I GOONIES al cinema in 4K: Sloth è sempre stato un gran signore

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i goonies
I Goonies in formato .rar:
Un mucchio di ricchi arroganti sta per radere al suolo un intero quartiere per costruirci sopra un country club, perché questo è tutto ciò che i ricchi hanno sempre fatto negli anni ’80: trasformare tutto in un enorme country club e sniffare coca.
Dopo aver scoperto una mappa del tesoro nella loro soffitta, un gruppo di ragazzini guidati da Sean Astin partono alla ricerca di quelle ricchezze per salvare le loro case, ma in più occasioni rischiano di perderle a causa dell’interferenza di una banda di criminali inetti.
Tutto sembra perduto, ma all’ultimo minuto rimediano un sacchetto pieno di gemme. Il padre di Sean Astin dà un’occhiata ai gioielli e dice ai ricchi arroganti di mettersi il loro country club nel fottuto cacapranzi.
Il quartiere è salvo!
Questo per dirvi che I Goonies è un caro film degli anni ’80 in cui un gruppo di ragazzi è così figo da andare alla caccia di un tesoro, ma così poco raffinato da rifiutarsi di chiamare con i nomi veri i suoi componenti cinesi e in sovrappeso (o è così, o i genitori di Data e Chunk li odiano). Lunedì è tornato nei cinema in versione rimasterizzata 4K. Io sono andato a rivedermelo. Sigla.

Un’altra cosa inequivocabilmente grande di questo film
 

Hollywood, 1983. Richard Donner entra sorridente in una stanza piena di dirigenti: «Salve! Mi piacerebbe fare un film che sia in parte una storia di pirati, in parte caccia al tesoro, in parte Indiana Jones, in parte horror coi mostri, in parte thriller di mafia, e in parte adolescenziale.» Tutti i presenti lo guardano in silenzio. Si sente il ronzio flebile di una mosca che vola attraverso la stanza. « Ah, aspetta… Ci deve essere anche una speculazione immobiliare in una cittadina americana poco affascinante!» aggiunge Donner.
A quel punto, qualcuno avrebbe potuto premere un pulsante nascosto sotto al bordo del tavolo e la sicurezza sarebbe arrivata per trascinarlo fuori dalla stanza e sbatterlo ben oltre i confini municipali. Dopotutto, se ci si pensa bene, ci sarebbe voluto una specie di Superman per riuscire a tessere insieme una storia coerente da tante idee così stravaganti ammucchiate l’una sull’altra, sperando di ottenere un successo al botteghino per giunta amato da bambini e adulti delle generazioni a venire. Cacchio, Superman ci sarebbe voluto. Cristodundio, Superman!
E I Goonies non avevano Superman, avevano una cosa migliore: il regista di Superman! Richard Donner, che qualche anno prima aveva praticamente creato il moderno cinema di supereroi con due film di successo sull’uomo d’acciaio, per di più fiancheggiato da un altro cineasta dal peso sovrumano in quel di Hollywoo: Steven Spielberg.

i goonies
La leggenda narra che Spielberg stesse lavorando a Il Colore Viola quando un pensiero lo colpì: cosa mai fanno i bambini nei giorni di pioggia? Quali avventure potrebbero immaginarsi? Il tutto mentre stava dirigendo uno struggente film sul drammatico tema dello schiavismo, pensa un po’.
Ma intanto qualcosa era scattato e: taaac! Da questo germe di idea, consegnato a Donner e allo sceneggiatore Christopher Columbus, nasce una storia su una banda di disadattati che affrontano un futuro incerto. Dei cattivi ricconi vogliono demolire il loro quartiere, il Goon Docks, per far posto a un golf resort. Cioè, questo a meno che i giovani residenti Mikey, Mouth, Data, Chunk e Brand, ovvero i Goonies, non trovino un tesoro sepolto da un pirata diversi secoli prima. La gara ha inizio con amicizie da forgiare, testare, e trasformare in trionfo lungo la strada.

 

Neanche tanto incredibilmente, visto il patrocinio di Spielberg ( universalmente riconosciuto come entità suprema dell’immaginario adolescenziale degli anni ’80), I Goonies ricevono il via libera dai dirigenti Warner, i quali gli affidano un budget considerevole per l’epoca; ben 19 milioni di paperdollari. Con la sua uscita al cinema ne recupererà tre volte tanto: 61 milioni, diventando uno dei 10 migliori incassi del 1985. Da allora I Goonies è diventato la definizione stessa di un classico di culto. I protagonisti si muovono attraverso caverne piene di scheletri, trappole esplosive, spaventarelli a random, e dopo quasi 35 anni ancora non ce lo siamo dimenticato.
Ma qual è il segreto de I Goonies? In che modo Donner ha trasformato un tale miscuglio di idee in un’improbabile storia di successo? In un’avventura il cui fascino sembra destinato a non morire mai?
Beh, I Goonies, come i polverosi cimeli nella soffitta in cui la banda scopre la mappa del tesoro, è una specie di reliquia: un oggetto di un’altra epoca. E non sto solo parlando degli elementi del film che oggi sarebbero considerati controversi, tipo: le deformità facciali di Sloth che gli fanno tranquillamente guadagnare l’appellativo di “mostro”; Chunk, ragazzino sovrappeso che viene obbligato a fare la danza del ventre e deriso dai suoi amici; gli stereotipi razziali degli antagonisti italiani (e quindi, ovviamente, mafiosi); Mouth che terrorizza la povera domestica spagnola con minacce di tortura e droga. Il fatto è che la maggior parte dei concetti che innalza questo film è fortemente radicata negli anni ’80. Roba che adesso non si può e non si deve vedere più al cinema. Un esempio lampante di quanto sto dicendo lo trovate nell’articolo che ho dedicato a Schegge Di Follia, per dire.
Ne I Goonies , d’altra parte, ci sono tracce di una commedia per adolescenti (i bambini che spaccano il pene del Davide e lo incollano alla rovescia). C’è una storia d’amore (un Josh Brolin pre-Thanos alla ricerca di un tipo molto diverso di finale con Andy). C’e l’orrore (un cadavere congelato, l’incontro con Sloth). Ci sono elementi thriller (l’evasione all’inizio) e, naturalmente, l’avventura piratesca con il magistrale McGuffin del tesoro di Willy L’Orbo.

 

In un certo senso, tutto questo miscuglio dà al film un aspetto innocente, l’autentica lente di ingrandimento attraverso la quale permettere allo spettatore bambino di guardare. Non lo si riesce mai a fissare in un genere preciso. C’è solo quell’immaginazione sfrenata tipica del pubblico che vuole intrattenere. Tuttavia, in mezzo a tutti questi eccitanti cambiamenti di genere c’è una costante: l’amicizia che lega i Goonies. Certo, i personaggi sono inquadrati per stereotipi e battezzati di conseguenza: Mouth è il chiacchierone furbo (Mouth in inglese vuol dire bocca); Chunk è il ciccione goffo ( Chunk in inglese vuole dire Pezzo Grosso); Data è l’inventore perspicace ma alieno; Mikey è Mikey, perché a discapito della sua età è l’uomo del gruppo, il leader, quello a cui tutti fanno riferimento. Ma è la dinamica di gruppo ad essere eccellente. I Goonies si prendono in giro, litigano, lottano, ma si sostengono sempre a vicenda, facendo in modo che ciascuno di loro brilli nelle sue qualità durante una ricerca che non avrebbero avuto successo senza gli sforzi congiunti di ognuno.

i goonies

Inevitabilmente, col passare degli anni, il film è invecchiato così come gli spettatori e i protagonisti. Sean Astin ce lo ricordiamo più che altro per il ruolo di Sam nei film de Il Signore degli Anelli nei primi anni 2000, e ultimamente per la seconda stagione di quello Stranger Things così fortemente indebitato con gli stessi Goonies. Josh Brolin è diventato un personaggio pesante nell’universo supereroistico Marvel. Gli altri galleggiano in luoghi lontanissimi dal termine “mainstream”. L’amore dei fan per il film, però, rimane intatto.
Nel 2015, il proprietario della casa di Astoria, nell’Oregon, è stato costretto a mettere i cartelli per chiedere ai fan di andarsene. Si era stancato delle 1.500 persone che ogni anno si presentano lì, al quartier generale dei Goonies, per scattare foto e farsi i selfie.
Questo è anche il motivo per cui le voci di un sequel si rincorrono da anni. Personalmente credo che se Goonies sarà, sarà un reboot piuttosto che un sequel. Chi lo sa? Certo è che qualunque cosa accada, I Goonies rimangono ancora un tesoro di azione e avventura per molte generazioni a venire, e io me lo sono goduto.
Voi che ne pensate?

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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9 Responses

  1. Lorenzo ha detto:

    Pur essendo un appassionato dei classici degli anni ’80, anche solo per motivi nostalgici, “I Goonies” proprio non sono mai riuscito a farmelo piacere del tutto. Ho provato a rivederlo più volte ma niente, non ci riesco. Non sapevo fosse uscito di nuovo al cinema, chissà, magari sarebbe stata l’occasione giusta 😉

    • Simone Guidi ha detto:

      A me, sinceramente, è sempre piaciuto ma non ai livelli di uno Star Wars o un Ghostbusters, per dire. Rivederlo mi ha fatto comunque piacere, ovviamente, anche se devo dire che questo tanto sbandierato 4K io proprio non l’ho percepito. Visivamente l’ho trovato quasi come prima. Sai che? Ho sofferto il montaggio. Con 47 anni sul groppone l’ho trovato troppo frenetico, da videoclip, con tantissimi buchi di vario genere sparpagliati a random e dialoghi sempliciotti per lo più strillati dai protagonisti. Mi ha quasi infastidito tutta una serie di “wow” detti qua e la che da ragazzo non accusavo come ho fatto adesso.
      Per il resto, è Goonies. Un favolone reliquia di un tempo lontano, e una serata diversa da passare al cinema provando a farlo vedere a mia figlia. 😉

  2. Ste84 ha detto:

    Io lo vidi per la prima volta in età da scuole medie quindi avevo più o meno l’età dei protagonisti. Sarà stato questo, non lo so, ma credo che mai più in vita mia io sia stato così tanto fomentato dalla visione di un film, o almeno non a questi livelli. Così a memoria solo Ghostbusters, Hook e Viaggio Al Centro Della Terra possono tenere testa ai Goonies nella mia classifica sul cine-fomento. E domani sera, cascasse il mondo, sarò al cinema con una enorme confezione di pop corn e l’animo di un tredicenne!

    • Simone Guidi ha detto:

      Hola Ste, come ho scritto prima, Goonies è uno dei miei preferiti ma non il mio top generazionale. La cosa bella è stato rivederlo seduto dentro a un cinema, quello sì. L’ultima volta che lo avevo fatto avevo 34 anni di meno. Comunque il cinema non era deserto. Allo spettacolo delle 20 saremo stati una 30ina di persone, tutte belle stagionate, of course. Diverse famiglie con figli e anche compagnie di trentenni lanciati verso gli anta che hanno approfittato per fare l’accoppiata pizza+cinema.
      Fammi sapere se nella tua sala riesci a goderti il 4K. Io, nella mia, non l’ho proprio percepito.

      • Ste84 ha detto:

        Eccomi qua reduce dalla visione al cinema dei Goonies. Si è vero, con qualche inverno in più sul groppone si notano cose che prima passavano sotto traccia, te lo dico anche io che di anni ne ho 35.
        Ma ecco che succede la magia. Il pubblico in sala non è numerosissimo ma è inaspettatamente eterogeneo, ci sono anche dei ragazzini e per una volta la cagnara non mi infastidisce. Anzi, i momenti di ilarità collettiva e le esultanze durante certe scene sono state tali che devo tornare indietro di moltissimi anni per trovare una serata al cinema così sentita dagli spettatori. A fine spettacolo qualcuno ha anche applaudito e ti dirò, per me sono applausi che i Goonies si meritano tutti perché nonostante difetti e ingenuità sono riusciti a entrare nel cuore della gente e da quello che ho visto credo che non se ne andranno ancora per molti moltissimi anni. E questo per me è sinonimo di grande film.
        Il lato tecnico invece mi ha deluso molto. Il 4k per me è proprio fuffa, sarò cecato io ma non ho notato alcuna differenza dalla versione dvd. E da un lato questo è stato un bene perché mi è capitato di vedere film, dagli anni ‘80 in giù, a mio giudizio rovinati da un eccessivo e maldestro upscaling. Per me è meglio lasciare fhd, 4k, ecc, alle produzioni recenti e su quelle vecchie concentrarsi sulla sostanza, del resto se un film non nasce in alta risoluzione perché dover calcare la mano a tutti i costi?
        Ma quello che più mi ha sorpreso negativamente è stato il sonoro. Nonostante fossi in una sala con un ottimo impianto, il suono era molto povero di bassi e sparato sulle alte, specialmente le voci che sembravano addirittura aver subito un aumento di volume rispetto al resto (e pensa che gioia in un film pieno di ragazzetti che urlano per 1h30’) e musiche ed effetti ne sono usciti parecchio penalizzati, difetto non da poco per un film di azione\avventura. Non so quanto sia stata colpa del film o dell’operarore del cinema questa equalizzazione vergognosa ma è stata davvero una porcheria.
        Alla fine il bilancio della serata non può che essere comunque positivo e dopo di questa mi spiace ancora di più di non essere andato a vedere Shining. Vedremo quale sarà il prossimo film “vecchio” ad essere riproposto in sala (chiudo gli occhi, serro i pugni e ripeto “La Cosa di Carpenter” per 100 volte! O anche Grosso Guaio a Chinatown, mi va bene uguale).

        PS: ieri ho anche visto il trailer (anche se mi ero ripromesso di non guardare più trailer ma non ho resistito) di Ghostbusters: Legacy… come ti è sembrato??

        • Simone Guidi ha detto:

          Ooooh, non ti nascondo che aspettavo proprio la tua opinione a riguardo, Ste. Guarda, hai fatto centro su tutto! Anche a me la resa video non ha per niente impressionato e anch’io ho percepito questa cosa dell’audio “urlato”. Ci sono stati dei momenti che il volume era proprio sparato a 1000 e dava quasi fastidio, soprattutto quando c’erano le scene di panico generale e tutte le voci si sovrapponevano una sull’altra, generando una specie di sibilo acuto ( o almeno io lo percepivo tale nel mio cervello). Concordo con te sul fatto che il 4K sia una forzatura per certi film, soprattutto quelli di quei tempi là che non erano proprio nati con il concetto di alta definizione nella mente del regista.
          Anch’io attendo “La Cosa” sopra a tutti quelli di Carpenter, anzi, mi chiedo perché la Midnight Factory non tiri fuori una bella edizione stra-lusso in Blu-Ray come ha già fatto per Grosso Guaio a Chinatown ( e che io ho comprato subito). Ecco. LA COSA credo che sia uno di quei film che se veramente lo pompassero in 4K (4K vero, intendo) rischieremmo di vedere i fili, le sbavature della colla sui mascheroni, e la gommapiuma che svolazza. Ho come questa sensazione.
          Il trailer del nuovo Ghostbusters mi è piaciuto molto. L’ho guardato parecchie volte il giorno della pubblicazione e di solito non sono il tipo da andare oltre le 2-3 views. No, è che sono soddisfatto. Avevo il terrore che venisse fuori un’altro schizzo di diarrea come avevano fatto nel 2016, e invece… Adesso attendiamo gli altri trailer per capire bene storia e personaggi. Mi sto sfregando le mani.
          Ah, anche nella mia sala alla fine è scattato l’applauso, però devo dire che a molto contribuisce Cyndie Lauper che parte subito con la colonna sonora. È troppo bella quella canzone.

          • Ste84 ha detto:

            “LA COSA credo che sia uno di quei film che se veramente lo pompassero in 4K (4K vero, intendo) rischieremmo di vedere i fili, le sbavature della colla sui mascheroni, e la gommapiuma che svolazza”.
            Ecco, questo è esattamente il motivo per cui film di una certa età, specie se infarciti di effetti speciali d’epoca, non dovrebbero essere pompati a risoluzioni moderne. E dopo ieri sera ne sono ancora più convinto perchè come ho detto non ho mai avvertito il 4k… tranne in quei secondi in cui il faccione di Sloth riempiva lo schermo e sembrava decisamente più gommoso rispetto alla versione dvd. E allora a che pro tutto questo? Non solo non serve, è anche deleterio. Figuriamoci cosa succederebbe per l’appunto in un film come La Cosa!
            Il trailer di Ghostbusters Legacy a me ha gasato un botto, vorrei essere prudente ma mi contengo a fatica. E’ vero che è solo un trailer ma in generale ho visto cose che mi sono piaciute, soprattutto ho avvertito amore e rispetto verso il materiale originale, cosa che in quel gavettone di vomito del 2016 era del tutto assente nonostante i cammei del vecchio cast.
            Io adesso però chiudo con tutti i futuri trailer di sto film, sarà durissima resistere ma ora che ho visto un barlume di speranza sulla bontà del progetto non voglio proprio rovinarmi alcuna sorpresa. Poi se sarà davvero buono lo scopriremo solo in sala. Incrociamo i fluss…ehm, le dita! 😉

  3. MikiMoz ha detto:

    Che dire: se ci sarà un sequel, sarà con i figli dei protagonisti di allora. E ci starebbe bene, eh.
    Vero, un cineragazzi che mixa tante cose, cose che forse oggi manco vedremmo (eppure tu, oggi, al cinema le hai viste :p), ed è diventato forse il classico dei classici dell’avventura spensierata adolescenziale in salsa action (quella in salsa dramamtica è Stand by me, con un attore in comune).

    Moz-

    • Simone Guidi ha detto:

      Giusto Moz, Stand By Me è l’equivalente di Goonies ma senza andare sottoterra e mettendoci parecchio cuore in più. Il sequel di Goonies… Oddio…se ne potrebbe fare anche a meno, eh?! È come fare un sequel di Ritorno Al Futuro, lì si finisce in un campo minato generazionale. Cmq, dopo la visione, mi sono sentito più leggero. È stato come fare un giro sul calcinculo. Lo facevo a 20 anni e mi esaltavo, lo faccio ora e mi diverto, ma mi torna a gola anche il cenone dello scorso capodanno. Non c’ho più il fisico. 😉

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