La rivoluzione puo’ attendere: Dylan Dog Spazio Profondo

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

dyd_spazio_profondoSoggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni

Ricordate bene questo importantissimo dettaglio:

Soggetto e sceneggiatura: ROBERTO RECCHIONI

È questa la principale differenza tra il vecchio Dylan Dog e il nuovo Dylan Dog.
Sul blogghino se n’era già parlato quasi un anno fa e alla fine, con ben due mesi di anticipo, l’era Recchioniana è iniziata. Sì, perché proprio di “era” si deve parlare, cari corridori. Un’era caratterizzata da una vera e propria campagna bellica sui mezzi di comunicazione, il bombardamento internet tramite tweet a frammentazione, le esplosioni atomiche dei gruppi facebook dedicati al fumetto, la propaganda attuata da un circolo di guastatori blogger e da qualsiasi altro tipo di evento atto a portare la rivalsa laddove il vecchio Dylan sembrava annaspare ormai da anni. Il tutto riassumibile nel seguente assunto: tornare di moda e, di conseguenza, RIPORTARE IN ALTO IL FATTURATO.
Ora, siccome in Italia neanche l’onestà riesce a tornare di moda, io, come tanti, ho dato fiducia al caro leader Bonelliano e mi sono permesso di fare un’analisi personale di questo numero. Quindi, occhio corridori. Se non avete letto il numero 337 non andate oltre, sotto stanno brillando SPOILER all’uranio impoverito. Sarà un buon numero o non lo sarà? È lui o non è lui? Andiamo.

tumblr_n30hw7FeOF1qbymexo1_500

Che bella la rivoluzione. È il sovvertimento dell’ordine costituito. Il ribaltamento delle cose. Gli ultimi salgono in cima e quelli che erano in cima passano sotto, ma proprio sotto-sotto, di solito sottoterra direttamente, ma questi sono inutili dettagli perché la rivoluzione Recchionina è di tutt’altra pasta, e si era posta per un anno intero ben altri obiettivi, molto meno ideologici e molto più pratici, per così dire.
Dylan Dog era tutto sbagliato, Dylan Dog era tutto da rifare, così ci avevano detto. E da un certo punto di vista una buona dose di ragione ce l’avevano pure. Ma qui, almeno per ora, ci troviamo di fronte al fatto che, se veramente è stato cambiato tutto, alla fine non è cambiato niente.

Spazio Profondo all’apparenza si presenta bene. Una bella copertina di Angelo Stano ricalca fedelmente le bellezze rinascimentali e l’albo è tutto a colori! Proprio come meritano gli albi più importanti nella storia di Dylan Dog.

Le bellezze rinascimentali

Pittura rinascimentale: “Iphone 6 caduto all’uscita dal negozio”

I disegni di Nicola Mari tengono botta e la scelta cromatica di Lorenzo De Felici di basare la massima parte della colorazione su un contrasto ciano/porpora, è pienamente azzeccata (poi magari io sono daltonico e i colori li ho cannati, ma a me sembrano quelli). Dopo però viene la trama e lì cari corridori miei, lì son volatili per diabetici. L’unico lato positivo ma contemporaneamente scontato di questo genere di avventure è che si risolvono tutte in un brutto sogno del protagonista, il chè lo trovo decisamente meglio che lasciare il lettore lì così, con il fumetto in mano, indeciso se tirarlo fuori dalla finestra oppure no, come magari può succedere con i finali supercazzola tipo QUESTI.

Il problema principale di questa storia è che si dipana tra una marea di cazzate gigantesche tipo quelle viste in PROMETHEUS al cinema. Tra dialoghi scontati e battute a effetto rippate brutalmente da millemila film anni ’80/’90, il lettore si va a infognare in una perturbazione temporalesca di MACCOSA che non lasciano scampo.
E il tutto inizia nel modo peggiore, nel modo in cui una storia non dovrebbe mai iniziare; con UNO SPIEGONE apocalittico di 6 pagine che ti uncina le palpebre e te le cala cementando l’occhio per minimo 5 ore, se ti gira bene 8 nel fine settimana.

MARIrid

Risveglio nel futuro

Il primo spiegone ( sì, perché ce ne sarà anche un altro più avanti) inizia a pagina 12 e ci informa che siamo in un imprecisato futuro dove una delle principali piaghe della colonizzazione spaziale sono gli SPETTRI che infestano le astronavi, e Dylan Dog è stato usato come modello per produrre androidi atti a disinfestare quelle navi.

Ogni andro-Dylan Dog viene messo a capo di una squadra di 5 elementi composta da lui stesso e altri 4 andro-DD modificati in modo che ognuno eccella in una particolare attitudine.
Per capirci: c’è il Dylan Dog guerriero specialista delle armi e delle tattiche di guerra. C’è il Dylan Dog cervellone adatto ai ruoli di comando e coordinazione. C’è il Dylan Dog DONNA empatica il cui ruolo è quello di urlare, piangere, e farsi prendere dal panico nonché morire inutilmente e male. C’è infine il Dylan Dog Dottor Manhattan che serve per inquietare tutti, parlare telepaticamente con i computer e di conseguenza smaltire la fila alla posta.

Squadrone avvoltoi

Squadrone avvoltoi

Il compito della squadra, come già accennato in precedenza, è quello di ripulire una nave spaziale infestata in modo da poterla recuperare, chè le astronavi sembra costino un’occhio, signora mia. Era meglio quando si stava peggio e lei non può capire.

Bene. Gli space ghostbusters arrivano sulla nave in questione e cominciano a morire tutti male, ma il primo morto è causato proprio dal primo MACCOSA di questa traballante trama: una volta stabilito il centro di comando all’interno dell’astronave, lo abbandonano sparpagliandosi in giro in cerca di spettri e lasciando le porte APERTE. L’andro-DD cervellone sarà il primo a pagarne le conseguenze.

1411397034228Immagine5Adesso che ci sono un po’ di budella in giro e il lettore potrebbe avere un sussulto di vitalità, ecco che, esattamente a pagina 50, scatta il SECONDO SPIEGONE fotonico che ci illumina sul fatto che sì, i nostri eroi non sono la prima squadra che tenta di recuperare quella nave. Sì, di squadre ne sono state già mandate 4 prima di loro e se ne sono perse le tracce. Sì, per riuscire a liberare quella nave lì ci vorrebbero MINIMO 15.000 andro-DD. Ecco quindi arrivare a ruota il  secondo MACCOSA: Se servono 15.000 androidi per ripulire l’astronave; Cazzo c’hanno mandato a fare 5 squadre da 5 androidi in tutto questo tempo? Oltretutto le comunicazioni funzionano perfettamente! Possibile che nessuno abbia avuto questa brillante deduzione prima?

Nel frattempo, l’andro-DD guerriero era già moribondo e lo spiegone gli da il colpo di grazia. Muore con le budella in mano chiedendo di bere qualcosa di forte, e dimenticandosi di essere astemio. Una fine ingloriosa.

Sei astemio e muori male

Sei astemio e muori male

Neanche il tempo di dargli dell’imbecille e già arriva al gran galoppo il terzo MACCOSA: con una citazione schietta della mitica frase di “Aliens”, l’andro-DD originale decide di decollare e nuclearizzare. Gli altri gli dicono di sì. Per loro va benissimo, però essendo copie a risparmio dell’originale Dylan Dog hanno una limitazione nel cervello che gli impedisce di distruggere l’astronave che sono venuti a salvare, e allora sai ché? Ti aiutiamo ad arrivare dove vuoi arrivare, ma gli ultimi metri te li devi fare da solo perché non possiamo essere complici.
ESTICAZZI del complice! Che razza di ragionamento!? È come se, durante una rapina in banca, uno si professasse innocente perché ha SOLO procurato le armi e fatto da palo/autista, mentre il vero colpevole è quello entrato in banca col passamontagna.

Il lettore è frastornato da questo uno-due di MACCOSA. Barcolla sul fumetto mentre il mondo intorno gira vorticosamente. Ma non c’è respiro, niente tregua. Come per un montante sotto al mento, ecco che viene colpito dal quarto MACCOSA definitivo che lo stende KO:
Distruggere l’astronave è un problema perché i codici dell’autodistruzione erano in possesso del comandante e del suo vice attualmente smembrati e fluttuanti in giro per l’universo. Come fare per far saltare in aria tutto? Semplicissimo. Con una soluzione degna di Damon Lindelof dall’ultimo film di Star Trek, ecco che per far saltare l’astronave basta entrare in una stanza e spaccare tutto con l’ausilio di una chiave inglese. Se Kirk è riuscito a far ripartire l’Enterprise prendendo A CALCI il nucleo di curvatura, Dylan Dog riuscirà sicuramente nella sua opera di annientamento, potete scommetterci.

Immagine1Inutile dire che l’andro-DD originale, con un trucchetto molto simile a una supecazzola come fosse antani, riesce a uccidere il mostro e distruggere l’astronave facendola inghiottire da un buco nero e ritrovandosi magicamente catapultato dentro SILENT HILL!

tavola_dyd_337

Silent Hill

Dopodichè si prende una paura cane e si sveglia di soprassalto nel suo letto con l’immancabile figa accanto. Era tutto un sogno. Ah che sollievo per Dylan. Va in bagno, si guarda allo specchio e…TA-DAAA…Colpo di scena alla NIGHTMARE! ERA TUTTO VERO! FINE.

CONCLUSIONI

Questo è il primo numero ufficiale della gestione Recchioni e il mio pensiero a riguardo è abbastanza chiaro. Di rivoluzionario ha solo il numero di buchi in sceneggiatura. Mi sembra abbastanza evidente. Però c’è da dire che è anche un numero a sè stante. Fuori dal continuum Dylandoghiano. Quindi forse un’attenuante gliela posso dare in attesa del prossimo albo che dovrebbe vedere il pensionamento definitivo dell’ispettore Block e l’evoluzione nella linea temporale del protagonista.
Certo è che se la caratura è questa, Recchioni mi sta pisciando in testa dicendomi che piove.
Per adesso, l’unica cosa in cui mi sembra abbia fatto centro Roberto è la creazione dell’aspettativa, l’impennata dell’hype intorno a Dylan Dog, ma questo perché Recchioni è indubbiamente un abile comunicatore. Se la qualità continua a latitare, non credo che il giochetto possa durare a lungo. Di sicuro, con tutta la movimentazione mediatica che è stata fatta, questo numero di Dylan Dog rischia di diventare il più venduto della sua storia e contemporaneamente uno dei meno memorabili. In ogni caso Roberto avrà fatto centro comunque perché il fatturato parlerà per lui, e questo grazie e soprattutto a gente come me che sta qui a criticare.

GIUDIZIO

NEINNEIN

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

2 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    Non l’ho ancora letto ma da queste poche immagini e dal genere a me ricorda Nathan Never più che Dylan Dog. Spero sia solo un albo di passaggio e che in futuro sistemino meglio le sceneggiature perchè a quanto pare qui si parla di voragini più che di buchi.. Posso dirlo? Sono pessimista.

  2. Simone Guidi ha detto:

    Anch’io sono pessimista Ste84, Spazio Profondo sembra ORFANI, quindi QUESTO è l’imprinting Recchioni, c’è poco da fare.
    Pero’ non è ancora il caso di gridare allo scandalo. Voglio vedere Roberto alle prese con la storia di DD vera e propria, non con queste storielline off-shore.
    Aspettiamolo al varco del prossimo numero e vediamo come se la cava. Certo che iniziare una rivoluzione con un biglietto da visita del genere non è che contribuisca all’ottimismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *