Battlestar Galactica Comics: le origini di Scorpion e il fatto che Katee Sackhoff ti piaccia un casino

TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

BSG_Starbuck_coverNel 1978, Glen A. Larson, sull’onda dello strepitoso successo che stavano ottenendo le Guerre Stellari di George Lucas al cinema, lanciò la sua ambiziosa saga spaziale intitolata “Battlestar Galactica”. Era un’epica storia di scontro di civiltà e battaglie per la sopravvivenza, piena di scazzottate e schiocchi fortissimi. Il prodotto non era male. Si, magari spesso tirato a risparmio riciclando ennemila volte le stesse scene, ma la qualità c’era tutta, tant’è che gli effetti speciali furono curati dagli stessi personaggi che fecero volare Luke nei canyon della Morte Nera, e ‘sta cosa, al buon Larson, gli costò una bella querela per scopiazzamento che però vinse (Tiè Giorgino! Torna nel deposito a sorvegliare la numero uno). Pure la trama era intrigante e aveva millemila potenzialità di sviluppo. Ma tutte queste belle valutazioni non poterono giustificare le enormi spese di produzione (per quei tempi), e la serie venne interrotta. Un breve ritorno di speranza i fans lo ebbero nel 1980 con la serie “Galactica 1980”, ma sinceramente a quella tornata il prodotto era piuttosto loffio ed escluso l’ultima puntata, restava ben poco da salvare. Al decimo episodio era già capolinea, grazie a tutti, l’uscita è da quella parte, l’ultimo chiuda la porta e la serie.
Per una generazione i fans di Battlestar Galactica fecero pressioni per una rinascita del franchising ed i loro sforzi, infine, vennero concretizzati nel 2003, con una miniserie in versione re-immaginata di BSG che andò talmente bene da meritarsi la mia personale adorazione e quattro stagioni di narrazione più qualche film TV. Come ho già avuto ad affermare in passato, è stata una delle più belle serie di fantascienza degli ultimi 150 anni e lo dico senza timore di essere condannato a 4 anni per frode fiscale.

Ma non siamo mica qui per parlare di questa ultima iper-bellissima serie, che tra l’altro aveva diverse varianti rispetto all’originale tra cui il personaggio di STARBUCK impersonato da una donna (e che QUELLA DONNA, quando ha i capelli corti e il sigaro in bocca la giudico semplicemente IRRESISTIBILE). Siamo qui per parlare della serie originale, quella degli anni 70 con Dirk Benedict (SBERLA) che appunto lo impersonava lui Starbuck.

Ecco, si. Proprio lui.

Beh, cari fans sfegatati sappiate che il nostro tenente SBERLA/STARBUCK  si è meritato una serie a fumetti tutta sua che sarà negli shop dello zio Sam dal 13 Novembre 2013, e nel giro di 4 numeri racconterà l’origine del personaggio, di come sia diventato un pilota di Viper, il suo primo incontro con Apollo e perché Adama lo tratti come un figlio. Insomma, vari e succosi retroscena mai narrati nell’universo originale di Battlestar Galactica, scritti da un autore con i contro-cojones che il New York Times dice chiamarsi Tony Lee.

Ma andiamo per un attimo alla Signorina Sackhoff e alla sua impareggiabile interpretazione del personaggio Starbuck nella serie re-immaginata. Sulle prime, Dirk Benedict non era affatto contento di questa nuova versione del personaggio e ne parlò un gran male. Avendo incontrato personalmente il Sig.Benedict alla GALACTICON di due anni fa, posso dire con ragionevole certezza che molte sue dichiarazioni sono fortemente condizionate dal suo amico personale, che si porta dietro ovunque vada, il signor JACK DANIELS. Difatti, nel 2010, i due Starbuck decisero di effettuare un incontro “pacificatore e chiarificatore” dentro a un negozio della catena (Uh…guarda caso) STARBUCKS!

t5q7I 2Ovviamente, oltre alla promozione dell’immagine, la cosa aveva lo scopo di pubblicizzare la catena dei cappuccini finti con le briosche col fischio. Non ho dubbi che entrambi si siano portati a casa un bel gruzzoletto per depositare i rispettivi popò su quelle seggiolacce dure. Non ho altrettanti dubbi nel credere che il sig.Benedict abbia investito la sua parte in una distilleria nel Texas.

Anche Katee però...

Ciao Katee. Ti penso sempre. La prossima volta però tagliati i capelli eh!?

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *