Il momento e’ delicato: A Niccolo’, basta con la Pleistescion

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Questo libro di Ammaniti non è brutto. Non si merita un aggettivo così impietosamente negativo. Questo libro di Ammaniti è ALLARMANTE!
Ebbene sì. Mi costa doverlo ammettere, tenendo conto che lui è uno dei miei scrittori preferiti. No, che dico UNO? Diciamo pure che è quello che preferisco SU TUTTI, ma questa volta non gliela posso far passare liscia, mi sento truffato.
Partiamo con il presupposto che su 16 racconti presenti nella raccolta, forse meno della metà sarebbero stati degni di pubblicazione. Sembra quasi che, da un pezzo a questa parte, il mio autore preferito stia raschiando il fondo del barile per fare ciccia ogni volta che si trovi in scadenza di pubblicazione.
Ci penso e non so spiegarmi come possa essere accaduta una cosa del genere.
Mi immagino l’editore che entra in casa Ammaniti e strilla:
« Ahò, Ammanì, l’hai letto er contratto? Dovemo pubblicà! »
Lui, che ormai dopo la trilogia del bambino si sente arrivato e non ha più voglia di fare un beneamato, gli risponde distratto, restando incollato alla Playstation.
« Uh..davvero? Apri quel cassetto lì e prendi quello che vuoi. Ora scusami ma devo finire il livello »
BOZZE. Ecco quello che sembrano la maggior parte dei racconti. BOZZE!
Storie incompiute, embrionali, senza alcun trasporto, che lasciano il lettore impantanato nel mero esercizio di stile.
Si raggiunge il picco della noia con il racconto ( se lo vogliamo definire così ) “Rane e girini”. Roba da cloroformio. Se uno non si addormenta a quel punto allora, solo allora, può sperare di arrivare alla fine.
A tutto questo aggiungiamo il fatto che la versione cartacea di questa raccolta di bozze e vecchi lavori viene a costare circa 17 euro, allora ecco che scatta il: « Ammanì, ma vedi d’annattene a fanculo » di ermonnezzara memoria.

All’anima de li mortacci tua

Fortunatamente l’ho acquistato in Ebook a 9,90 eurini, altrimenti sai le Madonne che volavano.
Mi duole dirlo, ma la parabola discendente del mio autore preferito continua. È iniziata impercettibile da “Che la festa cominci” e aumenta esponenzialmente.
Speriamo solo che il buon Niccolò, prima o poi, si stacchi dalla Playstation.

Giudizio:

NEINNEIN

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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