Firenze Vintage Bit 2013: La passione, il freddo cane e Damiano Colombari

FVBposter400x571È deciso. Quest’anno piombiamo sul Firenze Vintage Bit come folgore dal cielo. Anche il piccolo grande mago dei videogames, per la prima volta dal 2008,  sembra essere realmente esaltato per qualcosa. Io non capisco la sua eccitazione, la sua smania. In realtà sono molte le cose che non capisco sia di me che di lui, ma stavolta c’è veramente qualcosa che mi sfugge.
Ci diamo appuntamento direttamente là e io parto da Viareggio a bordo del mio carro. È una fredda domenica mattina e le strade sono talmente sgombre da sembrare piste di decollo. Arrivo a Lastra a Signa in un lampo. Il navigatore mi porta a destinazione senza problemi, solo un grosso cartello di ZTL mi lascia un po’ interdetto ma alla fine oso, e buonanotte ai suonatori. Dopo neanche 100 metri sono presso i locali della manifestazione, l’ex ospedale di Sant’Antonio, e alle dieci del mattino l’atmosfera è surreale. Davanti all’ingresso automobili parcheggiate alla disperata e un vento gelido, teso come la corda di un violino, che soffia severo con l’intenzione di tagliar via gli arti ai passanti.
Fortunatamente non devo attendere molto prima che arrivi anche il piccolo grande mago dei videogames. Discende la strada baldanzoso e con le mani in tasca, cammina a lunghe falcate. Il bavero del giaccone tirato su gli conferisce un certo carisma e sintomatico mistero. Sta arrivando il mio uomo ad Amsterdam.
Quando finalmente siamo uno di fronte all’altro ci fissiamo per qualche istante e poi lui chiede quello che qualsiasi uomo di qualsiasi tempo ha chiesto e sempre chiederà quando si accinge ad esplorare un ambiente sconosciuto:
«C’è Figa?»
Io lo guardo sconsolato e scuoto lentamente il capoccione.
«Va bè và. Entriamo lo stesso»

Io questa edizione del Firenze Vintage Bit la terrò bene a mente per due cose: Il freddo e Damiano Colombari.
Per il freddo c’è ben poco da fare visto che i locali della manifestazione sono privi di un qualsiasi tipo di impianto di riscaldamento. Si, lo so. Qualcuno storcerà il naso, ma non si può certo avere troppe pretese verso un evento che si regge sulla buona volontà degli organizzatori e non richiede il pagamento di alcun tipo di biglietto all’ingresso.
Per Damiano Colombari invece, beh, quello è stato come pescare il cartoncino delle probabilità nel grande monopoli della vita.

L'anonimissima sede della manifestazione

L’anonimissima (perché non segnalata) sede della manifestazione

Ma andiamo con ordine figliuoli, cos’è il Firenze Vintage Bit?
È una manifestazione dedicata ai retrocomputer che da 5 anni a questa parte viene celebrata a Lastra a Signa, in provincia di Firenze. Chi possiede dei retrocomputers o abbia interesse a promuovere le proprie iniziative nell’ambito retro, può iscriversi liberamente ed esporre. L’organizzazione rende disponibile ai partecipanti tavoli, sedie, rete wireless per accesso ad internet e allaccio alla rete elettrica.
I locali dove si volge l’evento sono ampi e spaziosi ma sono inesorabilmente 3, e col soffitto bello alto, di quelli ad arcate, ché così il calore si disperde meglio. Ecco una rapida carrellata all’interno delle 3 stanze.

 Ché poi appena siamo entrati, il piccolo grande mago (da adesso in poi PGM, per praticità) si è smarcato e mi è sfuggito dallo schermo radar. Non sono più riuscito a vederlo per un bel po’ e quando uno sparisce dentro a 3 stanzoni come quelli, le opzioni sono due. A) Sono veramente molto più rincoglionito di quello che penso. B) Il piccolo grande mago dei videogames è IL GRANDE NASCONDINI.

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Le origini del grande nascondini #1 (Rat-man Collection Num.49)

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Le origini del grande nascondini #2 (Rat-man Collection Num.49)

Nel frattempo io esploravo, fotografavo e mi bruschettavo l’occhio su tutte quelle meravigliose macchinette di quei tempi là. Così incredibilmente belle da ammirare per quell’unica, rara volta concentrate in un solo luogo. Sì, perché poi quest’anno il Firenze Vintage Bit è tutto dedicato ai 30 anni dei computers MSX e quindi accade che uno come me rimanga intrappolato in un “gorgo MSX”, grazie a questi due disponibilissimi personaggi occhialuti che potete vedere qui sotto, di cui uno si chiama sicuramente Enrico (e più non mi chiedete) e mi ha praticamente sviscerato vita, morte e miracoli della macchina che esponeva.

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Per la forza dell’EMMESSEIIICS!

C’erano molti vecchi merletti del retro solo che io, che sono ignorante, non lo sapevo. Mi sono quindi lasciato sfuggire il buon Ciro Barile, unico gestore del principale sito italiano dedicato al Texas Instruments TI-99. E pensare che gli ho pure fatto la fotografia…

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Ciao Ciro. Ma lo sai che ti chiami come il mio Atari 800XL? La prossima volta ti stringo la mano.

Poi mentre ero lì che fotografavo selvaggiamente a destra e a manca con gli occhi che mi stavano diventando a mandorla, ecco che ti rispunta il piccola grande mago dei videogames ma…Che vedo? Quella che porta sotto l’ascella non è una baguette ma un computer. Un Atari 800XL!
«E quello?» chiedo meravigliato.
«L’ho comprato su ebay ma il tipo che me l’ha venduto è venuto qui a esporre. Così me lo sono fatto portare. In culo alle spese di spedizione» sorride orgoglioso.
E bravo il piccolo grande mago dei videogames. Sei un esempio di pragmatismo e velocità di esecuzione. Penso.

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E dall’alto una voce tuonò: “QUESTO É INTELLIVISION! METTETEVI IN GINOCCHIO E STRACCIATEVI LE VESTI!”

 

Ma ecco che nel primo stanzone ci imbattiamo nel banchetto di MANOSOFT e davanti, a fare da anfitrione, c’è proprio lui…DAMIANO COLOMBARI!
«Miii! C’è Damiano Colombari!» dico al PGM.
«E chi cazzo è?»
«Sssh! Come chi cazzo è?! È quello che ha creato il modulo Infinity per il Commodore 64! È uno con due palle così, PGM! Dai, andiamo a conoscerlo!»

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Damiano, già a pelle è una persona brillante e disponibile. È uno che, non mi vergogno a dirlo, se l’avessi conosciuto una decina d’anni fa, mi sarebbe garbato fumarci una canna insieme. Ci mostra tutto il suo armamentario e mi inonda di termini tecno-retro-computeristici di cui riesco a capirne solo un misero 20%. Ma la cosa bella di Damiano e che quando lo ascolti non te ne frega assolutamente niente se lo capisci o no. Vorresti soltanto che continuasse a parlare per non perderti lo spettacolo di quella luce che ha negli occhi, quel lampo di genio che traspare continuamente ed è tipico di uno che sa esattamente tutto quello che dice e, soprattutto, che ha amato alla follia tutto quello che ha fatto.
Damiano Colombari sotto questo aspetto vince sempre, così come vince quando ci mostra il suo Commodore 64 pimpato e tamarrato alla stragrande. Fosse stato per me, però, i cerchi in lega e lo spoiler ce li avrei messi.

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Se lanciate un pezzo gangsta-rap comincia a saltare sugli ammortizzatori

Dopo cose del genere ogni resistenza è inutile. Il PGM ha preso tutti i dati e sarà un prossimo acquirente di Infinity, su questo non ci piove.
Salutato Damiano il nostro giro è continuato passando davanti alla web-radio di Re.Bit dove Francesco Ugga aveva allestito la sua testa di ponte per lanciare l’assalto finale al mondo retro e affermare la superiorità della razza MSX sugli altri computer non ariani.

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Francesco Ugga indaffarato a calibrare le testate atomiche

E come d’incanto ti salta fuori CAPAREZZA che mi rappa una canzone dedicata all’AMIGA. Io comincio a ballare e mi rendo conto che ormai dal tunnel del divertimento non ci potrò mai più uscire. Guardate come pompa:

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Gianni Bernardo portabandiera dell’Associazione64. Cliccate numerosi!

Continuando a guardare, ci siamo imbattuti in tanti pezzi pregiati e qualche singolarità tipo quella qui sotto:

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NamcoT? Ma non era NAMCO? Ah già, va bene lo stesso.

Ma a questo punto che altro fare? Alle 12.30 i succhi gastrici prendono il sopravvento sui neuroni e a noi tutto quello che avevamo visto ci bastava e avanzava. Salutati tutti, ci siamo lasciati alle spalle una manifestazione che trasudava passione e sincero amore retro da parte di tutti gli espositori. Alla fine, il Piccolo Grande Mago dei videogames si è portato via un Atari 8bit e la più che seria intenzione di comprarsi un modulo Infinity. Io invece mi sono preso solo un grosso raffreddore che non era retro per niente.

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Citazione del giorno:

Simone Guidi
«Damiano quali sono i tuoi progetti per il futuro?»

Damiano Colombari
«Vorrei fare come Rocco a Praga»

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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5 Responses

  1. lorenzo ha detto:

    Riguardo Namcot, so che Namco in Giappone pubblicava i suoi giochi su console e home computer con quella specie di private label, Namcot, appunto, in virtù di non so quale accordo.

    • Simone Guidi ha detto:

      Yes, risulta anche a me. Però sarei curioso di sapere per quale preciso motivo. Che differenza faceva firmarsi NAMCO o NAMCOT? Forse era una questione amministrativo/fiscale? Boh?

      • lorenzo ha detto:

        Su wikipedia inglese ho trovato questa spiegazione:
        “During the ’80s, when Namco entered the console software publishing business in earnest, it created a separate division to handle those releases — Namco Home EntertainmenT, at least according to some reports, was shortened to Namcot.”
        E’ andata bene che non l’hanno chiamata Namcoht 😀

  2. Lorenzo ha detto:

    Quindi siamo in due Lorenzo a commentare. D’ora in poi mi firmerò LORENZOT 😀

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