Atari’s golden age: Le prime 15 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Atari vintage cover

Atari vintage cover

Nei suoi primi 12 anni di storia, prima del radicale riassetto del 1984, l’Atari era diventata una delle più grandi, sgargianti e influenti aziende della storia. Aveva avuto i suoi incredibili successi e i suoi imbarazzanti fallimenti, ma forse, più di ogni altra cosa, aveva avuto i suoi segreti.
Questo perchè nel 1976, quando il padre fondatore Nolan Bushnell vendette baracca e burattini alla Warner Communications, l’Atari subì un vigoroso giro di vite. Il nuovo direttore, Ray Kassar, era uno abbastanza fissato con la sicurezza e i dipendenti furono invitati a firmare accordi di riservatezza, ricevendo tessere magnetiche d’identità per poter circolare liberamente nei corridoi aziendali. Di fatto, a parte leggere le confezioni delle cartucce, il pubblico dei giocatori sapeva ben poco sui giochi di Atari e le persone che li avevano creati. Tutto rimaneva all’interno dell’azienza e guai a chi si lasciava scappare un fiato.
Quello che troverete di seguito è l’elenco dei segreti, o presunti tali, della Atari.
Atari Museum è la mia fonte. Dissetatevi anche voi.

1) Nolan Bushnell, il fondatore di Atari, originariamente aveva chiamato l’azienda “Syzygy”. Ok, ve bene. Ma che cappero voleva dire? Nel vocabolario inglese, la parola  significa il sole, la luna e la terra in eclissi totale. Che roba si fumava il buon frikkettone Nolan? Vattelappesca.
2) Generalmente, tutti credono che Bushnell sia l’autore di Pong, il primo gioco di Atari. In realtà la Magnavox aveva già rilasciato per prima sul mercato il suo sistema di videogiochi ODYSSEY 100, e proprio quel sistema comprendeva un gioco molto simile a PONG. Questo diversi mesi prima che il PONG Atari debuttasse nelle sale giochi nel 1972. Anni dopo, Bushnell ammise in tribunale che sì, aveva precedentemente visto un prototipo di Odyssey a una mostra e sì, qualche spuntarello ce l’aveva preso. L’Odyssey 100 fu inventato da Ralph Baer.

Pong

3) Quando Bushnell andò negli uffici di Chicago della Bally/Midway a proporre il suo PONG, venne respinto abbastanza bruscamente. Gli dissero che la gente non avrebbe mai avuto interesse per alcun tipo di gioco che non fosse stato un flipper. Bushnell, seccato, tornò in California e fondò Atari. Tiè!

Per te, Bally Midway.

4) Sempre la Bally/Midway, quando per la distribuzione sul territorio americano si ritrovò a scegliere tra due giochi arcade della NAMCO, MAPPY e POLE POSITION, sorprendentemente optò per MAPPY. Atari si dovette accontentare di ciò che rimaneva, POLE POSITION che, guarda caso, diventò il gioco più venduto del 1983. Contemporaneamente, alla Bally/Midway cominciarono a distribuire banane alle scimmie urlatrici che avevano alla dirigenza.

Pole Position

Pole Position

5) Gravitar fu uno dei giochi arcade di Atari che vendette di meno. Non era male per la verità, ma proprio non incontrò il favore del pubblico. Allora venne deciso di prendere il suo programma e il suo hardware e riconvertirlo in qualcos’altro, in modo che ne venisse fuori una nuova versione che avesse più appeal. Così nacque BLACK WIDOW.

6) MIKE HALLY progettò Gravitar. Recentemente si è auto-redento dichiarando che senza il suo progetto, probabilmente Atari non sarebbe riuscita ad avere il know-how per fare lo spettacolare gioco di STAR WARS. Si. credici Mike, CREDICI FORTISSIMAMENTE.

star_wars_large

7) Dopo aver fatto SPACE INVADERS per il VCS 2600, RICK MAUER non programmò più alcun gioco per Atari. Si dice che sia stato pagato solo 11.000 dollari per una cartuccia che aveva incassato più di 100 milioni. Alla Atari succedeva anche questo.

8) TODD FRY, d’altro canto, guadagnò quasi 1 milione di dollari in royalties per la sua criticatissima versione di PAC-MAN per VCS.

Brutto il giusto

9) L’uomo responsabile per aver portato PAC-MAN in casa Atari, JOE ROBBINS, ex
presidente della divisione coin-op, venne pesantemente rimproverato dal presidente dell’azienda, Ray Kassar, per aver fatto l’accordo con Namco senza consultarlo. Sembra che quando accadde, Robbins fosse stato in Giappone per negoziare una questione legale con Namco, e Namco gli avesse proposto di acquistare i diritti del porting casalingo di PAC-MAN come parte di quell’accordo. In quel momento PAC-MAN doveva ancora decollare, ma quando lo fece, Robbins venne ampiamente ripagato di quella decisione coraggiosa e PAC-MAN diventò la cartuccia più venduta di sempre nella storia della società di Sunnyvale.

10) E chi era l’uomo responsabile per quel gran gioco di “E.T.” per Atari? Nient’altro che il presidente della Warner Comunication STEVE ROSS.  Era così convinto che “E.T.” avesse tutte le carte in regola per diventare un successo commerciale che pagò a Steven “Rockerduck” Spielberg una somma enorme (circa 22 milioni dollari o giù di lì) per i diritti del piccolo bastardo extraterrestre. Si, si. Bravo Steve. Quasi quasi ti do il numero di mia sorella.

 

Il programmatore HOWARD S. WARSHAW, porello, arrangiò il gioco in sole 5 settimane per non ciccare l’uscita natalizia nei negozi. Risultato: tra richieste di rimborso e invenduti, 3 milioni di cartucce rimasero sugli scaffali, accentuando ulteriormente la crisi finanziaria dell’azienda e dell’intero settore. Nelle bettole di Melee Island si narra che un convoglio notturno portò tutte le copie di “E.T.” invendute nel deserto del Nuovo Messico, dove vennero clandestinamente sepolte in una discarica ad Alamogordo per non pagare i costi di smaltimento. [interessanti risvolti sull’argomento QUI]

Lascia perdere Nolan, non ne è rimasta neanche una

11) Prima di “E.T.”, WARSHAW aveva già programmato “Rider of the lost ark” eYAR’S REVENGE”. Quest’ultimo doveva essere il porting di una licenza arcade del gioco “STAR
CASTLE”, ma alla fine non se ne fece niente e venne ribattezzato con un nuovo nome. YAR” è infatti il nome di “RAY” Kassar scritto all’incontrario.

12) Uno dei primi e più popolari giochi arcade di Atari fu “TANK”, solo che il nome “Atari” non figurava in nessun posto, nè sul cabinato nè sullo schermo. C’era invece scritto “KEE GAMES”, che era uno pseudonimo che usò Atari tra il 1973 e il 1978. Atari e Kee (dal nome di JOE KEENAN, partner di lunga data di Bushnell) mettevano sul mercato giochi identici al fine di creare una falsa concorrenza e, a conti fatti, più business per Atari. Per esempio, SPIKE (Kee) e REBOUND (Atari) erano due giochi di pallavolo quasi identici fatti uscire a un mese di distanza l’uno dall’altro, nel 1974.

13) I nomi in codice sono sempre stati popolari in Atari. Il VCS era “Stella”, l’Atari 400 era “Candy”, l’Atari 800 era “Coleen”, il 5200 è stato”Pam”. Tutti erano nomi di personale femminile con il seno procace che lavorano presso Atari (ad eccezione di Stella, che era il nome commerciale di una bicicletta).

Papabile per la nuova console

14) E poi c’era pure “Sylvia”, ovvero il 5200 che non venne mai alla luce. Pam, come tutti sanno, era un Atari 400 di fascia bassa con il solo scopo di riprodurre giochi. Sylvia invece doveva essere la console 3200 risposta di Atari a Intellivision, ed era in sviluppo molto prima della nascita di Pam. Ma i problemi collegati in gran parte alla retrocompatibilità dal 5200 con il software del VCS 2600 ne rallentarono la progettazione. Quando poi fu il momento di decidere, Sylvia uscì dalla finestra e Pam entrò dalla porta.

L’Atari 3200 mai sviluppato

15) COSMOS, l’esperimento di Atari con l’olografia, era un sistema di gioco a batteria che venne introdotto in una conferenza stampa a New York nella primavera del
1980. Creato da AL Alcorn, COSMOS non fu mai più visto da alcuno, neanche con un telescopio.

Rimando i lettori alla seconda parte di questo speciale che pubblicherò a breve, e a questa pagina QUI, dove potranno scaricare A UFFO uno splendido libro sulla storia di Atari, tradotto con i piedi dal sottoscritto.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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