La più lunga scazzottata della storia del cinema: Essi vivono (noi dormiamo)

tumblr_n4re5ez7qk1ryvq99o1_400Essi Vivono è un filmettino di fantascienza del 1988 pieno di alieni brutti, lottatori della WWF cattivi che fanno i buoni, e tanti occhiali da sole. Cos’ha di speciale per renderlo ancora memorabile dopo 26 anni? Grazie per la domanda. Ve lo spiego subito:
Mentre a prima vista potrebbe sembrare “L’invasione degli ultra-Yuppies dallo spazio profondo”, anche questo film (come tanti altri di quel decennio, del resto) ruota intorno a una storiellina che alla fine tanto “ina” non si è dimostrata, e all’indomani della prova del tempo possiamo tranquillamente definirla come un messaggio profetico.
Sì, perché quando Essi Vivono uscì nelle sale la gente andò a vederlo, si fece una risatina, e dimenticò alla svelta quelle che sembravano essere un mucchio di sciocchezze. Solo qualche anno più tardi, però, si rese conto che quel messaggio riguardo alla ristretta élite e il controllo dei media per manipolare le masse, forse, ma dico FORSE, una sua rilevanza ce l’aveva.
Poi c’era protagonista il wrestler Rowdy Roddy Piper che certo parlava poco, però menava forte. Uuuh mamma quanto menava forte…

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Amore vero

Guardando questo film di John Carpenter si ha sempre delle reazioni contrastanti. Da una parte accusa lo stesso colpo che possono accusare tante pellicole anniottantare del periodo, ovvero: momenti morti, recitazione a tratti loffia e soluzioni di trama assolutamente incredibili (i famigerati “WhatTheFuck” di cui gli anni ’80 americani erano zeppi, poi tradotti in MACCOSA nella nostra dolce patria). Dall’altro riesce ancora ad impressionare per la genialità con cui una feroce critica al sistema americano viene proposta camuffandola in un film di fantascienza.
Quindi, riducendo il concetto all’osso, dopo che uno vede Essi Vivono rimane sempre indeciso tra l’esclamare «Wow! John, sei un genio!», oppure, «Wow! John, che palle!»

Cupertino 9/9/14. Presentazione iWatch

Cupertino 9/9/14. Presentazione iWatch

Basato sul racconto breve “Eight O’Clock in the Morning” di Ray Nelson, il film è una di quelle rare storie sovversive che costringe gli spettatori a mettere in discussione il loro mondo e il loro ambiente. Questo perché, nonostante parli di alieni cadaverici, riesce ad innescarsi in corrispondenza di un gesto meccanico e banale come quello di inforcare un paio di occhiali da sole.
Vi sembra poco? Non lo è. Questa è una di quelle soluzioni che trovo geniali. Alle cose pallose ci arriveremo con calma.

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Il nuovo conio

Ma parliamo un po’ della trama e del perché un regista rinomato come Carpenter abbia scelto Roddy Piper come protagonista.
Chiariamo subito che per il ruolo principale era già in pista di lancio il buon vecchio Kurt Russell, attore ormai affermato e feticcio del vecchio John, ma a questa tornata venne messo da parte proprio a causa della sua popolarità. Fin dall’inizio l’intento di Carpenter voleva essere quello di inscenare un film di protesta, di contestazione alla società americana in un decennio in cui l’edonismo reaganiano spadroneggiava al cinema con i film di Stallone e Swarzy, e quando vuoi fare una contestazione seria non ti presenti certo col completo Armani di un attore ormai abituato a fare le passerelle sul red carpet, bensì con i jeans e la camicia di flanella di un illustre sconosciuto, possibilmente grosso e incazzato, di quelli che hanno tutta la vita scritta nella faccia butterata e a cui frega poco o niente delle eventuali conseguenze.

Carpenter aveva incontrato Roddy Piper l’anno prima, alla Wrestlermania III, ed era rimasto colpito dal suo carisma, dalla sua genuinità.
Naturalmente nessuno pensò mai neanche un istante che un film come Essi Vivono avrebbe potuto concorrere agli Oscar, ma considerando che Piper recitava con la stessa intensità di un parchimetro a colonnina e doveva passare la maggior parte del film tranquillamente in silenzio a fissare perplesso cose e persone, capirete che probabilmente anche Carpenter pensava la stessa cosa. Ma quello che John stava cercando, e che aveva sicuramente trovato, era un esperto attaccabrighe capace di innescare e portare a termine con credibilità una scazzottata epica di ben 5 minuti e mezzo, dopodiché armarsi fino ai denti e sterminare qualsiasi FOTTUTO ALIENO gli si parasse davanti.
Sì. Quello Roddy poteva farlo molto bene, e gli sarebbe piaciuto assai.

La scazzottata
La storia senza tanti fronzoli:

Roddy è John Nada, un personaggio con uno dei nomi più comuni nella società americana accompagnato da un cognome spagnolo che significa “niente”. Se ne va in giro per Los Angeles, disoccupato e senza casa, con il suo zaino in spalla. Per una pura combinazione trova un lavoro da manovale e un collega, Frank, gli offre un riparo in una specie di favela sorta intorno a una chiesa ai margini della città.
John fino a qui è un perdente, uno degli ultimi della società americana, però è fiducioso, crede nel sistema ed è sicuro che prima o poi le cose cambieranno e i suoi meriti verranno riconosciuti da qualcuno. Il suo amico Frank pensa: Sì. Aspetta pure Babbo Natale, lo commisera e se ne va. Intanto John ciondola in giro per la favela, vede movimenti sospetti nella chiesa e George R. R. Martin che interferisce alla televisione.

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George R. R. Martin ti dice degli alieni

Una notte arrivano una marea di poliziotti che assaltano la chiesa e menano tutti come non ci fosse un domani. Pure le ruspe spianano tutto e sgomberano gli squatters. John si ritrova a razzolare nei locali sgomberati e trova una scatola piena di occhiali da sole. Ne inforca un paio e…MAGIA!

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Il mondo vero è in bianco e nero e, soprattutto, è popolato da alieni dall’aspetto cadaverico che si sono infiltrati ai massimi vertici della società.

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Il presidente

John, dopo un iniziale sconcerto, si trasforma in vincente. Basta profonde riflessioni. Basta lunghi e meditabondi silenzi. Basta col sogno americano. Si arma fino ai denti e comincia a sterminare tutti gli alieni che incontra sulla sua strada.

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Con la sua carismatica camicia di flanella ne combina di tutti i colori, compreso picchiare tipo, UNA VITA, il suo amico Frank per costringerlo ad indossare gli occhiali e vedere la cruda realtà.

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A questo punto il film va fuori controllo e l’ASSURDOMETRO s’impenna nel delirio omicida più totale. Gli alieni sono dappertutto. Gli alieni ci comandano e sorvegliano. Usano anche dei droni col sistema di occultamento romulano per spiarci!

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Un drone pentolaccia/glory hole

Ma un punto debole gli alieni ce l’hanno. Tutto il loro sistema di mascheramento GLOBALE è pilotato da una sola e unica antennona parabolica piazzata sul tetto dell’emittente televisiva Channel 54.

Cazzo. È fatta!

John e Frank si armano di tutto punto e si gettano impavidi nello sharknado dei MACCOSA che li porta ad imbucarsi a una festa di gala per poter mettere le mani sull’antenna. Premettendo che imbucarsi in camicia di flanella a una festa in smoking è roba da professionisti, il finale ci riserva il colpo di scena e l’immancabile trionfo del campione Carpenteriano che, crivellato di colpi e morente, riesce comunque a portare a termine la missione e mandare a fare in culo tutti.

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Grazie di esistere John

Concludendo, Essi Vivono è ben lungi dall’essere un film perfetto, ma è un divertente sci-fi CULT per tutto quello che ho elencato sopra. La critica americana lo stroncò ma non c’è da meravigliarsene. Carpenter era semplicemente dalla parte sbagliata della barricata nel momento sbagliato e se al posto degli alieni ci fossero stati i comunisti, quegli stessi critici avrebbero idolatrato e celebrato il capolavoro.

È un film low-budget e si vede, ma non si sente la mancanza di nient’altro sia stato già escluso dalla rappresentazione finale, anzi, guardarlo restituisce quella sensazione un po’ retrò che si ha quando ci si imbatte in un vecchio episodio di “Ai confini della realtà”. Il suo messaggio di fondo poi, lo rende tremendamente attuale.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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3 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    Nella fantastica filmografia di Carpenter ci sono altri 4 o 5 film che amo più di Essi Vivono ma tra tutti è sicuramente quello che mi inquieta di più. Quando vidi il film la prima volta una dozzina di anni fa, i suoi concetti mi lasciarono se non indifferente quantomeno freddino (da diciottenne con le spalle ancora coperte dai genitori e la crisi ancora lungi dall’essersi manifestata non avevo ancora capito veramente quanto spietato può essere il mondo) ma oggi, con una consapevolezza completamente diversa di ciò che mi circonda, la visione di Essi Vivono mi risulta quasi insopportabile tanto è il realismo delle sue tematiche. Per il resto concordo che forse il film poteva essere realizzato meglio qua e là ma ciò che in realtà contesto a Carpenter è il finale. Le elite di potere, qui rappresentate da alieni cadaverici che trovo anche piuttosto azzeccati, sono caratterizzate nel mondo reale da un’organizzazione letale e praticamente perfetta. Se pensiamo dunque agli alieni del film in questi termini, non si sognerebbero MAI di affidare tutto il loro preziosissimo e fondamentale occultamento a un’antennina del cavolo che un banalissimo guasto o un qualsiasi lottatore di wrestling incacchiato nero potrebbe far saltare per aria mandando a monte un’immane imbroglio di portata planetaria! Per evitare questo colossale WTF (chiudendo un occhio se non due sugli altri nel corso della pellicola) io avrei optato per un finale nero come la pece con il nostro eroe che nonostante gli epici sforzi e il suo sacrificio non riesce a svelare l’inganno lasciando il mondo nel suo oblio.

    • Simone Guidi ha detto:

      Concordo con te al 100%. Anch’io, quando lo vidi al cinema ai tempi, rimasi un po’ freddino, anzi, pensai che Carpenter si fosse rincoglionito facendo un film del genere. Col passare del tempo invece, Essi Vivono mi è tornato ciclicamente in testa osservando come “‘sta zozza società de magnaccioni” decadeva inesorabilmente. Via, non ci sono scuse, Carpenter c’aveva proprio visto lungo, e adesso che tutto il mondo è praticamente un ENORME società più o meno americana, il suo messaggio ha acquistato un valore indubbio. Certo che però ebbe anche un gran coraggio. Cioè, ti rendi conto che se ne uscì al cinema con questo film mentre nello stesso decennio la gente di tutto il mondo dava vagonate di paperdollari a roba tipo “COBRA”, “DANKO”, “COMMANDO”, “ROCKY IV”? La critiche osannava con 4 stellette Rocky ed etichettava come scadente un film come questo. Bah. Comunque riuscire a non dare nell’occhio in camicia di flanella a un party dove TUTTI hanno lo smoking è tanta roba 😉

  2. paolo ha detto:

    Secondo me è un capolavoro, anche se l’attore protagonista recita “come un parchimetro a colonnina”, per questo film non serviva un bravo attore, ne Carpenter lo voleva, serviva qualcuno che assomigliasse ad un operaio.
    Siamo in piena epoca reganiana ed il regista già dai film che ha fatto in precedenza è contro la politica fatta dal presidente, la prima cosa che vede john quando indossa gli occhiali è un giornale con il presidente degli stati uniti che è un alieno. La scena in cui la polizzia che attacca la chiesa ti spiazza, sembra un documentario da quanto è reale e john è un grande rivoluzionario perchè quando scopre cosa c’è dietro la società non ci pensa due volte, imbraccia le armi e ammazza tutti.
    E’ un film politico come la maggior parte di quelli girati da Carpenter e da altri registi dell’epoca come Cronenberg, Romero ecc.

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