Gli allegri pirati dell’isola del tesoro: La nostalgia, il manga e il giovane Miyazaki

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Allegri_Pirati_4Di solito su queste pagine mi metto a parlare delle cose che amo perché non solo mi piacciono ma perché, alla fine, mi permettono di scrivere recensioni migliori. Niente permette di viaggiare veloce sulla tastiera quanto scrivere di qualcosa che si ama. E a volte mi imbatto in cose uniche e abbastanza interessanti che forse rientrano in pieno nella categoria “amore”. Questo anime d’epoca è un pezzo del mio cuore e, se siete interessati alle radici dell’animazione giapponese, ha molte particolarità uniche da scoprire ed esaminare, anche perché è un film della Toei Animation del 1971 criminalmente sottovalutato. Se la parte della frase precedente contenente la data “1971” vi ha fatto immediatamente pensare: “Oh no. Figuriamoci se guardo questo vecchiume“, sappiate che state commettendo un errore FATALE e potrebbe essere necessario chiarirvi un po’ di retroscena con quello che scriverò di seguito.

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Ricordo che su canali privati tipo “Tele Infradito” o “Rete Brugola” lo davano a nastro e a orari imprevedibili. Io, da ragazzino non ancora brufoloso, me lo sarò visto diecimila volte. Adesso che vado per i 42, è un vero piacere per me riproporlo a mia figlia di 3 anni. Perchè papà è l’esperto e lei ancora non si rende conto di essere l’oggetto dei suoi infimi esperimenti sulla socializzazione umana.

L'esperto ti insegna

Papà l’esperto ti insegna

Intanto partiamo col dire che questo film arriva da un’epoca in cui la Toei Animation spendeva un fracco di paperdollari, di lavoro certosino, e di talenti nella produzione dei suoi film. E proprio quei film, del ventennio 60 e 70, sono invecchiati meravigliosamente dal punto di vista visivo.
Un sacco di persone che hanno partecipato alla creazione di questa pellicola hanno poi continuato la propria carriera contribuendo a formare lo “Studio Ghibli”, tra cui lo stesso fondatore, un giovane Hayao Miyazaki che animò le lunghe sequenze d’azione e venne accreditato come consulente creativo dell’intero progetto.
Ovviamente, questo accadeva quando Miyazaki non era quel regista/animatore/essenza suprema priva di corpo premio Oscar che è adesso, e stava sparando il grosso delle sue cartucce per emergere e venirne fuori alla stra-grande.
A monte di questa abbondanza di talenti, venne investito anche un’enorme budget per lavorarci sopra. Il film veniva alla luce con l’intento di festeggiare i 20 anni della Toei Animation e quindi godeva di un clima di grande fiducia. Fu un vero peccato vederlo fare un concreto buco nell’acqua (perse al botteghino contro un film di Ultraman , e Miyazaki ci rimase malissimo). Come risultato finale, i più alti papaveri della Toei decisero che mai e poi mai avrebbero più finanziato film di quel calibro, così Miyazaki e la sua corte passarono alla concorrenza della Nippon Animation per i loro progetti successivi, mentre la Toei si teneva molto occupata con i robottoni di Go Nagai e Ken Ishikawa, che comunque si rivelarono un investimento molto fruttuoso.

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Uelà. Salve a tutti. Io sono quello che monopolizzerà il mercato per i prossimi 10 anni. Ci credereste?

Il fatto che la Toei credesse così tanto in questo film è presto detto: tecnicamente può sembrare solo una serie di gag e scene d’azione, ma sono comunque la serie di gag e scene d’azione più emozionanti che si fossero mai viste prima nell’animazione nipponica. C’è uno sforzo concentrato all’inverosimile per riuscire a coinvolgere il pubblico, e il fuoco del regista Hiroshi Ikeda è sempre, costantemente centrato su questo. Tutto va nella direzione del puro divertimento grazie a meravigliose animazioni e un accompagnamento musicale entusiasmante. I personaggi sono vivaci, fumettistici ed espressivi, come in quasi il 99% di tutte le anime, del resto. L’azione è fluida e le scene composte da Miyazaki e Yoichi Kotabe mostrano il meglio nelle animazioni acquatiche.

ati2Per essere un film che implica dei morti sullo schermo e un cattivo che tenta costantemente di uccidere il bambino protagonista, “Gli allegri pirati dell’isola del tesoro” è piuttosto gioioso e spensierato. È il genere di film in cui, anche quando qualcosa di veramente terribile sta succedendo, sai già che andrà comunque a finire bene e i buoni vinceranno, sia attraverso il proprio ingegno o tramite ridicole coincidenze, ma onestamente la cosa è più che azzeccata per questo tipo di film, e trovarne un motivo di critica significherebbe criticarlo per non essere quello che non doveva assolutamente essere.

Picture2È tutto divertente e spassoso, e anche il cattivo, il capitano Uncino, pur essendo un grandissimo pezzo di merda popò,  riesce ad essere molto simpatico, forse addirittura amabile.
Sicuramente Kathy, la protagonista femminile, o era un’idea di Miyazaki o più semplicemente un’idea che gli piacque moltissimo, tant’è che quello stereotipo di eroina se lo porterà dietro in numerosissime altre sue produzioni successive. Una dura cazzuta ragazzina che poi alla fine si trasforma nella classica melensa damigella da salvare.

Picture5“Gli allegri pirati dell’isola del tesoro” è comunque un gran divertimento per i bambini da 3 a 10 anni, la sua stessa durata di appena 75 minuti è calibrata per loro, ma anche quelli più grandicelli non lo disdegnano. È un adattamento molto scarso di un classico della lettertura, tant’è che l’unico effettivo legame con il racconto originale “L’isola del Tesoro” di Stevenson è il nome del protagonista “Jim”, una mappa, i pirati e un barile pieno di mele dove Jim si rifugia e origlia le losche trame dei cattivi.

Picture6Anche se in questo film Miyazaki risulta accreditato come consulente creativo, di animazione e disegnatore delle scenografie, è stato il primo film al quale abbia lavorato con grandi responsabilità nel settore dell’animazione. Non lo ha diretto, ma la sua influenza sullo stile è ben documentata e immediatamente evidente. Così come molte idee e scene di combattimento sarebbero state da lui riproposte nei suo film successivi da regista.
Ecco infatti un esempio. La scena qui sotto ha un passo e uno stile che poi ritroveremo 9 anni più tardi. Quando Myazaki farà visitare al suo Lupin il castello del conte Cagliostro.

Prego sostituire la botte con la cinquecento
E sempre nello stesso film sopracitato, gli scagnozzi mascherati del conte effettuano un attentato notturno a Lupin con le stesse modalità.

scagnozzi conte

Prego sostituire i pirati con gli sgherri del conte

C’è da dire inoltre che Hayao Miyazaki creò un adattamento manga come promozione Tie-in per il film. Venne serializzato in 13 albi, distribuito in allegato all’edizione domenicale del “Tokyo Shimbun” da gennaio a marzo 1971 e stampato a colori.

page2doubutsuDa noi ci si consolò dando in pasto alle piccole belve un sacrosanto album di figurine com’era d’uso all’epoca. Conteneva 280 figurine e venne pubblicato presumibilmente nel 1978 dalla M.G. (Mameli Gatti) di Milano.
Al momento non è disponibile alcun tipo di di informazione a riguardo né immagini delle figurine.

album_piratiL’interno dell’album era assolutamente “piatto”, senza nessun tipo di disegno o decorazione. Il retrocopertina riportava la pubblicità di un’altra pubblicazione di questo editore.

Vi lascio in lacrime con l’ascolto dell’intramontabile canzoncina dei pirati. Solo dopo averla sentita sarete liberi di usare i kleenex per asciugarvi gli occhi.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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1 Response

  1. metalredstar ha detto:

    ormai sei in loop infinito co’ sto film… però, davvero, ne vale la pena… piccola grande gemma dell’animazione…

    … mancano solo i zomPi de Rebibbia… 🙂

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