DONKEY KONG: Le 15 cose (piu’ una) che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

mariovsdk2Il mio amico idraulico me lo diceva in tempi non sospetti, tempi in cui una FIAT Coupé era considerata una macchina figa anzichè una caffettiera smaltata, come avemmo modo di capire bene solo diverso tempo dopo.
Il mio amico idraulico, a vent’anni, il Coupé ce l’aveva di già sotto al culo, mentre io ancora facevo finta di studiare informatica per illudermi di farmi trovare pronto qualora il futuro fosse arrivato, e giravo con la Super5 di mia madre.
Lui me lo diceva, appunto, per giunta ridacchiando, come quando ci si vanta di aver intortato una bella ragazza.
«Fai come me. Impara un mestiere. Smettila di perdere tempo con quelle cazzate da finocchi con tutti quei tastini da premere. Voglio proprio vedere, quando avrai finito di studiare, dove lo troverai un lavoro»
Poi ritirava il gomito dentro l’abitacolo. La camicia con la manica sbottonata lasciava che il suo orologio luccicante mi abbagliasse, e sgassando col Coupé se ne andava via veloce.
Aveva vent’anni, come me, e faceva l’idraulico. A ripensarci adesso vorrei tanto che se lo inculasse un gorilla.

Donkey Kong Arcade

Questo è un gioco assolutamente mitico dove il simulacro del giocatore è “Mario”, un banalissimo carpentiere che poi sarrebbe diventato sia idraulico che leggenda dei videogiochi, e che a quel tempo era conosciuto semplicemente con lo pseudonimo di “Jumpman” (l’uomo che salta). Jumpy doveva combattere per arrivare nella parte alta di ogni livello e salvare la sua amata Pauline, che era stata rapita da una gigantesca sciamma malvagia e arrapata, il Signor Kong.
Almeno inizialmente, “Donkey Kong” fu distribuito con quattro tipi di cabinato diversi: due erano macchine verticali, uno era tipo tavolino da cocktail e l’ultimo era una versione mini, detta cabaret.
Le versioni verticali erano state convertite utilizzando gli armadietti di un altro gioco Nintendo, “Radarscope”, che però non ebbe molta fortuna in terra yankee. Il gioco era stato molto popolare, se pur per un breve periodo, in Giappone, quindi il presidente della neonata Nintendo of America ne richiese un ingente quantitativo per il mercato americano sperando di ottenere lo stesso successo.
Le cose però non andarono nel verso giusto. Il sonoro del gioco emetteva trilli acuti che infastidivano i giocatori americani, ed i gestori non rimasero molto impressionati dalla qualità del gioco. Morale della favola: Nintendo America si ritrovò sul groppone migliaia di unità invendute.
Di fronte a un così evidente disastro finanziario si cercò di salvare il salvabile recuperando almeno i cabinati, e venne deciso di sostituire il gioco “Radarscope” con un altro compatibile.
Il presidente di Nintendo in persona affidò questo delicato compito a un uomo di estrema fiducia, un kamikaze dell’informatica, il promettente e giovanissimo game designer Shigeru Miyamoto che, piuttosto che “fixare” il gioco assecondando il gusto dei giocatori, decide di progettarne uno completamente nuovo, “Donkey Kong”.
Delle originarie 3000 unità di cabinati, circa 2000 furono convertite subito in “Donkey Kong”. Il kit di conversione per il nuovo gioco venne poi spedito in America dove, vedi il caso, divenne un enorme ed inaspettato successo.

“Donkey Kong” venne pubblicato nel Luglio del 1981. È stato il primo titolo della Nintendo a sfondare fuori dal Giappone, principalmente in USA. Prima di lui, la Nintendo aveva fatto molta fatica a trovare un gioco che attirasse l’attenzione degli altri mercati. Dopo il suo enorme successo, la Nintendo decise di fondare rapidamente il proprio quartier generale in America, per accertarsi che il gioco fosse distribuito correttamente. Successivamente, a seguito della vincita di alcune cause legali, Nintendo ne licenziò la produzione anche ad altri fornitori.
“Donkey Kong” introdusse delle idee originali nel gameplay dei platform. Fu il primo gioco ad avere differenti schemi di gioco, e permetteva al giocatore di saltare sopra gli oggetti.
Jumpman venne poi ribattezzato Mario, in onore di Mario Segale, l’affittuario degli uffici che andarono ad ospitare la Nintendo America, ma qui la questione è controversa perché un’altra corrente di pensiero vede Jumpman già battezzato come Mario dallo stesso Miyamoto ben prima che sbarcasse in America.

Anche se nei vari giochi usciti successivamente Mario è un idraulico, in “Donkey Kong” la sua occupazione è il carpentiere. Il suo aspetto è stato dettato dalla grafica primitiva del tempo, per cui l’unico modo di fare apparire le braccia separate dal corpo era di colorarle diversamente, rendendo esteticamente l’effetto “salopette”. Allo stesso modo, Mario indossò un cappello per evitare ai programmatori di dover rappresentare i suoi capelli.
Soltanto negli Stati Uniti furono vendute circa 60.000 unità di DK, e malgrado sia stato uno dei 10 giochi più venduti nella golden age degli arcade, non raggiunse mai il numero 1 delle vendite. Rimase comunque saldamente alle spalle dei mega-hit “Pac-Man” e “Ms. Pac-Man”.

TRIVIA:Al momento Dean Saglio detiene il record mondiale per questo gioco. Il  10 Aprile 2013 ha fatto ben 1,206,800 punti.

I naviganti sono avvisati che il gioco non ha una fine vera e propria, ma un “livello di morte certa”. Nel livello 22, infatti, il contatore del tempo finisce così rapidamente che è impossibile portarlo a termine.

Ma veniamo a noi e leggiamoci i 15+1 fantomatici punti:

1) Donkey Kong ha un easter egg che non troverete mai.
È uno dei più vecchi Easter Egg della storia dei videogiochi e può essere trovato solo nella versione per Atari 400. Landon Dyer, il programmatore che si occupò di quella conversione, lo configurò in modo che se un giocatore fosse morto a determinate condizioni e avesse atteso che il gioco tornasse alla schermata del titolo, avrebbe visualizzato le sue iniziali, “LD”. Ci sono voluti 26 anni per scoprire questo easter egg, e se ne venne a conoscenza solo quando Dyer lo postò, nero su bianco, sul suo blog. Purtroppo è passato così tanto tempo che lo stesso Dyer non si ricorda più come arrivarci, quindi non contate di vederlo così facilmente.

2) Donkey Kong è stato un best-seller.
Quando l’originale “Donkey Kong Country”uscì sul mercato nel 1994, diventò il videogioco per Super Nintendo più venduto nella storia di quel sistema.

3) Cranky Kong prendeva per il culo la concorrenza.
In “Donkey Kong Country 2: Quest of Diddy Kong”, c’è una schermata in cui viene mostrato il giocatore che si classifica a fianco di tre grandi stelle Nintendo: Mario, Yoshi e Link. Se si presta attenzione in basso a destra, si può vedere anche un cartello che dice “No hopers” e accanto ci sono quelle che sembrano le scarpe da ginnastica di Sonic e la pistola a raggi di Earthworm Jim. Ovviamente è una presa per i fondelli dei due popolari personaggi videogiocosi, in quel momento in piena concorrenza sul mega-drive.

nohopers4) Mario aveva un’altra donna prima della principessa Peach.
La damigella in pericolo che Mario deve salvare in “Donkey Kong” non è la stessa principessa che viene presentata in “Super Mario Bros.”. In realtà il suo nome è Pauline e prima ancora, il suo nome era semplicemente “The Lady”. Se vi siete mai chiesti perché al posto dei capelli sembra che abbia una medusa spiaccicata e al posto dell’abito una tovaglia, è perché doveva emulare Fay Wray, la protagonista femminile del film “King Kong.”

art_DonkeyKongLadyPauline5) Due negozi hanno accettato banane come pagamento per “Donkey Kong Country Returns”.
Nel 2010, due rivenditori delle catene “GAME” e “Gamestation” fecero una promozione in cui i primi 20 clienti che entrarono in negozio poterono avere una copia di “Donkey Kong Country Returns” in cambio di un vero casco di banane. Immaginatevi che tipo di promozione ci potrebbe essere per il nuovo gioco di “Larry Leisure”.

6) Braccio di Ferro ha influenzato “Donkey Kong”.
Il primo gioco di “Donkey Kong” venne fatto anche per dare un’alternativa a Nintendo quando il gioco basato sul fumetto di Popeye saltò. Molti dicono che sia stata addirittura una frettolosa riconversione. Il suo creatore, Shigeru Miyamoto, ne rivendica l’originalità e sostiene che l’idea di fare un gioco con un triangolo amoroso tra un falegname, la sua ragazza e un gorilla fosse lo scopo fin dall’inizio.

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Un Triangolo simile

7) Le Competizioni di “Donkey Kong Country” ottennero la loro propria cartuccia dedicata.
Esiste una super-rara versione di “Donkey Kong Country” emessa esclusivamente per uso “agonistico”. Si dice che ne esistano 2500 copie e che venne diffusa per l’esclusivo uso nei campionati di videogiochi “Powerfest” del 1994, e durante il “World Blockbuster Video Game Championships 2” del 1995. Ciò che rende questa cartuccia diversa rispetto alla versione comune è un meccanismo segnapunti e 5 minuti di tempo come limite d’uso. Venne utilizzata per segnare i punti dei giocatori durante le gare dove si dovevano accumulare il maggior numero di punti in otto livelli prima che scadesse il tempo.

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8) Nintendo possiede i diritti di “It’s on like Donkey Kong.”
“It’s on like Donkey Kong/You wanted that fast buck, now I gotta light that ass up” È la frase con cui Ice Cube iniziò la sua canzone “Now I Gotta Wet’Cha” nel suo album del 1992, “Predator”. Nove anni più tardi, lo stesso pezzo è stato usato nella pubblicità di “Donkey Kong Country Returns 3D”. Questo perché Nintendo ha presentato denuncia, vinto il processo, si è registrata la frase e l’ha usata a fini commerciali.

WTF

WTF

Lo stesso non si può dire dei due cantanti diversamente zingari Buckner & Garcia, che si sono già affacciati su questo blog con memorabili prodezze musicali. La loro “Do the Donkey Kong” fu regolarmente registrata e i soldini se li intascarono tutti (ed erano tanti).

9) Il creatore di Donkey Kong odia gli spin-off.
Shigeru Miyamoto non era assolutamente fan della serie “Donkey Kong Country” e dichiarò pubblicamente: “Donkey Kong Country dimostra che i giocatori hanno a che fare con un gameplay mediocre realizzato allo stato dell’arte” Quelle stesse parole tornarono a tormentarlo quando il gioco, e il suo sequel, vendettero oltre un milione di copie ciascuno. Con il cappello in mano, Miyamoto presentò pubblicamente le sue scuse.

10) La battaglia dei Kong.
Nel 1982, gli Universal City Studios trascinarono la Nintendo in tribunale a causa del videogioco “Donkey Kong”. A loro dire la trama era troppo simile a quella del film “King Kong”. Nintendo vinse la causa perché “King Kong”, come concept, era già troppo vecchio e tutti i diritti sul suo sfruttamento erano ormai di pubblico dominio.

11) Donkey Kong è un giocatore incallito.
Nel nuovo “Donkey Kong Country Returns 3D”, se il giocatore resta inattivo per un determinato periodo di tempo, vedrà Donkey Kong sedersi e iniziare a giocare con quello che sembra un Nintendo DS Lite. Se si ascolta attentamente gli effetti sonori, si capirà che sta giocando al gioco arcade originale di “Donkey Kong”.

12)Donkey Kong è stato scopiazzato a destra e a sinistra.
Nel momento in cuiDonkey Kong” raggiunse la massima popolarità, una sfilza di giochi clone vennero portati al pubblico. “Monkey Kong”, “Congo Bongo” e il clonissimo “Crazy Kong” praticamente identico all’originale ma un po’ più difficile. Uscì anche un gioco da tavolo, e
nel 1981 un gioco LCD,King Kong”, che la “Tiger Electronics” (poi diventata popolare per i giocattoli Furby) mise sul mercato.

13) Il cugino dimenticato della famiglia Mario.
A tutti piace dire che Luigi, il fratello di Mario, non sia valorizzato quanto merita e venga spesso ignorato, ma i due idraulici in realtà hanno un cugino di nome Stanley, direttamente da “Donkey Kong 3”, di cui non abbiamo più sentito parlare. Stanley era uno sterminatore che sparava sbuffi di veleno su per il sedere di Donkey Kong. Questo può essere il motivo per cui non è mai stato invitato alle feste nel Regno dei Funghi.

Donkey Kong 3

14) Donkey Kong on TV
“Donkey Kong” ha avuto due programmi televisivi nazionali dedicati. Il primo, “Donkey Kong”, era un cartone animato prodotto dalla Ruby-Spears di Joe Ruby e Ken Spears, che fece parte della line-up del “Saturday Supercade”. Una  trasmissione per bambini del 1983 basata sui personaggi dei videogiochi.

Il secondo nel 1997, quando una serie in CGI venne realizzata su “Donkey Kong Country”.

15) Esiste un “Donkey Kong Jr.” matematico.
Nelle profondità dei recessi nascosti del mondo dei videogiochi ci sono cose che si spera rimangono dimenticate. Una di queste è “Donkey Kong Jr. Math”. Venne rilasciato per NES (Famicom) e i giocatori dovevano sfidarsi a risolvere problemi di matematica con “Donkey Kong Jr.” Il motivo di cotale creazione era che il Famicom era stato commercializzato come un computer per famiglie, e Nintendo aveva preso molto sul serio questa cosa a livello di immagine. Niente era più familiare di martellare un ragazzo con la matematica, così provarono a giocarsi anche quella carta.

+1) Nel 1982, il lancio della console CBS Colecovision fu enormemente aiutato dal fatto che venisse fornita con una copia del gioco “Donkey Kong” inclusa nella confezione. Per questo e altri motivi, la Colecovision riuscì ad accaparrarsi un’importante fetta di mercato ai danni di altre console tecnicamente superiori come l’Atari 5200.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Jack Napier ha detto:

    nb: il gioco “Donkey Kong Jr. Math” non è esclusiva Famicom ma esiste anche in versione pal, ed è alquanto raro e quotato. Gioco di melma ma economicamente costoso.

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