Menare gli xenomorfi ai tempi di Reagan: ALIENS SCONTRO FINALE

Non succede spesso, lo so, ma qualche volta capita che si possa dire una battuta che si aspetta di pronunciare da molto tempo, magari anche con una certa enfasi. Non avete idea di quello che intendo, vero? Vi faccio un esempio:  se per un qualsiasi motivo, durante una conversazione, venisse fuori che le formiche 🐜 vi entrano in casa passando da sotto il lavabo, sarebbe poi così sbagliato reagire urlando: «Escono fuori dalle fottute pareti!»
Ecco. Scommetto che ancora alcuni di voi non sanno di cosa sto parlando. Ma che vedo? Altri stanno annuendo! Bene. Vedo che alla fine ci capiamo.
Nel 1986, James Cameron prese il timone della saga e diresse il secondo film, pimpando il motore action e rifornendolo con carisma ad alto numero di ottani. Il risultato fu che ALIENS SCONTRO FINALE divenne uno dei più grandi successi commerciali degli anni ’80, portando il franchise in una direzione completamente diversa dal primo, classico film, diretto da Ridley Scott.

E allora grazie, James, GRAZIE! Ti sarò eternamente debitore. Bye bye Ripley in canotta e mutandine striminzite che scappa in un thriller horror dal passo lento; welcome to un film di guerra uber-pimpo dal ritmo serrato e con un sacco di azione bombastica.
Qui si gode, gente. Guardando si gode forte.
Aliens Scontro Finale è grosso e chiassoso. È il concentrato ad alto potenziale di tutto quello che l’edonismo reaganiano può donare con orgoglio ai brufolosi col bomber.
Muscoli unti? CELO.
Pistoloni grossi? CELO.
Battute a effetto? CELO.
Scoppi e mostri? CELO e CELO.
Ne viene fuori così bene che in molti lo considerano superiore all’originale di Ridley Scott.
Vade retro la tematica dello stupro, del trauma da penetrazione violenta incontrato in precedenza. Aliens Scontro Finale supera lo shock (con grande difficoltà), ne prende atto, metabolizza, e reagisce tirando in ballo uno dei sentimenti più forti della natura umana, quello di maternità. Lo fa mostrandocelo da ambo i lati: da quello umano con la strenua difesa di Newt da parte di Ripley, e da quello alieno, con la strenua difesa delle uova da parte della regina.

Mio figlio gioca titolare perché è più bravo del tuo

Anche gli eventi di Aliens Scontro Finale mettono la freccia e superano di gran carriera quelli del primo film.
Adesso Ripley ha perso tutto. Rimasta alla deriva nella sua capsula di salvataggio per 57 anni, viene finalmente tratta in salvo giusto in tempo per scoprire che tutti i suoi cari sono morti, la malvagia compagnia per la quale lavora (Weyland-Yutani Corp) la accusa della distuzione della sua astronave, e praticamente tutti la prendono per pazza.
Di più; la notte non dorme e ha gli incubi ripensando alla terribile esperienza che ha vissuto sulla Nostromo, stile Rambo ma con gli alieni al posto dei fottuti Charlie.
Quando i suoi ex datori di lavoro la vengono a cercare chiedendole di far ritorno su LV-426, il pianeta ormai terraformato dove era stato raccolto il primo Alien, Ripley decide di affrontare i mostri del proprio passato, guadagnarsi una potenziale storia d’amore con il caporale Hicks, e affezionarsi profondamente a una figlia surrogata. Nella sua ultima battaglia con la regina aliena un esoscheletro elevatore le dà la possibilità di menarla a mani nude, senza tanti fronzoli, perché alla fine è così che si devono affrontare e sconfiggere gli incubi peggiori della psiche negli sfavillanti anni ’80: a cazzotti e pistolettate. E se mancano le pistole volano gli schiaffi.

Paurissima

In questo film impariamo un sacco di cose nuove sugli alieni. Tutto quello che era stato omesso nel film precedente che ci presentava il mostro come un fatto compiuto dal quale poter solo sopravvivere, qui acquista spessore.
Tanto per incominciare capiamo che gli alieni sono organizzati in una gerarchia antica, con una regina che comanda e produce uova mentre gli alieni peones la proteggono e le concedono l’uso illimitato della loro carta di credito. Impariamo anche che gli alieni riescono a organizzarsi e comunicare fra loro, come ci viene mostrato nella scena tagliata dal film (ma inclusa nel DVD) dove tentano l’assalto ai marines passando dal corridoio ma vengono respinti dalle mitragliatrici automatiche e quindi scelgono (scientemente) di passano dal soffitto, e nella scena in cui Ripley minaccia le uova col lanciafiamme e la regina ferma i suoi scagnozzi con l’ammicco gomorresco.

 

Poi c’è il fatto che in questo film gli alieni vengono definiti per la prima volta come Xenomorfi. Un termine totalmente inventato per l’occasione ma di un’efficacia impareggiabile nei secoli dei secoli. Amen.
Quello che, però, rende grande questo film sono i suoi memorabili personaggi e la loro caratterizzazione. I marines spaziali, così come ce li presenta Cameron, da questo momento in poi diventano un cliché abusatissimo nel cinema e nei videogiochi. Un inno al militarismo e alla sboronaggine USA degli anni ’80. Sono i più duri della galassia – sudati, brutali, maleducati – e hanno le armi più grosse e potenti mai immaginate. Seriamente raga, Vasquez e Drake trascorrono la maggior parte del film con i più grandi pistoloni dell’universo appesi al collo, montati su di loro grazie a un supporto per Steadicam, e nonostante tutto questo blastare roba e americanismo a go-go, con gli alieni non c’è partita. Altro che comunisti…

Grezzate

La cosa bella è che, se ci pensate bene, tutta questa ostentazione militaresca risulta inutilissima alla risoluzione della trama. Voglio dire, alla fine è solo la volontà di ferro di una donna di mezza età, le informazioni date da una bambina traumatizzata, e la determinazione di un androide ambiguo che salvano la situazione. Oltre a questo, è molto bello cogliere la critica nei confronti del capitalismo nel personaggio di Burke. Quelli come lui, viscidi e falsi che mettono i soldi davanti alla vita delle persone, vengono apertamente osteggiati, criticati, e puniti morendo molto male. Roba che ormai non si vede più nei blockbuster contemporanei.
Il successo più grande di Cameron, comunque, sta tutto nella creazione di qualcosa che si abbina perfettamente alla pellicola originale come se fosse l’altra faccia della medaglia. Il film diretto da Scott è il perfetto primo atto della prosecuzione di Cameron. Ripley conosce lo xenomorfo e tutto il terrore che implica nel primo film, e attraverso una miscela di fortuna e coraggio è in grado di superare quel terrore nel secondo.

Chi sono?

Questa perfetta quadratura del cerchio è uno dei motivi per cui ogni tentativo di superare il successo dei primi due film è sempre stato fallimentare. Con Aliens Scontro Finale Cameron ha già definito un’evoluzione più che soddisfacente per il personaggio di Ripley senza bisogno di aggiungere altro. Il ritirarla in ballo nel terzo e quarto film è una mossa forzata che svuota la serie di quell’appiglio emotivo che l’ha resa celebre. Inoltre, sempre Cameron, ci ha dimostrato che gli stessi alieni, apparentemente indistruttibili nel film di Scott, possono essere uccisi. Di questo gliene siamo grati perché ogni brutto sogno alla fine deve finire.

E adesso i consueti trivia trovati in giro sul net:

1)Inizialmente il ruolo del caporale Hicks era stato affidato a James Remar che però venne licenziato dal set perchè scoperto in possesso di droghe. Quando venne rimpiazzato da Michael Biehn alcune scene nel nido degli alieni erano già state girate. Rigirarle sarebbe stato costoso, per cui tutte le scene nel nido in cui il caporale Hicks compare di schiena sono quelle interpretate da Remar.

2)A Lance Henriksen la scena della propria morte trafitto dalla coda della regina aliena è costata un avvelenamento da cibo. Le notevoli quantità di latte e yogurt che aveva ingerito per esasperare l’effetto erano rimaste per troppo tempo esposte alle calde luci dello studio, ed erano diventate una bomba gastointestinale.

3)Per muovere l’ingombrante regina aliena occorsero  tra i 14 ei 16 operatori macchinisti e marionettisti.

La fase delle trattative diplomatiche

IL VIDEOGIOCO ARCADE

Il videogioco di Aliens Scontro Finale arriva un po’ tardi alla grande festa delle sale giochi. Konami ce lo porta solo nel 1990, ben 4 anni dopo l’uscita del film, e gli dà la forma di uno sparatutto a scorrimento dove una Ripley pesantemente armata torna indietro nel nido degli alieni per salvare Newt.
Dal punto di vista visivo, il gioco della Konami si prende parecchie libertà rispetto alla trama del film ma, soprattutto, rispetto ai personaggi che vi compaiono. Ripley è bionda, Hicks (che entra nel ruolo del giocatore due) non è per niente simile a Michael Biehn, e oltre ai classici nemici alieni, ci sono diverse altre razze ostili di nuova concezione.
Onestamente non è difficile capire perché i progettisti lo hanno fatto. Mettendosi nei panni di un giocatore, l’entusiasmo si sarebbe presto affievolito nell’uccidere lo stesso tipo di alieno livello dopo livello. Per cui ci ritroviamo alieni volanti, quelli che corrono veloci, quelli che sputano proiettili, regine e marines come quelli incontrati nel film, ma anche zombie che strisciano verso il giocatore o vengono fuori da dietro gli angoli. Insomma, una cosa più simile a un film di George Romero piuttosto che al classico di James Cameron.
Ma a parte queste inesattezze, Aliens è un decente gioco d’azione degli anni ’80. Le armi che si possono usare danno piena soddisfazione e ti fannno sentire un guerriero blasta-alieni invincibile fino a quando, inevitabilmente, non vieni sopraffatto da tutti i lati e lo schermo ti mostra la scritta GAME OVER.

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5 risposte a Menare gli xenomorfi ai tempi di Reagan: ALIENS SCONTRO FINALE

  1. Ste84 scrive:

    Nooo cosa mi hai fatto ricordare con l’arcade di Aliens…!! Avevamo il cabinato in oratorio e credo che da noi sia stato il più amato di sempre ex aequo con Rainbow Islands e Cadillacs and Dinosaurs!
    Mi è venuto in mente un aneddoto particolare che fino ad ora era rimasto sepolto nella mia memoria… mio nonno, che ogni tanto mi allungava qualche millino, una volta fu particolarmente generoso dandomi ben 5000 lire. Ovviamente non persi tempo e andai in oratorio dalle suore a farmele scambiare tutte in 200 lire per giocare ad Aliens!
    Ricordo perfettamente che ero tutto eccitato ma allo stesso tempo mi vergognavo come se stessi facendo chissà cosa, perché non so nelle grandi città ma in un paesello di mille anime sperduto nel monferrato non si era mai visto un bambinello scambiare così tanti soldi tutti in una volta per giocare (a quei tempi anche 5000 lirette incutevano rispetto ed erano importanti, invece oggi guardi 2 euroni e 50 e ti viene la depressione per quanto non valgono nulla… ma lasciamo perdere…).
    Comunque mi piazzai davanti al cabinato e iniziò il massacro, tempo 2 minuti e avevo attorno altri 6 o 7 pischelli come me che facevano un tifo da stadio, sembrava quelle partite epiche dei film anni ‘80 dove il bambino prodigio si fa tutta la partita con un gettone stabilendo il record dei record sommerso dal giubilo della folla! 😀
    Invece io ai videogames ero, e sono, abbastanza una merda quindi mi scontrai mortalmente con la difficoltà estrema del gioco senza riuscire a finirlo, anche perché a un certo punto prevalse il buon senso e dopo aver usato una quindicina di gettoni mi arresi nello sconforto generale.
    Peccato, perché mi sono visto questa run completa https://www.youtube.com/watch?v=n-mBlo390CI rendendomi conto che probabilmente ero arrivato quasi alla fine.
    Ma se uno volesse rigiocarsi quelle perle arcade di un tempo? Grazie a gog sguazzo spesso e volentieri nel retrogaming con tutte le comodità ma questi titoli non ci sono. Dovrei affidarmi a un emulatore ma l’ultima volta che cercai di usare il mame fu un mezzo disastro… ci devo riprovare… se no cosa mi consiglieresti?

    • Simone Guidi scrive:

      Caro Ste, delle volte ripenso a quando uscivo al sabato sera per fare serata e passavo dal bancomat prelevando 50mila lire. Cioè, oh, 50MILA LIRE! E riuscivo a farmi una seratina soddisfacente con un avanzo per i capricci della domenica. Ti rendi conto? E, soprattutto, ti rendi conto di quanto saremo vecchi a farci questi discorsi addosso? Dio mio come passa il tempo, signora mia, proprio non ci si crede.
      Per rigiocare ad ALIENS ti consiglio un classicissimo MAME. Io uso la versione in italiano del Madda, la trovi qui: http://web.tiscali.it/velmadda/
      Però ti devo anche dire che ho una delle prime versioni, molto leggera e con un parco giochi relativamente limitato se comparato alla vastità di quello delle versioni attuali. Cmq Aliens lo fa girare tranquillamente e la resa è eccellente. Il Mame non delude mai se non è gigantesco come quello di adesso. C’ho caricato pure il Db dei Flyers e delle info. Ogni volta che seleziono un gioco posso vedermi le foto del cabinato, le info tecniche, e le anteprime di schermata, e i volantini pubblicitari che gli operatori lasciavano ai gestori delle sale giochi. Non potrei più vivere senza

      • Ste84 scrive:

        Uh grazie per la dritta, appena riesco ci provo subito. Oltre ai tre capisaldi di cui dicevo e che vorrei rigiocare, aggiungo sicuramente anche Final Fight che merita di stare a livello degli altri per quanto ci aveva preso a quei tempi. C’è anche un altro gioco che amavo, di cui purtroppo non so il titolo, e che a onor del vero piaceva solo a me; era una specie di platform a schermata fissa, tipo Bubble Bobble per capirci, con un omino munito di una specie di zaino-aspirapolvere sulle spalle con cui poteva aspirare i nemici e poi spararli via, o qualcosa del genere… ne ho un ricordo un po’ nebuloso ma ne andavo matto… prima o poi lo ritroverò!

        • Simone Guidi scrive:

          Ma certo che me lo ricordo! Alla fine della schermata l’omino diceva qualcosa in giapponese tipo «YUGHI!»

          • Ste84 scrive:

            E’ luiii!! 😀
            Che bello quando si riscoprono cose sepolte nella memoria!
            Grazie e ottimo consiglio anche quello del mame alleggerito, con la versione normale qualche anno fa mi ricordo che non ero riuscito a far partire una ceppa mentre con questo, sarà un caso, ogni gioco che metto su funziona a meraviglia. Oltre a quelli per cui andavo matto all’epoca, a cui devo aggiungere Toki e (adesso lo so!) Tumble Pop, sto riscoprendo gemme come Rastan (che ho scoperto essere il progenitore di Volgarr The Viking che da mesi mi costringe a lunghe sfilze di improperi a causa della difficoltà) e Ghosts ‘n Goblins… e ringrazia anche mia moglie che adora Pac-Man! 😉

            PS: a chi interessasse, il Madda’s MAME funziona perfettamente su win10 anche se sul sito non c’è scritto, e anche col controller tutto ok.

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