Centipede: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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Centipede è stato uno di quei videogiochi che non potevi non giocare quando entravi in una sala giochi dei primi anni ’80. Disposti alle pareti ce n’era a file di minimo 3 cabinati tanto era popolare all’epoca, ma nella sala giochi del mio paese mi ricordo che arrivai a contarne anche 5. Belli orgogliosi e piazzati uno accanto all’altro come soldatini.
Uno dei motivi del suo successo furono i controlli semplici (una trackball e un pulsante) e la velocità frenetica del gameplay che diventava man mano sempre più allucinante, quasi quanto i colori di quei funghetti che si moltiplicavano sullo schermo.
Personalmente, da schiavo del Topexan, ero abbastanza scarsino a Centipede, e viste le mie competenze preferivo fare più da spettatore/gufo/rompiballe. Tuttavia, ho riscoperto questo gioco in vecchiaia, quando finalmente sono entrato in possesso di una vera trackball e l’ho potuto torchiare ben bene sul mio 800XL. Fidatevi corridori, con quella dannata pallina giocarci è tutta un’altra storia. Calatevi il funghetto e inserite la monetina. START!

LA STORIA CHE SEMBRAVA ESSERCI DIETRO

C’era una volta una colonia di elfi buoni che vivevano una vita felice nel bosco incantato, e seguivano una dieta rigorosamente basata sui funghi. Tutto procedeva alla grande finché un lungo centopiedi, dei ragni, degli scorpioni e delle pulci, infestarono il loro bosco avvelenando i funghi. Un elfo (il giocatore), in possesso di una bacchetta magica LASER, ha il compito di debellare l’invasione dei parassiti tramutandoli in funghi, così la catena alimentare si potrà chiudere e vai di menù al fungo per le prossime generazioni di elfi che faranno la cacca a spruzzo forever and ever.
Comunque, il lavoro dell’elfo è quello di sterminare i vili insettacci dal fungo-giardino della colonia. That’s all.

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E già indovinare che questa specie di astronavina qui fosse un elfo richiedeva un notevole sforzo

Per i più avvezzi però, alla fine Centipede arcade non era niente di trascendentale. Era una tipica variante di Space Invaders, di quelle che se ne trovavano a badilate nei primi anni ’80, dove c’erano i nemici che calavano dall’alto, e tu giocatore dovevi respingerli dal basso facendoli fuori tutti.
Il gioco non ti spiegava niente, non raccontava storielline. Ti dovevi soltanto appiccicare ai comandi e far fuori tutto ciò che calava dall’alto. Cos’altro era necessario sapere? Pilotavi una navicella spaziale a forma di punta di freccia (o un elfo? Boh?) e tramutavi gli insetti in funghi. Fottesega del resto!
Poi però venne fuori la versione del gioco per console, e Atari pensò di allegare un fumetto (scaricabile qui) al gioco per dargli una certa profondità, e le cose si dimostrarono più complicate di quello che sembravano.

LA STORIA CHE PRETESERO ESSERCI DIETRO

In realtà l’astronave fatta a punta di freccia è un elfo di nome Oliver, e tutti quegli insettacci che devi colpire sono tuoi amiconi…

…solo che a un certo punto arriva un crudele mago che proprio gli elfi non li può vedere perché…Così. Solo perché sono elfi! E tramuta tutti gli abitanti del villaggio in funghi VELENOSI.

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Nell’attuare la pulizia etnica, al mago sfuggi proprio tu, caro il mio Oliver/giocatore che, anzi, per una di quelle coincidenze MACCOSA clamorose, riesci ad entrare in possesso della bacchetta magica del cattivone.

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Comignoli: intralcio fatale per la circolazione aerea

A quel punto, senza più la bacchetta magica, il mago s’incazza di brutto e con un’inpennata del MACCOSOMETRO trova tutti i tuoi amici insetti e li ipnotizza, inviandoteli contro per recuperare quello che era suo (ma se ti ipnotizzava direttamente, non faceva prima?).

Ora, dato che tu non sei un mostro e quelli che vogliono farti la pelle sono tuoi amici, usi la bacchetta magica non per ucciderli ma bensì per trasformali in funghi. Sai? Funghi velenosi! Come quelli che nel gioco arcade devi distruggere prima che il centopiedi ti raggiunga nella parte bassa dello schermo.

Quindi, se ci pensi bene, il gameplay del gioco arcade si basa sullo sterminare e annientare i tuoi amici ipnotizzati che vengono a cercarti come fossero zombie. La domanda è: tutto questo era veramente necessario? Non andava più che bene prima? Quando il giocatore non aveva alcuna idea di quello che faceva e doveva solo sparare freneticamente, schivare e collezionare più nemici morti possibile?
Sì, va bene. Alla fine del fumetto il bene vince, il cattivone è battuto e tutti vissero felici e contenti.

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Finalone Rating G

Ma nel gioco arcade di questa cosa non v’è traccia. Non c’è alcuna scena finale a risistemare la storia. C’è solo un ciclo infinito di morte e sterminio che voi attuate falciando a colpi di laser degli insetti che dovrebbero essere i vostri amici, con la prospettiva di mangiarveli dopo.
Quindi, in un certo senso, Centipede è stato il primo gioco survival horror della storia dei videogiochi.

MA PARLIAMO UN PO' DEL GIOCO


1) Centipede occupa un posto speciale nella storia dei videogiochi perché fu il primo gioco arcade ad essere progettato da una donna: Dona Bailey. O così almeno Atari cercò di pubblicizzarlo in tutti i modi, forse per un intelligente manovra di marketing.
Se si dovesse essere precisi, il gioco fu in realtà una collaborazione di più persone TRA CUI Dona Bailey. Si dice che la Bailey inventò il game concept, mentre Ed Logg fece la maggior parte della programmazione. Però, come dicevo prima, Atari perpetrò un’efficace manovra di marketing (e loro erano veramente bravi in queste cose) per far presa sul pubblico femminile. La cosa funzionò alla grande perchè alla fine, in USA, Centipede fu il primo gioco ad essere più popolare tra le donne che tra agli uomini. Tutto questo facendo leva sul profondo desiderio che hanno le donne di uccidere gli insetti.

Amore, in bagno ho visto uno scarafaggio

Amore, in bagno ho visto uno scarafaggio

2) La versione di Centipede per Atari 2600 inizia con una delle schermate introduttive più visivamente accattivanti della storia di questa console, il problema è che dopo viene il gioco vero che, pur avendo un gameplay abbastanza fedele al coin-op, ha una grafica a blocchi.
La prima cosa per cui il giocatore si rammarica è che i funghi, contrariamente alla stuzzicante schermata all’inizio, sono ridotti a piccoli parallelepipedi orizzontali. Questo ovviamente è dovuto alle limitazioni grafiche del 2600. Così come anche l’elfo del giocatore è rappresentato da un parallelepipedo verticale, e il ragno è un piccolo scarabocchio fluttuante, il centopiedi è una serie di frecce e le pulci sono…bah.
Ma che ne è stato della bella schermata iniziale?

Sopra: Fuffa

Fuffa

3) Centipede ha avuto dei sequel. Due anni dopo la sua uscita venne rilasciato Millipede. Era abbastanza fedele alle logiche del suo predecessore, sia nel gameplay che nei comandi, e introduceva alcune novità non molto rilevanti. Nonostante sia un buon gioco, non riuscì a bissare il grande successo del capostipite.

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Millipede

Nel 1992, Atari Games sviluppò un prototipo di un gioco arcade chiamato “Arcade Classics” in occasione del suo 20° anniversario. Includeva una versione riveduta e corretta di “Missile Command” e “Super Centipede”. Quest’ultimo era un Centipede aggiornato che aveva la modalità di gioco co-op per 2 giocatori.

Nel 1998, Atari Interactive, al tempo proprietà di Hasbro, rilasciò una nuova versione del gioco per PC, PlayStation e Dreamcast. Questa nuova veste sembrava molto diversa dal gioco originale, sia nell’aspetto che nei suoni. Si poteva circolare liberamente all’interno dell’area di gioco, la grafica era 3D, e si potevano giocare campagne in single-player o multiplayer. C’era anche la possibilità di giocare alla versione originale di Centipede con la grafica leggermente aggiornata. Preso in toto però, credo che questo nuovo gioco sia una tamarrata galattica.

Nel 2011, Atari SA rilasciò per Nintento Wii e 3DS, un gioco sviluppato da terzi denominato “Centipede: Infestation”. Questo è l’ultimo sequel ufficiale conosciuto primo dell’arrivo delle versioni on-line giocabili direttamente sul sito di Atari.com.

4) Durante il torneo “TwinGalaxies”, l’americano Donald Hayes segnò il record mondiale a Centipede arcade con 7.111.111 punti. Era la domenica del 5 novembre 2000.

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Durante una maratona di videogame invece, Jim Schneider segnò il nuovo record mondiale fissandolo a 16.389.547 punti. Però dice non vale perché, appunto, era una maratona(?). In ogni caso era l’ 11 giugno 2004.

5) Nel 1983, la Milton Bradley (MB) rilasciò un gioco da tavolo basato sul videogioco. Il gioco contrapponeva due giocatori uno contro l’altro, in una gara per essere il primo a raggiungere la casa-base dell’avversario con il proprio centopiedi. Ogni giocatore poteva utilizzare un blaster, così come uno scorpione o un ragno, per rallentare l’avanzata dell’avversario.
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6) Anche la Hot Wheels commercializzò una serie di modellini micro-car (serie COOL-ONE) dedicati ai vecchi videogiochi Atari. Non poteva mancare Centipede.

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7) Nel 2013, IGT ha prodotto una “Centipede Arcade Slots Machine” ispirata al classico Atari e dotata di un minigame bonus giocabile molto simile al gioco arcade originale.

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8) Il cabinato originale di Centipede venne rilasciato nel giugno 1981. Veniva venduto al prezzo di 1.995 petroldollari agli operatori che ne facevano richiesta. Ne vennero prodotte ben 46.062 unità, ed è il secondo gioco coin-op bestseller di Atari.

Il primo è questo

Il primo è questo

9) Le side artwork di Centipede sono incentrate su un insetto che ha solo 6 zampe e una coda lunghissima, più simile a una cavalletta che a un centopiedi. Nel gameplay però non sono presenti cavallette. In modalità di prova è possibile scorrere i diversi oggetti grafici utilizzati nel gioco (il giocatore, il fungo, il ragno, lo scorpione, la pulce e…UNA CAVALLETTA?!). Sì, il gioco doveva originariamente includere anche quel personaggio, ma alla fine venne scartato. Solo nella modalità di prova è possibile vederlo.

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10) Centipede ispirò anche una canzone di successo del duo tamarrissimo paladino di questo blog, “Buckner e Garcia”, intitolata “Ode To A Centipede”. Era inclusa nell’album “Pac-Man Fever”.

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