei grossolani errori di visione da parte dell’autore che, avendo pubblicato il libro nel 1984 all’indomani del grande crack dei videogiochi, farnetica di come i videogames tradizionali avessero ormai i giorni contati, soppiantati dai laser-game e dai robot interattivi.
È senza dubbio un libro scritto per cavalcare l’onda emotiva del Crack da poco avvenuto, e sfruttarlo per vendere quante più copie possibili, ma lo reputo comunque una lettura istruttiva e divertente, in attesa di scontrarmi con il compendio COMPLETO sulla storia di Atari di prossima pubblicazione.
I retromaniaci come me stanno già affilando le KATANE.

Per info su Atari: Atari 8bit Computers
Per leggere la versione del libro in italiano clicca QUI.

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5 risposte a Le mirabolanti peripezie di King Pong e di un sacco di altra gente che non aveva capito niente

  1. Alessandro Gerelli scrive:

    Complimenti per l’iniziativa! avevo proprio intenzione di leggerlo in inglese, ma a questo punto preferisco l’italiano! 😉

  2. Ok… ci riproviamo ma sono pigro e il commento è sempre lo stesso… 🙂

    “”Simone, eccoti il mio commento entusiasta per il tuo sforzo encomiabile.
    Ho giusto appena terminato di legger quest’opera reperita recentemente che rappresenta un “must have” per tutti gli appassionati di storia informatica.

    Grande mancanza nel panorama editoriale italiano l’assenza di una traduzione ufficale dopo tanti anni arrivi tu a metterci una pezza…. e di questo non possiamo far altro che renderti omaggio e ringraziarti.

    Grande lavoro! Un abbraccio””

  3. David La Monaca scrive:

    Ottima iniziativa. È possibile avere una copia della traduzione? Grazie. David.lamonaca@gmail.com
    Thx

  4. Ciao 🙂
    sono anche io interessato a questa traduzione 🙂

    • Simone Guidi scrive:

      Ok Igor, loggati manualmente ( senza usare il tuo account di faceboook ) e rispondi a questo commento. In questo modo potrò vedere il tuo indirizzo email e spedirti quanto richiesto.

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