ATLETICO MINACCIA FOOTBALL CLUB: L’importanza di chiamarsi Jose’ Mourinho

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A confronto, i loro avversari avevano la consistenza calcistica dell’aria

In Italia la politica è come il calcio. Nessuno vuole perdere e alla fine tutti si schierano con il più forte. Questo spiega come, per troppo tempo, ci sia stata un’enorme proliferazione di juventini e pdiellini.
L’italiano medio cresceva nella riserva calcistica di quartiere, pasturava in giro allo stato brado ed era naturalmente portato a diventare juventino.
Perché?
Perché era la squadra più ricca e blasonata ma, soprattutto, anche quando sembrava che non ce la facesse, alla fine vinceva. Vuoi con un gollonzo nel recupero, vuoi con un rigore discutibilissimo, vuoi per un autogol degli avversari (tu vedi il caso gli scherzi che fa).  Insomma, alla fine la Juve vinceva, e se proprio non lo faceva, era lì lì per farlo, proprio come Burlesconi.

Io non sono mai stato un gran tifoso di calcio e a parte giocare qualche scandalosa partitella a calcetto con gente dalle movenze feline di una pantegana, non sono mai andato. Al limite simpatizzo, quello sì. Mi interesso, seguo gli avvenimenti, ma di più non posso, scusate tanto.
Ecco perché quando lo spacciatore di fumetti truculenti mi ha consigliato questo libricino, ho storto un po’ il naso. Uno si aspetta la solita storia epica di pallone, sudore e lacrime, tipo “The million dollar baby” ma con i calci di punizione, dove loro che non sono nessuno si fanno un mazzo tanto e alla fine, contro tutto e tutti, vincono e urlano anche «Adrianaaa!». E invece la storia è di tutt’altro genere. Volete che ve ne parli? Allora venite, possono leggere anche gli juventini.

Non avrai altro Dio All'infuori di me

Non avrai altro Dio all’infuori di me

Lo vedete quest’uomo qui sopra? Lui è Josè Mourinho e non c’è praticamente nessuno nella penisola che non sappia chi sia. Oddio, qualcuno magari c’è, ma sicuramente o è troppo il là con l’età per ricordarsi anche di prendere le goccine, o è rimasto imprigionato in fondo a una cava di Carrara negli ultimi dieci anni.
La storia che Marco Marsullo raccontata in questo libro ruota indirettamente attorno alla figura di Mou e al suo temperamento. Sì. “Atletico Minaccia Football Club” è un’emanazione diretta del carisma di Josè.

«Josè Mourinho era la panacea per il calcio qualunquista, la risposta calcistica a Michael Jackson, Elvis e Freddie Mercury.»

Vi dico subito che questo libro si legge con la spinta di un mediano. Parte da subito cavalcando sulle fasce con umorismo, e poi dribbla l’avversario a centrocampo con ironia, lasciando il lettore costantemente in attesa del paragrafo successivo e trasformandolo in un piccolo pac-man letterario affamato di parole.

avatar_57_1360572081Chiariamoci. Qui non stiamo parlando del capolavoro letterario del secolo ma di un libro divertente che svolge egregiamente il suo compito, cioè INTRATTIENE dalla prima all’ultima parola. La lettura sotto l’ombrellone è il suo habitat ideale, e quando si arriva finalmente a leggere la parola “fine”, si guarda la quarta di copertina, si legge il prezzo e si pensa: Beh, sono stati soldi spesi bene. Proprio bene.

Vai Marsullo. Hai scritto proprio un bel libro.

È la storia di Vanni Cascione quella che appassiona il lettore. Un allenatore all’ultima spiaggia con una lunga collezione di esoneri in curriculum che ha come unico riferimento nella vita, come unica stella polare dell’anima, Josè Mourinho.
Cascione viene ingaggiato per costituire e portare alla vittoria la nuova speranza calcistica, un’armata Brancaleone dei gironi d’Eccellenza composta da gente tipo:

  1. Vincenzo Scognamiglio, portiere cocainomane che ha come sostituto Giovanni Bazzallo, un meccanico che ha fatto solo qualche parata davanti alla saracinesca della sua officina.
  2. Ciro Pallina, ala esterna con colite cronica, che deve andare di corpo ogni dieci minuti ed è quindi schierabile col contagocce dell’IMODIUM.
  3. Peppe Sogliola, quarant’anni suonati; l’attaccante con pancetta sul viale del tramonto.
  4. Mohammed, clandestino schierabile al centrocampo solo in trasferta, perché in casa si deve presentare a firmare nelle caserma dalla polizia.
  5. Fabrizio Spugna, ex concorrente del programma Sarabanda, con la mania delle citazioni continue di canzoni.

«L’allenatore si chiamava Ernesto Schiattaquaglia ed era un uomo di una bruttezza rara, ricercata fin nei particolari.»

Aggiungeteci il resto della panchina composta da altri soggetti simili tipo PETARDOS, l’attacante profugo croato, e BAFFONI jr., il figlio del presidente ed emerita negazione del gioco del calcio; il tutto orchestrato dal direttore sportivo Lucio Magia, autentico re dei puttanieri, ed ecco che solo pensare di arrivare a fine partita sarà dura, durissima.

Marco Marsullo

«Dietro di loro circa trecento invasati presero a battere le mani sotto gli ordini di Caputo che, a petto nudo, esibiva addominali illegali in almeno sedici stati d’Europa.»

Onestamente, oltre che a Mourinho, Marsullo è fortemente debitore a quella iconografia cinematografica anni ’70 tipo “L’allenatore nel pallone” e ” Il presidente del Borgorosso Football club”. Ne trae a piene mani la comicità di stampo cialtronesco, l’iperbolica capacità di esaltare l’inesaltabile trasformandolo in mito epico. Il tutto utilizzando un linguaggio veloce e scorrevole, padrone di termini calcistici che spesso vengono piegati alle esigenze dell’umorismo. Con questo suo libro d’esordio, Marsullo incornicia gli stereotipi del calcio elevandoli a tragi-commedia. Mette a nudo l’umanità dei personaggi facendogli sostenere sulle spalle gran parte del successo di questa storia. L’ironia è la vera chiave di lettura di questo libro, e l’Altletico Minaccia è già nell’albo d’oro del calcio letterario.

«La seconda regola del calcio secondo Cascione è: non esistono partite amichevoli, solo partite da vincere. Il fair play è un’invenzione dei Testimoni di Geova».

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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