Impatto ambientale altissimo: DOOM. Le 13 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

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Io DOOM me lo ricordo bene perché: a) Nel 1994 non esisteva PC sulla faccia della terra che non lo avesse installato nella sua versione shareware; b) quell’anno ero a Piombino a fare l’obiettore di coscienza.
Se vi state chiedendo cosa possa avere a che fare DOOM con dei mentecatti capelloni che obiettavano guidando ambulanze piuttosto che con un gruppo di esaltatissimi parà della Folgore, beh, è presto detto: LA CAMERATA.
Nella nostra camerata di 8 personaggi discutibili c’era un carrarino programmatore che, nonostante fosse carrarino, restava pur sempre un programmatore, e per questo si era portato dietro il suo COMPUTER. Ecco. La notte, quando non venivo svegliato dalle bottiglie d’acqua Panna da un litro e mezzo PIENE che mi venivano scagliate addosso a causa del mio russare, voleva dire che tutti eravamo troppo impegnati nel torneino di DOOM.

Ci sono tante cose da sapere su DOOM, una delle prime è che molti lo ritengono il videogioco che ha sbolognato alla massa i giochi FPS.
Dice: «Giochi FPS? Che vuole dire giochi FPS?». Vi rispondo subito.
È l’acronimo di First Person Shooter, ovvero, tradotto letteralmente nella lingua di Dante, Giochi di Sparare in prima persona, e tradotto nella lingua di noaltri, SPARATUTTO in prima persona.
A questi giochi di solito ci si sollazza guardando attraverso gli occhi di un protagonista che se ne va in giro a massacrare cose e persone, a prendere dei belli spaventi di quelli grossi, a esplorare labirintiche istallazioni e paesaggi più o meno surreali commettendo gli illeciti e le atrocità più indicibili.
Diciamo che, ora come ora, un buon 70-80% dei giochi per pleistescio e icsbocs appartengono a questa tipologia, e se proprio non fossero in prima persona, beh, allora sarebbero sicuramente in terza, cioè voi guardate il groppone o il brutto muso del vostro protagonista mentre spiana cose e maRZacra persone.

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Un brutto muso a caso

Il gioco di DOOM però arrivò tra capo e collo in un tempo in cui di cose del genere se n’erano viste decisamente poche, diciamo pure pochissime, e quindi (usando una colorita metafora) “sverginò” il mercato, aprendo la strada a una marea di cloni e copie carbone di sé stesso che andarono immediatamente a saturare l’ambiente e non ce li siamo più tolti dai coglioni fino ad ora.

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E questo, cari corridori, è un SIGNOR clone

DOOM fu programmato dalla id Software, una casa produttrice di videogiochi che dopo quel colpaccio lì, in pratica, non ha più fatto altro nella vita che produrre FPS.
La id aveva cominciato a farsi viva sul mercato già nel 1988, ma senza particolari performance di rilievo. Il primo vero acuto lo lanciò nel 1992 quando rilasciò sul mercato WOLFENSTEIN 3D, uno sparatutto dove si doveva sterminare nazisti senza alternative dentro a un castello nella brughiera.

 

Da Wolfenstein 3D a DOOM il passo fu breve, e tra l’uscita dei due giochi passò un misero annetto. Quello che però i programmatori della id non si aspettavano fu l’impatto ambientale altissimo che ebbe la loro creatura, quel livello di diffusione e la grande eco che ricevette sui media di tutto il mondo. Questo fu dovuto in larga parte alla carica truculenta senza precedenti del gioco, il suo gameplay fluido, e soprattutto a quella mossa azzeccata a livello promozionale che fu il rilasciare GRATUITAMENTE una versione shareware con il solo primo episodio giocabile (la versione completa ne contava altri 3). Nel giro di pochissimo tempo CHIUNQUE avesse un PC con MS-DOS ebbe anche la relativa installazione di DOOM Shareware sul proprio Hard-Disk e addirittura, quando venne rilasciato Windows 95, il signor Cancelli pensò seriamente di usarlo come “cavallo di troia” per spingere ulteriormente gli utenti a installare il suo diabolico sistema operativo.

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Come dicevo all’inizio, probabilmente non sapete molte cose riguardo a DOOM, e non sono certo quel tipo di cose che avreste potuto imparare da quella poverata di film con Dwayne Johnson. Allora sapevatele ‘ste cose, daje, che ve ne ho scritte qualcuna qui sotto:

1) Nel 1995, Doom è stato il software più installato al mondo sui PC compatibili, superando perfino l’esordiente Windows 95. Il travolgente successo del gioco spinse il gran visir di Microsoft, Bill Gates, ad acquistarne i diritti e farne sviluppare una versione da fornire integrata con Win95, in questo modo intendeva acchiappare più utenti e spacciare la sua piattaforma come una game-oriented. Bill girò addirittura uno spot pubblicitario di Win95 dove compariva all’interno dello scenario di gioco.

 

2) Lo sviluppo di Doom iniziò immediatamente dopo che la id Sofware ebbe rilasciato Wolfenstein 3D. Il capo del progetto, John Carmack, si smarcò dal gruppo per lavorarci in gran segreto mentre agli altri stavano sviluppando il sequel di Wolfenstein: Spear of Destiny.

3) Inizialmente, quando tutto il team id cominciò finalmente a lavorarci sopra, c’era un forte desiderio di sviluppare un gioco direttamente ispirato al franchising di Alien, tant’è che vennero avviati dei negoziati con la Twentieth Century Fox per l’acquisizione dei diritti ma la cosa condusse a un nulla di fatto. Alla fine quello che ne venne fuori fu una cosa a sé stante, molto sci-fi ma con una forte connotazione demoniaca che gli restituiva un’originale individualità. Questo però non impedì a Doom di essere contaminato da ALTRI franchising come ad esempio quello de “LA CASA” (Evil Dead). Nel gioco, l’utilizzo della motosega e della doppietta furono infatti direttamente ispirati alle vicende di Ash.

Questo, corridori, è il mio bastone di tuono!

4) Originariamente DOOM avrebbe dovuto chiamarsi una roba tipo “È verde e si è incazzato!“, poi John Carmack vide il film “Il Colore Dei Soldi” e si fulminò su una scena in cui Tom Cruise si presentava in una sala da biliardo con una stecca su misura chiusa in una custodia. «Che cos’hai lì?» gli domandava un mandingo. «Doom» rispondeva Cruise con un ghigno arrogante. Soltanto questo è bastato a battezzare uno dei giochi più giocati nella storia dei videogames.

 

5) L’idea di integrare nel gioco demoni e mostri con tutta una serie di ammicchi alla mitologia satanista venne ad alcuni sviluppatori con il pallino per Dangeons & Dragons. Avevano appena giocato un’avventura dove dei demoni venivano ricacciati negli inferi attraverso un portale dimensionale.

6) Al direttore creativo, Tom Hall, venne l’idea di mettere nero su bianco i punti cardine, la storia e la filosofia che avrebbe dovuto avere questo nuovo gioco. Scrisse quindi una “Doom Bible” dove raccomandava che il gioco avrebbe dovuto svolgersi in una installazione militare presa d’assalto da creature demoniache e sita su un pianeta alieno chiamato TEI TENGA. Ci dovevano essere 5 diversi personaggi giocabili con altrettante qualità che li rendevano unici, e la storia prevedeva un viaggio andata e ritorno all’inferno con la distruzione del pianeta come epilogo. Il protagonista avrebbe dovuto ricoprire un ruolo di responsabilità ed essere mandato in prigione durante lo svolgersi della storia. John Carmack, però, non apprezzò tutti quei dettagli e cassò la bibbia di DOOM prendendo come buone solo le linee generali. Tom Hall non apprezzò neanche lui e qualche anno dopo, quando se ne andò via dalla id Software, si portò via la bibbia e usò le idee in essa contenute implementandole nei giochi che realizzò per la concorrenza.

7) DOOM è famoso per le sue numerose stanze segrete ed easter eggs. In una delle prime versioni, nella sezione “centro di comando”, era possibile entrare in una stanza segreta fatta a forma di svastica. Negli intenti dei programmatori doveva essere una strizzatina d’occhio a Wolfenstein 3D, ma di fatto sollevò un vespaio di polemiche per poi venire rimossa.

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8) Un’altro riferimento a Wolfenstein 3D può essere trovato anche in DOOM II. Al livello 15 si accede ad un altro livello segreto che catapulta il giocatore direttamente nel gioco dei nazisti.

 

9) Il terzo e quarto episodio di DOOM, Inferno e Thy Flash Consumed, e numerosi capitoli in essi contenuti, devono il loro nome a dei passi della Bibbia, quella vera però, non quella di Tom Hall.

10) Il livello 21 di DOOM II è stato nominato NIRVANA come riferimento alla famosa grunge-band e alla prematura dipartita del suo caro leader. Difatti, subito all’inizio del livello, il giocatore si trova ai piedi una doppietta pronta per essere raccolta.

Occhio Kurt. Mi sa che è carica

Occhio Kurt. Mi sa che è carica.

11) La colonna sonora di DOOM è pesantemente influenzata da riff e melodie di popolari gruppi grunge ed heavy-metal. Ci sono pezzi dove i riff degli Alice in Chains, degli Slayer, degli Stone Temple Pilots, dei Pantera, dei Black Sabbath, e molti altri possono essere chiaramente riconosciuti.

12) La faccia del doomguy nella barra dello stato non riesce mai a mostrare l’espressione scioccata. Questa espressione è presente tra le tante che il doomguy può assumere ma a causa di un bug del gioco non viene mostrata mai.

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13) Il BFG 9000 è l’arma più potente dei primi due giochi di DOOM. Il suo nome non è altro che l’acronimo di Big Fucking Gun, ovvero, arma fottutamente GROSSA.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. JimmyC5 ha detto:

    Chiamare solo Carmack come “capo del progetto” mi sembra riduttivo, almeno considerando anche Romero 😛

    Comunque consiglio, qual’ora non fosse stato già fatto, la lettura di Masters of Doom: tanta roba.

    • Simone Guidi ha detto:

      Ti ringrazio della dritta JimmyC5, Mi procuro subito il libro che mi hai suggerito. Tra l’altro ultimamente non ho neanche niente da leggere e la tua info capita proprio a fagiUolo 🙂 Edizioni Multiplayer.it, vedo. Tra l’altro solo 9,9 eurini per 300 pagine. Sì,sì. Mi hai convinto. Lo compro, lo leggo e ci faccio pure la rece. Grazie assai 🙂

  2. Marco Miccoli ha detto:

    DOOM ha influenzato la mia mente!
    A volte mi capita di entrare in qualche ufficio è per puro caso noto dei neon che si accendono e spengono, in quel momento controllo tutti i lati della stanza.
    Un’altra volta sono entrato in un magazzino aziendale, buio, sporco e con cisterne altamente infiammabili, in quel momento avanzavo con la mia forbice da elettricista puntata in avanti.
    DOOM è entrato in me!

    • Simone Guidi ha detto:

      LOL. Soprattutto il terzo capitolo ha spinto parecchio su quel tasto. Era un survival-horror puro. Sì-sì, a questo giochino dobbiamo parecchio. Domani specialone sul blogghino, mi sembra doveroso. 🙂

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