Masticare Amaro : La rece senza spoiler di Star Wars Gli Ultimi Jedi

Dove eravamo rimasti?
Ah già, Star Wars Il Risveglio della Forza!
Il miglior riavvio possibile per un film che copia e incolla troppi validi concetti mutuati da Una Nuova Speranza (con l’unica eccezione di colui che dovrebbe essere un cattivo carismatico ma finisce per assomigliare all’assistente del professor Bunsen dei Muppets).
Nuovi personaggi che raccolgono lo scettro, due o tre scene che fanno in pieno il loro sacrosanto dovere, qualche battutina con il retrogusto dei Guardiani della Galassia, Han Solo ingiustamente sacrificato, Mark Hamill mito semi-umiliato, il carisma della prima, vecchia trilogia che regge il resto; in generale un buon prodotto, ma ci fa intendere che forse, in futuro, non vedremo niente che non abbiamo già visto.
Certo, Il Risveglio della Forza va bene così, ma a mente fredda si respira aria stantia, di un qualcosa concepito a tavolino che prova a rinnovare tutto per non rinnovare niente, salvo idee rinfrescanti, tipo, che so, assumere un regista in cima alla trend list di Hollywood.
Il bello è che questo è stato clamorosamente capito da tutti, e dopo la boccata d’aria fresca portata da Rogue One, le aspettative per Gli Ultimi Jedi erano di riscossa.
Poi, invece, oltre al fan service hanno aggiunto alla conta anche la vendita dei pupazzetti e il nuovo trend inaugurato da I Guardiani della Galassia, e sono partiti per la tangente. All’uscita dal cinema, tutti a discutere. Sigla.

È ufficiale, sono vecchio. Me l’ha detto la Disney ieri pomeriggio mostrandomi Gli Ultimi Jedi. La casa del Topo mi ha fatto chiaramente intendere che farei molto meglio a farmi da parte per dare la precedenza al suo target d’elezione: i bambini dagli 8 ai 12 anni.
Sono troppo cattivo? Ho cominciato col piede sbagliato questa recensione? Ditelo pure, eh?! Siete liberissimi di farlo, ma la realtà dei fatti non cambierà, e qui ho sempre ragione io.
La faccio breve. Era bello Episodio VII? Insomma. Era bello Rogue One? Tantissimo. È bello gli Ultimi Jedi? Forse. Magari se si sforbiciava di più in fase di montaggio e si inseriva un bel filtro antivanzinate sarebbe venuto decisamente meglio. Al momento, (e sono le 1.30 di notte) quando ci penso mi vengono in mente i Minions. Non so dirvi esattamente il perché, ma è inquietante.
Quello che so con certezza è che se fossi un elemento rappresentativo del pubblico al quale è diretto questo film, dovrei essere deluso, ma sarebbe una delusione amara, di quelle che non ti affliggono più di tanto se non facendosi masticare a piccole dosi durante il corso di interminabili giornate. È una fortuna che io NON faccia parte di quel pubblico. Che abbia 45 anni e una fedele affezione quarantennale alla saga, mi sia letto fumetti, giocato videogiochi, letto romanzi, visto cartoni animati di Star Wars, e quindi non abbia assolutamente a che fare con il target finale. In questo modo posso dirvi che è bello, pieno di scene d’azione, esplosioni, pupazzame vario e winks alla prima, vecchia trilogia. Aaah, che culo che ho. Pensate se veramente la Disney avesse fatto Gli Ultimi Jedi per gente come me. Marò, che disperazione sarebbe stata.

Non avrei apprezzato i Porg, per esempio

Per fortuna, dicevo, tutto quello che è stato messo sul piatto con Gli Ultimi Jedi non mi riguarda più. Altrimenti avrei trovato il film decisamente troppo lungo, zeppo di scene puramente filler e, per i suoi primi 40 minuti almeno, alla continua, spasmodica ricerca della battuta facile, di quelle gag da Bagaglino che puntualmente impediscono al phatos che provano gli anziani come me di decollare, allo spettatore un minimo scafato di calarsi emozionalmente nella storia.
Se veramente avessi voce in capitolo sul gradimento di questa pellicola avrei trovato il primo tempo più simile ad un incidente all’incrocio tra Balle Spaziali, Mary Poppins, e Thor Ragnarok, per dire. Ma siccome non è un film per me ma per una nuova, giovanissima generazione di spettatori che non sono io, posso tranquillamente dire che è un prodotto visivamente stupefacente anche se non immune da buchi di trama clamorosi (un ciaone a Benicio del Toro e la fuga delle navicelle ribelli). Una pellicola che prova goffamente a veicolare messaggi importanti in formato Tavernello e annacquandoli pure. Un film che in certi punti riprende copia carbone dei concetti già visti nei precedenti (che sono dei bei concetti) rendendoli funzionali alla sua personale narrazione.


Gli Ultimi Jedi è un film che fa discutere e spacca il fandom, ma le discussioni in merito non sono condizionate dalle diverse interpretazioni che gli spettatori gli attribuiscono, dalle visioni contrastanti, se valga di più il gusto del singolo piuttosto che il gusto di molti (grazie Spock. Grazie SEMPRE). È il fattore anagrafico ad essere determinante, perché Gli Ultimi Jedi consegna ufficilamente le redini della saga a un nuovo pubblico che, per forza di cose, non la pensa più come quello vecchio. Un pubblico che predilige i Minions, che ha in Cattivissimo Me e/o Thor Ragnarok i suoi cult generazionali.
A onor del vero, da vecchio fan ormai obsoleto, ammetto che Gli Ultimi Jedi abbia nei suoi ultimi 50 minuti i suoi momenti più brillanti. La comparsa di un vecchio personaggio direttamente dalla trilogia originale e il conseguente dialogo con Luke Skywalker è stato per me, non ho timore a dirlo, un passaggio TOCCANTE che mi ha quasi commosso. La stessa fase finale con la resa dei conti è molto efficace e, a mio avviso, plausibilissima se considerata nell’ambito delle potenzialità Jedi e dei loro passaggi ancestrali tra vita, morte, e il divenire in generale. Ma il suo ultimo fotogramma, l’ultima immagine che ci dona prima dei titoli di coda, certifica davanti al notaio chi sia il destinatario ultimo dell’intera operazione, e attualizza una volta in più quello che abbiamo gia visto ben 40 anni fa, cioè: un giovanissimo signor nessuno (come Rey, del resto) che volge lo sguardo alle stelle e agogna a qualcosa di più, apprestandosi a diventare l’ago della bilancia per determinare il destino di una galassia.
Abbiamo una nuova speranza? Forse si, ma non è per noi vecchi fan, o perlomeno non è per quelli come me che sono ancora troppo vecchi dentro.

Chi sei?

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4 risposte a Masticare Amaro : La rece senza spoiler di Star Wars Gli Ultimi Jedi

  1. Ste84 scrive:

    Io ultimamente credo di essermi messo il cuore in pace circa tutto quello che sarà sequel\prequel\reboot di film che ho amato in più giovane età.
    Dici bene quando affermi che siamo obsoleti ma del resto non mi riesce difficile immaginarmi un ragazzino di oggi, magari in fissa con i film sui supereroi (visto che negli ultimi 10 anni ne sono usciti giusto 2 o 3..), tra 20 anni, quando il filone sarà esaurito o cambiato, a lamentarsi che non fanno più quei film fighissimi sui supereroi dei suoi tempi, o non li fanno più belli come allora, ecc, ecc. E’ un ciclo.
    Temo che un 30\40enne di oggi non possa pretendere di rimanere estasiato davanti a un film rivolto ai ragazzini del 2017, non siamo più il target di questi prodotti. Ep. VII, VIII e IX non sono per noi, non potranno mai farci venir voglia di saltare sul letto con una spada laser di plastica, sognando di sconfiggere i malvagi e muovere gli oggetti con la mente.
    Mi immagino quando mio papà mi portò per la prima volta al cinema a vedere Willow… a lui cresciuto a pane e Il Ponte Sul Fiume Kwai avrà fatto schifo sicuramente, io invece sono uscito con gli occhi e la bocca spalancata. Quel film era rivolto a me non a lui, così come La Storia Infinita e tutti gli altri, e oggi a noi tocca lo stesso destino dei nostri genitori. Forse ci converrebbe prendere atto della cosa il più serenamente possibile.

    • Lorenzo scrive:

      Anche io la pensavo così, ma perché se guardo Lawrence d’Arabia (1962, ma visto l’altroieri per la prima volta) lo trovo un filmone e se vedo Dunkirk mi annoio? Ma soprattutto cosa ci trovate nella saga di Guerre Stellari? 😛

      • Simone Guidi scrive:

        È appunto questa la riflessione che mi ha innescato dentro. I bambini di adesso lo adoreranno e quindi va bene così. Cioè, capito? VA BENE COSI’! E allora io che mi lamento a fare? Tanto vale che mi metta l’animo in pace, prenda atto dello stato delle cose, e cominci a non aspettarmi più niente da tutto ciò che l’Impero Disney mi propinerà da qui ai prossimi, che so, 1000 anni. Oggi si son presi pure la FOX. Piangiamo.

      • Ste84 scrive:

        Ah ma con me sfondi una porta aperta (soprattutto perché Lawrence è probabilmente il mio film preferito di tutti i tempi assieme a Ran di Kurosawa!) 🙂
        Il fatto è che il cinema nel corso dei decenni è cambiato e mi sento di dire che lo abbia fatto in peggio, così come la musica e tante altre cose. Io vedo una qualità generale in calo, soprattutto negli ultimi 20 anni, ma questa è solo una mia opinione\sensazione non suffragata da dati oggettivi.
        Questa considerazione la unisco poi con quella di prima, ovvero: già noi stiamo invecchiando e certi film non sono più rivolti a noi… se a questo aggiungi che il prodotto è pure “inferiore” rispetto alle uscite storiche delle decadi passate… ovvio che uno esca dal cinema deluso.
        Comunque l’argomento è vastissimo e molto meno banale di quello che sembra, si potrebbe andare avanti a parlarne per giorni.

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