C’era una volta Totem Comics: Il fantastico Gods’ Club di Marcel Gotlieb

Speciale Vacanze 1/8/94

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A casa mia, ieri sera, internet non funzionava. Certe volte accade anche questo a uno come me, che si attacca a quell’antennone Wi-Fi che la regione Toscana ha piazzato nella valle perchè sennò col piffero che Telecom ci portava la fibra e tutti quelli che poi la sfruttavano. Era quindi un momento di riflessione, di ricerca delle proprie radici. Ecco quindi che, per agevolare la conseguente seduta sul cesso che ne sarebbe derivata, mi son messo a scartabellare tra le mie vecchie cose, in quello scatolone con dentro i pochi fumetti rimasti. Superstiti da anni di traslochi e selezioni qualitative che uno si impone crescendo.
Mi sono ritrovato tra le mani 4 copie di Totem Comics. Quattro numeri che, da “Totemaniaco” quale ero, avevo deciso di conservare gelosamente. Era roba di quasi vent’anni fa, adesso Totem Comics è morto e sepolto, ma la domanda sorge spontanea: Perchè mai li avevo conservati? Chi se lo ricordava? Boh? A parte la considerazione automatica di quanto fesso ero a quel tempo e di quanto quel tempo sia fuggito via veloce, l’unico modo per svelare il mistero era leggerli. Cosa che ho fatto subito, visto l’impellenza fisiologica della situazione. Bene ragazzi, posso dirvi tranquillamente che Totem Comics, nonostante l’età, spacca ancora di brutto. Fa ancora schiantare dal ridere, e per dimostrarvelo ho scannerizzato una perla di Marcel Gotlieb, in arte GOTLIB, contenuta proprio in quel numero che ho letto ieri sera. Credo di aver capito perchè l’avevo conservato. Beccatevi il Gods’ Club.

Durante gli anni ottanta/novanta, il fumetto italiano ha vissuto un periodo molto vivace. Bonelli consolidava la sua leadership lanciando sul mercato la vera e propria bomba editoriale DYLAN DOG, che tutt’ora, a distanza di 27 anni dalla sua prima uscita, detiene la palma del secondo albo più venduto sul territorio nazionale dopo l’inossidabile TEX.
La Marvel invadeva il mercato slacciandosi dal Gruppo Editoriale Corno che fallì miseramente, e muovendosi in autonomia cercò di affermare la sua identità fino alla fondazione della Marvel Italia, nel 1994.
Riviste e Magazine fumettosi aprivano e chiudevano con una frequenza imbarazzante ma almeno significava che il mercato era vivo, vitale. Una di queste riviste era appunto TOTEM, che dopo varie morti e resurrezioni giunse agli anni novanta nella sua forma “TOTEM COMICS”. Un quindicinale che raccoglieva il meglio del fumetto alternativo, fondamentalmente francese, e si ispirava selvaggiamente a quel “Metal Hurlant” che dai nostri cugini Galli aveva spopolato negli anni ’70.
Per me “Totem Comics” era l’equivalente di “Novella 2000” nel mondo dei fumetti. Tette, culi, situazioni divertentissimamente inverosimili e autori che si potevano trovare solo lì.
Su TOTEM c’era Leo Ortolani(che al tempo non se lo filava nessuno), Manara, Crepax, Ivà, Vuillemin, Moebius, Aragonès, Edika(che era sempre in copertina) e appunto Gotlib. Quest’ultimo mi colpì particolarmente per il suo cinismo dissacrante ed è per questo che ne ho conservato diverse storie. Una delle più rappresentative, secondo me, è appunto quella che potete leggere qui sotto. L’idea di base è travolgente e vede le più famose divinità mondiali riunirsi periodicamente per fare bisboccia, tipo come fanno quelli del gruppo Bilderberg quando decidono le sorti del mondo, per dire. Un’idea che poi ho ritrovato anche in una storia nell’ultimo libro di Alessandro Apreda.

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