Anche i meganoidi hanno un cuore, pero’ va a pile e si scarica subito

Il futuro dei meganoidi nelle carte

Il futuro dei meganoidi nelle carte

I Meganoidi sono la stirpe aliena più sfigata di tutto l’universo dei cartoon Giapponesi. Sono rimasti impressi nella mia infanzia turbata per il loro essere sempre, costantemente sfortunati, imbranati, incapaci.
A suo tempo provai a dare un senso al loro ruolo nella mitica serie di Daitarn 3, e devo dire che una spiegazione pseudo-logica la trovai.
I meganoidi sono così perché non sono alieni genuini, non sono di origine extra-terrestre vera e propria. Prima di essere trasformati erano terrestri, con le loro fisime, le loro paturnie e fobie di varia natura. Prima che il loro fluidi fossero sostituiti da una qualche sorta di liquido lubrificante avevano nel petto un cuore umano che pompava.
Per questo sono venuti fuori così imperfetti. Essendo inizialmente umani sono partiti in difetto e quindi, di conseguenza, idioti congeniti. Poi la trasformazione ha ulteriormente infierito sul loro Q.I. precipitandolo ai livelli di Flavia Vento ed anzi, amplificando oltremodo il fattore idiozia.

Non ci possono essere altre spiegazioni, centinaia di attacchi solari non possono sbagliare. I meganoidi sono perdenti perché sono troppo umani, più umani dell’umano.

Come tutti ben sapete, da Marte arrivano sempre e soltanto grane. È un pianeta storicamente ostile alla terra, come testimoniano pagine e pagine di romanzi di fantascienza scritti nel corso della prima parte del secolo precedente.
E proprio da Marte arrivarono i Meganoidi, i “cattivi” della seria televisiva giapponese “Daitarn 3”.

Sulla carta i Meganoidi erano cazzuti: cyborgs evolutissimi dotati di una forza sovrumana. Sul campo, però, l’intelligenza si dimostrò immediatamente carente e il loro carattere decisamente contorto.
Bisogna dire che prima dei Meganoidi, su Marte c’erano soltanto i terrestri, dediti ad una proficua colonizzazione del pianeta e al solito sfruttamento delle risorse indigene, lucrando sull’acqua pubblica, lo smaltimento dei rifiuti, il Bunga-bunga e tutto il resto.
Tra quei terrestri c’era pure un ometto molto intelligente, un professore, “un vero cranio” come si suol dire. Il suo nome fu Haran Sozo. Dico “fu” non a caso, perché il buonanima professor Haran si spense prematuramente a causa di una incidentale occlusione delle vie respiratorie casualmente inflittagli dal primo prototipo di meganoide che egli stesso aveva costruito, tale Don Zauker.
Niente di nuovo direte. La classica storia dello scienziato pazzo che muore ucciso dalla sua stessa creazione. Eh si…ehm…è sempre la solita storia pallosa.

Ehm…Non questo Don Zaucker. Quello sotto.

L'anima della festa che quando parte non riesce più a starsene zitto

L’anima della festa

Dunque Don Zaucker si ribellò e uccise il suo creatore fondando all’Impero Meganoide. Lo scopo dell’impero era di conquistare la galassia e trasformare tutti gli esseri viventi in cyborgs (cancellando la loro memoria) per creare la razza perfetta.
Voi direte: la solita storia a sfondo nazistoide. Si…ehm…si. È sempre la solita storia barbosa.
Dicevamo, l’impero convertì tutti gli abitanti di Marte in Meganoidi e costituì il suo esercito capitanato da Koros e Don Zauker. Koros era sicuramente la stagista di Zauker e non lavava mai i suoi tailleur (che non si sa mai tornassero utili) ma a quei tempi eravamo troppo piccoli per capire certe cose, che poi tanto non ce le diceva nessuno.
Oltre a questi due, al vertice della piramide del potere c’erano anche un folto numero di comandanti meganoidi più o meno psicolabili. C’era quello fissato con le macchinine, quello che si era dato al collezionismo, quello bello e vanitoso, quello brutto e incompreso, quello gay…Un po’ come i puffi insomma. Ogni comandante meganoide aveva un lato della personalità estremamente accentuato rispetto agli altri e quindi risultava irrimediabilmente squilibrato.

Ehm…non questi Meganoidi. Quello sotto.

Chiamato?

Tutti i cyborgs avevano vita eterna e venivano alimentati da una “pila” posta nel petto, nel punto che negli umani è occupato dal cuore.
C’è da dire inoltre che i meganoidi, quando si spostavano, andavano a lavorare e alle gite, di solito lo facevano usando una Macchina della morte, dove la morte era intesa come la fine fisica di colui che aveva concepito il design della macchina stessa.

Le macchine della morte erano infatti gigantesche, lente, esteticamente inguardabili e consumavano decisamente troppo.
Voi direte: Tutte qualità che si possono ritrovare in un ordinario veicolo FIAT! Ehm si…è sempre la solita storia trita e ritrita.
Però i dirigenti meganoidi avevano un opzional in più rispetto ai loro umili subalterni soldatini. I comandanti si potevano trasformare in giganteschi Megaborgs entrando dentro a una struttura mobile inutilmente piramidale, oppure attraverso la sveglia del loro orologio da polso Casio in dotazione.

YEEESSS!

I Megaborgs erano potenti robot guerrieri di gigantesche dimensioni (circa 40 volte più grandi di quelle di un uomo ) che esaltavano le doti fisiche di ogni comandante.
L’aspetto di ogni Megaborg era legato strettamente a quello del Comandante da cui avevano avuto origine e alle manie del suddetto.
Alla base della piramide della società meganoide, però, c’erano i comunissimi soldati. Loro erano la forza lavoro sulla quale si basava tutta la serie di cartoon di Daitarn 3, loro erano soprattutto le pedine sacrificabili che sbrigavano i lavori sporchi.

Ma secondo te noi siamo normali? – Non lo so, fammi prendere le misure

Tutto questo bagaglio di sfiga che accompagnava la storia dell’impero meganoide era ulteriormente accentuato dal fatto che la Costituzione meganoide impediva l’amore fra meganoidi uomini e meganoidi donne. A chi infrangeva questa regola spettava la pena di morte. Di qui si spiega perché i meganoidi si concentravano su interessi che gli umani ritenevano futili, come ad esempio la filatelia, la numismatica e la modellistica in generale.
Infine, ogni meganoide era più o meno simile a un uomo a seconda del grado. I comandanti erano quelli più simili, i soldati erano quelli squallidamente uguali ai manichini dell’UPIM.
Un ultimissima cosa di non troppo peso: il professore Haran aveva un figlio, tale Benjo, durante la rivolta meganoide scappò sulla terra a bordo di un robot combattente carico d’oro, ma questo è un dettaglio secondario. E adesso la fine…quella vera però.

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2 risposte a Anche i meganoidi hanno un cuore, pero’ va a pile e si scarica subito

  1. Andrea scrive:

    Ciao, ho trovato l’articolo molto interessante e conferma quello che ho sempre pensato su i nemici di Daitarn 3.
    Non sono mai riuscito a vedere i Meganoidi come dei veri nemici, anzi spesso erano goffi e simpatici.
    Di questo cartone ricordo bene due cose: la sigla e le due ragazze.
    Non ricordo invece in quale puntata due meganoidi sono molto umani e simpatici e se non ricordo male aiutano Daitarn.
    Puoi aiutarmi a trovare questo episodio?
    grazie Andrea.

    • Simone Guidi scrive:

      Sai che? Potrebbe essere Ep.35,”Hai confini dell’amore”, che poi si ricollega all’Ep.9, “Lo strano Inseguitore”. In tutti e due gli episodi ci sono una coppia di meganoidi che si innamora e alla fine scappa senza dover RITUALMENTE morire per mano di Banjo.

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