Vampiri playboy che ti soffiano la ragazza : AMMAZZAVAMPIRI

La butto lì, i miei film di vampiri preferiti sono quelli ambientati ai giorni nostri, quelli che prendono l’antico mostro che spesso ha centinaia di anni e lo contestualizzano nell’ambiente moderno.
Ovviamente, NO, non sto parlando di QUESTO, e se lo avete anche solo pensato il servizio di sicurezza provvederà a sbattervi fuori da questo blog con la velocità di un tappo di champagne.
Sto parlando di cose serie come Ragazzi Perduti, Dal Tramonto All’Alba, e robe così.
Per arrivare finalmente al punto, Ammazzavampiri è giusto quello che mi mancava per aggiungere più carisma e sintomatico mistero a questa virtuale valle di lacrime. Anzi, vi chiederete perché non l’ho recensito prima. Il fatto è che passo attraverso fasi alterne in cui mi innamoro e disinnamoro del genere, e tra una fase e l’altra possono passare anche 27 anni, ma dopo aver visto questo Ammazzavampiri ho reinstallato nel cervello la mia brama per i succhiasangue, imparato che dovrei sempre credere a quello che dicono gli amici, e non presentare mai la mia fidanzata a mostri galanti, sexy e sofisticati.

Mogli che bramano l’iPhone X

Nel 1985, il genere dei succhiasangue ha bisogno di aria nuova. La maggior parte dei film a cui il pubblico è abituato sono classici tipo Nosferatu o vari remake di Dracula con attoroni come Christopher Lee, Frank Langella, o il mitico Bela Lugosi. Il genere è stanco e cerca di fare quel cambio di passo che si sarebbe verificato due anni dopo con l’uscita di Ragazzi Perduti. Film, quello, che diventa un istant cult generazionale e butta definitivamente la palla dei film coi vampiri nella metà campo del pubblico teen-ager.


Ammazzavampiri prova giusto a fare una cosa simile, ovvero, giocarsi la partita dell’horror classico adottando lo schema di marcatura a uomo sull’adolescente brufoloso.
Ve lo dico senza mezzi termini, ci riesce molto bene, e quando esce al cinema ottiene un discreto successo, tant’è che all’epoca (ma quanto farà vecchio scrivere “all’epoca” in un articolo che parla di qualcosa relativo alla tua giovinezza, eh?!)  ricordo con piacere un vecchio amico che ne era stato così colpito da mettersi in mente di cacciare VERAMENTE i vampiri. Si era comprato un sacco di libri sull’argomento, un trench di pelle nera, coltelli e stelle ninja, e di notte trascinava me e altri poveri cristi in giro per ruderi cercando di scovare il vampiro. Tutte cose che a raccontarle adesso paiono frutto di un delirio febbrile tanto sono lontane dal concetto odierno del divertimento giovanile, ma vi assicuro che negli anni ’80 succedevano anche queste cose. I ragazzi potevano credere fortissimo a quello che vedevano al cinema e in TV, ma alla fine rimediavano una denuncia per violazione di domicilio. Vaglielo a raccontare tu al maresciallo, DOPO, che cercavi il vampiro.

Ciao. Io sono il vampiro.

La storia gira intorno a Charley Brewster, un adolescente ossessionato da due cose. La prima è uno show serale dedicato ai film horror intitolato, nella versione italiana, OREDIORRORE (ciao Alessio!). La seconda è quella di sfilare le mutandine alla sua morigerata fidanzatina, Amy. Una di quelle tante sere in cui sta guardando Orediorrore e contemporanemante cercando di entrare dentro a Amy, dalla sua finestra assiste al trasloco del nuovo vicino di casa, Jerry Dandrige, e nota che una bara viene trasportata nello scantinato. I suoi sospetti sono finalmente confermati quando, spiando dalla finestra, vede Jerry, in totale stile vampiro, sedurre e tentare di affondare le sue sexy zanne nel collo di una mica tanto innocente fanciulla. Oh, e vedeste le unghie! Quelle sì che sono davvero lunghe! Roba da vampiri, proprio.
Può Jerry Dandridge essere un vampiro? Naa. Non può essere. Lo sanno tutti che i vampiri non esistono, vero?! VERO? No. Col cavolo. I Vampiri esistono eccome, e adesso che Jerry si è accorto che Charley lo spia, quest’ultimo è in pericolo di vita.

Tette alla finestra

Tom Holland (regista e sceneggiatore) voleva che la storia fosse in stile “al lupo-al lupo”, solo che, al contrario della favola di Pierino, qui a Charley non crede proprio nessuno. Né sua madre che addirittura invita il vampiro in casa, né l’amico psicotico “Evil Ed” che si fa pagare per ascoltarlo, né la fidanzatina che paga il presentatore di OrediOrrore, Peter Vincent, per incontrarlo e convincerlo che il vicino di casa ha le stesse possibilità di essere un vampiro quante ne ha il Benevento di vincere la Champions League.
Riuscirà Charley a convincere i suoi amici e Peter Vincent che sta dicendo la verità? Ne usciranno tutti vivi? Dipende se siete o no tifosi del Benevento.

Il Benevento in Champions League
 

Rivedere Ammazzavampiri è un’esperienza gradevole. Ha quell’impalpabile atmosfera da amichevole horror di quartiere anni ’80 che ritrovi nel primo Gremlins, ( e nel grande assente in questo blog: Grosso Guaio A Chinatown) dove gli adolescenti di periferia lottano per ristabilire l’ordine nelle loro strade e gente qualsiasi affronta demoni ultraterreni.
C’è quella strana aria che pervade e scorre attraverso tutto il film, dove i dialoghi sembrano quasi naturali (anche se non lo sono) e alle preoccupazioni dei protagonisti in merito ai vampiri sono tangenziali quelle relative al loro diventare adulti.
Anche il cast pare azzeccato. Chris Sarandon, l’ex marito di Susan, fa del suo meglio per essere un vampiro affascinante, e prova un gran piacere nel dominare ogni scena in cui compare anche se a me ricorda sempre troppo Gino Vanelli.

 

Una menzione speciale va a Dorothy Fielding, la mamma di Charley. Decisamente in anticipo sui tempi, sembra più uno di quei genitori alla  “Hey, sono tuo amico!” che trovi in ​​molti film di adesso, ed è distante anni luce dai tipici genitori nei film per adolescenti degli anni ’80, che erano ingessati, autorevoli, e in pratica un corpo estraneo al loro stesso nucleo familiare. Poi, voglio dire, il figlio diciassettenne le confida di aver avuto un incubo e lei gli offre UN VALIUM(!). Hai capito la mammina? Viene da chiedersi se per addormentare il proprio pargolo gli ficcasse la testa nel forno a gas.
Massima stima per Stephen Geoffreys, l’amico stronzissimo “Evil Ed” che lo prenderesti a schiaffoni dall’inizio alla fine del film, e da lì a pochi anni avrebbe svoltato radicalmente la carriera dandosi ai porno omosessuali.

Evil Ed

L’ultima parte del film è quella dove l’inferno si scatena, fornendo allo spettatore una buona dose di trasformazioni, pipistrelli giganti, carne putrefatta, lupi mannari, e pupazzame vario tipica di quegli anni, ma che fa ancora ampiamente il culo a tutti quegli effetti in CGI delle pellicole moderne.
Vabbè, io sono un fanatico della nostalgia e Ammazzavampiri gioca sporco scommettendo pesante sul mio amore per questo genere di cose. Come già detto, è un film divertente che mi riporta indietro a quando ero più giovane meno vecchio di adesso, e rimanevo sveglio fino a notte fonda guardando maratone mostruose su Italia Uno mangiando pacchettate di patatine accompagnate da litri di Estaté ghiacciato.
Ora Ammazzavampiri ha più di 30 anni sul groppone, è ancora molto divertente e mi fa ridacchiare per tutta la sua interezza. Il tutto mentre mi inchino al cospetto di un grandissimo Roddy McDowall.

VAi Roddy! Scaccia il maligno!

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    Premetto che al contrario di te ho sempre avuto un debole per i film di vampiri “vecchi”, quelli appunto con Lee e Lugosi, e che il mio preferito in assoluto sia il già più recente Nosferatu di Herzog del ‘79, ma Ammazzavampiri l’ho sempre amato e visto mille e mille volte.
    Trovo che tutto sia perfetto in questo film e non posso davvero dire di più di quanto hai già sottolineato. Oltre a tutte le sue oggettive qualità, a me piace particolarmente perché, seppur ambientato nei nostri tempi (per così dire!), mantiene un filo di unione con il vampirismo d’epoca a me più caro proprio tramite Peter Vincent e il suo vetusto e ormai superato Orediorrore. E qui ogni volta vengo stimolato a una riflessione, perché è proprio quando Peter viene allontanato per fare posto a uno show più spettacolare e moderno che rivivo il destino di tanti film odierni, sempre più incentrati sugli effetti speciali sacrificando la loro anima più sincera e spontanea.
    Così a memoria credo che questo sia il primo e anche l’ultimo film di vampiri ambientato nella modernità che ho amato davvero. Purtroppo Ragazzi Perduti, stranamente, non mi è mai piaciuto molto e il resto sono tutti film che magari ho apprezzato, a volte anche abbastanza\molto, ma non è mai stato amore vero, e mi riferisco ai vari Dal Tramonto All’Alba, Underworld, Blade, ecc.
    Questo è un bel problema per me perché nessuno fa più film di vampiri in “stile Hammer” per dire, quindi sono condannato a vedere sempre i soliti classici senza nessun nuovo film ispirato a quel filone.

    • Simone Guidi ha detto:

      Ste, ho trovato AMMAZZAVAMPIRI 2 su youtube! Ho cominciato a guardarlo ma al primo capitolo non gli lega neanche le scarpe. Stasera che sto da solo in questo freddo albergo del Saronno milanese provo a vederlo tutto. Poca roba, però. Sai cosa è bello? ( e a te piace sicuramente) LE NOTTI DI SALEM. È old style vampiro ma è lungo 3 ore e rotti. Mi ci vuole cuore per finirlo. Prima poi lo farò. Grazie del commento. Fa piacere trovare un’altro afecionados dei vampiri.

      • Ste84 ha detto:

        Ammazavampiri 2 l’ho visto millemila volte esattamente come il primo film perchè anche se di molto inferiore è comunque un filmetto che si lascia guardare. Intanto quando mi rivedo Ammazzavampiri già so che poi mi rivedrò a ruota anche il 2 è più forte di me, mi accade lo stesso anche con i primi due Ghostbusters e i primi due Conan! Infatti la scena che dicevo dove Peter Vincent viene sbattuto fuori da Orediorrore è proprio nel 2, quando la sorella di Dandrige gli frega lo show (giusto un pelo antisportiva la ragazza!), ormai vedendoli sempre in coppia parlo dei due film come se fossero uno solo.
        Grazie mille per il preziosissimo consiglio su Le Notti Di Salem, mi ispira parecchio e provvederò a procurarmelo in tempo record!

  2. Sam ha detto:

    A me anche il 2 non dispiaceva. All’ epoca non lo vidi, nè noleggia in vhs perché pensavo fosse il classico titolo truffa anni 80 (ovvero, un film che non c’entra nulla con l’originale a cui hanno messo un nome famoso per attirare polli, tipo “Balle Spaziali 2 “)

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