Perdona i tuoi nemici, ma non prima di averli impiccati : La rece di DENTE PER DENTE

C’è un antico proverbio Klingon che dice: «la vendetta è un piatto che è meglio gustare freddo. Ed è molto freddo, nello spazio.»
Ecco. Come tutte le trilogie che si rispettino, anche la trilogia dei libri di Francesco Muzzopappa ha un terzo capitolo, e parla giustappunto di vendetta.
Dente Per Dente si presenta già bene così, dal titolo che lascia poco margine a qualsiasi tipo di fraintendimento.
Sfiga vuole che di Dente Per Dente mi siano arrivate prima le recensioni positive che la possibilità di leggerlo. Peggio ancora, le recensioni positive non erano solo tali ma anche al superlativo: bellissimo, intensissimo, non potete capirissimo! Quattro stelle e mezza. Cinque! Novantundici stelle! E infine, la chicca: Per capirlo davvero dovete leggerlo due volte!
Dunque, a parte tutto il bel dire, quella del «va letto due volte» è un po’ la frase preferita di chi non capisce i libri alla prima e cerca di dare la colpa a qualcun altro perché non trova nessun valido motivo per darla a se stesso, però, ecco, finalmente sono andato in ferie e così me lo sono letto. Oh, ragazzi, che forte questo Muzzopappa. Oltre che essere un bravo scrittore il suo libro non è difficile da capire, ma manco per sbaglio.
Sigla.

Oh, vi ricordate di Francesco Muzzopappa, vero? Miglior scrittore dell’universo ai Guidi’s Award 2013 e 2014, autore di Una Posizione Scomoda e Affari Di Famiglia. Sì, insomma, cosolui, quello lì che sta riscrivendo la storia della letteratura umoristica italiana un libro alla volta.
E niente, c’è che era lì da due anni, nel Valhalla degli eterni scrittori emergenti a godersi il panorama, contemplare l’infinito, e fare qualunque altra cosa che i geni del suo calibro fanno nel Valhalla, quando ecco che mi si decide a pubblicare un nuovo libro che, ovviamente, si dimostra subito essere un libro della madonna.
Uno di quei suoi soliti libri zeppi di battute folgoranti e protagonisti mentecatti quel tanto che basta per non scadere nel patetico e, anzi, sconfinare nell’epico. Quei protagonisti che poi io identifico in personaggi famosi che potrebbero benissimo interpretare un film tratto dal libro stesso, e gli faccio pronunciare tutte le battute del suddetto. Per dire, Leonardo potrebbe essere benissimo Elijah Wood.

Il proprietario del posto, un quarantenne dai denti color bronzo e un sorriso che mostra un’evidente inimicizia con il ramo degli odontoiatri, è accomodato su una sedia rubata con tutta probabilità in una scuola elementare. Sul pollice della mano destra ha un anello di metallo così grande e carico di altri ghirigori di metallo che durante i temporali, ne sono certo, attira i fulmini.

Dopo il veloce cappello, siamo al punto in cui il redattore accenna alla trama per invogliare il lettore ad acquistare il libro, e il problema, di solito, è il dover raccontare poco per non svelare nulla. Con Dente Per Dente il problema non si pone, la trama è essenziale e rigorosamente lineare come un vecchio gioco arcade di risalita per livelli dove il protagonista affronta i gregari, il vice-boss, e il boss finale che, manco a dirlo, si dimostra essere proprio il protagonista stesso.
Allora inseriamo la monetina e leggiamo la breve intro che segue lo splash screen:

Leo vive a Varese ed è il classico bravo ragazzo. Un po’ sfigato a grandi linee, lo è in senso stretto quando perde due dita in un incidente da ragazzino. Ha un lavoro come custode nel museo locale che ha la particolarità di esporre solo le opere meno riuscite di artisti famosi. Ha un amico irriducibilmente comunista che gli propone canne, molotov, e tutte quelle tipiche cose da comunista lì. E poi, eeeh… e poi ha Andrea. Il suo grande amore, Andrea, con la quale è fidanzato da due anni.
Andrea, a dispetto dal nome che potrebbe essere frainteso, è una ragazza bellisssima, bravissima, e talmente supercristiana da vivere costantemente nella stretta, rigorosa osservanza dei 10 comandamenti. Per questo motivo non dice parolacce, è attentissima alle forme e i manierismi, e, soprattutto, NON FA SESSO. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, quando decide di farle la proposta di matrimonio con tanto di anello, la scopre a letto con un altro. Da quel momento la sua vita va in pezzi e decide di passare all’attacco mettendo in atto il suo piano di vendetta Virile E Vendicativo: il VEV.
Leonardo inizierà a vendicarsi infrangendo sistematicamente tutti i 10 comandamenti, immergendosi mani e piedi dentro al suo esilarante e divertentissimo inferno personale.

Andrò all’inferno, lo so. Ma prima in Liguria.

Per chi già lo conosceva dai suoi libri precedenti, Muzzopappa non è una sorpresa. L’ironia, l’umorismo, la sagacia, la facilità di lettura sono i suoi marchi di fabbrica, e la commedia brillante il suo habitat naturale. Io, che col bot Muzzopappa 2.0 ho scambiato 3 tweet e 4 commenti su Messanger ve lo posso assicurare con ragionevole certezza dato che lo conosco BENISSIMO, l’esercizio del’ironia è il suo più grande dono, la capacità di guardare la realtà attraverso una lente neanche tanto deformata per svelarne i vizi, il falso perbenismo, e le menzogne sono il suo valore aggiunto.
Nel corso di questa storia, in particolare, abbiamo la riconferma di quella che ormai posso spregiudicatamente sbilanciarmi a definire come “La poetica del mentecatto“, dove Muzzopappa ritiene che il mondo sia popolato solo da mentecatti che adottano soluzioni mentecatte per arrivare all’efficace risoluzione di tutti i problemi e al superamento della propria mentacattitudine.
Muzzopappa ci racconta di un protagonista ferito che parte infrangendo goffamente i peccati più veniali, ma procede imperterrito e determinato fino a quelli più gravi che, inevitabilmente, coinvolgono direttamente la ex-fidanzata fedifraga e il suo amante. In una crescendo verticale il livello di difficoltà aumenta e come un novello Bruce Lee, Leo risale la pagoda fino all’ultimo piano dove lo aspetta il confronto con i suoi demoni più feroci, compreso se stesso. Solo arrivato in cima, solo dopo aver infranto tutti quei comandamenti che hanno vessato la sua vita per i due anni di relazione con Andrea, Leo potrà decidere chi essere e cosa fare della sua vita, perché come in ogni ottima storia che si rispetti, lungo il cammino tutto è cambiato, lui stesso è cambiato, e potrà finalmente scegliere con convinzione se voltare pagina o no, se ritenersi soddisfatto o meno.

Percorsi letterari arcade
 

Il fatto è che Muzzopappa è arguto, sa far ridere, e racconta ai lettori quello che hanno sotto gli occhi tutti i giorni ma non hanno il coraggio di vedere.
Dente Per Dente è l’ennesima dimostrazione della bravura di Muzzopappa che riesce a misurare la sua ironia senza mai scadere, riesce a rimanere sempre all’interno di un umorismo intelligente e sapientemente calibrato, vive nel Valhalla, è biondo, ed ha un martello.

GIUDIZIO FINALE:

 

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2 risposte a Perdona i tuoi nemici, ma non prima di averli impiccati : La rece di DENTE PER DENTE

  1. Francesco Muzzopappa scrive:

    Questo non è il bot Muzzopappa 2.0 ma io me autentico. Caro Simone, come ben sai questo è il mio blog preferito dal 2013, il sito che recensisce con la stessa cifra stilistica del buon vecchio Rolling Stone America, articoli fuori di testa ma affidabili e con arroganza (cit.). Al di là di tutto, ti ringrazio davvero per le tue parole. Per uno che scrive come scrivo io non sono mai scontate, t’assicuro. Fare satira, parodia e “umorismo” in narrativa, in Italia, con un certo spirito acustico, mettendoci anche del surreale, può portare alla morte editoriale, in rima baciata, come vedi. Ecco perché, finché sopravviverò, renderò grazie anche a te. Un forte abbraccio.

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