Category: Retrogames

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Firenze Vintage Bit 2013: La passione, il freddo cane e Damiano Colombari

È deciso. Quest’anno piombiamo sul Firenze Vintage Bit come folgore dal cielo. Anche il piccolo grande mago dei videogames, per la prima volta dal 2008,  sembra essere realmente esaltato per qualcosa. Io non capisco la sua eccitazione, la sua smania. In realtà sono molte le cose che non capisco sia di me che di lui, ma stavolta c’è veramente qualcosa che mi sfugge. Ci diamo appuntamento direttamente là e io parto da Viareggio a bordo del mio carro. È una fredda domenica mattina e le strade sono talmente sgombre da sembrare piste di decollo. Arrivo a Lastra a Signa in...

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Di vita, di morte, di Retrogames Machine

Liguria, domenica sera, ore 19. Io e il piccolo grande mago dei videogames stiamo tornando a casa dopo essere stati alla Mecca del Videogioco e siamo un po’ mogi. I finestrini rimandano un paesaggio brullo intarsiato di colline, dove la luce violacea del crepuscolo ha già ceduto il passo a una notte stellata. Da qualche chilometro nessuno dei due ha più voglia di parlare mentre la mia SCENIC scivola sicura sul nastro d’asfalto, poi ci attraversa la strada un gatto nero che mi fa inchiodare. La pesante coltre di silenzio viene infranta dai miei vaffanculi. Nonostante tutto il piccolo grande...

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Fonz: Il videogioco riciclone di Fonzie

Basare i videogiochi su idee provenienti da altre forme di intrattenimento non è esattamente una cosa nuova. Le ere 8 bit e 16 bit erano zeppe a badilate di giochi a scorrimento orizzontale basati su film e spettacoli televisivi, e non mi sembra neanche il caso di sottolineare la debacle che fece Atari con “E.T.” perché sarebbe come sparare su uno che sta CAGANDO già male di suo. Invece, andando ancor più indietro nel tempo e fermandoci al 1976, si può trovare qualcosa di interessante anche se abbastanza loffio. A quel tempo in televisione “Happy Days” era lo show televisivo...

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I Prototipi Atari: Potenzialita’ sprecate e disastri scampati negli anni ’80

E dopo gli sperimentali anni ’70, eccoci catapultati a bomba dentro agli sfavillanti anni ’80. L’inizio del decennio vide tutte le  divisioni di Atari espandersi oltre ogni rosea previsione. Soprattutto la divisione arcade si diede un gran daffare, bulleggiandosi e mettendo un sacco di prototipi sul fuoco che però i giocatori riuscirono a gustarsi solo parzialmente in sala giochi. Molte strade vennero battute, dai lasergame ai touchscreen, dagli sparatutto in prima persona fino, addirittura, a una versione arcade di quel GIOCONE di “E.T.”. Ma prego, accomodatevi che vi illustro come andarono le cose…

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Il progetto Gesu’ e tutto il tempo che gli dedico

C’è che ultimamente non hai più tempo per fare niente. C’è che, come diceva il buon governatore del Minesota, non hai più tempo neanche per sanguinare. E allora sapete che c’è? C’è che tagliamo la testa al toro e parliamo del fantomatico Progetto Gesù. E che diavolo è il progetto Gesù? Rullo di tamburi, fiato sospeso…

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I Prototipi Atari: Potenzialita’ sprecate e disastri scampati negli anni ’70

Se c’era una cosa per cui Atari divenne famosa nel corso degli anni erano i suoi giochi prototipo. A 41 anni di distanza dalla fondazione della casa videoludica più ganza della via lattea, voglio esplorare a fondo questa interessante sezione occulta della sua storia. Molti di questi prototipi non andarono mai oltre la progettazione concettuale e qualche sessione di brainstorming, ma qualcuno riuscì a guadagnarsi un cabinato tutto suo e dei test sul campo. Proprio l’esito negativo di questi test rappresentò la mannaia finale che decapitò il progetto. Signori, qui non si parla di console 2600 o 7800, così come...

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Ve la vendo per un dollaro: fallimento Atari e piano di rientro

Già un paio di mesi fa avevo scritto un ragguagliante post sullo stato del processo fallimentare che vede coinvolte le divisioni americane di Atari. Il quadretto che ne emerse non era certo confortante. In pratica la Atari amerrigana stava con un piede nella fossa e l’altro su una buccia di banana. Creditori all’uscio incazzati come bestie, licenziamenti a go-go e vendita dell’argenteria per riuscire a rappezzare la situation (comedy). Beh, da allora ad adesso le cose sembrano aver preso una piega leggermente migliore, e forse in quel baratro oscuro nel quale è precipitata la casa videoludica più carismatica del mondo...

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Ralph Spaccatutto e i nuovi punti di riferimento nel mondo Retro

  Chiunque abbia condiviso con me il gusto di scovare le millemila citazioni del mondo retrogames contenute nel film “Ralph Spaccatutto” potrà certo godersi i suoi splendidi titoli di coda, altrettanto zeppi di citazioni, anzichenò, poffare. Forse converrete con me che questa pellicola, con Q*bert che chiede l’elemosina e il fantasmino di Pac-man che organizza il circolo dei cattivi anonimi, forse sia veramente un punto di svolta del retrogaming. Un punto da cui ripartire più asaltati di prima.

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Crystal Castles: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

“Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.” Il conte Mascetti, nel film “Amici Miei”, si esprime spesso così. Con frasi prive di alcun senso logico, piene di parole inventate sul momento che vengono usate per confondere l’interlocutore, rendendolo ridicolo di fronte agli astanti. Nella forma, il Mascetti trasmette un messaggio che la persona crede di interpretare in un certo senso, se non che durante la trasmissione, il messaggio subisce interferenze, ingarbigliamenti e modifiche tali da risultare, nella sostanza, incomprensibile. Da risultare tutto e il contrario di...

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Nostalgia canaglia, ma neanche tanto: i Flyers arcade pezzenti della Konami

Ultimamente, sulla pagina facebook di THE RETROGAME MACHINE dove in quanto ad assenze da amministratore posso vantarmi di superare anche quelle di Silvio in Senato, mi sono imbattuto in questi tamarrissimi flyer dei giochi arcade Konami. Dice: Che caspita è un flyer? Beh, per chi non fa finta di masticare la lingua dei conquistatori come me, può significare semplicemente VOLANTINO. Erano i volantini che gli operatori delle macchine a gettone lasciavano al gestore della sala giochi per pubblicizzare i nuovi giochi in arrivo, ed è pazzesco pensare quanto, proprio questi volantini, siano uno dei migliori modi di ricordare chi eravamo...

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Sala Giochi anni ’80 : Dentro al tunnel del tempo

In un attimo sei tornato indietro di trent’anni, di colpo è il 1983. È inverno, fa freddo e piove. Lo spettacolo pomeridiano è finito e quando esci dal cinema ti accoglie una domenica buia, figlia dell’ora solare e di un cielo plumbeo. Non hai l’ombrello. Diamine! Nessun ragazzino della tua età si porta mai dietro un ombrello. Ingombra. Dà solo fastidio e poi gli altri ti tartufano i maroni dandoti del frocetto. Le gambe trottano svelte mentre cerchi di evitare le pozzanghere, zigzagando tra la moltitudine dei passanti infagotatti dentro a scuri giubbotti imbottitti, anonimi come gatti nei cassonetti.

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Pane, amore e fantasia: Quando le Atari box art erano opere d’arte

Alla fine degli anni ’70, il concetto di videogioco casalingo giocabile sul televisore di casa era ancora allo stadio pupale. I produttori di videogiochi non potevano puntare su accattivanti screenshot come adesso, tantomeno potevano mostrare dei trailer, altrimenti tutto il mondo, e in particolari i loro clienti ragazzini, si sarebbero accorti che quell’accozzaglia di pixel squadrati aveva l’assurda pretesa di essere lo stesso gioco in cui infilavano tonnellate di monetine in sala giochi. A quel tempo, i produttori di giochi casalinghi avevano poco da stare allegri. Compressi tra le enormi limitazioni dell’hardware a disposizione e i continui progressi delle macchine...

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Le pubblicita’ videoludiche nei fumetti MARVEL e DC nel 1984

Era l’anno domini 1984 quando i disinfestatori dell’etereo scorrazzavano allegramente nella City incrociando i flussi e radendo al suolo tipo…TUTTO! Sempre quell’anno, uscivano sul mercato americano fumetti “Tie-in” come QUESTPROBE e ATARI FORCE, prettamente dedicati ai giovinastri brufolosi che si compravamo periodicamente il fumettazzo Marvel e DC, ma anche che si bruciavano le sinapsi videogiocando in casa. Dentro a quegli albi ci trovavano la pubblicità del videogioco di “Ghostbusters”, del divino David Crane, che quell’anno, per la cronaca, spaccò culi a go-go e vendette tanto quanto uno zillione di porchettari sul viale alberato di sabato sera. L’Activision, con questa epica...

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Robe che dovrebbero conoscere tutti: Atari, il videogioco di E.T. e lo scavo commemorativo

Trent’anni fa c’era un’altra religiosità, c’erano i videogiochi. Divennero talmente popolari, talmente iconici che la gente non ci capiva più niente. Erano indubbiamente altri tempi, di pionieristica scoperta, ma anche anni di estrema creatività, limitata soltanto dalle scarse capacità hardware. Succedeva spesso che i videogiochi fossero prodotti da un unico programmatore che nello spazio di pochi kilobytes riusciva a spremere al massimo tutte le potenzialità della macchina facendo divertire schiere di giocatori per mesi, oppure, che grandi compagnie investissero capitali enormi per immettere sul mercato giochi bruttissimi e assolutamente ingiocabili. Il fatto era che la gente credeva a tutto, ABBOCCAVA...

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Il Saturday Supercade: i cartoni animati sciatti ispirati ai videogiochi degli anni 80

Allora, chiariamoci. Le trasposizioni cinematografiche dei videogiochi sono per lo più TERRIBILI. Esistono in quanto sono un modo (per uno studio cinematografico) di avere un minimo di pubblico garantito costituito dai fan del videogioco stesso, e consentire a un regista alle prime armi di farsi le ossa (spesso rotte). Il più delle volte si alienano la fan base omettendo nella trama tutti quegli aspetti che i giocatori amano, e aggiungendo robe che danneggiano la reputazione del franchise tipo, chessò, un SUPER MARIO BROS. a caso, toh! Potevano i cartoni animati basati sui videogiochi essere anche peggio? Immaginate cosa poteva succedere...

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La nuova Atari con le pezze al culo: Come sta andando l’asta fallimentare (male)

Io sono un’atariano d.o.c. e certe cose mi si stringe il cuore a scriverle. Lo so che non dovrei farmene un cruccio. Voglio dire. Atari è come Berlusconi. È stata data per morta ennemila volte e ne è risorta altrettante nel corso della sua travagliata esistenza. Dov’è la novità? E tutte le volte l’abbiamo accolta di nuovo tra noi a braccia aperte, senza farci tante domande, anzi, dicendoci: «Meno male che Atari c’è!». Ma adesso siamo in quel momento di sospensione tra il trapasso e la resurrezione. La fenice Atari si trova nel limbo oscuro dove non si vede una mazza a...