Il buco col nulla intorno: Dylan Dog Benvenuti a Wickedford

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Dylan-Dog-340Lo so, mi ero ripromesso di moderare l’assunzione di questo fumetto, di prenderne la giusta dose per riuscire a sballarmi ed evitare quelle fastidiose crisi di rigetto che talvolta impone la gestione Recchioni. Però, sapete com’è? L’occasione fa l’uomo ladro. Giacomo Lucarini mi aveva detto che non era proprio da buttare, che c’era del buono in lui. I soliti haters mi twittavano che volevano sciogliere Roberto nell’acido, lo spacciatore di fumetti truculenti era in ferie e non gli potevo chiedere niente, c’era il funerale di mia madre, un terremoto, una tremenda inondazione, LE CAVALLETTE! Non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!
È che ti entro nell’autogrill e te lo vedo lì, in bella vista che mi dice: “Comprami Simone, COMPRAMI! Magari questa volta ti piaccio. Magari ti ricorderai davvero di me, DOPO. Roberto dice che non fa male, che si può fare, che la crisi non esiste. COMPRAMI!“.
E io, cazzo, l’ho comprato il Dylan Dog Benvenuti a Wickedford, però a ripensarci bene era meglio se mi facevo una canna, almeno dopo mi avrebbero preso per il culo ma sarebbe passata. E invece adesso mi sento preso per il culo e basta.

Ché poi si fa preso a dividere il mondo in haters e lovers. Roberto Recchioni è uno di quei personaggi che ci riesce benissimo. È polemico, è messianico, è sborone ed ha pure quella punta di stronzaggine che rende il suo personaggio un badass da futuro distopico alla Mad Max. Però oh, un conto è il personaggio, e va bene, un conto è il prodotto del personaggio.

Sicuramente un personaggio

Cioè corridori, chiariamoci, se Roberto Recchioni è arrivato dove è arrivato dei meriti ce li ha, ed è inutile che poi mi twittate tutto il vostro odio verso di lui. Io a questo sporco gioco al rilancio non voglio partecipare. Come dice Farenz: c’ho tren…QUARANT’ANNI io, mica ho tempo per giocare a bau-bau micio-micio?!
Recchioni ha delle innegabili qualità che io, tra parentesi, gli invidio anche:

1) È un grandissimo comunicatore, mentre io non riesco neanche ad intendermi con mia moglie quando c’è da apparecchiare insieme.
2) Sui social ha una personalità carismatica che, vera o falsa che sia, trascina la gente, mentre a me non mi segue neanche il cane quando lo porto fuori a fare pipì.
3) Riesce a valorizzare anche l’invalorizzabile rendendolo un prodotto di pregio, mentre io ho difficoltà a vendere il numero 1 di Rat-Man su Ebay!

Insomma, basta che Roberto prometta di togliere l’IMU e si compri una rete televisiva che ce lo ritroviamo sui libri di storia, è chiaro ‘sto fatto?

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Roberto da Vespa mentre illustra il contratto con i lettori italiani

Quindi amici, lo dico una volta per tutte, Roberto Recchioni NON è al posto sbagliato nel momento sbagliato, anzi, è giusto che stia lì a fare il lavoro per cui è stato chiamato.

Bene, adesso parliamo di Dylan Dog però.

Ma LOL!

Dylan MEME LOL

Altro giro, altra corsa. La rivoluzione Recchioniana continua piazzando un’altro tassello nel mosaico, e forse stavolta una forma si comincia a distinguere.

In questo Benvenuti A Wickedford veramente uber-banale, il concetto di linearità viene spinto all’estremo con una storia dove il cattivo che all’inizio sembrava cattivo alla fine è proprio lui il cattivo, e il concetto di utilità della trama nella continuity dell’indagatore dell’incubo decade a “sceneggiatura di un film porno”.

Il problema non sta nei disegni, messi giù ad arte da Marco Nizzoli, e neanche nella copertina, con il nostro eroe che fugge estirpandosi da una pizza margherita ribollente disegnata da quella garanzia umana che è Angelo Stano. Il problema è proprio la trama, che a definirla PRETESTUOSA è una giacchettata.

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Tipo Don Matteo ma trombante

 

Se infatti dovessi usare un termine per questo numero di Dylan Dog lo chiamerei “IL PRETESTO“.

Dice: Ma il pretesto per fare cosa?

Il pretesto per fare promozione a un’altro fumetto, e quindi far pagare al lettore 3,20 Euro per comprarsi una brochure pubblicitaria di 100 pagine dove si introduce un nuovo personaggio in una nuova ambientazione che forse, se gira bene, potrebbe reggersi sulle sue gambe in una collana spin-off. GENIALE!

Cioè, vi rendete conto la genialità di questa cosa? Io, lettore, pago te, editore, per vendermi l’intro di un nuovo personaggio rimaneggiato, col pretesto che nella stessa intro si svolge anche l’avventura dell’eroe per cui ti ho pagato. No, ditemi adesso se Recchioni non si merita di essere dove è, dai?!

Che FAINA corridori. Quest’uomo è una faina.

La faina

La faina

Dice: Ma di che stai parlando? Io mica l’ho visto il nuovo personaggio rimaneggiato?

L’hai visto, l’hai visto caro lettore, solo che eri troppo occupato a fare STRALOL quando hai sentito che il suo vero nome era SHERLOCK HOLMES BLOCK, e poi ti sei pure ulteriormente distratto facendo ROTFL quando Dylan ha detto che aveva sempre odiato il soprannome “OLD BOY”. Ecco, quei due momenti lì ti hanno fatto fissare il dito facendoti perdere di vista la luna che il dito stava puntando, e nella fattispecie la luna non è altro che la Signora Fletcher/Block che se ne va a vivere a Cabot Cove/Wickedford e d’ora in avanti aiuterà Dylan da laggiù, destreggiandosi nel suo micro ambiente pieno di gente che gli vuole bene e se lo vuole anche trombare. Incredibile eh?! Pure l’ispettore Block avrà la fidanzata con cui fare le sporcellate. Questa si che è una rivoluzione, cazzo. Bravo Roberto!

 

E allora amici, ve l’avevo detto che qualcosa si cominciava a intuire in mezzo a tutte ‘ste Recchionate una appresso all’altra no? Questa volta una rivoluzione c’è veramente! Peccato che mezzo internet non se ne sia accorto e sia troppo occupato a schizzare bile sul vero nome di Block nevvero?

Il problema però rimane. A me di aver pagato 3,20 euro per il numero ZERO della Signora Fletcher/Block mica è piaciuto sapete? Però, anche in questo caso me ne sono accorto quando ormai i soldi erano nella cassa dell’autogrill del Cantagallo, e il buon Roberto anche stavolta ha vinto.
È inutile, Roberto dei meriti ce li ha e voi haters dovreste smettere di twittarmi ché adesso mi avete proprio rotto il RAZZO.

GIUDIZIO

MEHPerchè a me piace la Signora in Giallo

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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