A volte ritornano: Remembering LO SCRONDO!

scrondoMa ve lo ricordate lo Scrondo? Se siete nati dopo il 1980 sicuramente direte: “Non so assolutissimamente chi cazzo sia“, ma di questo non ve ne dovete fare una colpa. Ce ne sono tanti come voi. Per i VECCHI come il sottoscritto invece, lo Scrondo assume i connotati del simbolo di un’epoca. La prima crepa aperta sulla diga della decenza. Brutto, irriverente, maleducato, sporco e cattivo. Lo Scrondo era profezia pura. Era una finestra aperta sul futuro che ci attendeva.
Al tempo in molti si scandalizzarono. Le trasmissioni che lo ospitarono furono chiuse, o perlomeno vissero travagliatamente fino a un termine repentino proprio per la loro volgarità, ma come tutte quelle cose che provengono da quel decennio, a rivederle adesso fanno quasi tenerezza.
Lo Scrondo non è stato capito. Era avantissimo. Era genio, purezza di intenti. Era il lato oscuro che albergava in ognuno di noi adolescenti brufolosi e che trovava compimento nella sua manifestazione, nella sua opera di distruzione sistematica e di sberleffo al sistema.
Poi il tempo è passato e lo Scrondo è passato con lui. Siamo cresciuti, siamo invecchiati più o meno bene e la maggior parte di noi si è pure inquadrata nel migliore dei modi. Adesso accendiamo la TV e vediamo ben di peggio senza battere ciglio, senza neanche ricordarci cosa abbiamo appena guardato, e mentre il Gabibbo trita le solite battute da 20 anni e trombosomatiche ragazzette gli ballano intorno, felici e contente di avere una corsia preferenziale per il tritacarne dello show business italiano,  arriva Ezio Greggio e dice: ” È lui o non è lui? Cerrrto che è lui! “. Così una lacrima scava la nostra guancia e precipita sul telecomando.

E adesso un po’ di MUSICA giusto per dare un’idea:

Pochi sanno che lo Scrondo, prima di diventare un demolitore televisivo, era un semplice personaggio dei fumetti scaturito dal duo di disegnatori Stefano Disegni / Massimo Caviglia. Fino alla loro separazione produttivo/artistica del 1996, i due realizzarono opere di satira politica per carta stampata, cinema e televisione. Memorabili sono i loro contributi a periodici quali CUORE, LINUS, IL MALE e le loro parodie a fumetti dei film che andavano per la maggiore al cinema.

Disegni e Caviglia al Lucca Comics 92

Dicevo, lo Scrondo partì dalla carta stampata sulla rivista “Tuttifrutti”. Irriverente mix di satira e bimbominkiate che riusciva a far convivere i ciuffi ingelatinati degli Spandau Ballet con personaggi raffinati e ben educati come lo Scrondo, appunto.

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Ossimoro

Poi nell’autunno del 1988, la svolta. Sul canale della Burlescona Italia 1, Antonio Ricci, al tempo ancora non afflitto da demenza senile, avrebbe fatto partire una nuova trasmissione intitolata MATRIOSKA che avrebbe sostituito il precedente format di successo LUPO SOLITARIO, e sulla carta si prefiggeva di essere irriverentissima, tantoché a condurla ci sarebbe stata una Pornostar come la tanto bUona e brava Moana Pozzi, e a supportarla nella co-conduzione, lo Scrondo in carne e ossa. Ricci registrò la puntata numero zero che però non fu (paradossalmente) accettata dal caro leader Silvio perchè reputata troppo sconcia ( tu pensa il destino che strani scherzi che fa ).
Nel particolare, i motivi della cancellazione spaziavano tra l’immagine di un nudo integrale della Pozzi, la presenza appunto dello Scrondo, e il fatto che avessero ripreso un’esibizione dei giovani del coro di Comunione e Liberazione senza dirgli che erano oggetto di dileggio.
Allo Scrondo e company venne però data una seconda possibilità quando Ricci minacciò le dimissioni e ottenne di poter aggiustare il tiro, riconcettualizzando il tutto in una versione più soft. Ecco quindi che dalle ceneri di quel programma nacque L’ARABA FENICE. Trasmissione dal titolo simbolico che consegnò lo Scrondo alle masse.

disegnicavigliascrondo-e-molinelli-costumista-scrondoOvviamente quella follia televisiva non durò a lungo e dopo poco Silvius la chiuse, ma ormai il danno era fatto. Ci aveva regalato lo Scrondo e non si poteva più tornare indietro.
Lo Scrondo era un rockettaro di borgata con le sembianze di un mostriciattolo verde, nano con le orecchie a punta, la coda e un caschetto biondo platino tipo Nino D’Angelo quando vendeva zillionate di dischi. Dall’accento romanesco, rappresentava il marcio della televisione italiana ed era virtualmente ingestibile, rissoso, e se la prendeva con tutto e tutti.

Ruttava e scoreggiava continuamente, vomitava sui monitor televisivi quando trasmettevano immagini di Pippo Baudo, Giulio Andreotti e Raffaella Carrà; strangolava il corvo Rockfeller e inchiappettava l’Ape Maia. Semplicemente geniale!
Era interpretato dall’attore Ivano Spano che è in pratica il Martin Klebba de no’artri.

Ivano Spano

Ivano Spano

Lo Scrondo quindi è stato senz’altro il personaggio tv più brutto di tutti i tempi, ma forse è uno tra i più rimpianti, per questo ha continuato a sopravvivere ai margini dell’immaginario colletivo. Tanto da meritarsi anche una canzone…

…E un vero e proprio ritorno su internet risalente ad appena un anno fa. Ecco qui sotto la puntata pilota girata con la benedizione di Stefano Disegni.

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2 risposte a A volte ritornano: Remembering LO SCRONDO!

  1. CONTE scrive:

    NOTA: sono spariti dal web tutti i video dove lo Scrondo dava il meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista ) di se. E’ restato solo quello del provino da Gianni Ippoliti.

    DOMANDA: perchè mai??????

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