Sterminare i vampiri con metodo: Dal Tramonto All’Alba

dal tramonto all'albaIn un’era senza YouTube, molto prima che internet assorbisse tutto il nostro tempo libero, era possibile che le persone andassero a vedere un film senza avere una vaga idea di che cosa trattasse. Io fui una di quelle persone. Ebbi il privilegio di provare cotale esperienza vent’anni fa, in qualità di giovane poco impressionabile, quando vidi il manifesto di Dal Tramonto All’Alba e pensai immediatamente che fosse un banalissimo film di vampiri. Quel giorno la mia giovine ignoranza e una morbosa attrazione per quei registi incredibilmente ganzi che sono Tarantino e Rodriguez mi portarono dentro al cinema, e da allora le cose non sono state più le stesse.
Secondo voi ogni cittadina della provincia italiana non si meriterebbe un posto come il Titty Twister? Certo che sì, dico io. Ne sono fermamente convinto, soprattutto quando il buttadentro è un omarello con i capelli ridicolmente lunghi che proprio di fronte alla porta grida robe tipo questa…

È difficile esprimersi su Robert Rodriguez. A voi piace? La sua filmografia è costellata di alti e bassi, luci e ombre, ma tutte le volte che esce un suo film vale sempre la pena dargli un’occhiata per due validi motivi: A) Robert Rodriguez è onesto e di gusti semplici, si ispira apertamente a un certo tipo di filmografia di cui un regista come Carpenter è portabandiera, predilige le scazzottate e gli scoppi forti, ha buon gusto nel scegliere le gnocche e ha pure un gran bell’orecchio musicale. B) Robert Rodriguez è un autore a tutto tondo e i suoi film sono riconoscibilissimi. Li scrive, li produce, li dirige, e si occupa anche degli effetti speciali, in poche parole sperimenta e osa in tutto quello che fa, anche quando si perde dietro agli SpyKidz, e proprio a questo sono dovuti gli alti e i bassi che vi dicevo prima.

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Rodriguez che con la sola imposizione delle mani può ungervi giacca e cravatta

E cosa pensate quando vi dico Quentin Tarantino? No, a ripensarci non ditelo, per favore. Su di lui c’è talmente tanto da scrivere che non basterebbero 5 ore di seduta plenaria, per questo non parleremo di lui ADESSO, ma di lui 20 e rotti anni fa, quando era bello fresco di premio oscar per la sceneggiatura di Pulp Fiction e tutto il mondo lo indicava come colui che stava riscrivendo la grammatica cinematografica di Hollywood.
Venti anni fa, dicevo, Tarantino aveva un’altra religiosità, pensava che la gente non ci capisse niente, in tutto quello che faceva, in tutto quello che pensava, poi ha incontrato Robert Rodriguez.

 

In verità Rodriguez e Tarantino si incontrarono qualche anno prima, al Toronto Film Festival del 1992, quando l’uno promuoveva “Le Iene” e l’altro “El Mariachi”, ma il punto è che da allora non si sono più lasciati.

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I due registi, che al tempo erano i beniamini del cinema indie anni ’90, iniziarono una lunga amicizia anche cinematografica che li condusse, nel 1995, al loro primo progetto comune: Dal Tramonto All’Alba. Come esperimento, Dal Tramonto All’Alba è affascinante soprattutto in quel modo così pulito in cui separa l’estetica di entrambi i suoi autori. È diviso esattamente in due metà distinte. La prima sezione è un teso dramma criminale sui fratelli Gecko ladri di banche, Seth (George Clooney) e Richie (Tarantino) cercano in tutti i modi di attraversare il confine verso la libertà, lasciandosi dietro una scia di sangue e utilizzando una famiglia innocente come ostaggio al seguito.

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L’importanza di tenere un profilo basso

Quarantacinque minuti dopo, la storia prende una piega demoniaca imprevedibile quando i protagonisti arrivano a Pazzoville e scoprono che il bar messicano in cui si sono rintanati è in realtà una trappola dove i vampiri attirano gli ignari esseri umani. Non c’è nessuna avvisaglia, nessuna telefonata di cortesia da parte della regia, non una parola riguardo ai mostri succhia-sangue fino a quando la testa di Salma Hayek si trasforma in quella di un serpente e inizia a masticare il collo di Quentin Tarantino. PEM! A quel punto succede il finimondo e ci si accorge che qualcuno ha tagliato i freni al film.

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meanwhile fuori dall’Apple store

Per fortuna Dal Tramonto All’Alba riesce a fare di questo cambiamento di tono un inspiegabile punto di forza, la sua stessa natura patchwork aggiunge una leggerezza e un fascino tipici del cinema di 10 anni prima. Se in un primo momento abbiamo i fratelli Gecko vestiti come Jules e Vincent di Pulp Fiction che tirano di pistola in un minimarket come fossero dentro a El Mariachi, quella stessa scena d’apertura è di per sé un microcosmo esemplificativo del modo in cui gli stili dei due registi interagiscono, e di come l’amore di Rodriguez per l’azione over-the-top viene prepotentemente fuori quando le pallottole cominciano a fischiare.

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Con i migliori auguri di zio Quentin

La sceneggiatura di Tarantino intanto pone abilmente le basi per la seconda metà del film, completamente fuori giri, senza che lo spettatore nemmeno se ne renda conto, anzi, il senso di responsabilità di Seth per il fratello Richie chiaramente psicopatico, il sacerdote caduto in disgrazia Jacob (Harvey Keitel) e la sua crisi di fede, la ragazzina ribelle Kate (Juliette Lewis) affascinata dal criminale Seth; tutto contribuisce affinchè il pubblico si affezioni progressivamente a questa armata Brancaleone impegnata nel tentativo di passare il confine.

Un favore che non si nega a nessuno
 

Una volta giunti in Messico inizia realmente l’altra metà del film, quella che vede tutti i personaggi gettati a capofitto in una versione splatter di un qualsiasi film dell’orrore anni ’80, e quando dico tutti intendo dire proprio TUTTI, compresi i figli di Jacob che si trasformano in veri badass armati di gavettoni all’acqua santa e una cazzuta balestra da tiro. La tematica dell’assedio tipica di molti film Carpenteriani viene ripresa a piene mani e Rodriguez si lascia andare anche a chiare citazioni del maestro.

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Assalto a un distretto particolare

Ma giusto un’attimo prima che la baraonda cominci, Rodriguez e Tarantino ci regalano uno dei momenti più arrapanti della cinematografia etero occidentale (ma anche omo, via).
Adesso corridori, voglio che voi facciate qualcosa per me. Voglio che vi mettiate comodi, abbassiate le luci della stanza dove dovete stare rigorosamente DA SOLI, e alziate il volume degli altoparlanti perchè state per ammirare la nostra Madame Macabra.
LURIDI CANI! Chinate la testa. Inginocchiatevi e adorate. PROSTRATEVI davanti a SANTANICO PANDEMONIUM.

 

Ecco, avete visto Salma Hayek fare quelle cose lì sulla giustissima canzone dei Tito & Tarantula? Avete sentito muoversi qualcosa all’altezza del basso ventre? Un’improvvisa vampata di calore che è salita? Forse vi si sono anche arrossate le guance, corridori miei. Se è così, bravi. Significa che è tutto a posto e voi siete dei normalissimi esseri umani nella media. Adesso pensate che mentre questa scena veniva girata il set del Titty Twister era pieno di attori e comparse. Ci saranno state almeno una trentina di persone ad assistere al numero di Salma, contando anche i tecnici e i macchinisti forse arriviamo anche a cinquanta. Ripensate per un attimo alle loro facce, alle espressioni di stupore e compiacimento stampate su quei volti inebetiti dalla fantasmagorica bellezza di Santanico Pandemonium.  In quella precisa scena si crea un incredibile corto circuito tra cinema e realtà. Il pubblico in quel locale si sta eccitando NON perché gliel’ha imposto un copione troppo audace, ma perchè è realmente arrapato, lo è per davvero e si vede, guardateli in faccia!
E sapete perché sono tutti così infoiati? Perché la gente che guardava era talmente presa, talmente persa nelle procaci curve di Santanico, talmente ingrifata da quel piede infilato nella bocca di un notoriamente feticista Tarantino da sperare fino all’ultimo in un colpo di scena finale. Qualcosa che, a discapito di un copione già scritto e ben conosciuto da tutti, li avrebbe potuti portare ancora più in là. Quando Salma Hayek finisce il suo numero e si gira a contemplare la folla è indubbio che sotto quei tavoli sia una fiorire di membri eretti in tensione. E dopo aver portato gli spettatori, fuori e dentro al set, ad un livello così alto, il vero colpo di genio sta nel capire che è il momento ideale per far scattare la carneficina.

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Guardate le reazioni del pubblico

Di colpo niente ha più importanza se non sopravvivere ad ogni costo contro i fottuti vampiri, e lasciatevelo dire corridori, tutto questo è oro colato per il giovinastro degli anni ’90 tendente al caos. La morale è: «Va bene, ci sono i vampiri assassini? E allora noi facciamo fuori tutti i vampiri», semplice, no?

Vampiri del cazzo
 

Col tempo sempre più bestie succhiasangue entrano in scena e si apre una vera macelleria messicana specializzata in filetto di gente morsa e frattaglie di vampiro per il cane. Su tutto questo il pastore Harvey Keitel, armato di una croce fatta con una mazza da baseball e un fucile a canne mozze, si dà allo spara-spara rendendo i toni perfino divertenti. Clooney, nel suo primo ruolo importante sul grande schermo dopo aver lasciato E.R., mostra barlumi di quella star del cinema che sarà, anche se ha oggettivamente delle difficoltà a reggere i dialoghi intricati che Tarantino gli mette in bocca. Tarantino, nel frattempo, dà stranamente del suo meglio in una performance attoriale in cui la natura del suo personaggio, Richie, si adatta bene con l’ambiguità intrinseca dell’uomo che lo interpreta.

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Dal Tramonto All’Alba uscì in quell’era luminosa e utopica quando esistevano ancora le videoteche e la gente usava fare quella cosa ormai obsoleta che era noleggiare i film. In quel fantastico periodo si poteva entrare in questi mitici luoghi e prendere un film a caso senza saperne molto riguardo alla storia, per poi, come nel caso di questo, venire completamente travolti dal suo twist di trama. Senza la possibilità di vedere la copertina e sapendo soltanto che era un film sceneggiato da Tarantino con George Clooney, la sorpresona era assicurata non appena iniziava il bagno di sangue coi vampiri.
Era quel tipo di sorpresona che noi tutti ragazzotti anni ’90 ci auspicavamo di trovare in un film: quella smania di vedere qualcosa che davvero non ci aspettavamo, ma sparato direttamente in faccia e fottutamente rock’n’roll. Con questo non voglio fare la parte del matusa, di quello che dice: «Si stava meglio quando si stava peggio», ma ai giorni nostri proprio non riesco ad immaginare come nascondere al pubblico un twist del genere vivendo in un mondo dove la maggior parte di noi, me compreso, ha trascorso gli ultimi tre anni studiando attentamente su Internet tutti gli spoiler di Star Wars Il risveglio della Forza, scusate tanto ma proprio non ci riesco.

E adesso è il momento dei Trivia:

1)Quentin Tarantino ha adattato la sceneggiatura di Dal Tramonto All’Alba da un racconto scritto dall’esperto di effetti speciali Robert Kurtzman. Kurtzman per ricambiare il favore creò la scena della rimozione dell’orecchio nel film “Le Iene”.

2)Dal Tramonto All’Alba rappresentò un’opportunità fondamentale sia per Tarantino che per Rodriguez. Per Tarantino fu un modo per tornare al cinema dopo l’enorme successo di Pulp Fiction (1994) senza l’onere di dove per forza sfornare un altro capolavoro. Per Robert Rodriguez fu l’opportunità di entrare finalmente nel mainstream Hollywoodiano dopo essersi fatto notare con il film a micro budget El Mariachi (1992), ed essersi riconfermato alla grande con il suo seguito, Desperado (1995).

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3)George Clooney firmò per la parte nel film dopo che Quentin Tarantino lo ebbe conosciuto e diretto in un episodio di E.R. nel 1995.

4)Il personaggio della spogliarellista regina dei vampiri, Santanico Pandemonium, interpretato da Salma Hayek, prende il nome da un vecchio b-movie messicano dell’orrore il cui sottotitolo era: La Sexorcista.

5)A un certo punto del film Salma Hayek danza avvolta tra le spire di un pitone albino, per fare quella scena dovette superare il suo terrore per i serpenti. Rodriguez la convinse dicendole che se non avesse superato la cosa sarebbe stato costretto a dare la sua parte a Madonna.

6)Danny Trejo, che interpreta il fisicato barista vampiro, è un animale da rissa feticcio di Robert Rodriguez. Appare in quasi tutti i suoi film: Desperado(1995), C’era una volta in Messico(2003), Planet Terror(2007), Machete(2010), Machete Kills(2013), e i film degli Spy Kids.

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Un’altra definizione di CARISMA

7)Tito & Tarantula, la band vampiro che suona nel Titty Twister, è un vero gruppo rock chicano formato nel 1992 da Tito Larriva. Precedentemente contribuirono alla colonna sonora del film Desperado, sempre di Rodriguez.

8)Il make-up artist Greg Nicotero, che adesso sovraintende gli effetti speciali della serie The Walking Dead, fa il cameo di un motociclista capellone a cui Sex Machine frega una birra.

9)Il sangue dei vampiri era verde per evitare che il film si beccasse il rating NC-17. Questo è anche il motivo per cui alcuni dei duelli con la spada di Kill Bill sono stati girati in bianco e nero.

10)Un videogame bruttissimo sul film è stato realizzato nel 2001 dalla Cryo Interactive.

11)Due sequel direct-to-video e una serie televisiva sono stati dedicati a Dal Tramonto All’Alba. La serie ha debuttato nel 2014 sulla rete televisiva El Rey di Robert Rodriguez, un canale in lingua inglese rivolto al pubblico latino, ed è stata trasmessa anche in Italia su Rai4. Grazie al buon successo, quest’anno è prevista la realizzazione della terza stagione.

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12)Durante il film, George Clooney acquista dei “Big Kahuna Burgers” già visti nel ristorante di Pulp Fiction, e delle “Chongo Beer” viste nel bar di Desperado.

13)L’attore Cheech Marin recita in tre differenti ruoli: la guardia di frontiera messicana, il buttadentro davanti al Titty Twister, e il gangster Carlos che viene a prendere Seth alla fine del film.

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14)In Dal tramonto All’Alba ci sono due omaggi diretti a John Carpenter. Il primo è la t-shirt che indossa il figlio del pastore Jacob, riportante un riferimento al film “Distretto 13 – Le brigate della morte”. Il secondo è in una scena eliminata in cui un taglio nell’addobe di un vampiro si trasforma in una bocca vorace, chiaro riferimento al film “La Cosa”.

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15)La citazione di Ezechiele 25:17 che Jules usa dire in Pulp Fiction era originariamente nello script di Dal Tramonto All’Alba. Doveva essere pronunciata dal personaggio del pastore interpretato da Harvey Keitel prima di fare fuori i vampiri.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    L’avevo visto una volta a fine anni ’90 poi è finito nel dimenticatoio senza lasciare troppe tracce. Ieri sera, dopo averti letto ho pensato, ma si, gli concedo un’altra visione anche perché dai miei ricordi ero del tutto concorde con “Secondo voi ogni cittadina della provincia italiana non si meriterebbe un posto come il Titty Twister? Certo che sì, dico io..”.
    E così ho fatto. Che dire, all’epoca non mi aveva fatto impazzire ma devo dire di averlo piuttosto rivalutato. A fine film ho messo su Tres Hombres degli ZZ Top e se avessi avuto la materia prima, un burrito e qualche tequila probabilmente non me li avrebbe tolti nessuno.
    Insomma, il film ha funzionato e non ci sarebbe bisogno di dirlo ma… W Santanico Pandemonium!! 😀

  2. Simone Guidi ha detto:

    Viva Santanico SEMPRE! Tra l’altro questo film ha una colonna sonora che è veramente una bomba. Uscito dal cinema schizzai nel negozio di dischi (ti ricordi quando esistevano ancora i negozi di dischi? Hanno fatto la fine delle videoteche, del macellaio e del verduraio) per comprarmi il CD e tutt’oggi lo riascolto con una certa frequenza. Ci suona gente tipo, appunto, gli ZZ Top, Stevie Ray Vaughan, e degli immensi Tito & Tarantula che poi andai a vedere live all’ Hop Frog di Firenze quell’estate stessa. Insomma, per me questo è un filmettino che certo non fa la storia del cinema ma si difende bene, tanto bene da farsi ricordare a distanza di vent’anni, poi c’è Santanico 😉

  3. Sam ha detto:

    Però cacchio, nelle curiosità mi dimentichi di dire che Sex Machine è interpretato dalla leggenda degli effettisti speciali , Tom Savini !
    Per punizione , 10 Ave Maria e 5 Pater Nostro.

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