Dimentica il mio nome: Zerocalcare è uno scippatore di emozioni

TEMPO DI LETTURA: 5 minuti

dimenticaEd eccoci qua, cari corridori, all’ormai consueto appuntamento ANNUALE col fumetto del buon Michele Rech, in arte Zerocalcare.

TATTARATTA-TARA-TA!
(Parte la sigla e vai con lo show)

Sì perchè, come la sagra della Pupporina e del neccio con la ricotta, il Signor Zero ci assicura la sua presenza (sugli scaffali delle fumetterie) con un’inesorabile cadenza di 12 mesi spaccati.
Dodici mesi durante i quali si fa un culo tarallo di quelli potenti per riuscire a confezionare le sue opere in tempo per la presentazione al Lucca Comics and Games, e di questo io non posso che essergli profondamente grato dato che alla famosa carmesse della nerdologia ci vado con lo scooter, su una ruota sola.
Quest’anno Zerocalcare si è superatissimo, ed è riuscito a uscire sul mercato con scioltezza, bello agile discretamente PRIMA della grande festa del fumetto.
Ovviamente il mio personale spacciatore di fumetti truculenti mi ha offerto l’albo in tributo sull’altare, e io l’ho ricompensato fermando il terremoto e donandogli un anno di fertilità delle messi.

Michele Rech mentre viene sedotto dal lato oscuro

Michele Rech mentre viene sedotto dal lato oscuro

Cosa dire di Zerocalcare che non abbia già detto in precedenza? Poco. Veramente poco. Che sia partito in tromba fin dall’inizio è cosa nota. Che sia un autore iperattivo anche. Che l’ultima sua opera “12” mi avesse lasciato un po’ perplesso lo scrissi già. Insomma, ve la faccio corta, pensavo che quest’uomo fosse sicuramente un talentuoso ma che alla fine questo talento lo sfruttasse essenzialmente per spremere soldi ai lettori, per fare il variant-cover guy, per bombarbardare il mercato con la qualunque per rimanere sempre sulla cresta dell’onda, e invece mi…invece mi sbhftg…mi sbAARGLA…MI SBAGLIAVO! (cazzo, l’ho detto!).

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Zerocalcare forse potrà essere tutto questo ma è anche indubbiamente BRAVO. Ha del talento e della buona volontà, e oltre la gonna c’è di più. C’è un gran cuore che batte forte e la capacità di riuscire a toccare le corde dell’anima suonandoci “Starway to Heaven”. C’è la capacità di sapersi scavare dentro e tirare fuori quello che un po’ tutti noi proviamo quando ci si trova di fronte a fatalità ineludibili come la morte.

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In quest’opera Calcare forza il lettore a confrontarsi con i propri demoni, a mettere in dubbio le proprie certezze, a smutandare le proprie emozioni, e se il lettore resiste e vuole fare il duro a tutti i costi, alla fine lui gliele scippa quelle emozioni. Se le ruba e scappa via, obbligando tutti a inseguirlo correndogli dietro fino alla fine dell’albo. Dannato Zerocalcare scippatore di emozioni.

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È difficile parlare di questa storia senza spoilerare, ma io ci proverò lo stesso: la nonna di Calcare muore e lui si rende conto di non averla mai conosciuta veramente. Ecco. La storia è tutta qui. Non scherzo! È il nocciolo della trama.
Questa premessa da “Fate ignoranti” dà il “LA” a tutta una serie di introspezioni che tormenteranno il povero Calcare, gettandolo in una vera e propria investigazione sul passato  della vecch…DELLA NONNA, e portandolo a sconcertanti scoperte.
Detta così sembra una storiella banale, ma tenete conto che le pagine sono tipo 236 e quando arriverete alla fine (vivi) troverete la quadra di tutto, e capirete che sì, ZeroCalcare ha fatto un buon lavoro, e che sì, forse sarebbe meglio andare ad abbracciare forte i vostri parenti ORA, piuttosto che dilaniarsi l’anima nel rimorso DOPO, pensando a quanto carogne siete stati con loro nel corso della vostra lurida vitaccia.

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PUNTI DI FORZA

Sicuramente la forte componente autobiografica e introspettiva dell’intera storia.
Oltre a mettersi a nudo con i suoi lettori, Calcare riesce a cogliere tutti quegli aspetti, ampiamente condivisi, legati al lutto.
Il trovarsi ad affrontare un evento del genere sempre impreparati. L’incredulità talmente grande da rasentare l’imbarazzo. L’inadeguatezza delle proprie emozioni rapportate a quelle espresse dagli altri.
Perchè non piango a dirotto come tizio?
Perchè non mi mancano le parole come a caio?
La sensazione di stare assistendo solo a un brutto film. A una finzione al termine della quale qualcuno salterà fuori dicendo: « SCHERZETTO! » e tu gli ammollerai una papagna dritta in faccia.

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DEBOLEZZE

Sicuramente la lunghezza della prima parte dedicata all’introduzione dei personaggi e alla morte della nonna. Necessaria certo, ma spesso troppo ricca e farcita di tutte quelle “calcarate” che caratterizzano lo stile dell’artista. Un inizio così carico fa perdere la bussola al lettore che a un certo punto si smarrisce non capendo più dove la storia vada a parare.
La seconda parte post-mortem nonnina ha tutt’altro passo e scorre via molto velocemente. Densa di metafore e figure oniriche, io l’ho trovata gradevole e senza particolare difficoltà di comprensione, ma non tutti sono uguali a me (per fortuna, altrimenti il pianeta esploderebbe) e ci sono persone come il mio spacciatore di fumetti truculenti che l’hanno trovata difficile da interpretare ed estremamente confusa.
Boh? Il mondo è bello perchè è vario.

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CONCLUSIONI

Lo so che se andate in giro sul net sembra che ci siamo messi tutti d’accordo per fregarvi, ma forse è giunto il momento di considerare il fatto che se tutti dicono bene di una cosa, forse, ma forse, quella cosa ha buone probabilità di essere buona.
Personalmente giudico questo albo un’ottima prova di Zerocalcare. Ottima nei contenuti e nell’esposizione. Sì, certo, la tematica è paraculo ma tant’è. Ogni tanto fa anche piacere riuscire a guardare in faccia la realtà senza deprimersi troppo, riuscendo a conservare un sorriso sulle labbra. Ed è esattamente questo che fa Zerocalcare con Dimentica Il Mio Nome, ci sbatte in faccia la cruda realtà della morte facendocela metabolizzare in agrodolce, con dolcezza, rendendola paurosamente piacevole.

GIUDIZIO

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Guidi-Quote: «Stavolta te lo meriti Calcà»

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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