I miei compiti per le vacanze : La recensione de I mondi di Super Mario

TEMPO DI LETTURA: 5 minuti

I Mondi Di Super MarioSia chiaro, io non leggo un saggio dal 2007, da quando, cioè, un amico docente di filosofia mi regalò SENTIRE DIO, ovvero, l’immaterialismo come via per un’interpretazione mistica dell’esperienza, poi ho (giustamente) smesso. In generale, però, nessuno mi regala mai libri, neanche a Natale, probabilmente perché amici e conoscenti sono convinti che io sia una persona superficiale e di poco spessore culturale, oppure che i miei gusti siano lontanissimi da un qualsiasi modello che le attuali convenzioni sociali possano definire come “ammodo”. In realtà non sono uno di quelli che la sera si mette in poltrona a leggere un buon libro sorseggiando Earl Gray e fumando la pipa, quando posso leggo ebook e sfoglio fumetti di ogni tipo, quello sì, ma preferibilmente con le tipe nude stile TOTEM COMICS. Capirete dunque che quando ho scoperto che I MONDI DI SUPER MARIO è un saggio altamente professionale scritto da Andrea Babich e non una storia romanzata da ombrellone, ci sono rimasto un po’ male. Intanto venite và. Andiamo a valutare qual’è il reale peso culturale di un idraulico.
Sigla!

Già dal titolo di questo articolo sapete che ho letto I Mondi Di Super Mario di Andrea Babich, e ho volutamente scelto di tradire i miei valori etico-morali acquistandone una copia cartacea attraverso canali loschi che preferisco non divulgare ma che includono vicoli bui e una Magnum 44. No, scherzo. L’ho comprata su IBS, dove l’ho trovata scontata a 10 euro, senza bisogno di decifrare antiche rune o precipitare dentro al pozzo delle anime.

map_room

Il libro di Babich è esattamente lì

Vi dirò, ero un po’ restio alla lettura perché, come voi mi insegnate, un saggio è sempre un saggio; è roba da completisti, da gente del settore desiderosa di approfondire un argomento che, bene o male, mastica quotidianamente, e lascia poco spazio all’immaginazione così come al puro intrattenimento, ma c’è stato un preciso momento in cui qualcosa mi è scattato in testa, motivandomi ad arrivare fino in fondo con la lettura, ed è stato precisamente a pagina 17 con la chiusa della bella introduzione di Mattia Ravanelli su Sigheru Miyamoto, quando ho letto questo passaggio qui:

«[…]Miyamoto è un ragazzino incapace di credere che i videogiochi siano cose serie per gente seria. I bambini, nella loro geniale e ingenua curiosità, non possono prendersi troppo sul serio. Figurarsi se possono farlo Mario, Zelda, una manciata di Pikmin. O Tingle»

«…incapace di credere che i videogiochi siano cose serie per gente seria.» Ecco. Che Ravanelli creda a ciò che scrive è un dettaglio di scarsa importanza per noi amanti del bel canto, ciò che conta è il significato della sua affermazione.
Spesso anch’io, in questo sanguinosissimo mondo del retrogaming, mi sono trovato di fronte a troppa gente che si prendeva troppo sul serio, che imbastiva polemiche sul niente, che espelleva membri dai gruppi facebook semplicemente perché non la pensavano come loro, che, insomma, aveva perso di vista il concetto principale, e cioè che i videogiochi, soprattutto quelli vecchi (dimenticate per un attimo le ultime generazioni con Call Of Duty, The Last Of Us o GTA) erano fondamentalmente concepiti per i giovanissimi, per intrattenerli e spingerli a infilare una monetina in più nella gettoniera o acquistare la cartuccia di un produttore piuttosto che un altro, per divertire e trasportare l’utente in un’altro mondo dove era bello tornare, e non c’era bisogno solo di sopravviverci in quel mondo, lo si doveva vivere e divertirsi il più possibile.

 

Questa semplice chiusa, dicevo, mi ha dato un grande iniezione di ottimismo per proseguire, convincendomi che nella centocinquantina di pagine scritte da Babich avrei sicuramente trovato quello che cercavo, ovvero, una trattazione analitica del personaggio Super Mario con tutti i suoi annessi e connessi, la sua evoluzione nel tempo con il progredire della tecnologia, il rispetto e l’ammirazione per l’argomento e per il suo papà, Sigheru Miyamoto, responsabile della creazione di un vero e proprio stile di fare videogiochi, uno stile sempre più immaginifico e affine al colosso dell’intrattenimento Disney.
Tutte le mie aspettative sono state ripagate.

 

I Mondi Di Super Mario ripercorre relativamente la nascita di Mario, dalle origini del suo stesso creatore, Sigheru Miyamoto, fino all’ultima uscita videoludica del personaggio all’anno di stampa del libro, il 2004.
Partendo dall’inaspettato successo iniziale con Donkey Kong, Andrea Babich racconta il continuo rinnovarsi dell’idraulico, gioco dopo gioco, passando attraverso i differenti stadi della sua evoluzione analizzandone i retroscena, ma, soprattutto, concentrandosi sul PERCHÉ il personaggio inventato da Miyamoto sia gradatamente diventato un caposaldo del mondo dei videogiochi.
In 7 capitoli, Babich analizza con competenza e massima serietà i vari videogames, partendo appunto da quel Donkey Kong Arcade nato per rimediare al fiasco di Radar Scope, e terminando con Super Mario Sunshine su Gamecube, senza comunque perdere di vista tutte le altre produzioni derivate o spin-off che si sono alternate sulle console portatili e non. Diciamo pure che la storia di Mario viene sviscerata passando principalmente attraverso l’elenco sotto riportato:

1) Donkey Kong
2) Donkey Kong Jr.
3) Donkey Kong 3
4) Mario Bros.
5) Super Mario Bros. (1-2-3)
6) Super Mario World
7) Super Mario 64
8) Super Mario Sunshine

Probabilmente la cosa che mi ha affascinato di più è stata la sensazione di “scalata” che questo libro mi ha trasmesso, il continuo rinnovarsi di Mario cercando di mantenere un carattere rivoluzionario, l’enorme impatto che hanno avuto le sue reincarnazioni sui produttori del settore e sulle tendenze di gioco, nonchè il fatto di essersi trascinato dietro un’azienda come Nintendo, trasformandola da leader giapponese delle carte da gioco con tanta voglia di sperimentare in altri settori a leader dell’intrattenimento videoludico mondiale. Nintendo a Miyamoto deve tutto, o quasi tutto via, e probabilmente all’ingresso della sede di Kyoto c’è una statua di bronzo di Miyamoto che fa la maglia, di fronte alla quale tutti gli impiegati si devono inginocchiare per tributare l’ossequioso bacio reverenziale prima di sedersi alle loro scrivanie, tipo quella di Teresa, la madre di Catellani nell’atrio della magaditta.

 

 

GIUDIZIO

Un buon libro con un’unica pecca: la sua età. Undici anni sono tantissimi quando si parla di videogames e di informatica in generale. L’essersi fermato a Super Mario Sunshine, il sesto gioco della serie principale datato 2002, lascia parecchio amaro in bocca, soprattutto in prospettiva di tutti i giochi venuti dopo e dell’avvento di Super Mario Galaxy, tutte perle di cui avrei gradito leggere di più in proposito. Prego quindi che l’autore, in un futuro prossimo venturo, possa colpire il mondo (come folgore dal cielo) con un secondo libro della medesima collana, per aggiornare la storia dell’immigrato videoludico italiano più amato del globo.
In ogni caso I Mondi Di Super Mario resta un libro interessante, indicato a tutti coloro che vogliono approfondire la loro cultura riguardo a uno dei personaggi più famosi al mondo dopo Topolino, ma soprattutto capire da dove tutto è partito e da cosa, oggi, la maggior parte dei videogiochi prende spunto.

arroganza

In calce riporto un interessante intervista all’autore fatta dall’esimio collega dell’accademia della Forfora, qui in versione particolarmente implume, Giacomo Lucarini, quella volta che lo beccò al Lucca Comics & Games 2010. Engioi bois.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *