Rendersi responsabili dello sfregio di un’icona e crearne un’altra. Christmas Comes to PacLand: dallo speciale natalizio di pac-man a Super Mario Bros

specialeÈ Natale e tutti ci si vuole più bene, anche qui, su questo blog che chiunque abbia guardato anche solo per 20 secondi sa essere estremamente devoto ai videogiochi dell’alba, quelli belli hardcore delle sale giochi anni ’80.
Questo perché essendo stato bambino negli anni ’70, e adolescente nel decennio successivo, è stato per me inevitabile crescere “respirando” arcade, e lo feci con così tanta passione che anche adesso, se ci ripenso, riesco ad associare le varie estati di vacanza ad un particolare videogioco che era di moda in quel momento. L’estate del 1984, per dire, è stata quella di Dragon’s Lair, ma in generale ogni bella stagione faceva il paio con un cabinato diverso, poi però c’era un gioco che non passava mai ed era sempre presente in ogni sala giochi che volesse definirsi tale: Pac-Man.
Quindi, sì, ho trascorso la mia adolescenza in piena Pac-Mania, e se devo essere onesto continuo a considerarlo uno dei migliori giochi mai realizzati. Il che è ironico se si pensa che la serie a cartoni animati di Pac-Man è forse uno dei più grandi mucchi di sterco mai trasmesso in TV.
Per questo motivo, anche se pubblicherò questo articolo fuori tempo massimo e m’importasega, cercherò di esorcizzare il demone parlandovi del cartone animato di Pac-man e di Christmas Comes to PacLand, lo speciale di Natale.

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No, dai. Non è così male

Christmas Comes to PacLand è uno dei millemila speciali di Natale che gli americani amano guardare durante le feste. Laggiù, in quanto tali, le visioni di questi speciali sono ritenute IRRINUNCIABILI, al pari de “La vita è meravigliosa” di Frank Capra in TV durante la notte dell’avvento, e allo stesso modo di “Una poltrona per due” di Landis qui da noi su Italia 1.
In quanto produzione animata, Christmas Comes To PacLand si va ad inanellare nella catena di quei cartoni animati sciatti ispirati ai videogiochi arcade di qui vi ho già parlato long time ago sul blogghino, e dei quali conserviamo un ricordo, se non deleterio, sicuramente traumatizzante.

Se, quindi, studi di animazione come Ruby-Spears cavalcavano l’onda della moda arcade tramite contenitori dedicati come il Saturday Supercade, la concorrenza della Hanna & Barbera Studios non se ne stava certo con le mani in mano e anzi, quell’onda l’aveva proprio creata accaparrandosi per prima i diritti di un personaggione arcade come Pac-man di Namco, per stiparlo a sua volta nel proprio contenitore cartoonesco del sabato mattina.

Così, la molesta moda dei cartoni ispirati agli arcade iniziava ufficialmente nel settembre del 1982, quando “Pac-man: The Animated Series” andò in onda sulla rete americana ABC, e fu il primo cartone animato in assoluto ad ispirarsi ad un videogioco. Capirete, quindi, che la produzione di uno speciale di Natale fosse inevitabile, e sfortunatamente anche la sua riproposizione per i Natali futuri, visto che Cartoon Network America lo ritrasmette puntualmente tutti gli anni. E allora beccatevelo questo santo speciale, che poi ne riparliamo dopo.

 

Iniziamo lo speciale natalizio ammirando Babbo Natale che vola alto nel cielo sulla sua slitta trainata da renne, ma…Ferma tutto! Ci sono otto renne qui, come sarebbe a dire? A noi europei non ci cambia di una virgola, ma come fanno gli americani a tollerare un affronto del genere? Le renne devono essere nove. Otto renne schiave più Rudolph, il boss. Totale: NOVE.

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Qui qualcosa non va

Babbo Natale sta consultando il suo nuovo sistema informatico da slitta che lo aiuterà a sbrigare il lavoro a tempo di record. Considerando che, per il Natale del 1983, ricevetti in regalo un Atari 800XL che era una strenna tecnologica, mi domando che tipo di hardware sarebbe stato necessario a quei tempi per calcolare i percorsi GPS necessari a consegnare i regali a tutti i bambini del mondo nel giro di una sola notte, e quante slitte sarebbero state necessarie per trasportarlo.

GPS

GPS + Archivio mondiale

Giù, sulla terra, incontriamo finalmente Pac-Man con tutta la sua famiglia: Ms.Pac-man che scopriamo chiamarsi Pepper, Jr.Pac-man in versione lattante e rinominato Pac-Baby, il loro cane a forma di Super Tele, Chomp Chomp, e pure il gatto sferico. Cosa può fare un’allegra famigliola la notte della vigilia di Natale? Ovvio. Fare pupazzi di neve con le sembianze dei propri nemici giurati, ovvero, quei fantasmi che ogni giorno provano a ucciderli. La famiglia Pac-man è una famiglia un po’ strana.

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Sdrammatizziamo

Ma non perdiamo tempo a sottilizzare sulla trama di questo cartone che, idiota quanto vi pare, rimane pur sempre la trama di uno speciale natalizio a cartoni animati destinato ad un pubblico scarsamente brufoloso e abbondantemente moccioso.
Vi basti sapere che Babbo Natale verrà colato a picco dagli occhi dei 5 fantasmi appena masticati e scambiato da Pac-man per «uno strano alieno con la faccia barbuta e la tuta spaziale rossa», al che scatterà una gara di solidarietà tra la pac-gente per far tornare a volare il nostro UFO barbuto della Coca-cola. Quello che mi preme farvi notare, però, è il fatto che quando Pac-man mangia una pillola energetica i fantasmi diventino ROSA.

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E quando perde una vita a seguito del tocco dei fantasmi, invece di scomparire subisce lo stesso effetto di prendersi una bella sbornia di grappa.

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Il finale sarà inevitabilmente buonista, come giusto che sia per questo genere di produzioni, con Babbo Natale di nuovo in volo sulla sua slitta e tutti i personaggi della storia che ricevono in dono un regalo.

Ma se questo era lo speciale di Natale, due parole sulla serie televisiva vanno doverosamente spese.

Il successo iniziale del cartone convinse la rete rivale della ABC, la CBS, a rivolgersi allo studio Ruby-Spears per farsi produrre dei cartoni animati ispirati ai personaggi arcade più in voga del momento, e poter concorrere nella medesima fascia televisiva con il programma Saturday Supercade.
La cosa singolare di “Pac-man: The animated series” è che può essere considerato un tie-in dalla duplice valenza. Da un lato aveva immaginato dal nulla un mondo completamente autonomo dove ambientare le avventure del personaggio del videogioco. Un mondo sferoidale dove i protagonisti erano per lo più antropomorfi e inquadrati in una vera e propria società con regole e convenzioni.

Dall’altro, due anni dopo, influenzò la Namco stessa (tramite la Midway Games), facendogli produrre il videogioco Pac-Land direttamente ispirato al cartone animato, con lo stesso design dei personaggi, e la colonna sonora presa di peso da quella del cartone, quindi, in questo caso possiamo tranquillamente parlare di un videogioco che ha ispirato un cartone animato che ha ispirato un videogioco.

Ma “Pac-man: The animated series” non esaurì le sue influenze nel 1983, con l’ultima puntata della sua seconda serie, e neppure nel 1984 con la pubblicazione di Pac-Land. Nossignori. No-no.
Nel 1985, il signor Shigeru Miyamoto, pesante fan proprio di quel pac-gioco cartoonato, decise di implementare numerosi meccanismi e logiche che lo caratterizzavano nella sua nuova creazione per NES, quel giochino scrauso che non si filò nessuno denominato Super Mario Bros.

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Videogames of thrones

Super Mario Bros ha infatti molti elementi in comune con Pac-Land, a cominciare dallo scorrimento orizzontale e i numerosi bonus nascosti che il giocatore deve scovare per tentativi, fino alla possibilità di raccogliere qualcosa, durante il percorso, che possa conferire al protagonista dei temporanei super poteri, senza contare, poi, la capacità del personaggio di procedere a due velocità, e il bonus di fine livello dipendente dall’accuratezza di un salto.
Chiudendo idealmente il cerchio, potremmo dire che il videogioco di Pac-man ha ispirato un cartone animato che ha ispirato un videogioco che ha ispirato Super Mario Bros. Applicando la proprietà transitiva: Pac-man ha ispirato Super Mario Bros. e Miyamoto senza Iwatani non avrebbe segnato così a fondo la storia dei videogames.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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3 Responses

  1. Sam ha detto:

    Visto , e registrato anni fa su Boing, forse perché volevano lanciare la moda di farlo ogni Natale anche da noi.
    Inutile dire che non ha funzionato .

    • Simone Guidi ha detto:

      Son cose carine da vedere, soprattutto a Natale fanno molta allegria, ma da lì a trasformarle in tradizioni che si rinnovano automaticamente ogni anno, è dura. Qui da noi solo “Una Poltrona per due” ha fatto tanto, e mi pare che sia un caso unico nel suo genere. 🙂

      • Sam ha detto:

        Mah , una volta le facevano stè cose, ricordo quando Bim Bum Bam e Ciao Ciao cambiavano le programmazioni abituali nel periodo natalizio facendo vedere cartoni ( special , film o serie ) spesso a tema natalizio.
        Ricordi lo “Speciale di Natale dei Masters” o la serie tv “alla scoperta di Babbo Natale “?
        O i film animati ispirati ai classici della letteratura ( tra cui l’immancabile “Canto di Natale ” di Dickens ?)
        Altri tempi, signora mia, perduti come lacrime nella pioggia.

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