American Way – i folli dell’etere: Come l’A-TEAM ma con un bombardiere

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

I_folli_dell_etere_1986

Siete pronti ad essere investiti da una tonnellata di musica anni 70/80? Siete pronti ad essere martellati da immagini pornografiche e belliche montate senza alcuna relazione tra loro? Beh, cari corridori, dovreste esserlo perché la SM-TV sta trasmettendo sulle frequenze UHF della vostra zona e niente può contrastare la potenza del suo segnale.
Questo film uscì negli anni di Reagan e nel momento in cui le pellicole sulla maledetta guerra del Vietnam cominciarono ad andare fortissimo. Quindi, prima di “Hamburger Hill”, prima di “Platoon”, prima di “Nato il quattro Luglio”, i semi della rivolta dei dannati reduci venivano piantati da questo American Way – I Folli Dell’Etere, che riusciva a coniugare nella stessa pellicola anniottantissima elementi di fantascienza, anarchia, irriverenza e puttanate in tali quantità da fondere tutto insieme in un unico grandissimo MACCOSA che faceva ridere, sì, ma a denti stretti, perché alla fine della fiera l’America non era tanto diversa da come i protagonisti ce la rappresentavano e, purtroppo, neanche tanto lontana.
Andiamo a vedere corridori. Mani al cielo e fottuto rock’n’roll!

 

Ok, sì. Lo ammetto. Questo film è rimasto impresso nel mio immaginario personale più che altro per il bombardiere. Perché avere un bombardiere è figo. Avere un bombardiere è cosa buona e giusta, e credo sia una soddisfazione che non dovrebbe essere negata a nessuno. Un bombardiere è per sempre, dico io, e lo guida l’uomo che non deve chiedere mai. Nella fattispecie, lo vorrei guidare IO.
Ma a parte l’idea del bombardiere, questo filmetto anniottantaro resiste nella mia Hall Of Fame delle vintaggine perché, come tanti altri prima di lui, lo si era andato a vedere con leggerezza al cinema tanto per riempire un noioso pomeriggio domenicale, e manco per l’anticamera del cervello ci era passata l’idea che fosse una finestra aperta sul fosco ventennio che ci attendeva.

americanway07

Gente brutta in televisione

In American Way – I Folli Dell’Etere c’era già tutto. C’erano tutti i cetrioli volanti che ci avrebbero filettato il cacapranzi da lì ai giorni nostri. C’era il potere della televisione. C’era il politico che usava il potere della televisione. C’era il sondaggio che diceva al politico come usare il potere della televisione.

willa_westinghouse_berlusconi

Sopra: Cetrioli

Insomma, dietro a quella facciata da commediola cheap piena di gente strafatta che riesce a salire su un bombardiere in volo semplicemente afferrando una scaletta di corda quando gli sfila davanti, e che dispone di un sistema antimissile basato su Jimi Hendrix a Berckeley, c’erano dei dirompenti elementi di critica verso il sistema americano, e siccome quelli erano gli anni che a Hollywood nessuno voleva farsi dirompere niente, i film come questo venivano fatti sparire sotto al tappeto insieme al loro regista. Oddio, non fraintendetemi, questo film un po’ se lo merita di essere sparito, per carità, ma resta il fatto che aveva del buono in sé. Del buono tipo il suo sistema antimissile, per dire.

Nel 1986 il modello dell’A-TEAM funzionava sempre alla grande, e i protagonisti di questo film ne ricalcavano i profili senza pudore. Anche loro erano dei reduci del Vietnam ed anzi, di pazzi furiosi come Murdock ne avevano addirittura 2, tanto per essere sicuri di non rimanere mai senza nel caso uno si fosse ammalato.

Ma vediamoli uno per uno questi straordinari protagonisti, e cominciamo proprio dal più carismatico, Dennis Hopper buonanima in stato di grazia che interpreta il fantomatico CAPITANO, il cui nome non viene mai specificato per tutta la durata del film, e rimarrà per tutti IL CAPITANO e basta.
È lui l’Hannibal Smith della situazione. Stessa sboronaggine, stessi piani ben riusciti e sigaro cianciucato a ogni inquadratura. Funge da collante per l’intero equipaggio e i suoi uomini lo rispettano in quanto leader incontrastato che si è guadagnato la devozione laggiù, nelle risaie malsane del Vietcoso a combattere contro i fottuti Charlie.

the_captain_hannibal

Il Capitano

In American Way – I Folli Dell’Etere abbiamo anche il sosia di Sberla, qui rappresentato da SAM, l’inviato speciale. Sam passa la maggior parte del suo tempo a terra facendo servizi d’assalto per SM-TV, poi trasmette le sue informazioni via radio al bombardiere. Quando deve recapitare il materiale video (rigorosamente in formato VHS) usa un Jetpack tipo quelli da astronauti per tornare a bordo, oppure si attacca direttamente a una scala di corda che gli viene gettata dal bombardiere in corsa. Lui la afferra e sale su, andando quindi nel culo alle leggi della fisica, di Dio, e degli uomini.
Ovviamente è il piacione del gruppo, pieno di donne e molto-moltissimo paraculo.

Sam_face

Sam

P.E. Baracus ha il suo omologo nel cuoco della truppa, BEN. Stesso carattere burbero, stesso fare pragmatico, stesso doppiatore, stessa negritudine.
Ben non si perita di cantarle chiare in faccia al suo capitano e minacciarlo continuamente di morte e defezione (non necessariamente in quest’ordine), sennonché rimanersene al proprio posto ed eseguire prono ogni ordine che gli viene impartito. Sembra sempre sul punto di andarsene per aprirsi un fantomatico ristorante di specialità orientali ma la realtà è che quando c’è da aggiustare qualcosa di apparentemente inaggiustabile, l’uomo giusto è sempre lui. Infatti, quando uno dei quattro motori si ferma, lo spediscono fuori armato di chiave inglese e lui lo aggiusta facendolo ripartire, ovviamente il tutto mentre l’aereo è IN VOLO.

Immagine20

Ben

Quel bontempone di Murdock invece è stato letteralmente scisso in due entità distinte, Jerry e Tesla. Jerry è il pilota del bombardiere, strafatto senza soluzione di continuità e in preda ad allucinazioni che gli impongono il continuo avvistamento di alieni verdi con le sembianze di suo padre. Tesla, interpretato da un grande come Michael J. Pollard, è lo scienziato del gruppo, con gli occhialetti alla Lennon e un sorriso ebete perennemente stampato sul volto, ha la capacità di inventarsi macchinari e soluzioni dell’ultimo minuto per trarre provvidenzialemente d’impiccio l’intero gruppo.

americanway

Tesla & Jerry

Infine, a chiudere in bellezza la rassegna di questo colorito gruppetto de I Folli Dell’Etere, ecco che arriva ACE, l’operatore video paralitico che sembra una specie di Frankenstein, si sposta grazie a una carrozzina a motore ricavata dalla parte posteriore di un’automobile, al posto del braccio destro ha una protesi metallica fornita di pinza, un tatuaggio della bandiera americana sulla crapa pelata, e la passione per fare proposte sconce alle ascoltatrici che hanno l’ardire di telefonare.

Eugene Lipinski

Ma adesso parliamo un po’ della trama, via:

Siamo nella metà degli anni ’80 alla vigilia della campagna elettorale americana. I sondaggi tastano il polso al popolo yankee e rivelano che la grande maggioranza di loro desidererebbe un presidente donna e guerrafondaio. Il che significa che chiunque intenda vincere le elezioni dovrà assolutamente trovare un candidato che risponda a questa descrizione, ma il candidato al momento sembra non esserci. Che fare allora?
Ecco che, come d’incanto, spunta fuori una misteriosa senatrice del New Jersey che sembra rispondere perfettamente al profilo dettato dai sondaggisti, si chiama Willa Westinghouse e in caso di vittoria promette di incrementare le spese militari e lanciare gli Stati Uniti d’America in una grande campagna bellico/moralizzatrice su scala planetaria.
Ma proprio quando i giochi sembrano ormai decisi, ecco che si intromettono quelli di SM-TV; una stazione televisiva clandestina che interferisce con i palinsesti delle emittenti di terra trasmettendo da quote alte, e quindi fuori dalla giurisdizione televisiva nazionale.
I ragazzi di SM-TV sembrano arrivati da un viaggio nel tempo, proveniente dai primi anni ’70. Sono tutti ex-reduci del Vietnam e impegnati in una crociata anarchica perpetua. Quando IL CAPITANO assiste ad un comizio della senatrice Westinghouse, ha una fosca visione riguardo al futuro della sua nazione, e per evitare che il morbo della morte spazzi via inutilmente un’altra generazione di americani, giura di fermare la corsa alla Casa Bianca della molesta senatrice, costi quel che costi. La trama è tutta qui: SM-TV versus Willa Westinghouse. Indovinate chi vince?

 

Quello che ha di bello American Way – I Folli Dell’Etere è che mette in scena una satira feroce e neanche tanto velata della società americana. È un vero e proprio siluro sparato nel baugigi dei repubblicani reaganiani, la torta di mele e il capitalismo. Vengono perculati praticamente tutti i capisaldi dell’americanitudine (l’american way, appunto) a cominciare dalla falsità della politica, la manipolazione dei media e l’idiozia del popolo che desidera ardentemente farsi abbindolare con facili promesse, sia di carattere terreno che divino.
Emblematico è il passaggio in cui il sondaggista informa la candidata che il popolo gradirebbe un presidente fervido credente. Dopo l’iniziale imbarazzo sulla scelta del credo più appropiato, la senatrice dedica le sue ospitate televisive a trasmissioni tipo quella che potete vedere qui sotto:

Spediscili su, li aspetta Gesù
American Way – I Folli Dell’Etere può ancora regalare dei bei momenti ma non è un film per tutti. È vivamente consigliato a coloro che hanno vissuto gli anni ’80 sulla loro pelle e apprezzano la buona musica. Gran parte del piacere del film sta nel cogliere i riferimenti e le contrapposizioni. Gustarsi spezzoni dei concerti di Alice Cooper inseriti in montaggi frenetici e cogliere un cameo di Ozzy Osbourne in uno schermo televisivo.
Anche la sigla finale è un motivetto facile ma coinvolgente tipico dell’epoca, con la tastiera sparata a mille e senza tante pretese se non quello di far muovere le teste al ritmo (cosa che gli riesce benissimo).
Da parte sua, il regista Maurice Phillips continuò dirigendo altri due film, tra cui uno con Richard Pryor e Gene Wilder, per poi dedicarsi, ironia della sorte, proprio a quello che aveva più aspramente criticato in questa pellicola, ovvero, una brillante carriera televisiva.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *