Category: Libricini

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Farenz : PRESS PLAY ON TAPE. Storia di un libro senza Commodore 64 e senz’anima

Siamo a Milano, in uno di quei baretti alla moda dove vanno tutti quelli che bazzicano quel tipo di ambiente che è sempre a un passo dallo sfornare il capolavoro di una generazione e invece ti pubblica i fumetti di SIO o le figurine di FAVIJ. C’è pieno di sedicenti disegnatori, scrittorucoli e pseudo-giornalisti che sbarcano il lunario facendo i consulenti o tenendo corsi alla IULM. Tutti sembrano divertirsi. Tutti, tranne due figure che parlottano sedute da sole a un tavolo in disparte. «Cavolo, Paolo… La Limited Edition Book sta messa troppo male: vorremmo emergere dalla palude dei piccoli editori,...

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Uomini In Rosso: anche piu’ intelligente e divertente del previsto

Una delle poche cose di cui mi posso vantare è la mia capacità di interrompere la lettura di un libro e di saperla riprendere in un secondo momento, anche remoto, come niente fosse, ritrovando il filo della lettura. Non importa quanto interessante sia il libro, quanto mi abbia già preso la storia, quando ho bisogno di smettere di leggerlo, PEM! Smetto di leggerlo, punto e basta. Questo lo devo agli anni di convivenza dilettantistica con le mie varie signorine (sempre troppo poche), agli anni di convivenza matrimoniale con la mia attuale signora, e agli anni di paternità con la mia...

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Player One film: qualcosa si muove

Si prova sempre un po’ di imbarazzo e di sano terrore quando si comincia a parlare di adattamenti cinematografici. Delle volte vengono bene, altre volte vengono male, un po’ come la pensa mio padre nei confronti dei suoi due figli. Altre volte ancora, invece, non vengono per niente, tipo il film di LOBO,  e rimangono lì, sospesi, in attesa che qualcuno se ne occupi mentre il tempo passa inesorabile. Poi, ovviamente, ci sono adattamenti e adattamenti. Ci sono quelli tipo me alle feste, che se ci sono o non ci sono tanto è uguale, e ci sono quelli che invece...

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Affari di famiglia: Francesco Muzzopappa, le nobili origini e il gelato del discount

Era destino che Francesco Muzzopappa entrasse di prepotenza nel ristretto circolo dei miei autori preferiti. Era destino che Francesco Muzzopappa, dopo l’ottimo esordio di “Una posizione scomoda“, si confermasse come uno degli autori più interessanti e divertenti del panorama italiano. Era destino, dicevo, anche perché uno con un cognome così deve per forza essere destinato a fare grandi cose, dato che l’alternativa sarebbe una vita di sberleffi e di gente che esclama “Eh?!” con una brutta espressione in faccia. Il suo segreto? Niente di trascendentale. Francesco Muzzopappa legge autori inglesi, si documenta e, soprattutto, sa far ridere di suo. Muzzopappa...

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Ma poi ho camminato tanto: Per il potere di grayskull di Alessandro Apreda, la recensione

…e fuori, c’era un gran rumore, che non ho piu pensato a tutte queste cose. Lucca. Un posto imprecisato tra le colline della Valfreddana. Steso sul mio divano posso udire chiaramente il rumore degli alberi sferzati da raffiche di vento e acqua gelida. Per le strade buie, ormai ridotte a torrenti di fanghiglia, si affrettano pochi mezzi, per lo più della protezione civile. Niente di nuovo. Tutto nella norma se sei uno abituato a trascorrere i tuoi freddi inverni in questa casa. Il problema è che adesso siamo alla fine di Luglio e la caldaia è appena entrata in funzione....

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Alla fine John muore: Recensione del libro e salsa di soia

Hey corridori! Ho finito il libro! Vi ricordate di quella volta che vidi il film? No? Fottesega. La questione è che mi sono sparato le 518 pagine dell’edizione ebook in circa 2 mesi e adesso penso di meritarmi una festa, o un pizza party, vedete voi. Va bene tutto purchè ci sia anche una torta gelato e quei cappelli divertenti a forma di cono che fanno sembrare tutti dei perfetti imbecilli. Se poi volete portare anche le squillo per me va bene. Farò come Tom Hanks in “Bachelor Party” e rimarrò stoico in attesa di mia moglie, ché io sono...

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Ernest Cline allo scavo di Alamogordo: Cristo Erny! Come faccio a non adorarti?

Spesso su queste frequenze rammento il signor Ernest Cline. Non capisco esattamente perché ciò accada. Forse perché è uno dei miei scrittori preferiti, credo. Ma forse anche perché mi fa simpatia come persona e sguazza nello stesso brodo primordiale di anniottantudine e nerdaggine spicciola dal quale provengo anch’io. Sì-sì. Ernest Cline, tu mi piaci. Vieni a casa che ti faccio scopare mia sorella (tanto non ce l’ho). Ma come se non bastasse il gigantesco bagaglio di stima e ammirazione che nutro per lui, che si è fatto tutto il tour promozionale del libro in DeLorean, mi sento quasi in dovere...

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“Una posizione scomoda” e’ un libro penoso nel senso che ci sono tanti peni

Dopo gli ultimi post un po’ smandrapponi eccomi di nuovo calato in una dimensione un po’ più sobria e meno cialtronesca del solito, come avrete chiaramente capito leggendo il titolo di questo post. È che ultimamente sono stato molto occupato con tutti questi festini alla villa del notaio, e di tempo per leggere me ne è rimasto veramente poco. Devo sempre approfittare dei pochi momenti liberi. Anzi, sapete che faccio? Torno a casa di volata e comincio a leggerlo subito ‘sto libro. Il tempo di rimettermi la mascherina nera col nasone, indossare la cappa e via. Com’è che era la...

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Cento di questi giorni. Ma anche nessuno va bene lo stesso.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, molto prima di sposarmi e diventare un padre moderno sull’orlo della crisi di nervi, ho scritto il mio primo libro. Il famigerato Cento di questi giorni che forse qualcuno ricorderà ancora come mia opera prima quando ero  in fissa con quella strana storia dello scrittore emergente. Non è un libro sofisticato come i “Paralipomeni della Batracomiomachia” di Leopardi e non ha una tramona come l’ultimo di Dan Brown, ma è ironico e divertente. Sicuramente un’ottima lettura per scaricarsi e svagarsi facendosi quattro risate (me lo ha detto a mio cuggino). Allo stesso...

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Enrico di Stefano: La fantascienza italiana e il fatto che non gli abbiano ancora fatto sceneggiare una serie

Io con Enrico di Stefano c’ho mangiato insieme, però non sapevo che era Enrico di Stefano. Alla ITALCON/STICCON di quest’anno, seduto al tavolo con tutta la mia famiglia, sentivo questo signore sulla cinquantina che parlava con la grinta e la simpatica verve di un ventenne appena tornato dal servizio militare e pensavo: “Iocristo, a cinquant’anni spero di arrivarci come lui. Battagliero, pimpante e assolutamente non rincoglionito dalla TV”. Poi, mentre il dibattito si era spostato sulle effettive proprietà nutritive del cannolo siciliano, la voce dello speaker è risuonata per tutta la sala: “ …e il vincitore del premio Vegetti 2013...

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L’importanza di chiamarsi Ernest Cline: ARMADA, copertina e sinossi rivelate.

Chiunque sia stato abbastanza masochista da leggere qualche post di questo spregiudicato blog, avrà certo notato la mia estrema devozione, la mia totale ammirazione, la mia imperitura approvazione per Monsignor Ernest Cline e il suo romanzo d’esordio: “Player One”. Fin da quando l’ho letto (divorato, in realtà), sono stato in attesa del suo successivo progetto narrativo. Con tranquillità e pacatezza mi sono messo seduto sotto la cascata, con le gambe incrociate e l’acqua che mi precipitava sulle spalle, ed ho atteso, pensando a mio nonno, al nonno di mio nonno, e infine al nonnissimo, quello più vecchio di tutti. Aspettavo,...

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L’invasione degli Space Invaders: Lo Zen e l’arte di giocare ai videogiochi

L’amico Santellocco te la butta lì con nonchalance: «Che mi dici de ‘L’invasione degli Space Invaders’, di Martin Amis, recentemente tradotto?» Forse potevi rimanere indifferente di fronte al fascino retrò di un titolo del genere? Naaa. Un libro con un titolo così ti incuriosisce a prescindere. Allora gugleggi il nome dell’autore e ti viene fuori che è un peso massimo della letteratura postmoderna inglese. Cioè, questo non è mica uno SCARAMACAI come Ernest Cline, eh?! Questo è uno che bazzica nei salotti buoni e si mette anche il gessato con la cravatta, mica va alle convention di fantascienza con la...

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Il posto tranquillo di Francesco Tedeschi: Troppi Dylan Dog nuocciono gravemente alla salute

E dopo essermi sparato una settimanella di ferie su una spiaggia assolata dell’Isola d’Elba piena di uomini con i baffi a manubrio, costumi interi a righe orizzontali, bilancieri con le palle laterali con su scritto “100KG”, donne con cuffie e lunghe sottovesti di cotone, eccomi ritornato a casa a bordo della mia BUGATTI con carica a manovella frontale per recensire alla volè uno dei libricini della MIA estate. I pochi afecionados della prateria internettiana forse si ricorderanno che il mese d’Agosto il sottoscritto lo passa in ferie, e quindi, di conseguenza si dedica strenuamente a non fare un beneamato SWANSTUCK,...

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ATLETICO MINACCIA FOOTBALL CLUB: L’importanza di chiamarsi Jose’ Mourinho

In Italia la politica è come il calcio. Nessuno vuole perdere e alla fine tutti si schierano con il più forte. Questo spiega come, per troppo tempo, ci sia stata un’enorme proliferazione di juventini e pdiellini. L’italiano medio cresceva nella riserva calcistica di quartiere, pasturava in giro allo stato brado ed era naturalmente portato a diventare juventino. Perché? Perché era la squadra più ricca e blasonata ma, soprattutto, anche quando sembrava che non ce la facesse, alla fine vinceva. Vuoi con un gollonzo nel recupero, vuoi con un rigore discutibilissimo, vuoi per un autogol degli avversari (tu vedi il caso...

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La leggenda del vento: Lo zio King ti riporta nel medio-mondo e ti ci lascia anche

Già l’avevo preso di mira e mi ero ampiamente preparato il campo , quindi tutti quelli che adesso penseranno: “Ma che caspita di libro è questo?” riceveranno un calcio nel popò con lo stivalone meccanico di Zio Paperone e verranno sparati lontanissimi nel web, in una regione virtuale dove è possibile consultare solo portali calcistici di squadre zebrate truffaldine e i video su youtube sono solo di gente baffuta che urla con le vene di fuori perchè ha fatto gol IL FARAONE.

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Manuale per sopravvivere agli zombie: non potete farvi trovare impreparati

Gli zombie sono una cosa seria, altroché. Sono macchine della morte inarrestabili, infaticabili e insaziabili. Basta una semplice distrazione, una leggerezza del momento per caderne vittima e diventare come loro. Altro che fantasiose storie o leggende distorte, i non-morti sono una minaccia che va affrontata con metodo, senza lasciare niente al caso. E allora cosa potrebbe fare l’uomo della strada trovandosi a combattere un nemico di sì tale entità? Come si dovrebbe comportare il signor Rossi quando manca l’elettricità, i telefoni non funzionano e i cadaveri camminano nel suo giardino? Ammesso e non concesso che chiunque riuscisse a usare un...