Troppi videogiochi in un cartone solo : i riferimenti ai vecchi videogiochi nei cartoni animati moderni. [CLARENCE]

clarence_AtariOk, hai più di 40 anni e ti piacciono i cartoni animati, hai bisogno di aiuto? Forse sì, ma se la dobbiamo mettere su questo piano, fossi in te, ne approfitterei e mi giocherei l’aiuto da casa per risolvere anche altri problemi che questa vita agra e ingiusta ti para davanti ogni singolo giorno.
Il fatto è che tua moglie ha un lavoro ingrato che la tiene fuori di casa dalle 10 alle 12 ore al giorno, e tu, solo tu, in famiglia sei il punto di riferimento. Talmente di riferimento che finisci per diventare il migliore amico, il più grande compagno di giochi, il più strenuo difensore di tua figlia.
Non tutti gli uomini sono uguali (meno male) ma ti sembra che i padri si dividano in due macro-categorie:

Nella prima ci sono quelli che ricoprono il loro ruolo con fatica, che vivono il contatto con i propri figli sempre in affanno, in attesa dell’occasione buona per svignarsela o mollare il fardello a qualcuno che riesca a dare un senso a quella strana bestiolina che hanno generato. Sono legati ai loro figli, certo, ma è una relazione con la quale non riescono mai ad entrare pienamente in sintonia, troppo distante da loro in tutti i sensi possibili.

Nella seconda ci sono quelli che nonostante tutto riescono a trovarsi a loro agio con i bambini, che cercano di capire, di parlare con loro, spesso e volentieri TROPPO. Standoci insieme si abbassano al loro livello diventando parte attiva di un mondo ludico e con un certo orgoglio si rendono conto di aver stabilito un rapporto di mutuo scambio, dove il genitore riacquista un po’ della sua innocenza perduta, e il figlio ne guadagna in arguzia e schemi di comportamento molto più maturi rispetto alla sua età.

Tu non sai esattamente dove collocarti, probabilmente stai nella seconda categoria dato che con tua figlia ti spari la programmazione di Cartoon Network a giornate intere, e riesci ad accorgerti di quanti videogiochi ci siano nei cartoni animati moderni. Oggi tocca a CLARENCE.

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Sicuro di avervi deliziato con i TEEN TITANS GO! e certo che voi corridori non stiate aspettandovi nient’altro dal sottoscritto che non riminiscenze infantili, oggi dedico l’articolo retrogiocoso del blogghino ad un’altra creatura di Cartoon Network: CLARENCE.
Dice: chi è Clarence?
Niente, è un bambino grassoccio e sdentato di 9 anni che vive delle avventure molto divertenti in compagnia dei suoi 2 amici, Jeff e Sumo. Essendo un prodotto di Cartoon Network la pregevolezza del tratto e la cura delle animazioni NON sono esattamente il suo punto di forza, ma c’è qualcosa che mi piace molto del suo protagonista: è buono. È buono in una maniera comicamente idiota.
Mi spiego meglio. Clarence è un bambino che inanella cazzate senza soluzione di continuità, ma nonostante sia goffo e smanierato come pochi, riesce sempre a farsi voler bene e prevalere (involontariamente) su chi gli vuole male.
Ecco. Adesso che siete a conoscenza degli alti contenuti di questa serie a cartoni, passiamo ad analizzare l’episodio incriminato, il numero 42 della prima serie intitolato “Chalmers Santiago”.

cartuccia

L’episodio inizia facendoci trovare Clarence svaccato sul divano durante un pigro pomeriggio domenicale. Il nostro eroe si annoia, non sa che fare e sta guardando la TV con svogliatezza. Appare la mamma che, vedendolo lì a marcire, gli impone di fare ordine fra gli oggetti contenuti in una vecchia scatola nello sgabuzzino. La figura materna intenderebbe fare quello che tutte le madri del pianeta Terra amano perpetrare nei confronti dei loro figli: buttare via le loro cose non appena se ne presenta l’opportunità.

Clarence si mette a frugare ed estrae dalla scatola un oggetto misterioso (per lui).

scoperta

Cosa sarà mai?

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Il Playthang!

Guardandolo meglio, al videogiocatore vintage non sarà sfuggita la somiglianza con la console modello VCS/2600 di casa Atari.

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History

Clarence ne rimane immediatamente rapito e si dà da fare per collegarla al suo televisore CRT.

sistemazioneMa tutto ciò, ovviamente, non basta per poter giocare. Ecco quindi che accende il Playthang rimanendo frastornato dal rumore bianco.

ON

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Dopo un iniziale sconcerto, scorge qualcosa per terra.

cartuccia

Una cartuccia

Anche in questo caso, i videogiocatori scafati hanno già intuito su quale gioco si andrà a parare grazie alle somiglianze degli Artworks.

E adesso tutti a casa

Seguono goffi tentativi di inserimento cartuccia purtroppo manchevoli delle bestemmie di rito.

inserimento

Tonk! Tonk! Tonk! TLACK!

Quello che si trova davanti agli occhi in questo momento è la schermata di presentazione de “La cuspide del drago”, che lì per lì potrebbe far pensare a un qualsiasi arcade Capcom della seconda metà degli anni ottanta, ma appena il gioco inizia tutti i dubbi degli spettatori vengono dissipati osservando questo:

adventure2  Siamo di fronte da un evidente omaggio ad “Adventure”, uno dei primi campioni di vendite Atari nonché primo videogioco contenete un Easter Egg.

Ovviamente il gioco cattura immediatamente tutta la sua attenzione e comincia una sfida infinita che coinvolge anche altri elementi della famiglia.

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Sosia villosi di Homer Simpson

Fino a qui tutto bene, è bello godersi queste digressioni retrogiocose mentre si osserva un cartone animato del 2015, ma la trama deve andare avanti ed ecco che il nostro Clarence deve consegnare una lettera al suo vicino di casa, un certo Chalmers Santiago.

Clarence si arma di tanta cortesia e attraversa la strada per consegnarla.

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Frogger

Qui i rimandi sono multipli, tant’è che il sonoro ammicca chiaramente a FROGGER, giochino evergreen di Konami rilasciato nel lontano 1981.

Ma quando spunta un garzone delle consegne in bicicletta che per evitare Clarence si smarmella contro dei bidoni dell’immondizia il campanellino con sopra scritto Atari comincia a trillare e il nome PAPERBOY sale alla ribalta.

paperboy

Viene fuori che il misterioso Chalmers Santiago non è altro che Belson, il bambino antagonista di Clarence. Si è nascosto nella casa sfitta per poter giocare ai videogiochi in santa pace senza essere interrotto dalla madre.

N64

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Un chiaro omaggio a Space Jam

Dopo varie vicissitudini, il cartone si chiude con tutti i protagonisti in contemplazione di Belson che sta per terminare “La Cuspide del Drago”. E niente, è bello che in un’epoca come la nostra, in cui ai bambini sono offerti infiniti svaghi e tecnologici mezzi per giocare, una serie animata scelga di omaggiare i videogiochi di 30 anni fa proponendo un soggetto in cui un bambino sceglie di divertirsi in modo sano con solo a sua disposizione buoni amici e tanta fantasia.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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