Ho visto anche dei tentacoli felici: Remembering Day Of The Tentacle

Day_of_the_tentacle_coverCome dimenticarsi Il Giorno del Tentacolo?
Probabilmente è una delle più divertenti avventure punta-e-clicca della mai abbastanza compianta LucasArts. Un’avventura che ha la particolarità di non essere soltanto punta-e-clicca, ma punta-e-clicca-e-ridi.
Sì-sì. Day of the Tentacle (titolo originale) è una mutazione demente di un gioco d’avventura che fonde in sé elementi di fantascienza, tipo un burbero tentacolo antropomorfo che vuole conquistare il mondo e una macchina del tempo con il quale salvarlo, con un’ironica presa per il culo della storia degli Stati Uniti.
È innegabile che la trama di questo gioco sia brillante, ma i suoi personaggi lo sono ancora di più: Bernard Bernoulli caricatura di Lewis de “La rivincita dei Nerd”, il metallaro panzone Hoagie, la rintronatissima Laverne. Tutti assistiti e spalleggiati dal dottor Fred Edison, uno scienziato pazzo che prende di tacco tutti gli scienziati pazzi del creato, ed è talmente pazzo da far sembrare Doc Brown un controllatissimo responsabile delle poste.
Dopo tutto questo aggiungeteci che, con un delizioso gioco dentro il gioco, si può giocare al suo progenitore, Maniac Mansion.
E allora come dimenticare Il Giorno Del Tentacolo? No, dai. Io proprio non ce la faccio. Provateci voi se ne avete il coraggio.

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Anzitutto devo ringraziare tre tipi molto gagliardi che rispondono al nome di Fabio “Kenobit” Bortolotti, Andrea “Bisboch” Babich e Ugo “Surgo” Laviano. Questi alfieri del bel gioco e del rutto libero hanno l’abitudine di organizzare degli streaming QUI, su Hitbox.tv, in cui ripercorrono il gameplay dei giochi più emblematici della storia videoludica.
Mercoledì scorso era toccato appunto a “Maniac Mansion 2: Day of the tentacle” di LucasArts, e io ho pensato di unirmi al flusso delle anime migranti collegate a quel benedetto streaming per poter riassaporare l’ebrezza di antiche emozioni, e magari scambiare anche due chiacchiere in chat con qualche vecchio rincoglionito come me. Beh, diciamo che la missione è stata compiuta solo a metà a causa del sovraffollamento della benedetta chat, e dal fatto che a un certo punto mi sono pure addormentato con l’iPad in mano. Però, oh, non prendetevela con me ragazzi. Io sono vecchio inside e le goccine avevano fatto finalmente effetto. Ecchekatz. Per il prossimo streaming mangio il semolino alle cinque di pomeriggio così non mi viene l’abbiocco.

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Grazie di tutto ragazzi. A posto così. Però mancava l’ampio parcheggio all’ingresso, e non ho finito di vedervi perché c’avevo judo

Come i bambini, i vecchi videogiochi sono tutti belli, ma quando si tratta dei vecchi videogiochi di avventura LucasArts, allora certi videogiochi sono più belli di altri. Nella fattispecie, questi giochi hanno sempre un elemento in più che li distingue. Alcuni potrebbero dire che sono giochi divertenti, tipo “Sam & Max Hit the Road”, per esempio. Altri potrebbero dire che sono semplicemente scritti da Dio, come “Grim Fandango”. Altri ancora direbbero che sono opere d’arte come “The Curse of Monkey Island”. Poi arriva “Day of the Tentacle” e mette tutti d’accordo, perché somma in sé tutti i punti precedentemente vagliati, e dà un risultato che vale di più della somma dei singoli addendi.

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LucasArts cafè

Dopo aver fatto un eccellente lavoro come designer / scrittori / programmatori sotto la supervisione di Ron Gilbert nei primi due capitoli della serie “Monkey Island”, Dave Grossman e Tim Schafer erano molto ben visti in LucasArts ed ascesero al rango di “responsabili di progetto”. Nel gioco dell’isola delle scimmie si erano comportati molto bene, avevano programmato vari enigmi e scenari, ed erano stati accreditati per la scrittura e la riscrittura della gran parte dei comicissimi dialoghi.
Tutto ciò si tradusse nel fatto che il loro gioco successivo li avrebbe visti come TOTALMENTE responsabili di tutto, e avrebbero dovuto fare le cose per bene, PIÙ bene di quanto non avessero già fatto prima. Erano sotto i riflettori e pronti per dominare il mondo.

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Anche lui era pronto per dominare il mondo

Il nuovo progetto che li vedeva coinvolti era il sequel del classico “Maniac Mansion”, gioco di avventura progettato da Ron Gilbert, e il vecchio Ron aveva già in mente qualche idea scritta su dei fogli imbustati e riposti in un cassetto.
Tutto sembrava pronto e al posto giusto: il distributore di merendine era carico, la Sachertorte del chisco davanti alla LucasArts era deliziosa, avevano un pacchetto di sigarette e gli occhiali da sole. Nessuno li poteva fermare.
Nessuno tranne Ron Gilbert stesso, ovviamente, che lasciò la LucasArts con un collega per costituire la sua personale software house, la Humongous Entertainment.
Ron lasciò dietro di sé soltanto amarezza, sorpresa, e un conto chilometrico in sachertorte al chiosco di prima, ma anche dei documenti su cui erano brevemente illustrati i concetti e le idee che intendeva usare per il sequel del gioco.
Solo quel pugno di idee divennero l’unico riferimento per Tim e Dave, e una di quelle idee era, appunto, un viaggio nel tempo che avrebbe svolto un ruolo fondamentale nella storia.

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La busta con le idee di Ron

Una delle cose più interessanti che contraddistinse il lavoro di Grossman e Schafer era che il gioco risultava completamente autonomo, autosufficiente a tal punto che la maggior parte delle persone che lo giocarono lo fecero senza avere idea che si trattasse di un sequel. Il risultato era qualcosa di accessibile a tutti. A pensarci bene, questo tipo di approccio fu molto sensato visto il divario di ben cinque anni che separava i due giochi, e questo rese il loro successo creativo ancor più lodevole.

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La ragione principale per cui Day of the Tentacle fu un tale successo nonostante condividesse solo una manciata di elementi con il suo predecessore va cercata anche nel fatto che traeva ispirazione da cose completamente diverse.
Con Maniac Mansion, Ron Gilbert e Gary Winnick cercarono di fare un tributo al genere dei B-movie horror/scifi. Con Day of the Tentacle, c’era una forte influenza dei cartoni animati di Chuck Jones.
Se con Maniac Mansion era come giocare un film dell’orrore farcito di situazioni paradossali e assurde, Day of the Tentacle era un cartone animato umoristico pieno di puzzle da risolvere. La conoscenza del gioco precedente non era necessaria, e il tutto si avvicinava di più ad un vero e proprio “reboot”, però fatto con uno spirito e uno stile completamente diversi all’originale. Questo gradito cambiamento portò DOTT ad essere considerato uno tra i migliori prodotti LucasArts. E come non poteva diventarlo con una intro del genere…

LA TRAMA

Il giorno del tentacolo inizia qualche tempo dopo gli eventi di Maniac Mansion, quando il MALVAGIO Tentacolo Viola decide di abbeverarsi a uno scarico di liquami tossici che, invece di farlo secco, gli fa guadagnare un paio di appendici opponibili e la fiducia necessaria per conquistare il mondo.
Affranto dall’accaduto, il buon Tentacolo Verde spedisce una lettera a Bernard Bernoulli, il personaggio nerd dall’originale Maniac Mansion, in cui lo supplica di tornare alla villa per mandare all’aria i loschi piani di Tentacolo Viola.

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Come nel gioco originale, altri personaggi si uniscono a Bernard per aiutarlo nella sua missione. Uno è il metallaro Hoagie, e l’altro è la psicotica studente di medicina Laverne.

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The real Laverne

Quando i ragazzi raggiungono la villa, incontrano un altro volto noto del gioco originale, lo scienziato pazzo Fred Edison che, essendo pazzo come un cavallo pazzo, ha la brillante idea di inviarli indietro nel tempo in modo da farli spegnere lo spurgo di liquami tossici e, di conseguenza, impedire che a Tentacolo Viola spuntino le braccia e la voglia di conquistare il pianeta.

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Cercate soltanto di non diventare i nonni di voi stessi!

Naturalmente, le cose non andranno come pianificato e a causa di un problema con un diamante finto, la macchina del tempo invia i nostri eroi in diversi periodi storici.
Laverne viene inviato 200 anni nel futuro, in un epoca in cui legioni di tentacoli viola governano il mondo e gli esseri umani sono diventati i loro animali domestici.
Hoagie viene inviato 200 anni nel passato, al tempo in cui i padri fondatori della democrazia americana dovevano redigere la Costituzione degli Stati Uniti.
Bernard invece rimane nel presente, dove si deve lavorare il dottor Fred, cercare di fermare Tentacolo Viola, e recuperare i suoi amici.

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E adesso parte il TRIVIA-TIME e vi tocca sorbirvi un bel listone di curiosità reperite in giro sul net:

1) Credo che lo sappiano già tutti, ma questo gioco presenta un easter egg unico: se si utilizza il computer in camera da letto di Ed lo Strano, si potrà giocare alla versione originale di Maniac Mansion. Questo “gioco-nel-gioco” è pubblicizzato chiaramente sulla confezione di DOTT, ed è probabilmente una delle migliori funzioni extra di sempre.

2) Nessuno del team originale di Maniac Mansion ha lavorato su questo gioco. Tim Schafer, però, lavorò alla conversione per NES del gioco originale.

3) Questo è il primo gioco in cui Tim Schafer e Dave Grossman furono leader indiscussi del progetto. Entrambi lo citano spesso come il gioco più divertente a cui abbiano mai lavorato, e Dave Grossman l’ha orgogliosamente definito “probabilmente la cosa migliore che abbia mai fatto nella vita“. Siete liberi di pensare a quanto triste sia la vita di Grossman.

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Quel musone di Dave Grossman photoshoppato dagli amici burloni

4) Se durante il gioco si prova a “parlare” al computer di Ed lo Strano, Bernard dirà: «Ciao, piccolo computer. Io ti rispetto anche se hai solo 64 KB di memoria.» Era infatti questa la quantità di memoria posseduta da un Commodore 64, la piattaforma sulla quale era stata sviluppata la versione originale di Maniac Mansion.

commodore_c9gr.19205) DOTT originariamente doveva avere SEI personaggi, ma tre vennero tagliati per permettere ai programmatori di conservare la sanità mentale (parole di Dave Grossman).

6) Una versione limitata di questo gioco è stata distribuita in un packaging a forma di prisma verticale. Questa versione, con la scatola a base triangolare, è molto ricercata dai collezionisti e su eBay arriva a costare dei bei dollaroni.

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7) Come Indiana Jones And The Fate Of Atlantis, la versione su floppy disk del gioco è caratterizzata da una protezione contro la copia, mentre la versione su CD-ROM non ce l’ha (al tempo i masterizzatori erano ancora poco diffusi). Inoltre, la versione su CD-ROM è quella cosiddetta “talkie“, dispone cioè di un doppiaggio parlato che è completamente assante nella versione floppy.

8) Il personaggio di Max di “Sam & Max” fa la sua comparsa in un ritratto appeso nel corridoio del secondo piano del palazzo Edison del 18° secolo. L’avventura grafica dedicata a Sam & Max era in sviluppo simultaneamente a DOTT.

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9) A un certo punto del gioco, Laverne mette il criceto congelato nel microonde e fa un discorso al giocatore circa i pericoli del microonde del 20° secolo, e di come potrebbe far realmente esplodere un criceto. Questo passaggio venne inserito a causa del trambusto che fece la versione per NES di Maniac Mansion in cui era possibile far saltare in aria il criceto di Ed lo Strano ficcandolo, appunto, nel microonde. Quando si resero conto di questa funzione nella conversione per NES, i programmatori di LucasArts rimossero tale possibilità da tutte le cartucce.

10) 1-800-STARWARS, era il numero da chiamare per ordinare il diamante, ed era anche un vero numero per contattare LucasArts.

11) In Maniac Mansion, la band musicale di Tentacolo Verde si chiamava “Tentacolo verde e le ventose”, ma in DOTT il nome è cambiato in “Tentacolo verde e i piatti di sushi”.

12) Come in qualsiasi gioco LucasArts, ci sono tonnellate di riferimenti a Star Wars sparsi in giro, tra i quali un calendario di Darth Vader nell’ufficio di Fred e un casco da Stormtrooper nella camera da letto di Tentacolo Verde. Inoltre, Bernard esclama eccitato quando si accorge che la data su uno dei quartini da infilare nel distributore automatico è il 1977, l’anno di pubblicazione di Star Wars.

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13) Chuck Jones ha avuto una grande influenza su Grossman e Schafer durante la progettazione del gioco. Addirittura venne consultato riguardo ad alcune animazioni.

E adesso, per concludere in bellezza, ecco lo streaming di Kenobit disponibile qui sotto. Vedetevelo amiciCI, vedetevelovelove.

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