I prequel a fumetti dei film di STAR TREK: Countdown to Darkness e’ piu’ inutile del goniometro

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Countdown to darkness #2

Countdown to darkness #2

Nel 2005, il franchising di Star Trek era sull’orlo del baratro. L’ultimo film uscito al cinema risaliva a 3 anni prima e considerando che riuscì appena a coprire le spese raggranellando qualcosina, si può dire che era stato un mezzo fiasco (o perlomeno quello che aveva guadagnato meno in assoluto). Alla televisione le cose non andavano meglio. La serie prequel “Enterprise” proprio non riusciva a decollare e procedeva zoppicando. Alla fine venne chiusa repentinamente, forse nel suo momento migliore. Sembrava veramente la fine. NO MORE STAR TREK nè al cine nè alla TV. Poi da LOST ti arrivò quest’ometto con gli occhialetti da NERD e tutti ne parlavano un gran bene.
«Lui è la persona giusta!» Dissero alla Paramount. «Sicuramente saprà risollevare la situazione». E infatti il nerd si mise all’opera e tirò dentro tutti i suoi amichetti più nerd di lui. L’ometto in questione era J.J. Abrams e i vecchi merletti erano il trittico di sceneggiatori Orci/Kurtzman/Johnson. LORO reinventarono Star Trek, riportandolo al successo, aggiornandolo a questi tempi infami di frenesia e bimbiminchia. LORO hanno il merito di aver reso di nuovo Star Trek un fenomeno commerciale di massa. LORO resuscitarono Lazzaro quando tutti già gli stavano fregando i vestiti.
Ecco. Adesso, per cortesia, che qualcuno me li butti fuori a calci nel culo. Grazie.

JJ-Abrams-Star-TrekAllora, dicevo, ti arriva quest’ometto che raccoglie da terra il franchising e te lo comincia a sbattere come fosse un tappetino polveroso, e come d’incanto ecco comparire una nuova generazione di personaggi più giovani degli originali, e menomale. Più belli, ma ci voleva poco. Più fighi, un po’ come oggi lo devono essere tutti i personaggi dei film che intendono fare cassetta.
Ma a parte i volti nuovi, il restyle della nave e delle uniformi, e il fatto che gli attori avrebbe passato mezzo (e più) film ad inseguirsi o a precipitare da altezze olimpiche, come si sarebbe comportato l’ometto di fronte alla storia QUARANTENNALE di una saga che si era dipanata in lungo e in largo, attraverso cinema e tv, con varie serie e personaggi che avevano tutti influenzato il medesimo universo? Chiunque si sarebbe intimorito di fronte ad una tale mole di informazioni da gestire. Lui no. Anzi. Lui ha semplicemente organizzato una festa di quelle grandi-grandi, e poi, sicuramente, al culmine dei festeggiamenti deve essere spuntato fuori il solito provolone un po’ brillo che ha buttato lì la cazzata: «Ragazzi. Perché non mandiamo il cattivo indietro nel tempo, gli facciamo fare fuori il padre di Kirk, e così creiamo un universo parallelo dove tutte le cose che i fans conoscono possono essere messe in discussione, mentre tutte quelle che ci inventiamo noi sono legittime?»
Tutti i presenti si misero a ridere di gusto. La sparata di provolone era davvero grossa! Pensa te cosa ti va a pensare uno dopo mezza bottiglia di Vecchia Romagna?!
Ma non appena le risate si spensero, c’era già qualcuno che fissava serio il provolone. In men che non si dica TUTTI lo stavano fissando. Provolone era imbarazzato, si sentiva accerchiato. Forse l’aveva sparata troppo grossa?

Dopo 6 minuti, il perito industriale Carletti, detto Leprotto, si accorse di essere insistentemente osservato

Dopo 6 minuti, il perito industriale Carletti, detto Leprotto, si accorse di essere insistentemente osservato

No. Per niente.
Provolone aveva mostrato la via, e giù a dargli pacche sulla spalla e abbracci fraterni, tanto eran tutte cose che non costavano niente.
Ed eccoci a noi e ai fumetti prequel dei nuovi film.
Siccome per qualche spettatore poteva sembrare troppo repentino questo cambio di universo, si pensò di rendere il passaggio indolore introducendolo tramite un fumetto che sarebbe stato rilasciato qualche mese prima dell’uscita del film.

Star Trek: Countdown

La cosa aveva effettivamente un senso. Ecco infatti il primo prequel: STAR TREK COUNTDOWN. Scritto dal duo Orci/Johnson e disegnato da quel David Messina che mi ha fatto tanto tribolare. Il fumettazzo compì il suo dovere fungendo da raccordo tra i due universi, quello canonico e quello alternativo, raccontando la genesi del cattivone del nuovo film con una storia che diceva all’incirca questo:
Nell’universo di Star Trek TNG, poco dopo gli accadimenti del film LA NEMESI, si scopre che il pianeta dei Romulani ha i giorni contati. I cattivoni per eccellenza verranno sterminati da una supernova e bisogna salvare il salvabile. La federazione, nella persona di Picard, Data, e, soprattutto, SPOCK, offre aiuto per gli acerrimi nemici, elaborando un metodo per neutralizzare la supernova tramite la creazione di un buco nero ad hoc. Anche il cattivone del film (ora ancora buono) partecipa al piano di salvataggio del suo pianeta natale e le speranze, lì per lì, sembrano ben riposte. Ma a un certo punto accade l’irreparabile: Spock si dimentica di regolare la sveglia e resta addormentato, arrivando in ritardo all’appuntamento per salvare il pianeta ROMOLUS che viene spazzato via. Il cattivone (ora diventato cattivone per davvero) s’incazza di brutto con lui e col fatto che prenda sempre le goccine per addormentarsi. Si fionda in un arsenale dell’impero dove stavano sviluppando tecnologia Borg e si pimpa l’astronave, trasformandola in un enorme zecca meccanica dallo sconfinato potere distruttivo. Poi, adesso che ha la nave più grossa e cazzuta dell’universo, torna a cercare Spock per consumare la sua vendetta. Al nostro vulcaniano di fiducia, per sfuggire alla nefasta sorte, non resta altro che far risucchiare il cattivo da un buco nero fatto alla volè che, guarda caso, funziona come fosse un tunnel temporale, spedendolo ai tempi della serie classica. Spock, per solidarietà si sente in dovere di precipitarci dentro anche lui nel buco nero, e il fumetto si conclude così, proprio dove andrà a iniziare il film, con il cattivone che spunta fuori da un buco nero qualche secolo prima.

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Ora, come avevo detto prima, tutto questo HA UN SENSO. Il fumetto introduce il nuovo Villain e il nuovo universo con il quale dovremo fare i conti. Perfetto, tutto bene, OK.

Star Trek: Countdown to Darkness

Lo stesso non si può dire per il secondo prequel a fumetti pubblicato per introdurre lo spettatore al nuovo film “STAR TREK INTO DARKNESS” che uscirà nelle sale tra una settimana.
In questo caso il fumetto non narra assolutamente niente di utile per poter intuire chi sia realmente il cattivo del film, nè che tipo di scenario ci possa attendere. È sì divertente da leggere, ma coloro che cercavano indizi e spoiler rimarrano delusi.
“Countdown to Darkness” è un’avventura stand-alone che si verifica prima delle vicende del film. Ci sono vari elementi dello Star Trek originale come, per esempio, un riferimento a Harry Mudd, con una sexy contabbandiera che potrebbe benissimo essere sua figlia mezza Bajoriana.

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Funziona bene come fumetto avventuroso e l’atmosfera del racconto si adatta bene allo stile della serie originale. Anche i disegni sono di calibro pregevole. Per la maggior parte, le matite di David Messina e gli inchiostri di Marina Castelvetro offrono uno stile piacevole e unico, non allontanandosi troppo dalle immagini a cui ci avevano abituati. Anche i colori sono buoni, tranne magari durante la chiusura del fumetto, in cui riflessi e colori di capelli sono un po’ “spenti”.
Per quanto riguarda la continuità con l’universo Trek, oltre a Mudd (o la figlia di Mudd? Boh?) troviamo anche Robert April, che è stato il primo capitano dell’Enterprise e fece la sua  comparsa nella serie animata.

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Ci sono anche allusioni a diversi episodi accaduti nella serie classica, tipo lo schianto con la capsula “Galileo”, così come ci sono importanti richiami al film precedente.
Ma la domanda è: vale la pena di leggere “Countdown To Darkness”?
NI.
Se sei un appassionato di Star Trek o hai profondamente goduto vedendo l’ultimo film di J.J. Abrams, magari puoi comprare anche questo. (Tanto compri talmente tanta roba inutile che una più o una meno…). Ma se sei uno dello “zoccolo duro” di Star Trek che cerca indizi per il prossimo film, lascia perdere. Questo è solo un’altro fumetto che narra una storia originale accaduta prima di “Into Darkness”. Questo, di per sé, lo rende una lettura piacevole ma è tutto lì.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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