Come Batman a Gardaland: THE PHANTOM – Il Ritorno Dell’Uomo Mascherato

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

The Phantom

Per come la vedo io, il genere supereroistico ha buone possibilità di sopravvivere in eterno ma solo a patto che i cineasti scelgano i supereroi giusti su cui concentrarsi.
Ci sono migliaia di supereroi fuori dal comune che aspettano solo di essere filmati, ognuno dei quali fornisce potenziali soluzioni a varie problematiche che potrebbero manifestarsi in ogni franchise di supereroi. Fortunatamente le loro soluzioni sono tutte diverse dal mio personale metodo brevettato: “gridare fortissimo che c’è un problema finché non scompare da solo o vengono ad arrestarti”.
The Phantom, (L’Uomo Mascherato qui in Italia) per esempio, risolve il problema dell’immortalità del supereroe dato che ormai nessuno crede più, anche solo per un secondo, alla morte di un qualsiasi personaggio di un franchising superoistico di successo.
The Phantom non solo muore ma è in gran parte definito dal fatto che alla fine lo farà.
Il leggendario combattente per la giustizia di Lee Falk, il cui trisavolo si incazzò coi pirati che avevano attaccato la sua nave al largo di un paese africano immaginario, aveva prestato giuramento che ogni figlio maggiore della sua famiglia sarebbe stato votato alla causa della giustizia indossando una calzamaglia viola, ed era già morto almeno 20 volte.
Ogni singola volta che schiattava, c’era un figlio maggiore pronto a riprende il ruolo da dove papà aveva fatto il check-out (aiutando la diffusione della leggenda sull’immortalità dell’eroe ).
In pratica, ci sono 21 Phantom diversi sparsi nell’arco di quattro o cinque secoli da poter sfruttare, il che significa che la produzione hollywoodiana può permettersi anche di ucciderne due per film e avere ancora una serie decennale di potenziali blockbuster da fare, tutti con lo stesso Phantom ma ambientati in epoche diverse.
Si potrebbe bloccare in quel ruolo un attore dal volto nuovo con un contratto pagato pochissimo, e poi fargli interpretare un sacco di film a un costo minimo in cui impersona più versioni dello stesso personaggio.
Se invece si preferisce scritturare un attore di punta e quello poi abbandona il franchise, la soluzione è ancora più semplice: si dà la parte a un altro e si racconta al pubblico che l’aspetto è cambiato per via del salto generazionale.
Insomma, L’uomo Mascherato sarebbe la soluzione ad ogni problema produttivo dei cinecomics.

The Phantom

Fumettisticamente parlando, prima di Superman, prima di Batman, prima di Spider Man… c’era già The Phantom.
Ribattezzato L’Uomo Mascherato in Italia, è stato uno dei primi eroi mascherati dei fumetti a conquistare il mondo combattendo i cattivi e indossando un costumino viola che lo copriva dalla testa ai piedi.
Eppure, nonostante sia stato creato nel 1936, The Phantom al cinema ha dovuto aspettare il grande successo di Batman e Superman prima di poter debuttare nel 1996.
Il film di The Phantom è un po’ strano. Non è un film che mi è particolarmente piaciuto, ma è un film in cui trovo molta buona volontà.
Terzo della trilogia dimenticata degli eroi d’azione incompresi, esattamente come Le Avventure Di Rocketeer è un film ambientato nel 1938, e racconta la storia di The Phantom, una calzamaglia viola tramandata a Kit Walker (Billy Zane) da suo padre che gli appare durante il film sotto forma di fantasma che gli dà le dritte in stile Obi-Wan Kenobi.
In questa avventura, L’Uomo Mascherato deve impedire al malvagio magnate di New York, Drax, e all’intera fratellanza Sengh, di riunire i tre teschi di Touganda, che offrirebbero ai cattivi un grande potere magico illimitato.

The Phantom

Supereroe diviso: una mano sull’aereo e l’altra sul culo di lei

Sebbene un film dedicato a The Phantom abbia dovuto attendere così tanto per essere realizzato, le voci su un suo probabile adattamento cinematografico in grande stile iniziano a circolare già negli anni ’80 quando, durante un’intervista, Sergio Leone si lascia sfuggire di avere interesse per il personaggio. In pochi lo sanno ma Leone ha iniziato a scrivere una sceneggiatura dedicata, e addirittura già fatto scouting per scegliere i possibili luoghi dove effettuare le riprese. Nelle sue intenzioni c’è anche quella di farlo seguire al cinema da un’adattamento dedicato a Mandrake Il Mago ( altro eroe creato da Lee Falk), ma vuoi gli impegni, vuoi il poco tempo concesso dall’Onnipotente, il tutto rimane solo una semplice intenzione.
Leone, infatti, abbandona questa valle di lacrime nel 1989, e nel decennio successivo, all’inizio degli anni ’90, è Joe Dante colui che viene scelto da Paramount Pictures per sedersi sulla sedia del regista.
Dante sviluppa una bozza di sceneggiatura insieme all’amico Jeffrey Boam, già sceneggiatore di Salto Nel Buio. Il tono del film è ironico e la storia include un demone alato. A poche settimane dall’inizio delle riprese, Paramount ci ripensa e stacca la spina. I motivi sono due: il budget troppo altro e la presenza del demone in sceneggiatura. Il progetto riprende a distanza di un anno ma non è più lo stesso. Il demone è stato stralciato e il tono è molto più serioso, così Dante molla tutto e parte per altri impegni, inchiodando la produzione del film.
Sulle prime, come sostituto, Paramount pensa a Joel Schumacher, ma alla fine il lavoro viene affidato a Simon Wincer, che è stato un fan del personaggio fin dall’infanzia. Quando Wincer incontra i dirigenti della Paramount, scopre che il film deve essere rilasciato nel luglio 1996 e i tempi sono ristrettissimi perché di mezzo ci sono solo 10 mesi. Non si perde d’animo e comincia una profonda revisione di costi e sceneggiatura. Per prima cosa decide si spostare il set dalle Hawaii alla Thailandia, Australia, e New York City, riducendo di conseguenza il budget, poi sceglie Billy Zane come protagonista il quale stava vivendo una fase molto promettente della sua carriera, ma non prima di averlo messo in competizione per il ruolo con Bruce Campbell.
Billy Zane è anche un gran fan del fumetto e prende il lavoro molto seriamente trascorrendo oltre un anno in palestra per ottenere il giusto tono muscolare e indossare la calzamaglia.

Questo parrucchino assomiglia tantissimo a quello di Marlon Brando

Insomma, The Phantom ha tutti gli ingredienti chiave per essere un successo: un protagonista che lotta per la promozione nella serie A degli attori come Billy Zane, una fan base che è già lì da 60 anni, una trama avventurosa e un regista australiano come Simon Wincer che ha già diretto D.A.R.Y.L e solo per quello per me può fare tutto. E invece, alla resa dei conti, fallisce clamorosamente al botteghino in quella torrida estate del 1996.
Perché accade tutto questo? Beh, sono molte le cause concatenate.
Forse è colpa di una sconosciuta Catherine Zeta-Jones che Wincer si porta dietro da quando l’ha diretta in un episodio de Le Avventure Del Giovane Indiana Jones? Le viene assegnata la parte della guerriera dark lady che a un certo punto, così, dal niente, decide di cambiare sponda e passare dalla parte dei buoni, e la bella Catherine offre una delle performance più CAGNESCHE che si possano immaginare.
Forse è colpa della scelta di Billy Zane come protagonista? Non sembra. Billy ci crede davvero fortissimo per tutta la durata delle riprese e ogni volta, prima di girare una scena, non esita a pomparsi in palestra per fare la miglior figura possibile.
Forse è colpa del leggendario attore Patrick McGoohan che interpreta il fantasma-jedi del padre di The Phantom? No. Il suo ruolo comporta l’unico sforzo di alzare gli occhi al cielo il maggior numero di volte possibile. Non può fare troppi danni.
Forse è colpa dei numerosi punti di contatto di The Phantom con Batman? Mmmh… Forse sì. Anche lui con un servo devoto tipo Alfred, inesauribili risorse economiche e una simil bat-caverna nella quale rifugiarsi? Probabile. A cosa serve un surrogato dell’eroe in salsa esotica quando si ha già l’originale a Gotham City?
Forse è colpa dei set ricostruiti in studio con una tale maniacale precisione da risultare affettatissimi e restituire perennemente l’effetto di essere nella giostra dei pirati a Gardaland? Molto, molto, molto probabile.

Figlio mio. Hai dei pettorali pazzeschi!

Muscoli di Billy Zane a parte, il film è costellato di acrobazie elaborate tipo capovolgere un camion attaccato a un ponte di corde sospeso su un canyon, e far saltare uno stunt-man da un biplano in volo per fargli inforcare un cavallo al galoppo. Tutte scene che oggi si possono riprodurre in CGI con meno tempo e costi, e senza aver bisogno di un bar in cui ubriacarsi festeggiando il fatto che non ci sia rimasto secco nessuno a fine riprese.
«Se sapessimo le risposta sul “perché” ha floppato saremmo tutti miliardari» dice Wincer parlando del suo film in una recente intervista.
Fatto sta che il tempo sembra guarire la maggior parte delle ferite, e certamente lo ha fatto con questo The Phantom Il Ritorno Dell’Uomo Mascherato.
Come il Rocky Horror Picture Show e Flash Gordon prima di lui, The Phantom ha trovato un pubblico fedele e appassionato in formato DVD e Blu-Ray nonostante siano passati 24 anni. Soprattutto in nazioni come l’Australia, dove in moltissimi sono cresciuti leggendo il fumetto, e in America, il film si è dimostrato un fenomeno underground.
Addirittura, nel 2009 la rete Syfy negli Stati Uniti prova un reboot televisivo in chiave moderna e Kit Walker viene interpretato da uno studente di giurisprudenza che pratica parkour ( Isabella Rossellini è nel cast ), ma viene criticato e cancellato in poco tempo.
Adesso ci sono voci riguardo a un sequel imminente e Paramount avrebbe contattato Zane e la Swanson per essere coinvolti in qualche modo. Voi che ne pensate? Avete mai visto The Phantom – Il Ritorno Dell’Uomo Mascherato?
Scrivetelo nei commenti.

C’è anche Cary-Hiroyuki Tagawa che mena come un fabbro!

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *