The Great Videogames Swindle : Di Billy Mitchell, Todd Rogers, e Twin Galaxies

Ha ancora senso per me parlare di videogiochi arcade nel 2018? I primi che ho recensito sono stati quelli laser di Don Bluth, con Dragon’s Lair e compagnia bella, nel lontano 2012, anno di fondazione del blogghino. Da allora non li ho più mollati: Pac-Man, Donkey Kong e pure Crystal Castles. Ne ho giocati parecchi, ne ho recensiti altrettanti e, parallelamente, ho scoperto un mondo di gente che li adora e ci gioca con impegno ancora oggi. Vere e proprie organizzazioni che certificano la veridicità di un record, veri recordman, uomini immagine promotori di sé stessi e di tutto l’indotto, film, documentari, libri, parodie o esplicazione dell’intrattenimento arcade.
Dentro di me ho sempre avuto un grosso dubbio: ma tutta questa gente ci è o ci fa? Sono persone genuinamente innamorate di un vetusto sistema di intrattenimento, oppure, – scusate – egocentrici che vogliono sfruttare la buona fede dei nostalgici per ricavarne notorietà e profitto? Anzi, doppio scusate, TRUFFATORI? Eh, mi sa che alla fine la risposta l’ho sempre saputa, è stata dentro di me fin da quando Billy Mitchell pretendeva di entrare alle feste nella Bit-elloni Mansion con quella cravatta ridicola dicendo all’ingresso: «Oh, ma io di qui e io di là. Io ho fatto il record a Ms. Pac-man, Donkey Kong, e Burgetime!» Fulvio Lazzaretti ed Emiliano Buttarelli chiudevano un occhio e lo facevano entrare, ma noi tutti l’avevamo capito, e come l’avevamo capito noi, l’avete capito pure voi, amici lettori.

1982. Un allora diciottenne Todd Rogers invia all’attenzione di David Crane c/o Activision, una lettera (con allegata una polaroid che nessuno conferma di aver visto) in cui dice che aver terminato una gara al videogioco DRAGSTER con il tempo record di 5,51 secondi. In cambio riceve a casa un documento che lo certifica come unico e ufficiale detentore di quel record.

Bella maglietta, Todd. Ma anche la tipa…

2010. In Florida, nella sala giochi Boomers Arcade, Billy Mitchell riesce nella stupefacente impresa di stabilire due record mondiali nello stesso giorno. Il primo a Donkey Kong, il secondo a Donkey Kong Jr. A testimonianza dell’accaduto, Billy inoltra un videotape girato durante l’evento.

«Bimbo, avere fame non significa niente quando il Cristo è con te»

2018. Dopo un periodo di relativa tranquillità, Twin Galaxies, l’organizzazione universalmente delegata a certificare i record dei videogames, si ritrova sotto i riflettori. Due dei suoi recordman più vecchi; Todd Rogers con il suo imbattibile tempo a DRAGSTER, e Billy Mitchell con uno dei suoi più recenti record a DONKEY KONG, sono oggetto di contestazione. Quello di Rogers semplicemente non sarebbe possibile. Quello di Mitchell è stato stabilito con un grave vizio di forma.

 

Il caso di Todd Rogers è quello più eclatante, se non altro per la sua longevità. Molti avevano messo in discussione il suo record nel corso degli ultimi 36 anni, ma nessuno aveva mai trovato il coraggio di arrivare in fondo alla questione e, di conseguenza, contestare un verdetto di Twin Galaxies. Tuttavia, nel 2017, troppi retrogamer definiscono apertamente Rogers come un “truffatore” e alcuni di loro passano dalle parole ai fatti producendo delle prove a sostegno della loro affermazione. In particolare Eric “Omnigamer” Koziel, un ingegnere informatico del MIT, esegue un’operazione di ingegneria inversa sul codice del videogioco DRAGSTER e determina, con estrema certezza, che il tempo record di Todd Rogers di 5,51 secondi è matematicamente impossibile da realizzare. Questo evento origina uno tsunami di merda che travolge Rogers.

 

Poco dopo, altri suoi record palesemente dubbi (ma che Twin Galaxies aveva certificato negli anni) vengono messi in discussione. Todd, preso dal panico, al fine di difendere il suo record consegna a Twin Galaxies ulteriori documenti donatigli, a suo dire, da Activision ma, dopo un’attenta analisi, i certificati si dimostrano contraffatti con Photoshop.
Segue un circo mediatico messo in piedi da Twin Galaxies che, nel disperato tentativo di sbrogliare una scomoda matassa, assume Ben Heck, modder di console americano e celebrità di Internet, per condurre una seconda analisi sul codice di Dragster. Ben Heck esegue i suoi test che – indovinate un po’? – Producono gli stessi risultati del test precedentemente condotto da Omnigamer. A questo punto pare indiscutibile che il tempo di 5.51 secondi a Dragster sia matematicamente impossibile in normali condizioni di gioco e, a malincuore, Twin Galaxies è costretta a bannare i record di Todd Rogers dalla sua classifica.

Todd Rogers is not amused

Più rumoroso è il caso di Billy Mitchell dato che dopo l’apparizione nel film documentario “King of Kong : a fistful of quarters” è assurto a ruolo di icona dei retrogamer. Adesso viene fuori che il suo record a Donkey Kong del 2010 è un fake, e sembra essere stato effettuato su MAME anziché su di un cabinato originale.

Succede che il 31 luglio 2010, Billy Mitchell con un cameraman, un tecnico, e due arbitri di Twin Galaxies (di cui uno è proprio Todd Rogers), si riuniscano nella sala giochi Boomers Arcade vicino alla casa dello stesso Mitchell, in Florida. L’intenzione è quella di stabilire due record mondiali in un giorno, uno su Donkey Kong e l’altro su Donkey Kong Junior.
Per testimoniare il grande evento si pensa di girare un filmato in cui Mitchell stabilisca il record mondiale a Donkey Kong, dopodiché, il tecnico Robert Childs operi il cambio della board  nel cabinato con quella di Donkey Kong Junior per permettergli di continuare la sfida al gioco successivo e completare l’impresa.
I record vengono entrambi stabiliti e il filmato girato viene inoltrato a Twin Galaxies per la certificazione dei risultati che, puntualmente, avviene.
Quest’anno, a distanza di otto anni e dopo un’attenta analisi del video, si scopre che l’operazione del cambio della board, in realtà, non viene mai effettuata. O MEGLIO, nel video, la board che il tecnico rimuove è chiaramente quella di Donkey Kong Junior ma, invece di sostiturla con quella di Donkey Kong, la inserisce nuovamente nel cabinato. Questo evidenzia il fatto che il filmato sia stato manipolato e la scena della sostituzione della board sia stata montata in maniera errata. La prova video non è quindi genuina.
Inoltre, mentre il vero hardware di Donkey Kong genera e visualizza le scene del gioco con un effetto “slide” da destra verso sinistra, passando da un lato all’altro dello schermo, le versioni del MAME, invece, costruiscono la scena del gioco assemblandola pezzo dopo pezzo. La differenza è verificabile analizzando il filmato frame-by-frame nelle transizioni tra i livelli di gioco.

MAME Version

Arcade version

In ultima analisi: il filmato di Mitchell è manipolato e l’hardware non è originale ma bensì un emulatore MAME di una non ben specificata versione. Risultato: Il record non è valido e, mentre Twin Galaxies ancora non riesce a prendere una decisione a riguardo, viene bannato dalla board del Donkey Kong Forum.

Il punto però è un altro. I vari successi di Mitchell, il suo stile ruvido e la cravatta con i colori della bandiera americana, lo hanno reso uno dei videogiocatori professionisti più riconoscibili (e parodizzati) al mondo. Professionalmente parlando, l’apice della sua fama lo raggiunse quando, nel 1999, fu il primo a giocare la partita perfetta a Pac-Man stabilendo un record indiscusso e riconosciuto da tutti ancora oggi. Ma è innegabile che anche Donkey Kong sia diventato una parte importante del suo personaggio nel corso degli ultimi anni.

Grazie ai successi di Mitchell sono tornati sotto i riflettori i videogiochi arcade e tutti quegli enti come Twin Galaxies dediti alla certificazione e catalogazione dei record, è quindi ovvio che un personaggio come lui abbia una forte influenza all’interno dell’organizzazione ed è forse per questo motivo che alcun verdetto non sia stato ancora emesso nei suoi confronti.
Dal canto suo, Billy, nell’ambito di alcune interviste che ha rilasciato nel corso di questo stesso mese, ha sempre sostenuto la veridicità del suo record dicendo che, sì, quello che si vede nel videotape è sicuramente il gameplay di un MAME e non di un cabinato originale, ma il video appare, appunto, manipolato da qualcuno. Occorrerebbe recuperare il videotape originale del record che, almeno per il momento, pare essere irreperibile anche dagli stessi giudici di Twin Galaxies.
Chi vivrà, vedrà.

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