Ve la vendo per un dollaro: fallimento Atari e piano di rientro

url1Già un paio di mesi fa avevo scritto un ragguagliante post sullo stato del processo fallimentare che vede coinvolte le divisioni americane di Atari. Il quadretto che ne emerse non era certo confortante.
In pratica la Atari amerrigana stava con un piede nella fossa e l’altro su una buccia di banana. Creditori all’uscio incazzati come bestie, licenziamenti a go-go e vendita dell’argenteria per riuscire a rappezzare la situation (comedy).
Beh, da allora ad adesso le cose sembrano aver preso una piega leggermente migliore, e forse in quel baratro oscuro nel quale è precipitata la casa videoludica più carismatica del mondo si comincia a vedere qualche spiraglio di luce, laggiù in lontananza. Ora il punto sta tutto nel riuscire a capire se quella luce stia ad indicare una via d’uscita oppure, molto più probabilmente, un TRENO.

Il 20 agosto, il giudice del tribunale fallimentare degli Stati Uniti ha concesso ad Atari Inc (gli americani) un ulteriore periodo di esclusiva, sotto l’egida del Capitolo 11, per orchestrare con la casa madre francese (Atari SA) un piano di riorganizzazione credibile. Alle diverse divisioni di Atari è stato concesso tempo fino alla fine di settembre, o al limite di novembre, per venirsene fuori con una proposta decente da portare davanti al tribunale.
Intanto, mentre i giorni passano, le entrate di Atari diminuiscono. Vuoi per la brutta figura mediatica, vuoi per i costi del tribunale, vuoi perché (un film già visto in casa Atari) non ci sono più nuovi prodotti da lanciare sul mercato, anche gli introiti ottenuti dalla vendita dei gioielli di famiglia effettuata quest’estate si stanno rapidamente volatilizzando.

urlStava diventando sempre più evidente che qualcosa stesse bollendo in pentola, e quel qualcosa poteva essere un gustoso manicaretto oppure un gatto morto.
In primo luogo abbiamo avuto la cessione delle attività all’asta, che è stata effettuata senza intoppi ma anche senza elementi chiave messi in vendita. Atari ha poi risolto i problemi contrattuali con i terzi, e le voci che circolano parlano di un’ Atari che COMUNQUE rimarrà attiva sul mercato nonostante le numerose lettere di diffida ricevute.
Questo perchè le azioni compiute finora non sembrano quelle di un’azienda che ha subito un tracrollo finanziario ma bensì quelle di un azienda che fa ordine in casa propria, guardando al futuro.
Quello che ormai è diventato chiaro agli occhi di tutti è che la ATARI S.A. SPONSORIZZERA’ la riorganizzazione in capitolo 11 delle sue divisioni USA.

Per la felicità di tutti gli Atariani

Per la felicità di tutti gli Atariani

Le divisioni statunitensi di Atari ( i debitori ) hanno finalmente partorito un piano di riorganizzazione con il patrocinio di Atari S.A.
Secondo il piano, le proprietà del debitore saranno consolidate con lo scopo di fornire un “adeguato” compenso a ciascun creditore. In pratica i francesi cacceranno fuori gli euri per ripianare le finanze degli yankee. Tuttavia, ciò non pregiudicherà l’attuale struttura delle divisioni USA.
Atari S.A, in qualità di sponsor,  inietterà inizialmente un capitale di 560mila dollari per i pagamenti. Ogni creditore sarà in grado di ricevere almeno l’8 % del proprio credito. Questa fase verrà denominata come la “First GUC distribution”.
L’anno successivo dalla data di entrata in atto del piano di rientro, il procedimento sarà ripetuto e Atari S.A. inietterà ulteriori 560mila dollari da essere distribuiti con le stesse modalità. Sarà la “Second GUC Distribution” .
A due anni dal momento di attuazione del piano, Atari S.A. inietterà un pagamento finale di 630,000 dollaroni e spererà di chiudere la faccenda.
I documenti del tribunale che riguardano la presentazione del piano sono, per così dire…complessi. Eccovi comunque le informazioni sui fatti di base:

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I creditori potranno aspettarsi di ricevere fino al 25% dei loro crediti in sospeso, e in cambio Atari SA si riserva di tenere ancora in mano le sue divisioni americane e i loro (pochi) relativi assets, incluso il marchio Atari .
Un fatto interessante che è emerso è che la Alden Global Capital, che è stata pesantemente coinvolta nel rifinanziamento da Atari S.A., ha ottenuto il vincolo di cessione, da parte di Atari Inc, di tutti i diritti del franchise di Test Drive. C’è da dire anche che la Alden Capital è uno dei creditori privilegiati nel processo del capitolo 11 attualmente in corso, ed è anche una finanziaria che presta soldi alla Atari Inc. Va da sè che Alden rinuncerà ai diritti su Test Drive solo nel momento in cui il suo prestito verrà rifondato.

Adesso il piano di riorganizzazione e ristrutturazione dovrà essere approvato dai creditori di Atari. Il Comitato Dei Creditori ha già fatto intendere di aver dato il suo appoggio all’iniziativa sponsorizzata da Atari SA e consigliato ai creditori di votare a favore.
Cosa farà adesso Atari? Continuerà come prima? Concentrando le sue attenzioni sulle app dei cellulari e i social gaming, oppure il futuro ci riserverà nuovi titoli ad alto budget?
Oppure, più semplicemente cercherà di sopravvivere galleggiando senza smuovere troppo le acque? Vedremo.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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