E intanto Berlino sta 10 anni avanti: Hai vinto tu, amico Germanico

Funny_Pictures_random-lol_12674Io, grazie a Dio, parlo inglese.
Lo parlo male, è vero, ma non abbastanza da non farmi capire.
Ho un accento italiota che sradica gli alberi, faccio delle traduzioni da cane e spesso ciancico in una lingua strana che neanche io so cos’è, però parlo inglese.
Mi trovo molto a mio agio con i non madrelingua perchè anche loro parlano una lingua che non gli appartiene e commettono i miei stessi errori, per questo motivo ci intendiamo a meraviglia, però resta il fatto che la lingua che ci parliamo addosso reciprocamente forse non è inglese ma qualcosa di simile all’esperanto, contaminato dall’inglese e inquinato da tante bestemmie tra i denti.
Sì, perchè quella inglese è una bella lingua ma io ho la cattiva abitudine di volerci dire tutto quello che solitamente dico in italiano, e siccome in italiano parlo a vanvera, ecco che mi caccio sovènte in vicoli ciechi linguistici dai quali poi è difficile uscire.
Comunque, dicevo, io parlo inglese, e grazie a questa nobile qualità ho trovato un lavoro, (che se ai miei tempi non era cosa da tutti, figuriamoci ora) e sono entrato a far parte di una grande azienda multinazionale tedesca produttrice di materiale elettrico

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Lo stemma dell’azienda


Dunque i miei datori di lavoro sono tedeschi, ergo, io ogni tanto li devo incontrare questi datori di lavoro, ché loro aprono i cordoni della borsa tutti i fine mese e un po’ gli girano le balle quando vedono che l’Italia è un asilo dove c’è SEMPRE casino.

Periodicamente, dicevo, devo farmi vivo da loro, andare in granTe Cermania. AGGIORNAMENTO, lo chiamano. Ma tutti sanno che da aggiornare c’è poco e da controllare molto di più. Controllano se sei sempre tu o sei una copia scadente di te stesso. Vogliono sentire dalla tua viva voce come vanno le cose giù in quella landa amata e mai rispettata dove le cose vanno sempre male e non si capisce mai chi è il padrone del culo.
Anche quest’anno sono dovuto salire dai germanici e farmi l’aggiornamento, e per di più a fare da parafulmine al mio collega spacciatore di fumetti truculenti, perchè, dice, leggere i fumetti truculenti non è un motivo abbastanza valido per percepire lo stipendio alla fine del mese (è gente pretenziosa).
Quindi che si deve fare? Niente. Si prende armi e bagagli e si và in quel grande luogo che nella mente dell’italiano medio è un paese utopico dove tutto va bene, il lavoro lo trovano tutti, e i treni arrivano in orarissimo.

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A parte il fatto di aver preso l’aereo all’areoporto di Pisa in calzoncini corti e ciabatte infradito, ed aver incrociato un mio vecchio amico che partiva per andare a puttanoni in Brasile, tutte le operazioni di imbarco si sono svolte per il meglio.
Un’ora e venti minuti dopo però, quello che mi aspettava all’aeroporto di Colonia era un tempo da cani con pioggia battente e temperatura intorno ai 15 gradi. Capirete quindi che in calzoncini e ciabatte infradito la cosa possa risultare sconveniente, e se non ci sono neanche i puttanoni ad aspettarti, fastidiosa.
Ma questo non poteva certo bastare per fermarmi, e una volta presa una sobria macchina a noleggio…

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Una gioia ogni tanto

…via! Verso la sede centrale, ché il mega-direttore galattico non aspetta nessuno.
Ora direte, ma qual’è il punto?
Il punto è che quest’anno non è un anno qualsiasi. Quest’anno è l’anno della Germania campione del mondo, ovvero, nella mente del tedesco medio è come se fosse l’anno che la Germania ha vinto la terza guerra mondiale.
Ovunque regna un clima sereno, la gente è felice, appagata, e anche decisamente sborona. Speranzosa in un futuro migliore come eravamo noi italiani nell’82, e attenta alle sorti dei paesi europi come lo sono gli Stati Uniti nei confronti degli stati arabi produttori di petrolio da 60 anni a questa parte.

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La Germania ha vinto. Lo ha fatto su tutti i fronti, e la cosa che forse rode di più a un italiano come me è il sapere intimamente che se l’è meritato, sapere che era da un bel po’ che cercava di farlo, che ci girava intorno, e dopo anni di tentativi alla fine è arrivata in vetta.
Lo ha fatto pure in modo schietto, senza particolari botte di culo o sotterfugi. Ha vinto perché era la più forte. Punto.
Ma come ha fatto a diventare così forte? Come ha fatto a svilupparsi in modo tale da prendere il sopravvento? Quand’è che la Germania ha cominciato a vincere?

Come? Mio Iddio, COME?

Come? Mio Iddio, COME?

I tedeschi vincono quando si sforzano ogni giorno di guardare avanti e scommettere sul futuro della loro granTe Cermania, dando spazio ai loro giovani e puntando tutto su progetti che devono ancora svilupparsi, senza accodarsi come pecore quando ormai qualcun’altro ha fatto il lavoro sporco per loro.
Vogliono essere i primi questi tedeschi, e c’hanno anche un bel po’ di ragione a volerlo, visto che non gli manca niente per esserlo.
I tedeschi vincono così, quando mollano la produzione dell’acciaio che ormai gli arriva (come a tutti gli altri paese europei) sottocosto dalla Cina e investono nello sviluppo di macchine automatiche per la produzione. Quando riconvertono tutto il riconvertibile in qualcosa che riguarda l’energia alternativa e pulita. Quando tengono molto alla ricerca scientifica e allo sviluppo dei loro cervelli, senza metterli in fuga o sfruttarli. Quando si auto-impongono contratti di lavoro che legano lo stipendio del singolo alla produzione dell’intero reparto. Mi verrebbe da ridere se in Italia venisse applicato quest’ultimo punto. In un qualsiasi ente pubblico gli impiegati guadagnerebbero 300 euro al mese.
Vincono quando puntano sul gioco di squadra e vedono lo straniero come una possibile risorsa che può dare profitto al gruppo, e non uno schiavo da sottopagare e poi buttare nella spazzatura. Vincono quando le autostrade sono gratuite e la benza la mettono a 1,56 mentre il diesel sta a 1,34. Vincono perfino quando il 20% della popolazione femminile detiene la patente per guidare una motocicletta.
Come può non vincere una nazione così? Magari ci metterà un po’, ma prima o poi arriva, e una volta che è in cima non ce la levi più.

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Lo spacciatore di fumetti truculenti sta pregando di non essere licenziato

Adesso hanno vinto anche la coppa del mondo, i tedeschi. Guardano tutti dall’alto in basso e tocca dargli ragione. Guardano così anche i francesi: un popolo che il tedesco medio ha sempre esitato un pochetto a prendere per il culo ma adesso, cari corridori, ADESSO è passibile anche lui di morale e bacchettate sulle nocche.
Vincono questi tedeschi, e rinchiudono tutti nel gabbiotto trasparente, quello adibito ai fumatori che si può trovare in varie parti dell’azienda e pure alla fermata del bus. Se vuoi fumare devi infilarti lì dentro e tutti gli altri che non fumano passano di lì e ti guardano come un animale strano in via di estinzione, chiuso in una teca.

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L’acquario dei fumatori

 

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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