I FALCHI DELLA NOTTE: peccato non averli più rivisti insieme

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i falchi della notte

A volte guardi i film che gli attori hanno scelto all’inizio della loro carriera e noti dei ruoli che migliorano l’immagine che si sono definiti.
Sebbene considerato per sempre una star del cinema d’azione, Sylvester Stallone ha iniziato la sua impressionante carriera provando veramente ad impegnarsi in film che non comportassero necessariamente il bisogno di riempire cimiteri e reparti ortopedia. Anche se per tutti noi lui È Rocky Balboa e ottenne la svolta nello star system scrivendo quella sensazionale sceneggiatura, imparando a boxare, e mostrandoci l’anima del pugile immaginario più amato della storia del cinema, per un breve periodo provò ad impegnarsi facendo cose particolari.
È anche vero che lo Stallone attore ha vissuto alcuni grandi momenti salienti e alcune deviazioni sfortunate. Per esempio: personalmente adoro tutta la saga di Rocky e applaudo Rambo ancora oggi, ma mi chiedo se Stallone si rammarichi di aver scritto Taverna Paradiso, e suppongo si vergogni ancora quando ripensa al giorno in cui decise di partecipre alla sceneggiatura di Nick Lo Scatenato e recitare nei film comici.
Tra questi successi e questi flop c’è sicuramente I Falchi Della Notte. Un thriller d’azione del regista Bruce Malmuth uscito nel 1981. Il calendario gli imporrebbe essere un tipico prodotto dei primi anni ’80 e invece, in un modo profondamente inquietante, è molto più radicato nella fine dei ’70.
È il primo film in cui Silvestro prova a diventare l’eroe d’azione che tutti conosciamo e lui, insieme a un Billy Dee Williams pre “L’Impero Colpisce Ancora”, interpretano dei poliziotti aggressivi e stanchi di una New York selvaggia. Vengono assegnati a un’unità antiterroristica, e i loro anni di esperienza acchiappando spacciatori e melma urbana li portano ad affrontare l’arrivo di Rutger Hauer negli Stati Uniti.
E sapete una cosa? Anche se non sembra è Rutger Hauer a vincere.

i falchi della notte

Copertura saltata perché tradito dalla ricrescita dei capelli

Se ce la volessimo sbrigare con poche parole, I Falchi Della Notte sarebbe un thriller in stile gatto col topo, in cui due poliziotti interpretati da Rocky Balboa e Lando Calrissian affrontano un terrorista internazionale interpretato da Roy Batty nella città che non dorme mai. Presumibilmente diretto dal fantasma di Sylvester Stallone ( vi spiegherò più avanti), il film ha una lavorazione travagliata, prolungata, e alla fine viene anche tagliuzzato dalla produzione prima del rilascio.
Si, avete capito bene. Gli ingredienti per fallire al botteghino ci sono tutti, ma non sarà così. I Falchi Della Notte conseguirà un buon successo e sarebbe potuto essere un film più grande se solo fosse stato diretto da una mano più ferma. Rimane quindi uno dei film più sottovalutati della carriera di Stallone, ma ha il pregio di aver lanciato un grande come Rutger Hauer in quel di Hollywood.

 

La genesi de I Falchi Della Notte è roba emozionante proprio come certi amori che non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano.
Originariamente concepito come il terzo sequel de Il Braccio Violento Della Legge, che avrebbe contrapposto Gene Hackman a un terrorista mentre veniva affiancato da un partner che i produttori speravano fortissimo potesse essere Richard Pryor, il progetto naufraga quando Hackman si stanca del personaggio e decide di abbandonare il ruolo.
La sceneggiatura, quindi, galleggia per gli studi di Hollywood finché arriva alla Universal dove viene rimodellata su misura per Sylvester Stallone che, uscito fresco fresco dal successo dei due primi capitoli di ROCKY, è già una star con un discreto seguito di fan, sì, ma non proprio l’icona che sarebbe diventato.
Nel frattempo, Rutger Hauer è un nome spendibile nella lista degli attori di belle speranze grazie ai suoi film con Paul Verhoeven, e viene reclutato per interpretare il sofisticato terrorista Wulfgar. L’intero progetto è affidato al regista Gary Nelson ( già regista di THE BLACK HOLE ).

i falchi della notte

Rutger, pronto a difendere i suoi fighissimi occhiali. Costi quello che costi.

Iniziano le riprese e, adattandosi ai loro personaggi nel film, Stallone e Hauer entrano rapidamente in conflitto sul set. La tensione sale ulteriormente quando, dopo una settimana, Gary Nelson molla tutto, lasciando la troupe momentaneamente senza una guida. A quel punto, in mancanza di un regista, Sly sale in cattedra e ne fa le veci, dirigendo più di una scena fondamentale. Poco tempo dopo, la produzione trova il sostituto in Bruce Malmuth, regista inesperto il cui più grande progetto fino a quel momento era stato l’aver diretto un episodio di una serie televisiva per adolescenti. Professionalmente acerbo e di facile soggezione, è praticamente un burattino nella mani di Stallone che lo spinge a concentrare tutto il film sul suo personaggio, Deke DaSilva, e tagliare diverse scene dedicate al Wulfgard di Hauer.
Finite le riprese, interviene anche lo studio che taglia e ricuce. Alla fine, molte delle scene drammatiche di Stallone vengono scartate (erano troppe), il personaggio di Billy Dee Williams diventa infinitamente minore, Lindsay Wagner ( allora meglio conosciuta come “La donna bionica” della serie TV) che recita la parte della fidanzata di DaSilva, quasi scompare, e la scena della morte di Hauer, si dice girata in modo parecchio sanguinolento, viene censurata pesantemente. Sulla carta il film è un potenziale cocktail mortale predisposto al fallimento e invece, nonostante tutto, ottiene risultati abbastanza buoni, incassando quasi 20 milioni di paperdollari, quattro volte il suo budget, ma resta comunque molto sottovalutato e spesso dimenticato dai fan degli attori che ci recitano dentro.

 

Alla fine, la storia de I Falchi Della Notte gira tutta intorno allo scontro personale tra DaSilva e Wulfgar, ed è quest’ultimo il mattatore ( nel vero senso della parola) del film. Se si va a vedere bene, Sly uccide solo una persona; Wulgar stesso alla fine. È tutto lo svolgersi della vicenda che rende avvincente I Falchi Della Notte, con Stallone abituato e menare spacciatori per strada e rinchiudere in cella rapinatori, riluttante all’idea di dover sparare a qualcuno per ucciderlo, e il cattivo Hauer dagli occhi selvaggi, più forte e più intelligente di quanto DaSilva possa mai sperare di essere, e sempre un passo avanti. Il loro tango mortale ( ed estremamente personale ) è la cosa buona del film. Stranamente il montaggio finale operato dalla produzione che ha messo in un angolo i personaggi di Williams e della Wagner potrebbe aver effettivamente aiutato, regalando allo spettatore un emozionante one-to-one fra Stallone e Hauer.
Vale la pena notare che il Wulfgar di Hauer è super magnetico. Non c’è da meravigliarsi che abbia iniziato a ricevere così tante offerte dopo questo lavoro, con BLADE RUNNER e tanti altri che seguiranno dall’anno successivo.
I Falchi Della Notte ha anche un’atmosfera molto cupa anni ’70, non molto dissimile da altri capolavori di quel decennio. È difficile capire di chi è stata la scelta di ambientare la storia in questa New York pre-Giuliani. È di Gary Nelson, di Malmuth, o di Sly stesso? Boh? Anche la colonna sonora è un misto di funky rock dove spicca la scena della discoteca con in sottofondo gli Stones e la loro “Brown Sugar”.
Si, certo. I Falchi Della Notte è datato, ma questo fa parte del suo fascino. Come ho scritto prima, cade in un periodo poco considerato della carriera di Stallone, quando stava lottando per trovare il suo posto al botteghino e Hollywood non aveva ancora capito cosa fare di lui, e Rutger Hauer, fresco arrivato, era già destinato a sorprendere il pubblico che conquisterà di lì a un anno con Blade Runner.
Se non ne avete mai sentito parlare, provatelo. Oggi un film così sarebbe criticato aspramente da tutti i falliti della rete e simili. Già li leggo: « La trama è troppo semplice!111!!!!! Come fa hauer a scamparla sempre e a procurasi gli esplosivi!!!111!!! » e menate varie. Voi fregatevene. Se siete stati in grado di apprezzare I Guerrieri Della Notte e Serpico, vi piacerà.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Denis ha detto:

    Infatti Stallone con la barba mi fa venire in mente Al Pacino, si non capisco quelli della rete cosa cercano nei film o nei videogiochi boh? risposte alle loro vite…
    Malmuth ha diretto anche Steven Seagal.
    Ecco gli Internettiani mi fanno venire in mente il protogonista di Baby Driver veramente anonimo, senza carisma e con le cuffie perennamente nelle orecchie per non sentire il mondo circostante

    • Simone Guidi ha detto:

      Accidenti, malmuth ha diretto anche DURO DA UCCIDERE! Questo è un’altro di quei film che andrebbe riguardato. Giusto per vedere Il buon Steven Seagal quando aveva ancora un tonnellaggio contenuto. 🙂
      Io, guarda, con l’internet ci sto facendo la guerra. Mi sono reso conto che ormai è il trionfo dello svantaggio mentale e sui social ho sempre il blocco in canna. Arriverà il giorno in cui istituiranno la patente per usare lo smartphone? Non credo, ma io ci spero tanto.

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