Category: Musik

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I video sporcaccioni degli anni ’80 che a rivederli adesso ti fanno quasi tenerezza

Ci sono cose che non passano mai di moda in TV ( ma anche nella vita in generale), e sono la figa il sesso e le botte la violenza. Nel bel decennio ormonale degli anni ’80, i ragazzetti come me seguivano VIDEOMUSIC e DEEJAY TELEVISION come fosse la messa cantata del Papa, si spellavano le mani sul reggiseno di pizzo di Madonna, e sognavano ammucchiate selvagge con californiane tettute mentre a bordo letto suonavano i MOTLEY CRUE. Si, bisogna proprio dirlo, a quel tempo nei video di molti artisti la carta SESSO veniva giocata con facilità, tant’è che ogni tanto...

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Two is megl che One: Il Batman di Tim Burton e le sue due colonne sonore

Il primo film di Batman te lo ricordi bene, se non altro per quella massiccia campagna pubblicitaria che ne precedette l’uscita. Tutti quegli adesivi del logo che la gente appiccicava alle macchine e ai motorini. Tutte quelle magliette nere con il logo davanti, inizialmente distribuite gratuitamente sulla spiaggia e poi diventate un vero e proprio capo di tendenza, ché tipo se non ce l’avevi eri un cialtrone figlio della schifosa. Tutti quegli annunci sparati alla radio e alla TV. IL DIRIGIBILE con il simbolo di Batman che galleggiava placido nel cielo estivo. Insomma, nel 1989 l’hype si poteva misurare solo...

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La colonna sonora di FULL THROTTLE: I GONE JACKALS ti scoperchiavano la 2 cavalli

Come faceva a non piacerti “FULL THROTTLE” quando era il 1995 e avevi 23 anni? Moto truccatissime, gente borchiata che si borchiava con le catene, ragazze belle e misteriose che manipolavano uomini e carburatori con la stessa scioltezza, e poi una colonna sonora spaccaculi di quelle che ti facevano venire voglia di farti un tatuaggio grossissimo sulla schiena con su scritto “Morte ai pedoni“. Era impossibile che non apprezzassi quell’ultima avventura Lucasarts fatta con il magico tocco di Tim Schafer, e infatti ti piacque veramente tanto, così tanto che collegasti il PC all’impianto stereo e ti registrasti la colonna sonora...

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Superman – Man of Steel: Con Chris Cornell, momenti inconsapevolmente struggenti

Lo sport nazionale dell’ultima settimana è stato quello di sparare addosso al nuovo film di Superman. Manco fosse il Movimento 5 Stelle, il film di Zack Snyder ha collezionato nocchini dietro le recchie come se piovesse, e pure la colonna sonora non è stata da meno: «È insignificante, troppi tamburi» hanno detto. E invece, quando ogni speranza sembrava perduta, ecco che trovo questo pezzo di Chris Cornell presente nella pellicola ma non incluso nella soundtrack. Godetelo.

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Soldi per il Viagra: I Verve, gli Stones, e la controversia per Bittersweet symphony

Come si fa a condurre un’esistenza di sforzi, tallonando la chimera di una melodia composita gremita di arzigogoli bellissimi? Chiedetelo a Richard Ashcroft, che con il suo gruppo, “The Verve” nel 1997 piazzò il colpo della vita componendo la bellissima “Bittersweet Symphony”. Quell’anno alle radio non si ascoltava altro e anche MTV, che al tempo trasmetteva ancora i video musicali belli senza troppi tamarri tatuati in tuta Adidas e sopracciglia depilate, bombardava gli spettatori con il video della band dove il cantante camminava per la città tirando sempre diritto. Era il gran momento dei “The Verve” e anche il loro...

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La musica di John Carpenter: Non c’e solo il tema di Fuga da New York

John Carpenter, per chi andava al cinema negli anni ’80, ha rappresentato molto più di un punto di riferimento. I suoi film erano attesi e celebrati da orde di ragazzetti che non vedevano l’ora di saltare dalla paura sulla seggiolina della galleria, oppure, galvanizzarsi ammirando uno dei suoi classici eroi, inconsapevoli ma sboroni, che piacevano tanto. Dal Kurt Russel di Jack Burton e Jena Plenskeen, fino ad arrivare al Roddy Piper di Essi Vivono, Carpenter amava rappresentare l’eroe proletario che svolgeva (quando ce l’aveva) un lavoro modesto, oppure direttamente un reietto, uno degli ultimi della società che veniva pescato dalla...

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L’album BIANGO: Tutti all’inferno con gli onanisti, i comunisti e Gengis Khan

Eccolo finalmente, l’ultimo album di Elio E Le Storie Tese. Uscito, comprato e ascoltato ossessivamente in queste ultime 24 ore, fin quasi a farmi sanguinare le recchie. In generale c’era molta attesa per questo disco, complici anche le riuscitissime performance al Festival di San Remo che hanno funto da cassa di risonanza nazionale non da poco. Adesso dico tranquillamente che il sangue dalle recchie non mi è uscito, e a furia di ascoltarlo posso esprimermi a riguardo con una certa scioltezza. Ebbene PER ME È SI! L’album Biango è un album BELLO. Non bellissimo, c’è stato di meglio, ma neanche...

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Star Wars: John Williams, la Cantina Band e tutto quello che e’ successo dopo

La taverna di Mos Eisley era un posto bellissimo dove ci potevi trovare i ceffi più improbabili dell’universo. Solo col tempo hai capito che c’era una taverna di Mos in tutte le piccole città della provincia italiana. In particolare nel quartiere dove stavi crescendo c’erano almeno 3 posti come quello. Ma proprio uguali-uguali eh?! L’unica cosa che mancava veramente era il gruppetto che suonava in sottofondo, magari non necessariamente con le teste a forma di culo sudato, ma una bella musichetta come quella che suonavano loro avrebbe rallegrato egregiamente la giornata a tutte le strane creature presenti. Soprattutto durante le...

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Meco Monardo e la colonna sonora di Guerre Stellari: Obi-Wan portava i pantaloni a zampa d’elefante

Io sono uno di quelli che da piccolo lo portarono a vedere “Guerre Stellari” e siccome avevo 6 anni ne rimasi rapito per i successivi 3, tempo durante il quale contai i giorni all’uscita del fantomatico sequel. Quando finalmente fu il gran momento e depositai il mio giovane popò in sala per ammirarlo, mi ritrovai a scoprire che quello non era il secondo film della saga ma bensì l’episodio V. Va bene, OK. Io ne aveva già visto uno ma i precedenti 3 che fine avevano fatto? Non me ne interessai più di tanto perchè poi arrivarono i cammelloni meccanici...

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David Lee Roth: I 6 migliori video da vedere prima di sprofondare nella gora dell’eterno fetore

Era meglio quando c’era David Lee Roth? Certo che era meglio. Perché quando c’era lui c’era anche l’Hair Metal che strizzava l’occhio al Pop Metal che però una bottarella all’Heavy Metal gliela poteva anche dare. Il tutto mentre ammiccava all’Hard Rock e dava una palpatina al Pop Rock. Insomma tanto Metal e tanto rock ma una gran fuffa di sfumature attraverso le quali lui si sapeva destreggiare bene. Era anche meglio perché quando c’era lui c’era un grande show, con virtuosissimi dello strumento tipo Steve Vai e i fratellini Van Halen, no, così, tanto per dirne qualcuno. Era poi meglio...

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Anvedi come balla Nando: e se Michael Jackson non fosse stato solo?

Michael Jackson è stato il Maradona del Pop. Nonostante tutte le illazioni, le dicerie, le malelingue e, sì, anche i suoi passi falsi, bisogna ammettere che fu l’indiscusso “King of Pop” a livello mondiale, diventando grande come Elvis e morendo prematuramente come lui. Pochi sono riusciti a bissare il suo successo, raggiungendo quell’onnipotenza musicale che fece sua per molti anni. La parabola della sua stella ha seguito un tragitto lungo, ha offerto uno spettacolo esaltante, ma inevitabilmente si è spenta per molteplici motivi. Vuoi l’osteggiamento del mainstream musicale (l’ultimo suo album “Invincibile” venne giudicato egregio dai fan ma osteggiato e...

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The Goonies ‘r’ Good Enought : Un videoclip SPETTACOLARE, la WWF e Cyndi Lauper nella Rock’n’Wrestling Connection

Gli Incredibili anni ’80 sono stati un gran momento per essere ragazzini. Accaddero tante cose in quel decennio e non ci sono abbastanza parole per descrivere gli sconvolgenti effetti che ebbe il film “The Goonies” sui giovani imberbi (e ancora implumi) come lo ero io all’epoca. Non ci sono abbastanza parole dicevo, anche perché sono già state usate tutte dagli altri. Provate a guglare il titolo del film e vedrete che saltano fuori tipo UNO ZILLIONE di articoli tributo. Quello che invece nessuno ha ancora fatto è ricordarsi della sua colonna sonora, di quella ” The Goonies ‘r’ Good Enough ” dal...

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Electric Dreams: Pie illusioni informatiche e una colonna sonora da urlo

L’altra notte ero lì che cazzeggiavo sulla pagina di Retrogames Machine di facebook e mi sono infognato in una virulenta discussione sulla musica elettronica negli anni 70/80. Come d’incanto mi è venuta in mente una canzone e subito dopo il film a cui faceva da colonna sonora. Indubbiamente, a rivederlo adesso, il filmettino è abbastanza scrauso, ma a quei tempi faceva la sua porca figura, come del resto la fecero anche altri titoli eighty tipo “Fandango” e “Breakfast Club” che se uno li riguarda ora gli viene il magone un po’ perché si rende conto di quante cazzate si beveva da...

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Fatboy Slim: Gli 8 migliori video da vedere prima di gettarsi tra le fiamme del monte Fato

Musica per decine di pubblicità, remix conto terzi, prestazioni professionali in club rinomati, affollate feste rave su spiaggia, disponibile subito, astenersi perditempo. Venghino siore e siori, venghino! Queste sono le strepistose offerte di Norman Cook, in arte Fatboy Slim. Iniziò lodando il Signore con il basso a tracolla. Suonando in una band dal taglio di capelli truzzo. Sguazzò negli anni ’80 della carovana dell’amore che nessuno se lo sarebbe mai immaginato avrebbe avuto un successo del genere, quando si dice una botta di culo. Poi le cose non andarono più per il verso giusto. Litigi sul taglio di capelli e sui...

Beastie Boys: I 10 migliori video da vedere prima di farsi sbranare dalla vorace bestia Bugblatta

“I musi gialli non fanno surf”, lo diceva il collonnello Kilgore su una spiaggia cambogiana in “Apocalipse Now”. Tutt’intorno fischiavano proiettili e mortaretti contro i fottuti Charlie. Allo stesso modo i rapper neri di metà anni ’80 ebbero simili parole di apprezzamento per i Beastie Boys: «I musi bianchi non fanno RAP», dicevano. E si incazzavano di brutto mentre a mezza bocca già si lamentavano che i bianchi gli rubavano il lavoro ( e le donne). Comunque, dovendola dire tutta, anche “I musi neri non fanno ROCK”, e poi comparvero questi tizi che si chiamavano LIVING COLOUR e fecero vari...