Piu’ brutto era difficile: Street Fighter Sfida Finale

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

street fighter sfida finaleCi sono momenti nella vita in cui certi film aiutano. Sono quei momenti in cui uno si siede con le braghe calate e si abbandona alle alte riflessione, mentre un dirigibile marrone (senza elica e timone) gli decolla dal culo. In quei momenti, quei certi film riescono veramente a darti una mano, e ti fanno raggiungere livelli ragguardevoli di conciliazione col mondo su una scala che parte da “Mmmh, ho uno stimolo” a “FUGGITE, SCIOCCHI!”.
Sono i film che dovevano sfondare quelli che aiutano meglio, ancor di più lo fanno se sono delle trasposizioni filmiche di videogiochi di successo. Nel mio caso sto parlando della trasposizione più ridicola mai fatta dalla società occidentale: l’adattamento cinematografico del gioco arcade “Street Fighter II”.
Se pensate che “Super Mario Bros” fosse stato un film brutto avete ragione da vendere, ma anche questo “Street Fighter Sfida Finale” si difende benissimo a suon di calci e schiaffoni di Van Damme.  Adesso restate qui. Lasciate che vi racconti perché questo film (e il suo fallimento) è stato un grande affare per la mia generazione. Restate, restate.

Lasciate che dia un’idea per quelli che non ne sono a conoscenza (e che la vergogna cali su di loro per non esserci stati all’epoca. Ragazzi vi siete persi tante cose).
“Street Fighter II” è stato un gioco di combattimento iconico della mia generazione. Pubblicato da Capcom nel 1991 quando ancora i videogiochi arcade importavano qualcosa, “Street Fighter II” cambiò lo stile, l’aspetto, e i modi dei giochi di botte. Qualsiasi gioco di combattimento che venne dopo di lui, sia che si trattasse di “Tekken” o di “Mortal Kombat”, lo ebbe come fonte d’ispirazione.

Sprite 6

“Street Fighter II” divenne tanto popolare da caratterizzare il decennio ’90 e, oltre alle sale giochi, non c’era bar in Italia che non lo avesse ospitato almeno una volta, permettendo ai più o meno brufolosi di buttarci dentro vagonate di monetine.
Cristo ragazzi! Ogni adolescente degli anni 90 sapeva benissimo cos’era “Street Fighter II”. Non c’era nessun altro gioco simile e, al tempo, nessuna console o computer da casa in grado di emularlo degnamente.

Per goderlo decentemente si doveva per forza uscire e trovare un cabinato arcade, (con la speranza che avesse i joystick funzionanti), e giocare da soli o con gli amici in un qualche tipo di locale pubblico.
Eh sì. Erano altri tempi quelli, che quando perdevi con il tuo amico gli potevi dare un pugno in faccia. Non era un grosso problema. Lui poi te ne restituiva 2 ma nessuno avrebbe denunciato nessuno. Aaah, e pensare che c’era gente che aveva imparato a giocare a “Street Fighter II” cercando un pretesto per menare le mani. Erano proprio i bei tempi della clava.

Se eri un bambino degli anni 1990 ei tuoi genitori non comprare questo gioco era la prova che non si amavano e si trattasse di un incidente.

Se eri un bambino negli anni ’90 e i tuoi genitori non ti compravano questo gioco, era la prova provata che non ti amavano e che eri stato un incidente

Quando alla fine “Street Fighter II” uscì sul Super NES e sul Mega-Drive, i brufolosi furono contentissimi. Finalmente delle conversioni decenti con cui Capcom poteva farsi vendere l’anima dai suoi giovani giocatori appassionati. Finalmente i piccoli dannati avrebbero potuto rivivere a casa quell’esperienza.
Capcom, tuttavia, non si fermò lì. Modificò la versione arcade del gioco facendola uscire di nuovo sul mercato con la dicitura “Champion Edition” e rese selezionabili fin dall’inizio Balrog, Vega, Sagat, e M. Bison (quattro boss che nell’edizione precedente non erano disponibili). Permise inoltre a due giocatori di scegliere lo stesso personaggio (questa fu una vera novità per i videogiochi del momento) e di fatto spinse sul pedale della commercializzazione. Così successe come per i fumetti quando escono le medesime copie a colori o con la copertina diversa in modo da stuzzicare il collezionismo e tenere alto il “fermento” intorno al prodotto. Lo stesso aveva fatto Capcom con “Street Fighter II”, creando una forma digitale di crack/cocaina che ogni brufoloso appassionato doveva provare per forza in tutte le sue forme.
E dopo la commercializzazione di varie edizioni dello stesso gioco, con i nomi dei nemici invertiti e alcune mosse modificate, il culmine venne raggiunto con l’annuncio che del videogioco ne avrebbero fatto un film, e non un film con pico pallino vestito da pirata, ma bensì un film con JEAN-CLAUDE VAN DAMME.

Ehilà

Ehilà

I brufolosi erano esaltati. Cazzo, Jean-Claude Van Damme! Vi rendete conto? JEAN-CLAUDE VAN DAMME! La mega-star delle arti marziali che in quel momento stava spopolando sarebbe stata nel film. Negli anni ’90 lui era un Dio per tutti noi. Il Dio delle spaccate volanti e dei calci in faccia alla gente! Tutti pensarono: «Gli faranno sicuramente fare Ryu o Ken, e sarà fantastico». Poi però venne fuori che avrebbe recitato la parte di Guile, un comprimario di esima categoria, e da lì tutto venne messo in discussione, a cominciare dal cattivo.

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Il cattivo lo doveva fare Gomez Addams

Infatti, a un certo punto, venne fuori che Gomez Addams (Raul Julia) avrebbe ricoperto la parte del cattivo più cattivissimo personaggio del film. Quella presenza spaventosa e imponente che rappresentava il Boss finale del gioco: M.BISON.

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Lui

E lì i mugugni si fecero più rumorosi perchè da una parte a Raul gli si voleva un gran bene per quel discorso dei film della famiglia Addams, ma vederlo conciato in quella maniera, col tutone gonfio di gommapiuma per farlo sembrare più grosso, ci lasciò tutti parecchio perplessi.

bison

Non è stata colpa mia. Lo giuro!

Improvvisamente la situazione precipitò, e quello che poteva essere (forse) un film decente, venne rovinato da un’americanizzazione selvaggia in nome di Hollywood. Il concetto molto orientale delle arti marziali e del confronto venne completamente soppiantato dalla filosofia della pistolone (e del pistolotto) più grosso, e quello che si ottenne alla fine, quando il polverone si diradò, fu un film di guerra molto scadente, con personaggi scadenti e una storia scadente.
Chè poi Raul Julia era pure malato, porello, e questo è rimasto nella memoria di tutti come il suo ultimo film. Che tristezza. C’è pure il cinico sospetto che Raul sia morto apposta per risparmiarsi l’imbarazzo di vedere la prima del film. Ti vogliamo bene comunque Raul, ovunque tu sia.

Sopra: Propaganda

Sopra: Propaganda

Tenete presente che quando Street Fighter venne fatto gli Stati Uniti soffrivano ancora del feroce dopo-sbornia post-Guerra del Golfo. Non che le cose siano molto cambiate negli anni successivi, ma in quel particolare momento storico c’era proprio una certa euforia nazionalistica da parte degli yenkee. Roba tipo ROCKY IV ma senza i mutandoni a stelle e strisce, ecco.

Qui, il nostro Van Damme interpreta il colonnello Guile, comandante di una task force delle “Nazioni Alleate”, inviata per abbattere il fanatico e MALVAGIO generale Bison che, con il suo mini-esercito di bambolotti mascherati, sta tenendo in ostaggio della gente di tutto il mondo in uno di quei paesi del medio oriente di cui gli americani amano spesso dimenticarsi il nome mentre ne sterminano la progenie.  Bison ci va giù pesante e vuole farsi pagare un riscatto di 20 MILIARDI di dollari. Cioè, oh. NON milioni. Venti M-I-L-I-A-R-D-I! E il bello è che s’incazza pure perchè non glieli vogliono dare.

Buona parte del film ruota attorno Guile e i suoi tentativi di infiltrarsi nel quartier generale del cattivone, ma ci sono anche dei siparietti che avrebbero la pretesa di essere divertenti, riguardanti RYU e KEN. Questi ultimi sono interpretati da due anonimi pupazzi che non somigliano agli originali, e il doppiaggio italiano ha imposto il nome “RAIU” al guerriero col kimono bianco perchè…Perchè sì. Ecco. A qualcuno ci piaceva dirlo all’Americana e Ryu è diventato RAIU (non state tanto a sottilizzare)
Poi c’è Sagat, trafficante d’armi il cui accampamento è un delizioso pot-pourri di ogni stereotipo culturale noto nei primi anni ’90, vale a dire una mandria di omaccioni arabi, sporchi e barbuti, armati con armi sovietiche. Il resto del film se la gioca con combattimenti alla A-Team ma senza la dignità dell’A-Team.

Il martedì di Raul Julia

Nel cast c’era anche Kylie Minogue, che al tempo era ancora un discreto bocconcino e dall’alto del suo metro e 57 tirava pugni e pistolettate insieme a Ming-Na Wen. Va bene per la Minogue, che tutti le abbiamo dedicato un momento di autoerotismo negli spumeggianti anni ’80, ma chi cappero era Ming-Na Wen?

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Risposta: cinematograficamente nessuno.
Da particine in varie serial era arrivata a questo primo suo ruolo “di peso” piena di buone speranze. Purtroppo il film, nonostante i buoni incassi, non si distinse per la qualità, così, nella Hollywood dei filmoni blockbuster, della brava e bella Ming-Na non se ne ricordò più nessuno, almeno fino al 2013, anno questo in cui debuttò nel serial “Agent of the S.H.I.E.L.D” nel ruolo dell’agente Melinda May, che guarda caso è sempre lì che dispensa cazzotti e calci a tutti quelli che le rivolgono la parola.

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Worse Character ever – BLANKA

Era meglio Hulk di Ferrigno

Era meglio Hulk di Ferrigno

Best Character ever – ZANGIEF

Somigliante e idiota al punto giusto

Somigliante e idiota al punto giusto

Suona strano che questo sia stato il canto del cigno di Julia. In fondo era l’unico attore vero in questo film.  Ma forse non è così grave. La sua performance così carica di enfasi, da sola, l’ha reso memorabile per qualcosa. Poi chissà, per me “Street Fighter” è un film dimenticabile, ma per Julia? Magari era solo martedì.

casablankaGiudizio sul film per Mauro Corbetta di Retroedicola.
«È un film Trash di quelli potenti che può avere un suo bel perchè se visto in particolari momenti e situazioni. Per dire, in terza serata su Italia 1 in una notte d’Agosto. Con bicchierone di Estatè ghiacciato, poppicorni, e canna opzionale è la morte sua.»

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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9 Responses

  1. Mauro Corbetta ha detto:

    Recensione simpatica, peccato pieno di superficialità: Ming-Na era si al suo primo film, ma grazie a esso ebbe molte parti interessanti in produzioni televisive: ER medici in prima linea dove lo mettiamo?
    Poi ha segato il 90% del cast e ci sarebbe molto da dire.
    Guile divenne l’eroe perché De Souza é un guerrafondaio, se facevi ricerche ti saresti accorto che é un ottimo sceneggiatore: suo é lo script e soggetto, giusto per dire, di Commando con Swarzy. Purtroppo di questo ottimo copione venne massacrato sia da Capcom USA (la divisione JAP che curò sf2 non centravanti nulla) e il rating per minori massacrarono la pellicola.
    Quello che resta é però un bel film trash per la famiglia. E altra cosa, la ciffa fu un insuccesso: guadagnò 4 volte tanto il budget del film. E non solo, visto che proprio non ne parli, il videogioco legato al film ottenne quello che volevano: superò Mortal Kombat nelle vendite. Giusti alcune cosette che magari era il caso di dire invece di cioncare inutilmente, come tutti, questo film.

    • Simone Guidi ha detto:

      A prescindere dalle puntualizzazioni, ovviamente sempre bene accette, se mi potessi spiegare cos’è la “ciffa” ti sarei grato perchè la cosa mi interessa davvero. Fammi sapere che casomai intervengo.

  2. Falko ha detto:

    Ahhh che ricordi !
    Ok, ero un Nerd anni ’80 … il problema è che gli 80 son passati e son ancora nerd 😀
    Ricordo ancora quando era stato annunciato il film e l’attesa che si era creata per poterlo vedere, pensando “ok, la conversione per C64 è orribile, ma il film sarà una figata!”
    Tuttavia, una volta presa a noleggio la VHS, dopo alcuni minuti di visione mi dicevo “va beh, dovrà ancora cominciare”, poi di nuovo e di nuovo fino a che il film finì…
    Nel suo complesso convengo in toto con la recensione, un film brutto con una trama senza arte né parte.
    Di positivo c’è da dire, che per chi come me si era appassionato di questo titolo videoludico, il film è giusto un cimelio da collezionismo.

    • Simone Guidi ha detto:

      Tranquillo Falko, gli anni ’80 son tornati e adesso sono pure mainstream. Chi può stare meglio di noi? Il film, poi, è uno di quei casi in cui è talmente brutto che ha fatto il giro diventando perfino bello. A 25 anni di distanza lo ricordiamo con allegria, e nel suo essere trash è diventato iconico, quasi un cult di genere dove il genere è un tentativo impacciato di essere qualcosa che nessuno riesce a capire.

  3. Sam ha detto:

    Per quanto brutto, almeno SF II diverte e non annoia , al contrario del primo film di Mortal Kombat, più serioso e fedele al VG, ma anche scontato come trama e noiosissimo .

    • Simone Guidi ha detto:

      Non ci crederai ma ma la maggior parte delle persone che conosco considerano il film di Mortal Kombat molto più riuscito rispetto a quello di Street Fighter II. Io non sono tra quelli perché il film di Mortal Kombat lo vidi al cinema ai tempi e poi mai più, e me ne sono completamente dimenticato. È uno di quei film che dovrei recuperare e recensire, se non altro ne farei il paragone con SFII in maniera più consapevole.

      • Sam ha detto:

        Io MK lo vidi al cinema (SFII in vhs) e pur considerando qualitivamente migliore, e di molto , il primo sul secondo, quest’ ultimo è più divertente tanto è sciocco ed esagerato (sembra quasi una parodia del genere) e lo riguardo sempre volentieri (Zangief è fantastico )
        Curiosità : ma lo sai che Zangief appariva fugacemente in un episodio dell’ anime delle Dirty Pair ?
        Solo che l’anime è uscito nel 1985 !

        • Simone Guidi ha detto:

          Miii, o le due produzioni condividono qualche creativo, o c’è di mezzo qualche leggenda nippo/orientaleggiante di cui noi siamo completamente allo scuro (e alla quale i creativi si sono ispirati) che vede protagonista un energumeno con la cresta di nome Zangief. 🙂

          • Sam ha detto:

            Naa, è che la Capcom è piena di otaku che scoppiazzano i personaggi dei manga e anime per creare i loro personaggi. Ad esempio, Ryu potrebbe essere un miscuglio tra lo Ryoma Nagare del manga di Getter Robot e Sanashiro Kurenai di Judo Boy ( non a caso il suo nemico, Sagat, ha un occhio solo). Guile sembra preso da Stroheim de le bizzarre avvenure di Jojo e via così.

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