I fumetti di Star Wars: Le Guerre Stellari di Marvel nel 1978 e lo scippo Dark Horse

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Reduce dalla scorpacciata di panettone e Star Wars che la beneamata SKY mi ha dato l’opportunità di portare a termine, stamattina mi guardo allo specchio con l’occhio iniettato di sangue di uno che deve ricominciare a lavorare e vuole capire cosa gli resterà delle ferie appena trascorse.
A parte 2 chili e mezzo di BUZZA, mi è rimasta una gran voglia di George “Paperon de’ Paperoni” Lucas e di quelle sacrosante Guerre Stellari della prima trilogia, quelle belle-belle, quelle che si chiamavano proprio così, appunto, GUERRE STELLARI e basta.
Allora mi torna in mente che in mansarda c’è sempre quel famoso scatolone della memoria, pieno dei fumetti d’elite accumulati durante la mia vergognosa vita, e lì nel mezzo ci dovrebbe essere anche qualche numero di quel primo “Guerre Stellari” della Mondadori (ancora deBurlesconizzata) che tanti palpiti giovanili mi aveva procurato. Indosso la tuta pressurizzata, i guanti da giardinaggio, le galosce di Peppa Pig, e lentamente mi avventuro su per le scale. In mansarda l’aria odora di ricordi e scorregge. Lo scatolone è sempre al suo posto. Mi avvicino e lo apro lentamente. Eccole lì le Guerre Stellari di una volta. Quelle dove ancora non si sapeva che tizio era figlio di caio, che Jabba era uno stronzo di cane con gli occhioni da gatto o che i cavalieri Jedi erano proprio, ma proprio estinti.

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La nostra storia comincia nel 1975, quando il supervisore della pubblicità della Lucasfilm, tale Charles Lippincott, avvicina Stan Lee per proporgli la pubblicazione di un albo a fumetti di Star Wars prima del rilascio ufficiale del film, in modo che contribuisca ad attrarre il pubblico nelle sale.
Il vecchio Stan, che al tempo era giovane ma, tutti siamo sicuri, già vecchio perlomeno DENTRO, rifiuta di prendere in considerazione la proposta. Chi era questo Lucas? Cosa voleva questa Lucasfilm? Io ho già gli Avengers! Pussa via!
Stan si persuade solo dopo un secondo incontro organizzato dal collega Roy Thomas, il quale invece fa pressione e si dimostra subito attratto dalla prospettiva di poter lavorare al fumetto.
Stan allora accetta, ma a una condizione: Visto che al tempo le vendite dei fumetti Tie-in dei film raramente riuscivano a fare numeri decenti, propone un contratto che prevede di non pagare alcun tipo di royalties alla Lucasfilm se il numero delle copie vendute non avesse superato le centomila. Solo oltre tale quantità la Lucasfilm avrebbe avuto l’opportunità di rinegoziare il contratto e percepire qualcosa.

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Hai capito il vecchio Stan…

Fu così che tra il luglio e il dicembre del 1977, la casa delle idee diede alle stampe una miniserie di sei numeri con la riproposizione a fumetti della storia narrata sul grande schermo, e poi, visto che i fumetti andavano via come il pane e il popolo invocava a gran voce il nome di Luke Skywalker e il potere della forza, a partire dall’anno successivo lanciò una serie mensile regolare che approfondiva e continuava le vicende narrate nella pellicola.

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In questo numero, anche il coniglio Pasquale percorre le vie della forza.

Alla fine la Marvel Comics Group pubblicò fumetti di Star wars per 9 anni, dal 1977 al 1986, per un totale di 107 numeri, 3 annuali e ben due collane spin-off prodotte per la linea destinata ai bimbi – denominata Star Comics – dedicate agli “Ewoks” e ai “Droidi”. Secondo alcuni alti papaveri, furono proprio le forti vendite di questi fumetti a salvare finanziariamente Marvel nel 1977 e nel 1978. Anni in cui il fatturato si dimostrò particolarmente fiacco.
In compenso i fumetti di Star Wars rimasero saldamente piantati in cima alle vendite sia nel 1979 che nel 1980. L’unico inconveniente per Marvel fu che la famigerata quota delle 100.000 copie venne immediatamente superata, consentendo alla Lucasfilm di rinegoziare gli accordi da una posizione di forza (il gioco di parole non è voluto).

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E dopo la distruzione della Morte Nera…

Dopo anni di grandi vendite arriviamo infine al 1986. Anno nefasto in cui il franchise di Star Wars, dopo quasi 10 anni di brindisi a prosecco e scoppi di mortaretti, entra ufficialmente in crisi. Le vendite dei gadget e dei giocattoli collegati alla prima trilogia calano vistosamente. Il mercato cinematografico sforna nuovi miti ed eroi concorrenti che distraggono il pubblico e inducono molto più di un semplice turbamento nella FORZA. Il mancato lancio dei prequel promessi da George Lucas, che avrebbero visto la luce solo a partire dal 1999, non fa che accentuare il disinteresse generale.
La Marvel Comics decise quindi di interrompere le pubblicazioni, facendo da lì a poco anche scadere la concessione dei diritti di sfruttamento dei personaggi.

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Ed è qui che avviene il colpo di mano. Mentre Star Wars e i relativi fumetti ispirati alle pellicole venivano messi sotto grafite come il povero Han Solo, due autori della Dark Horse Comics, Tom Veitch e Cam Kennedy, cominciarono a parlare di quanto sarebbe stato bello e figo produrre delle nuove avventura di Star Wars e di quante infinite possibilità narrative si potessero ancora percorrere.
Così, quasi per gioco, la Dark Horse si prese i diritti di uno dei franchise che le portò tanta fama e guadagni per più di un ventennio, era il 1991.

Quattro giorni fa l’impero del male Disney, già proprietario di Lucasfilm, si è ripreso i diritti sulla pubblicazione dei fumetti negandoli a Dark Horse e arrogandoli alla Marvel, sua proprietà anche lei. Tutto rimarrà rigorosamente in casa.

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TRIVIA:
Ai tempi nessuno si sarebbe immaginato che quel filmetto con le spade laser avrebbe sconvolto l’esistenza di un così vasto numero di persone, per cui i disegnatori si presero delle license creative non indifferenti credendo che ci sarebbe stato quel solo, unico film fanta-BUM!
Ecco quindi che JABBA venne immaginato come un’incrocio tra un cocker e un anziano con l’itterizia.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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