Un post serio: di vita, di morte, di Mango e di tutte le cazzate su internet

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Qualche giorna fa è morto Mango, un cantante di quelli famosi ai bei tempi, e ancora ben presente (seppur appannato) nella memoria di quelli che quei bei tempi li hanno vissuti.

Mango è morto così, di un colpo, proprio mentre faceva quello che sapeva fare meglio: CANTARE. Oggi come oggi, che tutti vanno ai concerti per vederseli attraverso il telefonino, è stato possibile immortalarlo nel momento del trapasso. Nel preciso istante in cui è spirato qualcuno l’ha ripreso, convertito in formato MOV e caricato su youtube, i giornali e le televisioni hanno fatto il resto, sciacallando quel video dal tubo e sparandolo in lungo e in largo nell’etere, facendo sì che anche l’ultima casalinga di Vogera, quella che viveva asserragliata sull’isoletta del Pacifico, apprendesse della repentina dipartita del famoso cantante.


Per quanto mi riguarda, la morte di Mango me la ricorderò meglio di mille altre morti eccellenti, non tanto per il fatto che è stata accuratamente documentata, ma per la quantità invereconda di cazzate che la Ggente e i cosiddetti blogger autorevoli hanno sparato a riguardo.

Riassumento l’accaduto, le fazioni in conflitto si sono scontrate direttamente sul tipo di trattamento ricevuto da Mango sui media, e si possono distinguere in quelli PRO e quelli CONTRO.

Chiariamoci subito. Personalmente credo che la morte di Mango rientri in una categoria particolare che non può sottostare totalmente alle restrizioni che il buon senso e l’amor proprio possono imporre.

Riprendere la morte di quel soggetto su quel palco è stato un po’ come riprendere gli aerei che si schiantavano sulle torri. In quel caso la notizia vera fu lo schianto, la brutalità dell’accaduto, la gravità del lutto e l’entità del disastro. Nessuno si soffermò un secondo a pensare se fosse il caso di mostrare al mondo la morte in diretta di tutti quei cristiani. E questo perchè quello fu un evento gravissimo e soprattutto PUBBLICO, un accadimento sconvolgente che si svolse sotto gli occhi ignari e stupefatti di un’intera città e una pletora consistente di telecamere, telefonini e macchine fotografiche. Così come PUBBLICO può essere considerato un concerto gremito di persone che impugnano i loro smart-phone, e di colpo si trovano di fronte il triste spettacolo di un uomo che muore.

Ma il punto alla fine non è quello, se mostrare o no un filmato. Il punto è che di un accadimento del genere se ne può giustamente discutere perchè va a toccare direttamente l’ETICA delle cose e, perchè no? Il RISPETTO delle persone.

RISPETTO, quella parola diventata ormai sconosciuta a un certo tipo di personaggi che rientrano, o spesso si sono autoinclusi, nella categoria dei VIP.

Uno di questi personaggi che definirò come ER DYLANDOGGO, per esempio, sulla sua pagina facebook si scaglia contro quelli che a suo dire “…non capiscono la differenza tra autore e opera, tra essere umano e personaggio…“, giustificando in parte il trattamento perpetrato dai media nei confronti di Mango, e dando degli ebeti a tutti quelli che la menano sulla questione non pensandola come lui. E bravo ER DYLANDOGGO! Peccato che appena pochi mesi fa un suo caro amico della cerchia ci aveva lasciato in una maneria altrettanto repentina, meritandosi però un sentito epitaffio proprio da lui. ER DYLANDOGGO non si è neanche chiesto cosa avrebbe pensato l’amico se avesse avuto la sfortuna di farsi riprendere mentre ascendeva al creatore. Siamo sicuri che proprio quell’amico ne avrebbe goduto? E la sua famiglia sarebbe stata contenta di vedersi quello spettacolo trasmesso a nastro su tutti i media nazionali? E Infine, gli amici e lo stesso ER DYLANDOGGO avrebbero riso alle battute e ai giochi di parole fatti dai soliti afecionados se li avessero scovati per caso su una pagina di feisbuc?

Io credo proprio di no, caro ER DYLANDOGGO. Credo invece che ti saresti incazzato come una vipera lanciando strali e condanne, e infine seppellendo la cosa sotto le invettive dei tuoi afecionados dopo aver opportunamente linkato la pagina sul tuo blog. Ma del resto si sa, gli amici sono amici, e tutti gli altri se lo possono prendere nel baugugi, o no?

Un altro blogger “eccellente” invece, che definirei come ER BANANA, si lancia in sperticate farneticazioni ancora più audaci, ipotizzando addirittura l’annullamento dell’uguaglianza degli uomini davanti alla morte. Sì, perchè un conto è quando muoiono le persone comuni e un conto è quando muoiono i VIP. Secondo ER BANANA un vero VIP, cantante o uomo di spettacolo che sia, SOGNA di morire sul palco, AGOGNA di tirare il calzino davanti alla sua platea, sia reale che virtuale, in modo da essere consacrato per sempre nella Hall of Fame delle morti fighe e memorabili.

Testuali parole: “…A livello di epica è immenso. Morire sul palco, circondato da gente che ti venera, facendo il meglio di quello che sai fare meglio, per me è bellissimo.”

Mentre quando schianta uno qualsiasi, beh, lo può fare dove e quando vuole tanto è uguale perchè nessuno se lo fila.

Ora, come ho già detto in precedenza, capisco benissimo che la morte di Mango rientri in una casistica PUBBLICA, quindi sotto un certo punto di vista è comprensibile che abbia avuto una eco mediatica rilevante che, in tempi come questi, rasenta il tormentone. Però quello che non riesco a mandare giù è tutta questa gente che si permette di fare la morale ed emettere un giudizio a nome di uno che è tornato al creatore e che, ovviamente, non può più dirci la sua.

A ER BANANA e a ER DYLANDOGGO si potrebbe chiedere qualche cosetta. Vi rendete conto che questo morto non era solo un VIP ma una persona vera? Cioè, uno fatto di ciccia come voi, con affetti, una madre, degli amici che gli volevano bene, dei figli?! Non credete che forse, ma dico FORSE, a tutte queste persone non abbia fatto molto piacere vedersi sfilare davanti agli occhi l’immagine del trapasso del loro caro tutto il santo giorno? A NASTRO. Non contiamo poi le volte che avranno l’occasione di riverla in futuro. Possibile che a questa cosa non ci si pensi quando si dice che un VIP aspira a schiattare in pubblico? Non credete che anche il VIP aspirerebbe a NON SCHIATTARE PROPRIO e lasciare questo onore a voi? Soprattutto uno come Mango che a dire dei conoscenti era pure uno riservato.

Dare dell’ebete a qualcuno rientra nel VOSTRO personaggio pubblico, ok, ormai l’hanno capito quasi tutti. Alla fine è una questione di fare la voce grossa su internet, e più sono i click su un post più l’invettiva diventa pesante passando da presunta a vera, ma porsi un minimo di problemi di etica e magari volerne semplicemente discutere non significa necessariamente essere ebeti, anzi, magari vi aiuterebbe a superare quell’ironico benaltrismo sul quale avete fondato la vostra carriera di presunti VIP.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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