Ammettilo. Ti mancavano i Duran Duran!

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E così ti trovi lì, in piedi con lo sguardo fisso e quel mezzo sorriso ebete di uno che ha notato un vecchio conoscente ma non è ancora sicuro se è lui o non è lui.
Guardi il palco e sopra ci vedi una band che suona, pure bene, delle canzoni che conosci alla perfezione. E questo nonostante tu non abbia mai comprato un loro singolo album.
Come fai a sapere i testi? Come fai ad intonare le melodie fino all’ultima nota?
La risposta è semplice, povero vecchio matusa.
Sono i Duran Duran, e tu sei uno di quelli che, volente o nolente, ha vissuto gli anni della sua adolescenza nell’epoca che appartiene loro. Il decennio degli 80.
Si, hai capito bene, nonno. Quel periodo in cui la gente si dava sulla criniera quelle tonnellate di lacca che poi hanno generato il buco dell’ozono. Quello delle spalline imbottite alla GUNDAM e dei sintetizzatori a bomba. Quello che se non appartenevi a un determinato gruppo sociale eri out, finito, kaputt, col piffero che rimorchiavi uno straccio di ragazza.
Si, perché TU in verità eri ancora piccolo quando vedevi i ragazzi di 18/20 anni conciarsi come LORO. Come tanti Mad Max ben educati, oppure albanesi di buona famiglia ( anche se a quel tempo il concetto di albanese era ancora lungi da venire ).

Un Mad Max ben educato

Tu, caro il mio giovane vecchio, eri ancora piccolo. Avevi si e no 14 anni e qualche bulbo timido sotto le ascelle, non capivi ancora veramente BENE quello che ti accadeva intorno.
È per questo motivo che adesso sei lì a guardarli. Sei lì che osservi un concerto dei Duran Duran dove quel barbetta ganascione di Simon Le Bon offre una performance di tutto rispetto, e pure tutta la band è alla sua altezza.
Sai perfettamente che sono a formazione quasi completa, manca solo Andy Taylor che dice si é ri-franto le pelotas ed é uscito di nuovo dal gruppo. In compenso ora alla chitarra c’è un tizio turnista che è sputato uguale al prete di V-Visitors nella serie nuova, e infatti suona divinamente… è un prete!
Riconosci i cavalli di battaglia e sei perfettamente consapevole che li stanno suonando TUTTI, e anche i pezzi dell´ultimo ( per altro ragguardevole ) album ti deliziano le trombe di Eustachio.
Sei lì perché fa tutto parte di un disegno, di un meccanismo che è scattato nella tua mente a livello subliminale quando hai saputo che venivano a suonare vicino casa tua. È stato quello che ti ha spinto a comprare i biglietti, che ti ha fatto andare al concerto con quella tua, apprezzatissima, t-shirt con sopra la stampa del videogioco “Space invaders”.
Perché oltre ad essere un nostalgico sei anche un nerd. Lo sei sempre stato fin dagli 80, solo che a quel tempo non lo sapevi. Non lo sapeva nessuno in realtà, la tua categoria non era ancora stata riconosciuta, sbolognata alla massa. Adesso quelli come te sono quasi di moda e tu non riesci a capacitartene, forse perché sei vecchio e ti dimentichi le cose.
Ma intanto i Duran continuano a suonare, e alla grande. Simon si è tolto la giacca e la trippa gli fa tirare i bottoni della camicia, mentre John Taylor somiglia ad un attaccapanni con il basso appeso.
È un bel tuffo nel passato con un sorriso ( ebete ) sulle labbra 🙂

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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1 Response

  1. Nadia Bianchini ha detto:

    Mitico!!!!

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