Urrà! Ecco l’articolo su Brusaretro 2018!

Riassunto delle puntate precedenti: QUELLI CHE… I VIDEOGIOCHI bello, location spettacolare, tantissimi cabinati fighissimi come se non ci fosse un domani, esperimento riuscito ma purtroppo collassato su sé stesso; VICORETRÒ rivelazione dell’anno, difetti risolti, gente che si spende in marketing, e Luca Cusani vince.
Penso che le mie intenzioni quando ho deciso di andare a BRUSARETRO fossero di dare una certa dignità a un evento di cui ho SEMPRE sentito parlare da dodici anni a questa parte, ma che alla fine non ho mai trovato né la voglia né il coraggio di visitare perché percepito come roba da parrucconi. Quel genere di evento frequentato da superesperti in pensione che dibattono sull’annoso passaggio dalla macchina da scrivere ai computer programmati con le schede perforate. Quella roba lì.
E invece, sfruttando un inaspettato slancio interiore forse in conseguenza alla prematura dipartita del mio festino di Pastrengo preferito, mi sono recato in quel di Bergamo, al BRUSARETRO 2018, e la manifestazione ne è uscita con una nuova faccia, dimostrando che in mano alla gente giusta si può ancora regalare soddisfazioni e trasformare il retrocomputing in un appuntamento da aspettare con la giusta carica.

Eroe

 

Viviamo in un periodo di incertezze. Fra poco c’è il Lucca Comics e troppi dei nostri amici passano la vita sul facebook a mettere i MEME del Gombloddoh!!1!! e a scalare la classifica dell’indignazione. Nel frattempo lo spread sale e, come ci insegna cosolui che se ne frega e termina le pacchie, è tutta colpa del cingalese dal quale l’altra sera ho comprato il pupazzo di un gattino che quando lo tocchi gli si illuminano gli occhi di verde nucleare e fa il verso di Biollante. Insomma, è un momento in cui lo scoramento generale è forte. Ogni due per tre un gruppo facebook dedicato al retrogaming implode, una manifestazione a tema retro ludico viene replicata 2 o 3 volte e poi gli organizzatori si spaccano il cazzo per sempre, i collezionisti compulsivi di Commodore 64 assediano la casa di Zuckerberg per farsi fare un social tutto loro, e ho come idea che nel 2019 sarà anche peggio e la cosa più eccitante che mi accadrà nell’ambiente Retro sarà quella di accodarmi al mio amico Federico Gori per farmi presentare un suo amico prete polacco maniaco collezionista di roba Apple da 40 anni a questa parte. Ma il Brusaporto Retrocomputing 2018 in tutto questo cosa c’entra? C’entra eccome. Voi non ci pensate ma c’entra.

Anche Federico Gori c’entra

Tenendo tutto questo in considerazione, Brusaporto Retrocomputing 2018 ( o BrusaRetro 2018, vedi te ) parte bene: Mauro Corbetta è il nome spendibile per inquadrare al meglio la situazione, un uomo che s’è fatto una reputazione da anni con quella bellissima iniziativa che è Retroedicola Videoludica e che poi è stato in grado di tirarne fuori un club vero e proprio dove la gente si ritrova, socializza, rivive la propria passione per il retrogaming e retrocomputing. A proposito, lo sapete che il Club di Retroedicola Videoludica a Bergamo conta circa 70 soci? Non lo sapete? Sapevatelo! E poi lo sapete che io e il cuggino Emiliano abbiamo fatto uno specialino niente male proprio su Retroedicola con Mauro Corbetta e tutto il resto? Se lo sapete, bene. Se non lo sapete, meno bene, e potete recuperare la puntatona qui sotto.

Comunque, dicevo che Mauro Corbetta è un personaggione, sempre a fare cose di retrogame qua e là, sempre a fare il retroman con le idee retro, e quindi, visto che si era a Bergamo, come non potevamo Bergameggiare andandolo a trovare nel suo Antro delle RetroCose?

Bergameggiare nella Retroedicola

Ora, se lui è il nome di punta della Retroedicola, immaginatevi gli altri.
Succede che arrivo in questo clubbino pazzesco e ti ci trovo un mondo dentro. C’è un sacco di gente del giro giusto, no, aspè, forse questo lo conosco?! «Federico!? Sei tu?» «No, dude. Non sono io. Te lo giuro! Sono il suo clone!»  Poi arriva anche Gabriele Ferri da Roma! Marò, quanti avatar di Facebook ci sono qui dentro!? Dopo i convenevoli ci partono i cinque minuti e scatta il partitone a Scramble su maxi-schermo. Un sacco di momenti «What the fuck!» senza un attimo di tregua in cui succede di tutto. Mani che tremano, gente che si bulla, gomitate tattiche. Ve lo faccio vedere.

 

Entrare troppo nello specifico sarebbe solo una perdita di tempo. Se siete dalle parti di Bergamo dovete passare da Retroedicola. Che ve lo dico a fare? E poi, dopo, andate al Brusaretro come ho fatto io che sono uno che ha capito tutto della vita. Passate il sabato a Retroedicola e poi la domenica, TAAC, a Brusaretro, che ci vuole? Dopo potete tornare a casa tutti contenti a pettinarvi la barba, ma prima fate come vi ho detto.

Venite che vi aspetto

Il giorno dopo servono il piatto forte, c’è il Brusaporto Retrocomputing e io ci arrivo tutto annebbiato perché nel Bad & Breakfast in cui ho trascorso la notte mi hanno mantenuto sul chi vive le zanzare, i maledetti decolli dall’aeroporto di Bergamo sito lì, a 50 metri dalla mia cameretta, e anche le cimici, perché alle cimici in Ottobre non ci si rinuncia mai, neanche a Bergamo.
L’ingresso nel grande capannone in cui si svolge la manifestazione solletica i miei ricordi migliori tipo quando mi arrivava l’ultima cassettina di Riccardo Cioni dal mio amichetto invasato della discoteca.

L’interno è giallo. La luce filtra dalla copertura del tetto e regala a tutto e tutti una gioiosa itterizia. L’occhio si perde tra le numerose macchine esposte e il via vai degli ultimi espositori che allestiscono.
Ora, BrusaRetro sarà pure quello che è ma non è poco, e fa la sua porca figura. Sapete perché? Perché è un progetto nato e pensato apposta per dare tanto con poco, per sfruttare al meglio lo spazio espositivo, la buona volontà delle persone che si prestano alla causa gratuitamente, la disponibilità di un pubblico a volte acerbo nel confrontarsi con macchine e modi di divertirsi indubbiamente obsoleti.  Non c’è niente di ufficiale qui. Non c’è Nintendo che presenta la Switch o quattro troioni vestiti di niente che promuovono l’ultimo gioco per PS4. Tutto è rigorosamente NO mainstream, No profit, Pro loco.
Allego diapositive.

Sono i pezzi da collezione a farla da padrone, non il pazzo cash. Proprio per questo nell’economia su base volontaria del Brusaporto Retrocomputing, quest’anno si inseriscono anche i Bit-Elloni, miei compagni di avventura radiofonica sulle frequenze di Atom Radio. Starfox Molder, il capitano della squadra, presenta una pubblicazione di Retroedicola dedicata alla riscoperta della console Atari 7800, mentre Federico Gori, fresco affiliato, ne presenta una dedicata al CDi.
Ovviamente stiamo parlando di 2 pubblicazioni autofinanziate da Retroedicola Videoludica Club, non certo tirature nazionali disponibili in tutti gli Autogrill del regno d’Italia, luogo in cui, a causa di un sistema scolastico organizzato da Gumball, non tutti hanno confidenza con quella complicatissima arte che è la lettura, figuriamoci con la lettura retroludica.

I Bit-Elloni e l’annoso problema della lettura

Winona Riden alle prese con un Chiasmo

Al Brusaretro ho parlato con uno che si lagnava dicendo cose tipo: «Oh, comunque tutti gli anni ci sono le stesse macchine, eh?». Io ci sono rimasto un po’ così, e mi è tornato in mente un video dello stand up comedian Louis C.K. che ho visto sul tubo in cui raccontava di un passeggero che aveva di fianco durante un volo e questo si lamentava del fatto che la connessione wi-fi cadeva in continuazione. Ecco. C.K. gli diceva una cosa tipo: «Ma cazzo, stai volando tra le nuvole seduto su una poltrona, vai da new York alla California in 5 ore e i tuoi avi ci mettevano anni, facevano figli nel frattempo, e ti lamenti che il wi-fi ogni tanto cade?». Lo stesso qui: l’offerta non sarà così abbondante, è vero, alla fine le macchine più emblematiche sono sempre quelle lì: Atari, Commodore, Nintendo, Sega, e ok, ma direi che siamo di fronte a uno spettacolo che ha pochi precedenti e ne avrà sempre meno man mano che gli anni passano, no? Cioè, capisco che adesso siamo abituati ad avere tutto con un semplice click del mouse ma difficilmente riesco ad immaginarmi le prossime edizioni del Brusaretro con espositori che portano una console nata dalla fusione contronatura di Sega e Nintendo, oppure un rarissimo Apple Macintosh/Sony con tecnologia wi fi e lettore SD. Capite cosa voglio dire? Tra 5 anni cosa toccherà inventarsi per entusiasmare la gente? Non state già immaginando incroci incredibili tra console in vita e computer morti?
Ah, per quanto mi riguarda io a Brusaretro mi sono divertito, emozionato, e a tratti anche stupito. Meglio di così non poteva andare. Grazie di cuore a tutti i vecchi amici che ho trovato laggiù e a quelli nuovi che mi sono fatto. Ragazzi, io l’ho sempre detto che siete dei giusti.

Molto retro ma anche molto punk

Amici ARRAHARRA

Federico

La foto simbolo della manifestazione

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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