Category: Le cose che non sapevi

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Non smettere di crederci : La pazza storia del videogioco arcade dei Journey

Oh, rieccoci alle prese con un videogioco arcade. Ve li ricordate, vero, i videogiochi arcade? Qui da me, nella premiata forneria Guidi, ne ho parlato diverse volte, andando anche a intervistare quelli che se ne intendono. I videogiochi arcade li abbiamo conosciuti bene negli anni ’80. In quegli anni lì, due erano le forme di intrattenimento che dominavano la vita dei brufolosi: le sale giochi e il ROCK. Se eri bravo a fare una di queste due cose facevi i soldi a palate. Alla Bally Midway ci pensarono bene su e decisero di fonderle insieme, così potevano fare ancora più...

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Un’emozione da poco (200 lire) : Sala giochi anni 80. La golden age dei videogiochi

Quest’estate, durante la registrazione del podcast su Defender con Starfox Mulder, ebbi modo di accennare alla golden age dei videogiochi. Quando lo feci, Starfox rimase un po’ così e poi disse: «Eeeh. Che poi dovremmo un attimo precisare cosa si intende per golden age dei videogiochi…». Io, lì per lì, non l’avevo capita. Per un anziano della mia anzianità quando si parla di golden age dei videogiochi si può intendere solo e unicamente quel periodo storico che va dalla comparsa di Space Invaders a, circa, toh, il 1985. E invece sembra proprio che mi stia sbagliando. Cercando sull’internet ho scoperto...

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Sono un bagnino dentro: il podcast dei Bit-elloni su DEFENDER

Carissimi corridori, lo specialissimo blog sul quale state navigando è ansioso di presentarvi la sua ultima novità del mese: LE FERIE ESTIVE! Ebbene sì, penso di meritarmele, dopo aver recensito filmacci vecchi e nuovi, dopo aver fatto podcast di retrogaming e novità videoludiche, dopo avervi reso partecipi delle cose che penso e delle quali (giustamente) a voi non frega assolutamente un cazzo, vado in ferie. Godetevi l’estate se potete, ci rileggiamo a fine mese, forse anche prima se mi gira bene. Si riparte più freschi e tonici che mai. Ma ora, prima di staccare la spina, il vostro bagnino del...

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Mi si e’ spezzato il cuore 5 minuti ripensando a DEFENDER : tutto quello che non sapevi

Negli anni ottanta ho passato tanto tempo in sala giochi, sapete? Non fu facile per me, ma soprattutto non fu facile per LORO. Loro che mi vedevano uscire di casa per infilarmi lì dentro parecchie ore al giorno, di quasi tutti i giorni delle settimane dei mesi degli anni della mia gioventù. Loro che non riuscivano a capire cosa ci fosse di così attraente nell’inseguire accozzaglie di pixels colorati con tanta determinazione. Loro che il fumo se lo compravano da un’altra parte e non avevano bisogno di andare in sala giochi, appunto. Poi quell’epoca passò e io e i videogiochi...

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David Crane’s Ghostbusters: Di come sconfissi l’omino degli gnocchi di lichene e imparai ad amministrare la paghetta

Recentemente ho visto sul tubo il trailer del nuovo reboot di Ghostbusters. Non è stato molto divertente, lo ammetto, però mi ha fatto ricordare il motivo per cui ho amato i film originali. Dopo il trailer del reboot è cominciata una massiccia campagna pubblicitaria legata a Ghostbusters, e questo mi ha spinto a rivedermi di nuovo entrambi i vecchi film in bluray. Il primo film è veramente buono, esattamente come mi ricordavo che fosse. Il secondo film, beh, diciamo solo che non perdonerò mai Bobby Brown per aver composto quella canzoncina rap che ne è stata il tema (anche se...

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DOOM 2016 : lo specialone in attesa del podcast coi Bit-elloni

Dichiarazione d’intenti: DOOM è, senza alcun margine di errore, un videogioco fatto da metallari fulminati con l’esoterismo e Dangeons & Dragons. DOOM è, senza ombra di dubbio, un videogioco destinato a un giocatore che, anche se non lo mostra esplicitamente, porta dentro di sé un piccolo fanciullino rigorosamente metallaro e anche un po’ esoterico. Per apprezzare per bene DOOM dovete per forza amare il metallo. Per gustarlo a fondo, in gioventù dovete aver crocifisso almeno una lucertola nel campo accanto casa. Per divertirvi quanto si sono divertiti i suoi creatori a programmarlo dovete aver fatto almeno una campagna a D&D...

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Swordquest Contest : Quella volta che lessi l’articolo dei BIT-elloni

Avete visto il bengala rosso in cielo? L’ho sparato io. Ne sparo sempre uno ogni volta che sbatto contro un articolo interessante sul blog degli altri. Ieri ero lì che navigavo tranquillo, l’internet era piatto come una tavola, uno spettacolo di rete, guarda. Poi, tutt’a un tratto ti cozzo contro il blog dei BIT-elloni (un bel blog, ragazzi, ve lo raccomando), e ti leggo questo bell’articolo sulla saga Atari di SWORDQUEST. Allora che faccio? Chiamo StarFox Mulder e gli dico: «Bella frà, me lo concederesti il tuo articolo come guest-post sul mio blog?» Lui mi risponde «Avoja Simò, daje così,...

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Tanks a lot Battlezone : Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Credo di avervi già raccontato di quanto mi piacerebbe essere il fortunato possessore di un bombardiere. Sì, credo proprio di sì. Almeno un paio di volte. Quello che non vi ho detto è che, in mancanza di un bombardiere, mi potrei legittimamente accontentare anche di un più modesto carro armato. Nei miei sogni di boy-scout ho questo fermo immagine mentale di un PANZER tedesco dal quale sbuca fuori la mia testolina con gli occhialoni, e se ne va a spasso per la città sfasciando roba. Questo sicuramente accadrebbe in quel mondo giusto dove i privati cittadini potessero andarsene in giro...

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Superfrog : l’alternativa amighista a Sonic e Mario

Questa storia ve la racconto così come la ricordo, il ché potrebbe voler dire che ci saranno dei buchi, delle imprecisioni notevoli, e con ogni probabilità qualche errore clamoroso. La storia inizia da qualche parte tra i miei ventuno barra ventidue anni, davanti allo schermo televisivo di camera mia mentre infilo dischetti rigorosamente piratati nel lettore dell’AMIGA 600. L’AMIGA 600 è assolutamente figo, con giochi coloratissimi dal suono stereofonico performante che i dj della discoteca gli puppano la fava, ed è pure esteticamente compatto e accattivante rispetto alla sua precedente incarnazione modello 500. Carico i dischetti, dicevo, e a un...

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Lucasfilm Games POST (Mortem) : Quando nel 1986 George Lucas si disinteresso’ di tutto

Cari corridori, dopo aver esaminato quello che Lucasfilm aveva fatto con Atari, e dopo aver molto apprezzato quello che aveva iniziato a fare da sola, mi sembrava giusto procedere su questa linea e mostrarvi cosa stava organizzando durante quei febbrili giorni del suo futuro passato. Vi aspetta un viaggio davvero memorabile, lo sapete? Un trip attraverso l’evoluzione di una divisione giochi dove tutti quelli che ci lavoravano dentro, ripeto, TUTTI quelli che ci lavoravano dentro, avevano una visione originale e insolitamente condivisa di cosa dovesse essere un videogioco. Non un passatempo per occupare i momenti liberi, bensì qualcosa da ricordare...

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In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore : Atari Cosmos

Sì, va bè, adesso però ricordate quanto erano pazzi gli anni ottanta. Erano pazzi vero? Dite la verità. Dopo tutto quello che è accaduto potete esprimervi tranquillamente, mica vi denuncia nessuno eh?! Tanto-tanto pazzi nevvero? Erano tempi di sfarzo e glamour post-punk. Tempi pre-grunge e di consumismo sfrenato. Tempi elettronici e sperimentali come le canzoni di Battiato. Atari, all’inizio del decennio e prima della grande crisi dei videogiochi del 1983, era ben nota come leader nel settore dell’intrattenimento elettronico e ci dava dentro di brutto per mantenere il suo status di colosso tecnologico cercando di inventarsi dei prodotti nuovi da...

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Atari Puffer : Tu credici un po’ di piu’

Nel 1982 Atari tentò di portare il fitness nel salotto degli americani. Cavalcando la mania per l’aerobica e l’edonismo nascente si prefisse di vendere un prodotto con l’unica esca del «vi facciamo divertire e diventare fisicati». La cosa di per sé non è inedita, né tra gli attori realmente grossi che iniziarono un’intera generazioni all’abuso di steroidi (ciao Sly, Swarzy, Dolph; ciao a TUTTA L’HOLLYWOOD degli anni ’80), né tra i produttori di videogiochi e accessori (bella Wii Fit, bella Kinect) che tutt’oggi producono programmi per smaltire la lonza della casalinga di Voghera; ma la furbacchionata di Atari era quella...

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Arkanoid : una storia qualunque

Aaah, bei tempi quando per far grande un videogioco bastava piazzare una stanghetta e farci rimbalzare sopra un cubetto. Era l’era preistorica del divertimento. Quelle della formula sicura, della soluzione semplice, affidabile e sempre d’effetto. Il cubetto se ne ne andava in giro confinato dallo schermo, buttando giù mattoncini che quando finivano avevi vinto. YEAH! Che libidine, corridori. Poi, però, ne uscirono ventordicimila di quei giochini lì, e la gente si scassò un po’ la uallera delle stanghette. Arrivarono il cannoncino che sparava agli invasori, le palle gialle che mangiavano i fantasmini, gli idraulici saltabarili, e sì, via, il popolo...

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I fondamentali : vedi Space Invaders e poi muori

Corridori, qui si parla del gioco dal quale è iniziato tutto! Beh, magari non è esattamente così se si contano Pong, Space Wars!, o quel gioco di tennis raffazzonato che fecero con l’oscilloscopio. Va bene, va bene, lo ammetto, NON è il gioco dal quale è iniziato tutto, però è sicuramente il gioco che ha reso grande l’industria dei videogames ed ha inaugurato quello splendido periodo di innovazione tecnologica e meraviglia adolescenziale che fu la Golden Age dei videogiochi. La Golden che?! Sì, dai corridori, quell’esaltante periodo che si collocò tra la fine degli anni ’70 e il 1985, in...

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Impatto ambientale altissimo: DOOM. Le 13 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Io DOOM me lo ricordo bene perchè: a) Nel 1994 non esisteva PC sulla faccia della terra che non lo avesse installato nella sua versione shareware; b) quell’anno ero a Piombino a fare l’obiettore di coscienza. Se vi state chiedendo cosa possa avere a che fare DOOM con dei mentecatti capelloni che obiettavano guidando ambulanze piuttosto che con un gruppo di esaltatatissimi parà della Folgore, beh, è presto detto: LA CAMERATA. Nella nostra camerata di 8 personaggi discutibili c’era un carrarino programmatore che, nonostante fosse carrarino, restava pur sempre un programmatore, e per questo si era portato dietro il suo COMPUTER....

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Guarda mamma, senza mani! La pazza storia degli Atari Mindlink controller

Dite la verità, cari corridori, quante puttanate ci siamo sciroppati nel corso degli anni ’80? Tante vero?! Ma proprio tante-tante. Oh, non passava giorno che ci dessero a bere qualcosa come se fosse veramente possibile che succedesse, come se veramente si potesse realizzare. Dice: ma loro almeno ci provavano. Adesso non c’è più niente! È vero, su questo punto tocca darvi ragione. Però, cari corridori, la realtà dei fatti rimane sempre la stessa: quante puttanate ci siamo sciroppati negli anni ’80? Una di queste furono gli Atari Mindlink controller, che lì per lì sembravano poter trasformare noi brufolosi in una...