A scarsa richiesta: IL FLOP DI ATARI 5200

TEMPO DI LETTURA: 10 minuti

atari 5200

La verità è che questo articolo non ha molto senso: il modello Atari 5200 è una console di 38 anni fa, e se vi interessa averla per completare la vostra collezione, di sicuro ve la siete già comprata su Ebay a un prezzo improponibile. Se invece non la conoscete e per ragioni a me oscure quest’articoletto vi farà venire voglia di saperne di più, beh, buona fortuna: per quanto siano da lodare il coraggio e le buone intenzioni di Atari, la console è stata un discreto fiasco, in due anni ne sono state vendute pochi più di un milione, ripeto, POCO PIU DI UN MILIONE, quando il modello precedente ha superato in scioltezza i 30 milioni totali. Se considerate che in Italia non è neanche arrivata, fatevi due conti e capirete quanto sia assai improbabile che qualcuno si interessi a questo articolo o si ricordi anche lontanamente cos’era Atari 5200.
Ma se per caso voi che leggete siete proprio quei tre italiani che si appassionano alla storia di Atari, e se per caso (o per noia) non avete di meglio da fare che porvi delle domande sulla console 5200 di Atari, allora, miei cari tre lettori, questo articolo è tutto per voi, ed è stato scritto su richiesta. In pratica, per interposta persona, vi è stato gentilmente offerto da I Bit-Elloni.
Ricordate: Bit-elloni! E sai cosa bevi.
Bit-elloni! Per l’uomo che non deve chiedere mai.
No Bit-elloni. No Party.
Spot.

 

Le origini

Un riassunto veloce per chi ha vissuto fuori da questo blog (su Marte) fino a oggi: Nolan Bushnell è un amico degli Atariani, responsabile di cosine belle come PONG e la console VCS. Diventò l’uomo più ricco di Paperopoli vendendo la sua creatura a Warner Communication. Alla fine, due anni dopo, nel 1978, se ne andò a fare il ristoratore ma non senza sbraitare a tutti quelli che avevano ancora voglia di ascoltarlo che non dovevano dormire sugli allori. Non aveva torno.
La console gioco Atari VCS era stata rilasciata alla fine del 1977, ma già durante la sua progettazione, nel 1976, era chiaro a tutti gli ingegneri del centro ricerche locato in Grass Valley (la Cyan Engineering) che avrebbe avuto un ciclo di vita di circa tre anni prima di diventare obsoleta. Iniziarono quindi a progettare una nuova console che sarebbe stata pronta per sostituirla intorno al 1979.
Quello che realizzarono fu una versione notevolmente aggiornata del VCS, con una filosofia progettuale molto simile. Avrebbe avuto un nuovo design, e migliore grafica/audio rispetto al suo predecessore. Tutto sembra andare per il verso giusto quando succede qualcosa: durante il primo periodo di sviluppo della nuova console, l’era dell’ home computer esplode e macchine come il TRS-80 , il Commodore PET e l’ Apple II  irrompono sul mercato vendendo molto bene.
In quel momento, Nolan Bushnell ha già un piede fuori dalla porta di Atari, e con in tasca i 28 milioni incassati dalla vendita della sua azienda a Warner, già sta lì a decidere il colore delle tendine nei suoi Pizza Time Theatre. Warner, dal canto suo, ha recentemente assunto un nuovo amministratore delegato, tale .
fiuta l’affare dei nuovi computer a 8-bit e dispone che tutto il progetto della nuova console, tutto il chipset messo a punto fino a quel momento, dovesse essere usato per produrre un home computer per sfidare Apple. Il sistema che ne risulta è molto in anticipo rispetto ai concorrenti sul mercato. Per darvi un’idea di quanto, pensate che all’epoca, Chuck Peddle , che è capo progettista del processore 6502 durante il suo lavoro a MOS Technology, vede il lavoro di Atari durante una visita a alla Cyan, e si rende conto che il design di Commodore non è per niente competitivo. Peddle in seguito commenterà: « La cosa che Jay Miner ha fatto, ci ha appena dato un calcio in culo a tutti. »

Ma cosa ha visto esattamente Peddle?

1979 – Linea computer ATARI 8 bit

Beh, sicuramente Chuck sta guardando tante cose quel giorno a Grass Valley, e un’occhiata a Candy gliela dà. L’Atari 400, noto anche con il nome in codice di “Candy”, è il secondo computer che Atari rilascia nel 1979, insieme a suo fratello maggiore”Colleen”, ovvero, l’Atari 800.
Tutti e due i computer sono il risultato del nuovo corso di . Sono, in pratica, la completa rimodulazione e impacchettamento della fantomatica console che avrebbe dovuto rimpiazzare il VCS.  L’Atari 400, soprattutto, è quello che gli si avvicina di più e viene definito come “un computer di base”. Dovrebbe essere un computer entry-level ma alla fine è semplicemente un computer alla ricerca di un vero scopo. Concepito come un sistema di videogioco con annessa tastiera, a causa delle decisioni dell’ultimo momento si ritrova ad essere un computer di fascia bassa e un wanna-be sistema di videogioco. Non si sa bene a cosa serva e a chi sia destinato, e questo si ripercuoterà sulle vendite.
All’inizio ha solo 8kB, ma viene rapidamente espanso a 16kB, e poiché è stato concepito per essere più una console per videogiochi che un computer, viene dotato di una tastiera economica a membrana, più adatta ai bambini e alla pressione casuale dei tasti piuttosto che alla digitazione vera e propria del codice. Usarla per programmare è stancante e frustrante, tant’è che diverse aziende finiscono per produrre delle tastiera sostitutive per rimpazzarla.

 

1981 – ATARI VIDEO SYSTEM X / 5200

Flashforward di un paio d’anni scarsi. Dal 1980 al 1981, secondo i registri di ingegneria, Atari inizia a lavorare a una nuova console per sostituire il vecchio modello VCS. Sul mercato, Mattel col suo Intellivision è il concorrente più agguerrito e c’è bisogno di produrre un degno avversario che lo prenda a calci nel sedere. Tutti gli sforzi si concentrano nello sviluppo di una pura “Intellivision Killer” che viene denominata 3200, o anche Sylvia, o anche SuperStella, vattelappesca tu quanti soprannomi gli avevano dato. Tuttavia, prima che il progetto potesse essere finalizzato, la leggenda narra che i programmatori decretarono che la console fosse troppo difficile da programmare, e la produzione di giochi troppo un problema ( prendete questa ragione con le molle perché non è mai stata realmente verificata).
Prima di arrivare a questa presa di coscienza, però, era passato troppo tempo, e Atari di tempo ne aveva più pochino. Intellivision era sempre più agguerrita e gli stava col fiato sul collo, in più si diceva che anche altre società stessero sviluppando nuove console gioco. Ci si doveva dare una mossa. Il VCS, con la sua tecnologia obsoleta era in pericolo, e c’era bisogno di una nuova console che la potesse sostituire in tempi rapidissimi. Così, il progetto Sylvia venne annullato e sostituito dall’ATARI VIDEO SYSTEM X: una console costituita in fretta e furia dal reimballaggio della tecnologia dei computer di casa Atari.
C’è da dire che sotto la gestione Bushnell erano iniziate tante tradizioni birichine che poi vennero onorate anche dopo che se ne fu andato. A molti nuovi progetti veniva dato uno pseudonimo; un nome in codice per gli addetti ai lavori che generalmente poteva essere quello di qualche impiegata attraente particolarmente gradita agli ingegneri. Atari 400 era CANDY; Atari 800 era COLLEEN; alcuni erano i nomi delle loro mogli, e il progetto dell’Atari VCS ebbe persino il nome di una bicicletta: STELLA. Il nuovo progetto Atari Video System X si chiama PAM.

La parte interessante del soprannome PAM per il Video System X era che Atari stava prendendo in seria considerazione l’idea di chiamarlo VERAMENTE Atari PAM, che stava per Atari Personal Arcade Machine. Tuttavia, nel frattempo, l’Atari VCS venne rinominato 2600 identificandolo con il suo numero di progetto, e quindi il nuovo Atari Video System X (VSX) venne conseguentemente chiamato  5200 SuperSystem per collegarlo direttamente al 2600 e chiarire al pubblico che avesse il doppio della sua potenza (2600 + 2600 = 5200 ).
Anche i colori del packaging delle cartucce cambiò in conseguenza dell’avvento della nuova console. Venne introdotta una nuovo codifica colori per aiutare i clienti a distinguere più facilmente i giochi per il 2600 da quelli per il 5200. Dalle scatole interamente colorate si passò a quelle argentate con banda rossa per per l’Atari 2600, e scatole argentate con banda blu per il 5200.
E allora? Nonostante tutte queste premure, perché la console 5200 falli così clamorosamente? Ci sono almeno cinque motivi validi, quattro dei quali erano cose che Atari poteva controllare direttamente. Il quinto, il crollo del mercato dei videogiochi del 1983, non era qualcosa che Atari potesse prevedere o controllare, sebbene le sue decisioni vi abbiano contribuito.

1) Mancanza di compatibilità

Nel Novembre del 1982, quando il modello  5200 SuperSystem venne rilasciato, Atari non lo aveva reso retrocompatibile con Atari 2600. Ciò significava che tutti i vecchi possessori della console 2600 e della sua sconfinata ludoteca non potevano giocarci sopra tutte le loro vecchie cartucce. Col senno di poi è stato un enorme passo falso. Atari alla fine rilasciò un modulo di compatibilità per giochi 2600 sul suo 5200, ma arrivò fuori tempo massimo. Entrambi i concorrenti di Atari, Intellivision e Colecovision, avevano già a disposizione un modulo simile e ciò aveva già incoraggiato molti utenti Atari a trasferirsi su quelle piattaforme.
Oltre a questo danno, di per sé gravissimo, ci fu la beffa: il 5200 non era compatibile neanche con il software dei computer 8bit al quale assomigliava così tanto. Anche questo significava che delle circa 400 cartucce gioco disponibili per la linea 400/800, nessuna era giocabile sulla nuova console.  Un’altra opportunità che non venne colta.

2) I controller

Nell’era della seconda generazione delle console, Atari, Coleco e Mattel lottarono duramente contro i loro stessi controller. Volevano tutti andare oltre il semplice joystick con un solo pulsante in modo da permettere ai propri utenti di giocare a giochi più complessi, ma nessuno, nell’anno celeste 1982, riuscì a realizzare il sogno. Fu Nintendo a trovare una buona sintesi con i suoi gamepad. Di certo non erano perfetti, ma erano sicuramente migliori del controller analogico senza centraggio automatico del 5200. Il controller del 5200 semplicemente non funzionava, e per di più la console era equipaggiata con 4 porte di collegamento a 15 pin. Significava che i possessori dei vecchi joystick CX40 non avrebbero mai potuto collegarli. Nonostante fosse stato pianificato di mettere Asteroids in bundle nella scatola della nuova console (tant’è che il numero di serie del gioco era stato già fissato come CX-5201), si decise di sostituirlo con Super-Breakout poiché non ci sarebbe stato il modo di giocarlo correttamente con i terribili nuovi joystick non autocentranti allegati. Avrebbero causato ogni tipo di problema di controllo.

3) Il titolo del lancio

Sia Atari che Coleco propagandavano le loro console come capaci di restituire la qualità di una sala giochi nel salotto di casa. Ma mentre Coleco includeva nella sua confezione Donkey Kong , Atari includeva Super Breakout. Un titolo più aggiornato sarebbe stata una scelta molto migliore. Più tardi Atari lo sostituì con Pac-Man, ma anche stavolta era troppo tardi.

4) Prezzo e dimensioni

Infine, la console ColecoVision, rivelatasi come la rivale per eccellenza di Atari 5200, costava meno. Non tantissimo meno, ma meno.
Nel 1982, i giocatori si trovarono davanti al dilemma di acquistare una 5200 più costosa e zeppa di difetti, oppure una ColecoVision più economica con Donkey Kong incluso e brillanti prospettive davanti a sé.
Anche la dimensione fisica della console giocò a sfavore. La filosofia del marketing Atari era stata: “The Bigger, the better”, cioè “Più grande è, meglio è”. Per questo motivo venne incluso un inutile vano porta controller nel design che la rese ENORME.
Successivamente, Atari commercializzò una versione più piccola di Atari 5200, e incaricò i suoi ingegneri di progettare una versione ancor più piccola ed economica; la soprannominarono 5100, o 5200jr, o Little PAM, e buonanotte al secchio con tutti questi soprannomi, ma la cosa importante è che non vide mai la luce se non in forma di prototipo.

5) La grande crisi del 1983

Il problema più grande del 5200 aveva poco a che fare con il 5200. Nel 1983, i consumatori smisero di acquistare videogiochi . Ciò era dovuto a una combinazione di fattori, tra cui i titoli Atari 2600 di bassa qualità e l’arrivo dell’implacabile Commodore e dell mercato degli home computer.

 

Col senno di poi sul fallimento di Atari 5200

A difesa di Atari, anche altre società faticarono a comprendere l’importanza della retrocompatibilità nel 1982, e il successo di Commodore con i suoi home computer colse di sorpresa praticamente tutti. Penso che la ragione di questo fallimento sia da imputare a un mix di pressapochismo e avarizia che di fondo hanno sempre caratterizzato Atari nel corso della sua storia, incluso anche il fatto di non aver offerto ai giocatori una vera e propria killer app nel bundle della console. Atari VCS ebbe la sua killer app con Space Invader, ma Atari 5200 cosa offriva? Un classico da sala giochi vecchio di sei anni e già pubblicato sulla piattaforma precedente. Troppo poco.

Infine, sorvolando sugli oggettivi problemi tecnici, il fatto che il 5200 non fosse compatibile neanche con la linea di computer domestici Atari così simili ad essa nell’architettura, è stata la mazzata finale. Secondo alcune fonti, tutto questo Armageddon di problematiche si è concretizzato a causa delle lotte tra le divisioni interne di Atari. Ognuna si occupava solo del suo orticello senza preoccuparsi troppo di dialogare con le altre. Personalmente non so cosa dire a riguardo se non che sia stata una grandissima occasione persa. Una delle tre occasioni perse ( insieme alle misera conversione di Pac-man ed il tie-in di E.T sulla console VCS) che spinsero l’azienda verso il disfacimento.

Nel 1984, dopo soli due anni di corsa, la produzione del SuperSystem 5200 venne interrotta. Atari si era arresa all’evidenza di aver azzeccato poco o nulla di quello che sarebbe stato necessario per venderla. La soluzione ai problemi del 5200 sarebbe stata direttamente una nuova console, il modello 7800 Prosystem. Un ottimo oggetto, indubbiamente, ma che a causa della vendita di parte dell’azienda a Jack Tramiel raggiunse il mercato solo due anni dopo, rendendo il suo potenziale innovativo praticamente nullo.
L’ Atari 5200 è oggi un oggetto da collezione a causa del suo ruolo nel destino di Atari, ne potete trovare molti su Ebay a prezzi non altissimi ma il suo ruolo nella storia delle console è ampiamente nascosto e dimenticato, come se fosse polvere da nascondere sotto al tappeto.

 

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

2 Responses

  1. Lorenzo ha detto:

    L’unica domanda che mi viene è: ma tu te lo sei comprato?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *