Breaking Bad: Sympathy for Walter White

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Sto guardando “Breaking Bad”. Con la mia proverbiale attitudine a fiondarmi immediatamente sulle novità dello showbiz, ci arrivo dopo solo 5 anni dal suo inizio e 3 settimane dalla sua fine ufficiale. Questa volta mi sono proprio superato. Come ho fatto a stare ben 5 dannatissimi anni senza vedere neanche un episodio di questa bellerrima serie? Non lo so. Sono le cose della vita che accadono un po’ così, come noi che abbiamo visto Genova. Un po’ come quando ho fatto la recensione dell’ultimo film di Batman a più di un anno di distanza dalla sua uscita. Son quelle cose che faccio tanto per non perdermi il gusto di arrivare ultimo e dire le stesse cose che hanno detto millemila persone prima di me.
Comunque, dopo essermi sparato la prima serie sto galoppando nella seconda e non intendo fermarmi, anzi, il terreno è in pendenza.
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Posso dire che amo questa serie. Amo com’è scritta. Amo quel suo ritmo sempre sostenuto che non ti fa mai abbassare la guardia senza concedersi a qualche puntata di soporifero riempitivo come spesso accade nella mia serie horror preferita degli ultimi 150 anni. Amo Walter White, il protagonista, uomo compresso e represso che viene costretto dalla vita ad esplodere come un petardo. E soprattutto amo il fatto che, nonostante Walter discenda lentamente all’inferno infrangendo la legge, commettendo omicidi, e spacciando droga, mi ritrovo sempre a fare il tifo per lui, a sperare che prema per primo il grilletto, a suggerigli di non fidarsi di nessuno.
Questa è la vera forza di Breaking Bad, il ribaltamento dei ruoli. I protagonisti fanno cose che se fossero state fatte in una qualsiasi altra serie si sarebbero beccati l’etichetta di “MALVAGI” e sarebbero stati fatti fuori da un clone di Tom Cruise. Qui, no. Breaking Bad non funziona assolutamente così, ed è un bene. Come è anche un gran bene che uno possa ascoltare canzoni come questa mentre lo sta a guardare:

 

Bello quanto cogliere il vero significato dello pseudonimo usato da Walter nell’ambiente della mala. Il suo nome di battaglia, Heisenberg, non è altro che una citazione del famoso matematico padre del principio di indeterminazione.
Non sto qui a raccontarvi la trama, non sto a farvela lunga. TUTTA internet vi racconta la trama e ve la fa lunga ogni giorno, e io non ho voglia neanche per il cazzo di fare lo stesso. Vi dico soltanto una cosa: per favore, andatevi a guardare la prima stagione e levatevi dalle balle. Sono solo 7 episodi. RAUS!

Le metamorfosi di Mr. White

TRIVIA: Bryan Cranston, l’attore che interpreta Walter White, ha nel suo curriculum l’apparizione in un vecchio spot tv degli anni ’80 per un videogioco che girava su Atari 2600. Il gioco si chiama “Mega Force” e se guardate lo spot qui sotto, Cranston compare fugacemente all’inizio della pubblicità.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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