Gli otto euro peggio spesi della tua vita : Ghostbusters 2016 e la rece senza spoiler

Ghostbusters 2016Sono cresciuto in un quartiere di periferia negli anni ’80. Sono sopravvissuto a un quartiere di periferia negli anni ’80. A quel tempo ero un adolescente in mezzo a una marea di adolescenti e come tale mi divertivo con poco. Nel mio quartire c’erano dei personaggi caratteristici come in ogni altro quartiere popolato da adolescenti in tutto il resto d’Italia. C’era quello che parlava coi rutti ed era arrivato alla celebrità cantando tre volte di fila il ritornello di “You spin me round” dei Dead or Alive con un solo, unico rutto. C’era poi quello che vomitava a comando e venne consacrato a icona quando al fast food riempì di vomito un bicchierone di milk shake e riuscì a farlo bere ad un ignaro amico. C’era infine quello che scorreggiava sempre ed era puzzolentissimo, che quando gli tiravi il dito lui le faceva e dopo la gente scappava ridendo e disperandosi allo stesso momento. Ecco. Ghostbusters 2016 è un film fatto per gli adolescenti che si divertono a scorreggiare, vomitare, e ruttare perché la trovano una cosa buffissima da fare. Sappiatelo. Tutti gli altri sono pregati di tenersi alla larga dal cinema.
Sigla.

È dura scrivere questa recensione ed è forse uno di quei pochi momenti in qui mi trovo in difficoltà nel parlare di qualcosa. Lo sapete che sono un fan dei Ghostbusters, no? In quest’ultimo periodo gli ho dedicato un discreto numero di articoli sul blogghino, arrivando anche al punto di farci un intero podcast con il cuginetto terribile Emiliano Buttarelli e quel legaNerdaiolo di Giacomo Lucarini. #Cazzo, io sono un fan di Ghostbusters #santiddio. Ho adorato il primo film, ho tollerato il secondo, ho apprezzato i cartoni animati, ho giocato ai videogiochi, insomma, cosa pretendete da me?

Davvero, cos'altro volete da me?

Davvero, cos’altro volete da me?

Eppure, qui, adesso, ORA, davanti alla mia tastiera mentre tutti in casa dormono, provo un profondo sentimento di DISAGIO© nel parlare di Ghostbusters 2016 appena uscito nelle sale. Ecco, disagio, appunto. Questa è la parola giusta, ma non basta, ce ne sarebbero altre tre che userò come fulcro attorno alle quali costruire questa recensione, e che infine rappresentano a pieno i miei diversi stati d’animo durante la visione del film.

Partiamo con la prima che, come detto in precedenza, è sicuramente il DISAGIO©.
Inizia il film e dopo soli pochi minuti mi prende questa cosa dentro quando non riesco a riconoscere nessun elemento che dovrebbe rendere iconica questa commedia. La caratterizzazione dei personaggi è ridotta allo stato dei cartonati che sono stati esposti all’ingresso del cinema, e sarebbe stato molto più facile se ognuno di loro se ne fosse andato in giro per il film con un bel cartello attaccato alla schiena che indicava robe tipo: “personaggio bello ma scemo”, “personaggio imbranato e imbarazzante”, “personaggio pazzo che fa le faccine”, e alla via così, tanto per semplificare ulteriormente un’opera che fa del semplice il suo paradigma.

Parziale gesto dell'ombrello

Parziale gesto dell’ombrello

Passano i primi venti minuti ed ecco che mi prende lo SCONFORTO©. Cosa sta succedendo? Perché tutte quelle donne stanno blaterando discorsi che non fanno ridere? Perché accadono cose così stupide alle quali si controbatte con altrettante cose ancor più stupide? Possibile che io non stia ridendo? Eppure dovrei! L’impostazione dei dialoghi e la frequenza così serrata suggerisce il fatto che sia uno scambio di gag e quindi dovrebbe essere divertente, ma non lo è! Oddio, che mi sta succedendo? Domani dovrei chiamare il medico e farmi controllare oppure questo film è veramente così scarso? Lo chiamerò comunque che ne ho tanto bisogno. AIUTOOOO!

Manca solo lo spirito di Moira Orfei

Manca solo lo spirito di Moira Orfei

Intorno alla mezz’ora subisco il tremendo impulso di alzarmi e andarmene, ma non lo faccio. Un po’ per rispetto verso Giacomo Lucarini e Alberto Macaluso che tanto hanno fatto per essere lì presenti insieme a me, e un po’ perché l’ultima volta che ho abbandonato il cinema stavo guardando “Yuppies 2”. Il mio subconscio si rifiuta categoricamente di ammettere che Ghostbusters 2016 possa essere peggio di Yuppies 2 e quindi resto. Non riesco più a trovare una posizione comoda sul sedile, ma resto.

L'umorismo era lì e me lo sono preso tutto io

C’era un po’ di umorismo lì e me lo sono preso tutto io

Arriva la parte in cui le Ghostbusters hanno un colloquio di lavoro con Chris Hemsworth e rido, rido forte. È taaanto liberatorio. Durerà sì e no 6 minuti ma rido di gusto. Bravi, #cazzo, così dovrebbe sempre essere. Nella mia testa rivaluto il film e mi dico che forse siamo a una svolta, forse da adesso in poi la musica potrebbe cambiare e si potrebbe finalmente cominciare a ridere per davvero. Do di gomito a Giacomo e vedo che sta segnando questo pezzo nella parte giusta dei suoi appunti.

Death Note

Death Note

È passata un’ora ormai, siamo oltre la metà del film e adesso tocca all’UMILIAZIONE©. Perché i flussi protonici funzionano come fossero pistole laser? Perché le trappole non vengono mai usate? Perché le vecchie dinamiche dei personaggi originali vengono riproposte ma a sessi invertiti? Quanto può essere triste questa cosa? E, soprattutto, perché mi sono messo la T-shirt di Ghostbusters stasera? Adesso quando esco c’è pericolo che mi riconoscano come fan di questa ciofeca qui.

Nota positiva: il prossimo Lucca Comix sarà pieno di cosplayer di Kate McKinnon. Apprezzo tanto.

Nota positiva: il prossimo Lucca Comix sarà pieno di cosplayer di Kate McKinnon. Apprezzo tanto.

Arriva la parte finale e il film la fa completamente fuori dal vaso. No, anzi, la fa proprio fuori dal bagno, in cucina, davanti al frigo. Adesso provo solo IMBARAZZO©, un po’ per me che per essere lì seduto ad assistere ho pure pagato (e mi sono messo la maglietta a tema), un po’ per Paul Feig, il regista che ha avuto il coraggio di confezionare un film del genere e credere anche solo per un secondo che fosse minimamente attinente allo spirito dei film originali. Davanti ai miei occhi effetti speciali fatti con After Effect precipitano lo spettatore in scene dalla scelta cromatica kitsch. Colori talmente pacchiani da innalzare l’asticella ben oltre la soglia stabilita da “Batman Forever” e mai insidata da nessun altro fino ad oggi. Penso: «giochi attuali per PS4 hanno effetti speciali migliori», mentre a un certo punto un fantasma viene messo KO dalle nostre eroine colpendolo sui coglioni, GIURO, colpendolo SUI COGLIONI.

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Nooo. Le cartineee.

Il film finisce. Ci siamo sciroppati i cameo inutili dei vecchi attori del vecchio Ghostbusters 1984, meri pretesti per esibire personaggi e situazioni che non appartengono per niente al nuovo contesto appena inaugurato. Abbiamo assistito a un film senz’anima, scippatore di quelle emozioni che lo spettatore ha provato vedendo i film originali e che crede stupidamente di farle sue senza pagare dazio. Abbiamo ridato dignità a millemila produzioni discutibili tipo PIXELS, che sarà stato pure brutto quanto vi pare ma almeno aveva un’identità, per brutta che fosse quella di Adam Sandler, e su questo non ci piove. Questo Ghostbusters 2016 invece un’identità non ce l’ha proprio, così come non ha una trama, e non ha neanche rispetto per i fan quando si sforza palesemente di citare i vecchi adagi per adeguarli al nuovo. Non ha proprio stile, che impari da J.J. Abrams a citare.

Date un caro saluto all'originalità

Un caro saluto all’originalità

Fuori dal cinema io, Alberto e Giacomo ci guardiamo negli occhi; siamo noi, siamo proprio noi l’emblema dello SCONFORTO, dell’UMILIAZIONE, e dell’IMBARAZZO. Incarniamo in pieno questi stati d’animo. Ci salutiamo perché l’ora è tarda, appuntamento domani al cimitero per presenziare al funerale del franchise.

Guidi-quote:
«PIXELS aveva più dignità e identità, per brutte che fossero erano quelle di Adam Sandler»

A breve seguirà il video della Rece di Giacomo Lucarini, scegliete e perite.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    Premetto che non ho ancora visto il film e che ho molto rispetto per il tuo dolore ma “a un certo punto un fantasma viene messo KO dalle nostre eroine colpendolo sui coglioni, GIURO, colpendolo SUI COGLIONI” mi ha fatto ribaltare dalla sedia! 😀
    Risate amare ovviamente… tristezza a palate soprattutto perché in questi anni dalle grandi produzioni del cinema e dei videogiochi traspare una sorta di, come dire, regressione dell’intelligenza umana. È proprio come dici, tutto dev’essere semplificato al massimo, tutto dev’essere a prova di idiota… Ma stiamo davvero diventando tutti così?… Condivido il vostro disagio pur non avendo ancora visto la porch..ehm..il film, sono solo contento di non aver buttato via dei soldi per il cinema.Ps: l’anno scorso in qualità di testimone di nozze di mio cognato ho dovuto preparare il solito video che oramai si fa a tutti i matrimoni, quello dove ci sono gli sposi da piccoli ecc. Indovina quale colonna sonora ho scelto… you spin me right round baby right round like a record baby right round round round… 😉

    • Simone Guidi ha detto:

      Caro Stefano, purtroppo è stata un’esperienza che mi ha segnato. Mai mi sarei aspettato di arrivare cosí in basso, mai. Sapevo che il film non brillava, che non era esattamente quello che i fan si aspettavano. Durante il podcast che gli abbiamo dedicato l’argomento è stato ben sviscerato, tuttavia eravamo pronti ad accogliere una commedia mediocre senza piangerci troppo sopra, consapevoli che di questi tempi il convento non passa più di tanto, però…Però, caro Ste, una MMERDA del genere non me la sarei mai aspettata. Cioè, mi ha fatto provare tutti gli stati d’animo negativi possibili tranne l’allegria e la spensieratezza. È proprio indifendibile. Sciatta come poche, gag telefonate che non ti dico, e poi quel cazzo di citazionismo quasi doveroso, cioè, quello fatto perchè si deve fare, perchè cosí facciamo felici quei babbei dei fan. L’ho già detto nella rece, indossavo la t-shirt con il logo Ghostbusters comprata APPOSTA per l’occasione. Mi son detto: “Me la rimetto perchè ce l’avevo uguale 30 anni fa e se il franchise torna di moda la posso indossare con (ulteriore) orgoglio.” Invece no. Invece questo film mi ha fatto vergognare di avere quella maglietta addosso e fuori dal cinema son saltato in sella allo scooter e mi sono fiondato a casina di volata che speravo non mi vedesse nessuno. Ora quella t-shirt andrà a finire sotto a tutte le altre e farà la muffa nell’armadio, anzi, ti dirò di più, al prossimo cambio degli armadi cercherò di sbolognarla o di perderla. Vedi te.

  2. Lorenzo ha detto:

    Alla fine, durante un viaggio di 12 ore in aereo, ho ceduto e l’ho guardato, poiché era disponibile nella programmazione in-flight. Che dire, non mi è sembrato così osceno, un filmetto come tanti altri che se ne vedono al giorno d’oggi. Qualche battuta mi ha anche fatto sorridere. Per dire, durante il viaggio ho visto di peggio, tipo il Doctor Strange.

    • Simone Guidi ha detto:

      Lorenzo, che ti devo dire, io ho provato pure a riguardarmelo su SKY (il mese scorso lo hanno messo in programmazione) ma proprio non riesco a digerirlo. Anzi, guarda, mi fa proprio incazzare. Mi sono anche ridimensionato su Chris Hemsworth. La parte comica la regge bene pero’ non mi regala più la speranza che mi aveva donato quando l’ho visto al cinema. Sull’internet ho visto che vendono il cofanetto Blue ray con tutti e 3 i film insieme. Ecco…Mi sento come Lucas nei confronti dell’holiday special: raccoglierei tutti i cofanetti del mondo e li romperei con un martello per toglierci di dentro il terzo film.
      Sono proprio un uomo triste e deluso. 🙁

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