Cento di questi giorni. Ma anche nessuno va bene lo stesso.

Cento di questi giorni

Cento di questi giorni

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, molto prima di sposarmi e diventare un padre moderno sull’orlo della crisi di nervi, ho scritto il mio primo libro.
Il famigerato Cento di questi giorni che forse qualcuno ricorderà ancora come mia opera prima quando ero  in fissa con quella strana storia dello scrittore emergente.
Non è un libro sofisticato come i “Paralipomeni della Batracomiomachia” di Leopardi e non ha una tramona come l’ultimo di Dan Brown, ma è ironico e divertente. Sicuramente un’ottima lettura per scaricarsi e svagarsi facendosi quattro risate (me lo ha detto a mio cuggino).
Allo stesso tempo, credo che dei miei tre lavori come scrittore questo sia il più istintivo nel senso classico del termine, e se dovessi scegliere un solo libro per presentarmi a qualcuno che non mi conosce, per trasmettere il più possibile l’essenza del mio essere, probabilmente sceglierei questo.
È che a quel tempo avevo ‘sta fissa di scrivere tutto quello che mi passava per la mente e siccome di robe me ne passavano parecchie, mi ero quasi illuso di poter fare seriamente lo scrittore.
Era il 2007, sette anni fa. Ero Ggiovane e ingenuo. Soprattutto ero IGNORANTE come una capra, nel senso che ignoravo come funzionassero realmente le cose nel mondo dell’editoria. Che ci fossero così tante caricature del gatto e la volpe a capo di case editrici e che alla fine i libri li leggessero in pochi.
Insomma, a lungo andare mi sono un po’ stancato di ballare con quelli del Bolshoi nel mezzo di un campo minato e con l’ultimo libro, Eravamo soltanto amici, ho messo la parola “fine” alla mia claudicante carriera di romanziere.
Ma il destino è beffardo, come dicono gli scrittori fighi quando li inquadrano a “Masterpiece”, e ti porta a fare dei giri larghi larghi che 7 anni fa neanche te li immaginavi, poi finisce che ti ritrovi in culo al mondo e non sai neanche come ci sei arrivato, come diciamo noi scrittori altolocati.

E quindi dopo averci guadagnato abbastanza da portare almeno una volta moglie e figlia al ristorante di Wang, ho deciso di rendere Cento di questi giorni disponibile allo scarico gratuito. Come ho già fatto per l’ebook della traduzione di “ZAP! The rise and fall of Atari“, vi basterà scrivermi un messaggio o un commento a questo post, e io vi invierò lo zip che include le versioni PDF e epub.
Ah, Se il libricino vi piace potete parlarne un gran bene in giro per il net, sulla pagina di GOODREADS o quella di ANOBII, che a me fa tanto piacere. E se invece non vi piace: Voi non avete mai letto questo libro. Simone Guidi chi?? Mai visto ne conosciuto ‘sto tizio.

Di che parla?
Marco Caniparoli è un giovane alla soglia dei trent’anni. Ha un buon lavoro che gli permette di condurre un tenore di vita agiato e la sua unica preoccupazione è quella di ricordarsi cosa ha combinato la notte precedente al suo risveglio. In un caldo giorno d’agosto viene invitato a partecipare a un matrimonio anglo-italiano di una vecchia amica. Si ritroverà coinvolto in situazioni  grottesche e divertenti, che gli faranno vivere una giornata lontanissima dal classico protocollo. Insieme a Marco partecipano altri personaggi minori; un rasta nichilista, uno spacciatore sovrappeso con gentile consorte psicolabile, una coppia di perfetti innamorati e due sposi completamente irresponsabili. La giornata volgerà al termine portando con sé radicali cambiamenti nella vita di ognuno e svelando insospettabili drammi personali. Il tutto durante un matrimonio che fondamentalmente non interessa a nessuno.

Ma quanto è lungo? Io mi stufo subito!
È un ebook di 203 pagine organizzato in tanti mini-capitoli a mo’ di  resoconto cronologico di quelle fatidiche 24 ore. Lo puoi leggere facilmente proprio perchè mancano i capitoloni-pippa che ti frangono i maroni.

Si, va bè. Ma che lo leggo a fare? In fondo non sei nessuno.
Quando prenderò il potere, tu sarai uno di quelli che provvederò a rinchiudere in una cella buia e piena di muffa.

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14 risposte a Cento di questi giorni. Ma anche nessuno va bene lo stesso.

  1. Ciao,

    sono capitato per caso sul tuo blog mentre cercavo roba a riguardo de “Gli allegri pirati dell’isola del tesoro”, il quale insieme al “Gatto con gli stivali” e “Il castello di Cagliostro” considero probabilmente i veri capolavori di Miyazaki.
    OK divago, comunque sono rimasto colpito dal tuo blog, lo stile, gli articoli e ciò su cui vertono, insomma, oltre all’età, abbiamo parecchie cose in comune, per cui se vorrai spedirmi il tue ebook, visto che sono un lettore onnivoro, lo leggerò con piacere, grazie (e non è escluso che cerchi di comprare la tua ultima fatica).

    In gamba,
    Vittorio

    PS: a proposito chi è la bionda delle clip animate di “Tu non pensarci” qui a lato, la memoria non mi accompagna più e mi sto lambiccando 😉

    • Simone Guidi scrive:

      Ciao Vittorio, grazie per le belle parole. La tipa che vedi qui accanto è Alicia Silverstone e fece furore nelle fantasie bagnate dei maschietti verso la fine degli anni ’90. Se ti ricordi partecipò anche quel tristo-film che fu “Batman & Robin”, dove c’era Batman coi capezzoli. Ma penso che se tu sei uno della vecchinos generation come me, te la ricordi meglio nel video degli aerosmith insieme alla strappona di Liv Tyler. Tiè, te lo posto perchè è uno spettacolo. Prima o poi le dedicherò un post sul blog.
      Intanto ti spedisco il libro e poi dimmi se ti ha perlomeno divertito. Se non ti diverte fai finta che l’email non sia mai arrivata 😉
      Danke

  2. Silvio Donà scrive:

    Ciao Simò. Solo ora ho letto che chi non ti chiede una copia di “Cento di questi giorni” verrà rinchiuso in una cella piena di muffa. Siccome io sono allergico alla muffa, mi mandi il romanzo? In che formato? Boh! Io c’ho il Kindle, che non legge epub e legge male i PDF, per cui, in entrambi i casi, dovrò fare la conversione in formato “mobi” tramite il buon, vecchio, Calibre. Difficile che io riesca a leggerlo a breve, visto che sono “costretto” in questo periodo a leggere, votare e commentare i romanzi della fase finale di “Io Scrittore 2014”, ma quando mi libero da questa incombenza mi farebbe piacere farmi un giro tra le righe che ti son colate dalla penna 😉 Aloha!

  3. Silvio Donà scrive:

    Posso lasciare una recensione? Come fanno quelli “seri”? 🙂

    Se amate solo le rarefatte atmosfere di Banana Yoscimoto o le eleganti evoluzioni lessicali di Baricco, i romanzi di Simone Guidi potrebbero non fare per voi.
    Se invece quando leggete vi piace (almeno di tanto in tanto) sorridere e divertirvi e vi sta bene che il “messaggio” se ne stia buono nel fondo della storia, senza per forza venire a galla in ogni momento, allora i romanzi di Simone Guidi possono sicuramente fare per voi.
    A parte un amico in comune, ho conosciuto Simone attraverso il BOLG, che leggo volentieri, nonostante tratti spesso di argomenti nerdissimi che di per sé non sono esattamente al centro dei miei interessi; ma proprio il fatto che lo legga lo stesso testimonia che Simone scrive in modo divertente.
    Partendo dal “credito” che Simone ha guadagnato col BLOG, ho scaricato e ho letto “Cento di questi giorni”.
    Che non sia il capolavoro del secolo lo sa anche Simone, ma è stata una piacevole lettura.
    La forza del romanzo è nella disincantata ironia con cui vengono narrate le vicende e nella profonda umanità dei personaggi. I punti deboli sono nella trama un po’ debole (anche se, nel caso di specie, la trama è poco più che un pretesto) e in qualche “ingenuità” narrativa, che qui e lì emerge. Del resto questo è il primo romanzo di Simone, che risale a un po’ di tempo fa, per cui sono convinto che i romanzi più recenti abbiano fatto strada su questo versante.
    Le ingenuità di cui parlavo vengono fuori in particolare in qualche dialogo in cui i personaggi spiegano un po’ troppe cose (a favore del lettore) che in un dialogo “vero” non verrebbero evidenziate, e in qualche “gag” un po’ telefonata (ad es del vicino di casa anziano e sordo che travisa le parole di uno dei protagonisti).
    Però Simone ha la capacità di farci vedere gli episodi e le situazioni che descrive con pochi tratti ben delineati e i suoi personaggi appaiono reali, credibili. Che non è davvero cosa da poco. Potrebbero essere il tizio che beve il caffè di fianco a noi al bancone del bar o quello che ci siede di fronte in metropolitana ravanandosi gli zebedei.
    Insomma, io Simone ve lo consiglio e non solo perché è grande e grosso e fa un po’ paura.
    Quello, al massimo, mi spingerebbe a stare dalla sua parte se, durante un matrimonio, dovesse scatenarsi una rissa!

  4. Akira Fudo scrive:

    Allora……. stasera cercando notizie su Edika e Totem mi sono infranto su questi lidi divertendomi poi ( o poy , a piacere ) a frugare nel blog sono rimasto basito…non mi pare di conoscerti ma sono di ” Rioveggio ” andavo a Lucca Comics ( ero evidentemente un totemaniaco ) e se tu ne hai 40 io 39 , ecc ecc
    Qualcosa non quadra non essendo Rioveggio New York.
    Comunque , a parte questi dettagli…..se mi mandi leggo e apprezzo ( di sicuro il gesto , il contenuto dirotti in seguito )
    Scrivi evidentemente bene sul blog.
    Saluti
    Gian Nicola

    • Simone Guidi scrive:

      Ti ringrazio Gian, vedrai mi conosci, almeno di vista ma mi conosci. C’è stato un periodo della mia vita in cui ero una forte erogatore nonché fautore di grandissime stronzate, e questo mi fece guadagnare una certa “popolarità” di cui TUTTORA mi vergogno. Io di anni ne ho 42, siamo quasi/abbastanza vicini, la passeggiata e la darsena erano i luoghi dove GALLEGGIAVAMO tutti 🙂
      AL momento sono senza internet fino a lunedì’ perché l’antennone wi-fi della regione toscana mi ha a schifo. Lunedi’ ti spedisco il libretto. Ciao-ciao

  5. Akira Fudo scrive:

    Mail ricevuta grazie …..ora chiedo in giro se ti conosco …..forse a mia insaputa

  6. xllc scrive:

    Il libro e’ molto bello per cui ho colto l’occasione e ne ho fatto la mia prima recensione su aNobii consultabile al link

    http://www.anobii.com/books/Cento_di_questi_giorni/9788895214146/01a7645236088ec431

    Ne consiglio vivamente la lettura a tutti per passare qualche ora piu’ che piacevole.
    Ciauz
    Vik

  7. Emiliano scrive:

    Simooooooo… mandame l’epub che “te devo legge dentro”

  8. Marco Frediani scrive:

    Lo voglio

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