Sono tornato illeso dal Firenze Vintage Bit 2018

Corridori, voi non potete immaginare quanto possa essere stato speciale questo Firenze Vintage Bit 2018. Non vi prendo in giro: come manifestazione è obiettivamente piccola, si svolge tutta in 3 stanzoni che non possono competere con l’hangar aeronautico del Brusaretro o con la suggestione medievaleggiante di quello che era diventato Quello Che… I Videogiochi l’ultima volta che ci sono stato. È una cosa più piccola e intima tipo il VicoRetrò, ecco. Una cosa così: piena di gente giusta, in forma smagliante ed esteticamente pregevole.
È roba che quasi non ci si crede.
È il tipo di manifestazione che piace alla gente che piace. Certo, ogni tanto puoi incrociare qualcuno che somiglia a uno scagnozzo cattivo della OCP, ma a parte queste sporadiche apparizioni sono tutti ben schierati dalla parte dell’amore, e l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio, lo sanno tutti.
Insomma, dicevo che c’è pieno di giusti in questo posto.
Ti giri da una parte e c’è Alessandro Bolgia. Volti l’angolo e trovi Luca Cusani. Fai per uscire e incroci Federico Gori, I Bit-elloni in trasferta che hanno passato il valico esibendo l’immunità Romagnola, Igor Maggiorelli che fugge portandosi via roba laser.
Via. È, onestamente, bellissimo.
Dove vai, vai, c’è qualcuno che non vede l’ora di raccontarti quanto sia unico e raro quel dispositivo, quanto può essere difficile reperirlo e manutentarlo, quanto le retrocose siano belle e quanto il progresso crudele e ingrato se le sia dimenticate.
Voi dove eravate?

OCP presente. (sei mitico!)

Come da programma, il Firenze Vintage Bit 2018 è una rara occasione di ammirare in esposizione macchine elettroniche di più o meno 30 anni fa. Pezzi indubbiamente rari che se non godessero delle cure dei loro proprietari avrebbero raggiunto il paradiso del silicio già da un bel po’.


Questa edizione ha avuto il privilegio di annoverare fra i suoi espositori personaggioni come Alessandro Bolgia e Lorenzo Tania che si sono presentati di persona. Cioè, oh. Erano proprio loro! Niente trucchi, niente sosia. Erano loro!
Alessandro Bolgia, di cui prego la regia di passare una diapositiva qui sotto, ha portato due macchine Atari St, un Amiga 500 moddato che grazie a quella che un luddista come me potrebbe definire magia nera riusciva a far girare un Laser gioco, e un fantastico lettore VHS/Betamax che riusciva a riprodurre i filmati su monitor CRT con una qualità che non aveva nulla da invidiare al Blu-Ray. Successivamente mi è stato spiegato che purtroppo la stregoneria non c’entra niente e la cosa si può tranquillamente trovare in natura quando si riesce ad accoppiare un lettore con uscita digitale ad uno schermo con ingresso digitale. Pensa te.

Il sosia stupito di Alessandro Bolgia

Sulla destra, la stregoneria che riesce a farti vedere i film belli

 

La co-star Lorenzo Tania, ha dato l’occasione ai presenti di verificare con mano e occhio il reale funzionamento della tecnologia jamma implementata nei cabinati dei bei tempi. Con varie schede jamma di altrettanti videogiochi sparpagliate sul tavolo, il giocatore poteva sceglierne una e farsela collegare per poi giocarla direttamente. Un eccellente spaccato di quello che accadeva realmente all’interno di un cabinato standard in una sala giochi degli anni 80.

Sulla sinistra è collegata la scheda jamma di ZAXXON

Dentro all’ex Spedale di Sant’Antonio il visitatore occasionale può scambiare due chiacchiere con molta gente che si sforza di conservare qualcosa di significativo in un periodo particolarmente ingrato nella storia dell’informatica di consumo: è gente che ha molto da raccontare e che apre il cuore sulla propria passione, si imbarca in lavori difficili, faticosi, pesanti, che probabilmente hanno il 90% delle probabilità di andare a finire male. Gente che tenta di fare qualcosa di unico e che non ha paura ad essere più onesta della media. Gente come Federico Gori.
Il buon Federico non si lesina nel mostrare le sue chicche da collezione a chiunque abbia il coraggio di chiedergli informazioni a riguardo.

Laserdisc ne vuoi?

Transitato su e giù per gli stanzoni, ho il privilegio di incontrare un Luca Cusani ispiratissimo ( munito di giacca e spilletta Commodore di prim’ordine) di fianco al quale anche Maurizio Pistelli trova forse una delle sue performance sociali migliori di sempre. Per un pugno d’ore, il buon Maurizio riesce a non bulleggiare Luca come spesso egli merita, ma di contro si fuma dieci stecche di Marlboro e a un certo punto, nel non volerlo criticare troppo, lo lascia libero di scadere nella autoglorificazione, privandolo di quei guizzi tipici che contraddistinguono il personaggio.

Astinenza da bulleggiamento

Il pomeriggio  si apre con una conferenza di  Marco Fanciulli sulla sua opera di ricostruzione del computer di bordo delle missioni Apollo (quest’anno lo avevo già incontrato al Vicoretrò), una severa lezione di tenacia nel recuperare modi e materiali ormai lontanissimi dalle tecniche e dalle disponibilità che offre il mercato odierno.
Ovviamente gli espositori sono tanti e non tutti hanno la sfortuna di cadere sotto il mio occhio indagatore. Buon per loro.
In giro c’è parecchio movimento; ci sono anche i Bit-elloni: gente della Riviera che ha capito che il retrogaming è un ambiente talmente classicista e tendenzialmente immobile che necessita di un gruppo di guastatori interni senza paura esattamente come sono loro. I ragazzi si sono difesi benone ed è sempre un piacere averci a che fare.

Olio su tela tardo rinascimentale: “La rabbia e la commiserazione

In chiusura metto una serie di foto della manifestazione. È stata una festa per tutti quanti. Mi sa che il prossimo anno ci ritorno.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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5 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    Spettacolo. Quanto mi piacerebbe che ci fosse qualcosa del genere dalle mie parti! Queste manifestazioni comunque mi ricordano sempre un mio grande cruccio: a casa ho (o forse dovrei dire AVEVO, visto che è scomparsa e ho paura di sapere che fine le abbia fatto fare mia madre…) una console supervintagissima che oggi avrei voluto quantomeno identificare ma ogni tentativo è stato vano. In rete ho trovato un bilione di console ma quella mai. Provo a descrivertela, magari ti viene in mente qualcosa! Era marroncina (mi pare fosse tutta plastica, niente radica), aveva 2 joystick un po’ stile Atari 2600, niente cartucce ma una serie di giochi già installati sulla macchina che potevano essere scelti spostando un selettore sotto le icone dei vari giochi (se non ricordo male tutti di sport). Una specie di console Track & Field insomma. Mi ricordo di un paio di miei blandi tentativi di farla funzionare da bambino ma senza successo, non so se perchè sbagliavo qualcosa o se fosse rotta… Ti ricorda nulla questa descrizione??

    • Simone Guidi ha detto:

      Accidenti, non ho la minima idea di che cosa sia. È troppo indietro anche per me. Ho chiesto la consulenza del Cuggino Emiliano. Forse all’ora di pranzo ci dirà qualcosa.

      • Ste84 ha detto:

        Uh grazie mille! Sarei davvero contento anche solo di individuarlo, adesso mi è venuto il pallino e ho dato ORDINE a mia mamma di ritrovarlo! In più ho fatto la milionesima ricerca in rete e sai che forse ci siamo… a parte un paio di particolari, tipo i joystick che non sono uguali, per il resto sembra priprio lei… http://www.computinghistory.org.uk/det/46837/Ameltone-Stadium-4002/

        • Ste84 ha detto:

          Trovata! E’ una Polycon c4010 del ’78!! Spero ora che salti fuori da qualche vecchio scatolone, sarebbe davvero un bel regalo di Natale!

          • Simone Guidi ha detto:

            Boia, è uno dei millemila cloni di Pong! Complimenti per la tenacia della ricerca. In quegli anni ne uscirino veramente un’infinità. Se lo ritrovi tienilo da conto. È antiquariato informatico 🙂

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