Category: Musik

Atari Sap Music Archive:Un altro tipo di ASMA ti fa restare senza fiato

Benvenuti Atariani, BHUAHAH. Se qualcuno di voi si fosse dimenticato, se avesse smarrito nelle nebbie del tempo quei fantastici suonini e rumori che solo una sana onda quadra poteva generare, sappiate che le emozioni della vostra infanzia potrebbero esservi restituite dal solo e unico archivio musicale per Atari XL/XE. L’Atari Sap Music Archive è lì ad attendervi (rombo di tuono in lontananza). L’ASMA appunto, contiene oltre 4600 brani  musicali in continuo aumento, comprendente sia le musiche dei giochi dei vecchi tempi, sia brani new-wave dei primi anni ’80, fino ai più recenti contributi. L’ASMA non è quindi quella fastidiosa malattia...

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Il fenomeno Ghostbusters: il film, la canzone, i cartoni, i videogames e i bulloni autosigillanti

Forme di vita. Altre forme di vita. E…altre forme di morte sul blu-ray che mi sono comprato. Ebbene si, nel lontano 1984 usciva nelle sale cinematografiche una pellicola che era comicamente anticipatrice dell’era globalizzata. Si arrivava addirittura allo sfruttamento della morte per farne un vero e proprio business. E non sto parlando delle pompe funebri. Per suscitare le risate del pubblico la mercificazione veniva esasperata a tal punto da mettere sul mercato anche l’ anima delli mortacci tua. Fra il pubblico in deliro ed una vera e propria moda per il soprannaturale, ecco che irrompevano i disinfestatori dell’etereo, coloro che...

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Foo Fighters: I 10 migliori video da vedere prima di morire giovani

Una vita passata alla batteria, in disparte, seduto lì a percuotere con violenza. Bravo quanto basta ma mai in evidenza quanto avresti meritato. Sulle copertine c’eri anche tu, ma eri sempre dietro, per di più sfocato e non ti si notava. Facevi parte di un complesso famoso e adorato da milioni di fans in tutto il mondo, ma di tre che eravate, tutti conoscevano solo il front-man, tu e il tuo collega bassista eravate bassa manovalanza. Poi un giorno il front-man suonò il flauto peruviano con la canna di un fucile e fece partire un colpo. D’improvviso ti ritrovasti disoccupato....

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La musica di Rob Hubbard, e la lacrimuccia e’ d’obbligo

Come si fa ad introdurre uno come Rob Hubbard? Venne, vide e prese a calci nel popò il mondo degli 8bit. A mio avviso, quest’uomo è stato uno dei principali responsabili della vendita del software sulle piattaforme dell’epoca. Diavolo se lo è stato! Rob Hubbard è stato responsabile della vendita di moltissimi COMMODORE 64 rispetto a qualsiasi altro testimonial o agenzia pubblicitaria al mondo! Conosco qualcuno che ha comprato il suo C64 dopo essere stato spazzato via dalla musica travolgente di “Monty on the run”. Lo so che non ci credete, ma è vero. Giurin-giurello.

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Retrogaming Mario Merola effect: come le musichette dei videogiochi ci hanno bucato il cervello

C’era un tempo in cui le sale giochi erano molto più di un luogo prettamente ludico, erano centri di aggregazione sociale. Negli anni ottanta il videoregistratore ce l’aveva il tuo amico ricco ( quello che poi di lì a poco ti avrebbe rinnegato e avrebbe sposato una Miss qualcosa), il campionato c’era solo la domenica e le coppe il mercoledì. Burlesconi era ancora allo stadio pupale ma già faceva intendere che si sarebbe propagato rapidamente. La playstation era una visione indotta dall’abuso pesante di stupefacenti. C’erano invece gli home-computer che, per quanto potenti per l’epoca, riuscivano a malapena ad emulare...

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Gunther: Epic fail al Blue Oyster

Il tuo pusher di fumetti truculenti si avvicina e ti dice: «Ma tu lo conosci Günther?» «No», rispondi. E già pensi al pastore tedesco di nonna ADA che un giorno mangiò quella dannata polpetta. «Come fai a non conoscerlo? Dai, dai. Cercalo su Google» Le tue dita si muovono meccanicamente sulla tastiera, convinto che a breve incrocerai lo sguardo con il terzino sinistro del Bayer Monaco. E invece, dopo un nanosecondo internettiano ti ritrovi davanti agli occhi… QUESTO Ma non basta. Noncurante e ignaro perseveri, clicchi sul link e finalmente alla fine, SOLO ALLA FINE, capisci. Sei piombato nel sito...

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In principio era Buckner & Garcia: Di Pac-Man Fever e la monetizzazione del tie-in discografico

I videogiochi, nei primi anni ’80, innescarono una vera e propria rivoluzione culturale. La gente correva nelle sale giochi con le tasche piene di spiccioli e ne usciva completamente alleggerita, con gli occhi rossi e gli abiti puzzolenti di fumo. Si. Certo. Poi c’erano quelli che in sala giochi il fumo ce lo andavano a comprare, ma questo è solo un inutile dettaglio. Stavo dicendo che la venuta di un nuovo videogioco rappresentava un vero e proprio evento, roba che talvolta ne parlava perfino il telegiornale, con un Paolo Frajese buonanima ancora bello, pimpante, e in alcuni casi (molto rari)...

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Keith Moon: If you don’t like it, you can just fuck off!

Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui l’anima migra dal corpo e comincia a volteggiare, libera e bella come lo shampoo, in una nube fosca di pensieri e riflessioni che si inseguono tipo un cane che si morde la coda. Tu sei lì alla guida della tua macchina, che percorri una strada che avrai già percorso ventordicimila volte, (e quasi sicuramente la percorrerai altrettante nei prossimi anni) e ti scappa il vezzo di schiaffare a manetta un pezzo degli WHO. Allora cominci ad ascoltare “Baba O’Riley”. Dici, BELLA! Alzi il volume tanto, MA PROPRIO TANTO TANTO, e...

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Ammettilo. Ti mancavano i Duran Duran!

E così ti trovi lì, in piedi con lo sguardo fisso e quel mezzo sorriso ebete di uno che ha notato un vecchio conoscente ma non è ancora sicuro se è lui o non è lui. Guardi il palco e sopra ci vedi una band che suona, pure bene, delle canzoni che conosci alla perfezione. E questo nonostante tu non abbia mai comprato un loro singolo album. Come fai a sapere i testi? Come fai ad intonare le melodie fino all’ultima nota? La risposta è semplice, povero vecchio matusa. Sono i Duran Duran, e tu sei uno di quelli che,...